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    In un recente convegno, il comune di Isola Villa, seguito dalla città di Canelli e dalla Frazione di San Marzanotto di Asti, hanno informato di aver avviato la procedura di DICHIARAZIONE DI NOTEVOLE INTERESSE PUBBLICO DEL PAESAGGIO. Invitiamo tutti i sodalizi della società civile a sollecitare le amministrazioni locali e seguire questo modello "Astigiano" di conservazione paesaggistica, ai fini non solo ambientali e di fruizione turistica ma per garantire una qualità di vita soddisfacente per le future generazioni. Per informazioni vedi la sezione del sito: Iniziative-Eventi, dove trovere la relazione dei lavori del Convegno di Isola Villa e la Mozione finale. Per approfondimenti rinviamo agli amici dell'Osservatorio del Paesaggio per il Monferrato e l'Astigiano http://www.osservatoriodelpaesaggio.org
    Le vere cause della crisi economica internazionale e del degrado ambientale. Leggete l'esaustiva analisi storica e scientifica esposta da uno dei massimi esponenti europei della Scuola Economica Austriaca: l'economista spagnolo Jesus Huerta de Soto, nella sezione "Iniziative - Eventi". Un vero e proprio evento culturale per l'Italia, disponibile grazie al nostro partner USEMLAB di Torino.
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Acna di Cengio.

Approfondimenti

Associazioni sul piede di guerra per la bonifica dell’Acna di Cengio, che si sospetta non finirà mai. La sostituzione del commissario Leoni che aveva lavorato bene con un burocrate di stato dimostra l’ennesima ingerenza politica finalizzata a distribuire incarichi ben remunerati a scapito della qualità dei servizi, delle aspettative popolari e delle esigenze ambientali.
Fonte: Provincia di Alessandria, http://www.ambiente.al.it
di Giovanni Rizzo

Esattamente un anno fa il nostro giornale chiudeva un ampio capitolo di inchieste sull’ex Acna. L’interesse non era naturalmente caduto, e avevamo continuato a parlare dell’antica questione dalla nostra pagina di ambiente, per tre mesi interamente dedicata alle sorti della Valle Bormida e alla sua rinascita, legata alla bonifica del sito di Cengio. Ora, a un anno di distanza, cercheremo di capire a che punto si trova la bonifica, anche alla luce degli accadimenti che si sino susseguiti dopo che il comissario Stefano Leoni era stato sostituito dal prefetto di Genova, Giuseppe Romano. Sostituzione non gradita dalle associazioni ambientaliste, dalle Province e dai Comuni interessati, tutti sul piede di guerra per difendere l’eccellente lavoro svolto da Leoni, l’unico a essere riuscito a far dialogare di nuovo quattro generazioni di liguri e piemontesi. Questi risultati avevano fatto rinascere la fiducia nei valligiani, che, dopo decenni di inquinamento, si immagina un punto finale alla lunga storia di emergenza. Dopo un anno, però, ancora qualcosa non va.
Giuseppe Romano, commissario alla bonifica
Abbiamo incontrato il prefetto nei suoi uffici di Cengio. Il nuovo commissario era reduce di un incontro al quale hanno partecipato i presidenti delle Regioni Liguria e Piemonte, i presidenti delle Province di Alessandria, Savona, Cuneo e Asti, quelli delle Comunità Montane ed i sindaci dei Comuni interessati, il presidente della Syndial (attuale proprietaria del sito), l’Autorità portuale di Savona e i sindacati.
