le cosiddette TURBOGAS.
Fonte: Comune di Borgo San Giacomo
PROVINCIA DI BRESCIA
lì, 12 marzo 2002
CAP 25022 – Tel. 030/948140-948547 Fax 030/9487501
ASSESSORATO ALL’AMBIENTE~ECOLOGIA
DEL COMUNE DI BORGO SAN GIACOMO
DOCUMENTO INERENTE LE NUOVE CENTRALI TERMOELETTRICHE “TURBOGAS”.
Borgo San Giacomo lì, 12 marzo 2002
Di fronte alla richiesta in oggetto, relativa alla possibile costruzione di una nuova centrale per la produzione di energia elettrica, si esprime un parere di forte contrarietà, sostanzialmente per i fattori sottoriportati.
A) Il problema energetico
Attualmente in Italia, a fronte di un fabbisogno di 55-60.000 MW,vengono prodotti 75.000 MW, comportante un surplus energetico (pari a circa il 25%) tale da smentire quanti(produttori,gestori,multinazionali,confindustria,politici) minacciano un imminente blak-out.(1)
Peraltro oltre 550 richieste di realizzazione di nuove centrali giacciono attualmente al Ministero competente, per un totale di 98.000 MW. (2)
Non c’è dubbio alla luce di quanto sopraesposto che il paese ha la necessità imminente di definire dei piani energetici a livello nazionale, oltre che regionale e territoriale.
Da sottolineare il Dl 7 febbraio 2002,n°7, meglio noto come “decreto sbloccacentrali”, il quale facendo leva sull’improbabile imminente pericolo di interruzione di fornitura di energia elettrica sul territorio nazionale, dichiara di “pubblica utilità” questi impianti, soggetti alla sola autorizzazione del Ministero delle attività produttive d’intesa con la Regione di competenza, delegittimando di fatto i poteri locali, i cittadini, la democrazia, nella sua accezione più ampia. Questo strumento, ha però subito una pesante bocciatura dalla Conferenza Stato-Regioni che ha chiesto al Governo di ritirare il decreto perché in contrasto con le modifiche costituzionali che hanno affidato loro la competenza in materia energetica. (3)
B) le Centrali Elettiche di Nuova Generazione e Riconversione
La centrale Termoelettrica Turbogas a ciclo combinato, proposta da COGEME a BORGO SAN GIACOMO E VILLACHIARA, è del tipo definite di ultima generazione, in quanto hanno una resa di molto superiore a quelle obsolete a carbone o oli pesanti dell’Enel, inquinano senz’altro meno, ma inquinano , e non poco.
Ma il punto fondamentale và a mio avviso cercato nel fatto che potrebbero essere accolte con giudizio diverso, migliore, a patto che fossero sostitutive delle vecchie e non integrative, puntassero cioè ad una riconversione dei vecchi impianti senza distruggere ulteriore territorio, impermeabilizzandolo, cementificandolo, inquinandolo.
E poi che vita d’esercizio hanno? 5,10, 15 anni? Perché è innegabile che, finchè è economicamente conveniente il mercato del metano, si continuerà su questa strada, dopodiché si passerà a progetti di diversa concezione, a minor impatto, già in fase avanzata, basati per lo più sull’utilizzo dell’idrogeno.(4)
Questo causerà l’abbandono di queste vere e proprie “cattedrali nel deserto”, aumentando nel frattempo un debito nei confronti dell’ambiente che ci circonda, un debito peraltro già molto salato, addossandolo alle generazioni future.
C) inquinamento delle Nuove Centrali
Considerando le molteplici richieste di costruzione di centrali termoelettriche alimentate a gas, bisogna pensare alla cumulabilità degli inquinanti, i quali riguardano molti aspetti del vivere quotidiano, dalla salute,all’ambiente inteso in senso stretto,al clima, all’economia.
Principali inquinanti atmosferici. (5-6-7-8)
*Ossidi di Azoto (NxOy) e *Ozono troposferico (O3)
Sono responsabili dello “smog fotochimico”, causato dalla combinazione della radiazione solare con elementi prodotti dalle attività umane, quali l’ossido di carbonio e gli idrocarburi, in presenza di ossidi di azoto.
causano i effetti sia sull’uomo, irritazioni alle mucose nasali, agli occhi, e disturbi respiratori; sia sui vegetali con la caduta delle foglie, necrosi, arresto della crescita, inibizione della germinazione del polline e diminuzione della velocità di fotosintesi, sia sui materiali, penetrando nei pori dei laterizi e successivamente cristallizzando i nitrati, provocando un aumento di volume con successivo sgretolamento e peggioramento della statica degli edifici.
