A fronte di un rilevante potenziale di sfruttamento, l’utilizzo energetico delle biomasse stenta a decollare, soprattutto in Italia dove si configura come un mercato di nicchia e assistito.
Fonte: Enel Ambiente http://www.enel.it/attivita/ambiente
Il forte aumento della domanda energetica che si registra su scala mondiale, in uno scenario di forti preoccupazioni ambientali e di prezzi crescenti delle fonti fossili, assegna alle fonti rinnovabili un ruolo fondamentale per il futuro energetico del pianeta. All’interno di questa strategia, un maggiore sfruttamento della risorsa biomasse rappresenta un capitolo essenziale. Dalle biomasse sono attesi contributi importanti sia sul fronte della produzione elettrica, sia su quello della produzione di calore, sia, infine, su quello dei trasporti dove i carburanti di origine vegetale rappresentano oggi la principale alternativa ai combustibili fossili. Secondo l’ultimo rapporto realizzato da Itabia (Italian Biomass Association), le biomasse per usi energetici contribuiscono oggi per circa il 12% al bilancio energetico mondiale, ma la quantità di materie prime messa in gioco è pari a meno del 40% del potenziale utilizzabile con le attuali tecnologie. I margini di sfruttamento sono, dunque, notevoli e diversi studi concordano nell’indicare che tra 50 anni le biomasse potrebbero soddisfare il 35% del consumo energetico mondiale.
Gli obiettivi europei
Per quanto riguarda l’Unione Europea, attualmente il contributo delle biomasse è stimato intorno al 4% del fabbisogno energetico complessivo. Nonostante l’attenzione dedicata negli ultimi tempi allo sviluppo di filiere bioenergetiche, è evidente il ritardo dell’Europa su questo fronte e il cammino da compiere è ancora lungo per ottenere dalle biomasse il contributo necessario all’obiettivo generale di ricavare, entro il 2010 dall’insieme delle fonti rinnovabili, il 12% dell’energia primaria.
Nel “Biomass Action Plan”, la Comunicazione adottata dalla Commissione Europea lo scorso dicembre, sono definite le misure per promuovere ed incrementare l’uso delle biomasse nei settori del riscaldamento, dell’elettricità e dei trasporti. L’obiettivo è quello di raddoppiare l’attuale contributo delle biomasse nel bilancio energetico europeo (dal 4 all’8%), passando dai 69 Mtep del 2003 a 188 Mtep nel 2010 e a 227 Mtep nel 2020.
Gran parte di questo sforzo dovrà compiersi nel settore dei trasporti. Nel rapporto del Comitato Economico e Sociale Europeo sul potenziale delle fonti rinnovabili nella UE le speranze sono rivolte ad una rapida crescita della quota dei biocarburanti nel consumo europeo. Per effetto della nuova direttiva sulla promozione dei biocarburanti – oramai recepita da tutti gli Stati membri – si attende una crescita fino al 6% entro il 2010, rispetto all’attuale 1%.
Su questo fronte, tuttavia, le difficoltà restano notevoli come testimonia anche la situazione italiana, dove l’attesa “rivoluzione dei serbatoi” – l’obbligo cioè, di immettere al consumo dal 1° luglio scorso l’1% di biocarburanti e di incrementare annualmente questa quota fino ad arrivare al 5% nel 2010 – è rimasta per ora interamente sulla carta.
Il ritardo italiano
Il ritardo del nostro Paese, peraltro, non riguarda solo i biocarburanti. Pur presentando un notevole potenziale di sfruttamento – calcolato da Itabia in non meno di 20-25 Mtep/anno – è l’intero settore delle biomasse che stenta a farsi strada nello scenario energetico nazionale.
Gli ultimi dati assegnano alle biomasse un contributo di 5,2 milioni di tep alla produzione di energia primaria, con una copertura sui consumi totali del 2,7%, ben al di sotto della media europea. La maggior parte di questo contributo (4,0 Mtep) riguarda la produzione di energia termica, mentre solo un milione di tep viene utilizzato nella produzione di energia elettrica ed appena 200.000 tep in quella di biocarburanti.
Per promuovere ed incentivare l’utilizzo delle biomasse, l’Italia si è dotata fin dagli anni ’90 di programmi e di Piani di Azione. In particolare, sono stati predisposti due documenti programmatici specifici: il Programma Nazionale Energia Rinnovabile da Biomasse (PNERB) e il programma Nazionale per la Valorizzazione delle Biomasse Agricole e Forestali (PNVBAF).
Gli obiettivi assunti da questi programmi prevedono di poter raggiungere nel periodo 2008-2010 un consumo di energia primaria da biomasse pari ad 8-10 Mtep, ma per raggiungere tali obiettivi occorrerebbe compiere uno sforzo formidabile.
Tale sforzo presuppone, in ogni caso, che vengano rimossi una serie di impedimenti che ostacolano in Italia lo sviluppo di filiere bioenergetiche, come è stato denunciato in un documento predisposto da Itabia (Manifesto per lo sviluppo della bioenergia in Italia),dove si prendono in esame gli aspetti tecnici, legislativi e di mercato che impediscono al sistema biomasse nel nostro Paese di compiere il definitivo salto di qualità. Quintino Protopapa