“Il 6 marzo scorso – spiega il prefetto Romano – si è tenuto un incontro a Cengio, nel quale ho illustrato lo stato di avanzamento dei lavori di bonifica da quando è iniziato il mio commissariamento, cioè dal 26 aprile del 2005. In quell’occasione ho fatto una rassegna puntuale dello stato di attuazione della bonifica .I tempi previsti si stanno rispettando e, se non ci sono intoppi. Posso affermare che il 31 dicembre del 2007 la bonifica sarà completata. Non escluderei uno sforamento di ulteriori due mesi per permettere il completamento della recinzione di contenimento tra l’area 1 e l’area 2. In questo caso si arriverebbe al febbraio del 2008.La cinturazione lato fiume è stata terminata il 31 ottobre del 2005, i lagoons saranno svuotati entro il 30 giugno di quest’anno e puliti entro il 31 dicembre 2006. E’ stato inoltre programmato che, man mano che saranno svuotati dai Sali, i bacini siano riempiti con i materiali inquinanti provenienti da altre parti del sito e da Pian Rocchetta, così come previsto dal progetto preliminare di messa in sicurezza permanente”.
L’area di Pian Rocchetta, completamente in territorio piemontese, sarà quindi, secondo quanto affermato dal commissario, completamente bonificata entro l’ottobre del 2007, con l’asportazione completa delle scorie che saranno portate nel sito Acna di Cengio.
“ I lavori progettuali della cinturazione lato monte – continua il prefetto Romano – sono stati già avviati e Il via potrebbe essere dato a luglio. In sede di Conferenza dei servizi è probabile che porteremo questo progetto. Per quanto riguarda l’abbattimento di tutti gli impianti, previsto per l’agosto del 2007, i lavori sono stati anticipati di quasi dodici mesi, ed entro il 31 ottobre di quest’anno saranno tutti demoliti. Abbiamo insediato un gruppo di lavoro, coordinato da un ingegnere dell’Icram (l’Istituto che si occupa della tutela del mare) che, con l’aiuto dei Vigili del fuoco, a fine maggio finirà un lavoro di prelievo e analisi dei sedimenti del letto del fiume. Le analisi saranno eseguite dal Ce.sta., il laboratorio all’interno del sito. I risultati delle analisi ci diranno come e se continuare. Prevediamo inoltre che entro settembre di questo anno quattro ettari saranno disponibili per gli usi più opportuni. Gli altri dodici ettari saranno pronti entro il 2007. Entro questa data tutti i centosessantamila metri quadri, sedici ettari, saranno consegnati”.
Abbiamo chiesto a Romano se ci sono dei progetti sull’uso di queste zone. “ Non rientra nei compiti del commissario – ha risposto – occuparsi della futura utilizzazione delle aree. Questa mansione spetta a chi è al governo e alla classe dirigente politica”. Per quanto riguarda il risarcimento dei danni provocati al territorio e alle popolazioni il commissario precisa: “Chi ha combinato questo guaio negli anni dovrà pure pagare. L’ho ribadito anche durante l’incontro del 6 marzo al presidente di Syndial Paolo Vazzana. Abbiamo già pronta, preparata da un avvocato dello Stato, la pratica per l’azione risarcitoria. Sarà mia soddisfazione alla fine ricreare la speranza nella gente che tutto è stato disinquinato e che possono di nuovo riutilizzare il sito per creare sviluppo e occupazione”. Questo è quanto ci ha detto il prefetto di Genova commissario Delegato per lo Stato di emergenza nel territorio di Cengio e Saliceto. Di ben altro avviso è l’ex commissario e vicepresidente del WWf Italia Stefano Leoni e la maggioranza delle Associazioni ambientaliste.