*Monossido di Carbonio e Anidride Carbonica (CO e CO2 )
Entrambi sono generati da processi di combustione, ed entrambi possono determinare zone di pericolosa concentrazione anche a forte distanza dai luoghi di emissione, a causa dei movimenti atmosferici, correnti d’aria, ostacoli naturali, riguardando la salute di tutto il pianeta. E’ risaputo infatti che questi composti, assieme all’ozono troposferico, al metano, al protossido di azoto ed ai clorofluorocarburi, sono la causa dell’”effetto serra”, assorbendo la radiazione infrarossa emessa dalla superficie terrestre irradiata dal sole rimandandola verso il basso.
Mentre a livello locale la CO2, non è considerato un inquinante, diversamente il CO, all’interno del corpo umano, riduce la capacità del sangue di ossigenarsi, nei vegetali diminuisce la capacità dei batteri di fissare l’azoto nelle radici, nei materiali causa soprattutto corrosione dei metalli e fenomeni di ruggine.
*Anidride Solforosa (SO2)
E’ riconosciuta fra i gas tossici e come il principale inquinante atmosferico, avendo effetti simili ma più pericolosi di quelli provocati dagli ossidi di azoto, giungendo a causare nell’uomo malattie polmonari e cardio-vascolari.
*Polveri
Sono costituite da minime particelle di sostanze organiche ed inorganiche sospese nell’atmosfera, fibre animali e vegetali, polline, batteri, spore e granuli di silice, particelle di fumo e catrame, causa di infiammazione alle vie respiratorie, di silicosi, oltre che di foschia nebbia, smog.
*inquinamento acustico
I macchinari deputati al ciclo di produzione di energia producono elevati valori di rumore, superando nelle ore notturne i limiti legislativi fissati per le aree agricole e residenziali, fino a 200-300 metri dal confine del complesso proposto. Inoltre la centrale costituisce implicitamente un “volano” per lo svilupparsi di una nuova zona industriale, da un lato forzando i cambiamenti urbanistici dell’area interessata, dall’altro garantendo l’innalzamento dei limiti di rumorosità succitati.
Da sottolineare il necessario ulteriore impatto indotto, costituito dalla realizzazione di nuove infrastrutture, strade, metanodotti, elettrodotti.
*inquinamento elettromagnetico (9)
Gli studi epidemiologici, oramai recepiti anche dalla U.E. e dall’OMS, indicano un incremento del rischio di contrarre tumori ed in particolare leucemia infantile per esposizioni prolungate a campi magnetici, causati dall’eletrodotto per il trasporto dell’energia prodotta.
D) Principali danni agli ecosistemi ambientali (6-8)
*Consumi di acqua e scarichi in corsi superficiali
Il progetto di prefattibilità relativo alla centrale termoelettrica in oggetto, prevede un raffreddamento ad aria, contenendo di conseguenza i consumi di acqua e di rendimento dell’impianto.Gli scarichi idrici prodotti, comunque non sono certo irrilevanti, intorno ai 35 mc/h, i quali, anche se depurati, possono avere forti impatti ambientali, anche per l’elevata temperatura di scarico (35°c), con effetti devastanti su diverse specie animali e vegetali viventi nell’ecosistema dei corsi d’acqua interessati.
*Calore
Essendo il raffreddamento dell’impianto ad aria, la quantità di calore disperso nell’ambiente diviene un fattore molto preoccupante, causando un forte incremento di temperatura dell’aria circostante, circa 1-2 °C nel raggio di 1-2 chilometri, favorito dalla pressoché assenza di venti in zona.
*Vapore
Lo scarico del vapore dissipato, in un territorio di per sé già molto umido, stimate intorno al 1 metro cubo /ora, provocherebbe un peggioramento del fenomeno nebbioso (effetto aerosol o “drift”).