Stefano Leoni ex commissario
Durissimo è il dissenso di Leoni nei confronti del Capo della Protezione Civile Bertolaso e del prefetto Giuseppe Romano. In un comunicato del WWf Italia l’ex commissario lancia una serie di pesanti accuse alla gestione del suo sostituto. “Tirando le somme di quattordici mesi (otto per Romano) di attività del nuovo commissariamento – afferma Leoni – ancora nessun sensibile passo avanti è stato operato e permane una fase di stallo. Bertolaso dovrebbe chiedere scusa. Ma del resto è stata una caratteristica del suo mandato quella di creare problemi piuttosto che risolverli. Ovunque la sua protezione civile abbia messo mano si sono registrati danni all’ambiente e alle popolazioni interessate. L’ha usata per imporre opere o impianti di grosso impatto ambientale al di fuori di ogni concertazione e contro la volontà delle popolazioni. In Valle Bormida è stata bloccata l’unica bonifica che stava andando avanti in Italia. Il Governo – continua Leoni – si appresta a varare una modifica alla normativa in materia che condona, senza oneri, tutti i responsabili degli inquinamenti. Il prefetto, intanto, si è fatto raddoppiare il compenso previsto per il commissario delegato e ha alzato le paghe di tutti i suoi collaboratori, che sono aumentati di numero. Vengono pagati come esperti conoscitori in materia di bonifiche il vice prefetto di Genova, il capo di gabinetto e l’addetto contabile della Prefettura di Genova. Per ognuno è previsto un compenso di 41 mila euro l’anno con in più gli oneri accessori. Per la stessa cifra sono stati chiamati in qualità di esperti due giovani laureati, collaboratori dell’Icram. Dodici persone in tutto, fra esperti e prefetto, che sottraggono oltre 600 mila euro l’anno dalle risorse destinate alla bonifica, ossia il doppio dei costi di una struttura che fino alla fine del 2004 aveva conseguito importanti risultati. Ulteriori risorse si stanno spendendo per fare campionamenti del tutto inutili sui sedimenti del Bormida. Nessuna nuova opera – conclude Stefano Leoni – è stata eseguita. Per quanto riguarda il sistema di contenimento lato monte nulla è stato deciso. Stessa sorte per i progetti di bonifica delle aree da reindustrializzare e le aree Acna lungo il fiume. Nessun progetto è stato elaborato per la bonifica delle aree pubbliche. Quante centinaia di migliaia di euro sta costando tutta questa inefficienza?
Le associazioni deluse non mollano
“Ormai è chiaro: la bonifica dell’Acna non sarà completata”. Inizia così il comunicato diffuso dall’Associazione rinascita Vallebormida dopo l’incontro di Cengio. Tutte le associazioni, compreso il WWF, sono d’accordo nell’affermare che la bonifica è destinata a restare incompiuta. Maurizio Manfredi, presidente dell’associazione precisa: “La parte più importante e qualificante di tutta l’opera, ossia il completo isolamento idraulico del sito, non sarà mai portata a termine. Syndial, proprietaria dello stabilimento, infatti, non ha ancora presentato il progetto esecutivo per la bonifica della zona A2 e la realizzazione del diaframma sotterraneo a monte. Il prefetto già lo scorso settembre aveva assicurato che il progetto di cinturazione sarebbe stato presentato entro la fine dell’anno, salvo poi garantire, nel corso della Conferenza dei servizi del 18 gennaio scorso, che agli inizi di febbraio sarebbe certamente stato pronto. Oggi veniamo invece a sapere che si tratta solo di un progetto di fattibilità. Risulta evidente che queste opere non verranno mai portate a compimento e tutti i terreni inquinati non verranno asportati”. Tutti i soggetti interessati chiedono accoratamente alla Regione Piemonte di chiarire l’atteggiamento rinunciatario sinora tenuto.
Le Regioni
La Regione Liguria intanto fa sapere che è sua intenzione riutilizzare l’area, una volta bonificata, con attività eco-compatibili legate alla logistica dei Porti di Savona e di Genova. La Regione Piemonte crede invece che la bonifica non termini in una data precisa ma debba essere costantemente monitorata. E’ importante poi cercare unità di intenti tra i soggetti interessati su attività e risorse per le popolazioni che vivono in Valbormida. Creare i presupposti “sostenibili” per il rilancio del territorio e del fiume per ricreare nuovamente l’ecosistema devastato da decenni di avvelenamenti.
Avremmo voluto chiudere questa nuova pagina sulla vicenda Acna con toni più sereni. Bisogna invece ancora aspettare.



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