*Riflessi sulle attività agricole
Il settore agricolo sarebbe il primo risentire fortemente dei danni legati alla produzione di tale energia, soprattutto causati dall’ozono prodotto e dalle emissioni di calore.
Infatti l’ozono, soprattutto nel periodo estivo, oltre ai danni agli operatori di settore prima citati, causa consistenti riduzioni delle produzioni agricole, sia in quantità che in qualità, tenendo conto che per il prossimo futuro l’orientamento della U.E. impone riconversioni volte alla produzione biologica, ed il raggiungimento di certificazioni di qualità.
E) Costo dell’energia
Di fronte alle paventate promesse di riduzione delle tariffe, portando a motivazione l’aumento dell’offerta a seguito della parziale liberalizzazione del mercato, non occorre una laurea in economia per capire che si tratta di una scorretta informazione. Basti pensare a quanto di similare è successo in Argentina o in California, ove dopo un breve periodo di calmierazione, si è assistito ad una vertiginosa escalation dei costi. Questo perché di fronte ad un surplus inutile, le centrali in eccedenza saranno per forza di cose messe fuori mercato, con conseguente aumento dei costi complessivi a carico del sistema elettrico, a solo profitto e speculazione dei costruttori delle nuove centrali, che avranno i Mw a costo minore vendendo ad un prezzo maggiorato all’acquirente unico nazionale (ENEL) le eccedenze. (2)
F) Nuovi posti di lavoro?
Un’altra promessa faziosa riguarda la creazione di nuovi posti di lavoro, per i motivi sopraccitati, che porteranno alla chiusura di almeno metà degli impianti esistenti dell’ENEL, in quanto non competitivi economicamente.
Inoltre le nuove centrali “turbogas” necessitano di pochissima forza lavoro stabile, stimabile in circa 30 persone. (2)
G) Impegni di Kioto
A quasi tre anni di distanza dalla Convenzione mondiale sul clima, che si svolse a Kyoto nel dicembre del 1997, ove i paesi sviluppati hanno preso precisi impegni diretti a diminuire le emissioni gassose in atmosfera per lo più di anidride carbonica, causa del “Buco dell’Ozono”, del conseguente effetto serra, delle piogge acide, ‘Italia che si è ripromessa di diminuire queste emissioni del 6.5% entro il 2010, le ha ulteriormente aumentate, attualmente circa del 4.5%. Diversamente molti altri paesi come la Germania (impegno di diminuzione del 20%), l’Inghilterra (del 12%), puntando soprattutto sullo sfruttamento di fonti energetiche pulite e rinnovabili, sole, vento biomasse, cogenerazione, piccoli impianti di combustione (2-3 Mw), riusciranno a mantenere le promesse, addirittura superandole, come emerso in occasione della conferenza di verifica svoltasi a Lione nel 2000. (10)
H) Per uno Sviluppo Eco-sostenibile
Il problema Energia, come del resto tutte le problematiche che incidono sul modello di sviluppo a livello mondiale, vanno viste in un’ottica globale, in quanto risulterebbero del tutto inutili le proteste nei confronti dell’impianto a Borgo San Giacomo piuttosto che in altro luogo, quando a queste non si facesse seguito proposte fattibili che si inseriscano nel solco di scelte allargate, cioè partecipate dalla popolazione, riferite alla eco-sostenibilità delle stesse.
Oggigiorno i paesi in via di sviluppo guardano al modello economico di sviluppo occidentale come a qualcosa che possa sollevarli dai problemi economici che li attanagliano, per usare un eufemismo, ma questo stesso modello, da tempo mostra dal suo interno profonde contraddizioni, in quanto non può più essere continuato, mantenendo questi ritmi distruttivi , fortemente miopi, come dimostrano i danni che ogni giorno vediamo, leggiamo, o peggio non sappiamo, in quanto tenuti nascosti, salvo poi tornare a galla in tutta la loro drammaticità, a danni acquisiti.
Non possiamo impedire però a questi paesi poveri di seguire le nostre stesse tracce, se non cambiando drasticamente rotta noi stessi.
E’ tempo di agire in questo senso, puntando su energie pulite, rinnovabili, reperibili sul proprio territorio; queste non mancano sicuramente, in altri paesi sono già operanti da anni e in continuo sviluppo (germania, spagna, Inghilterra..):
Fonti pulite e rinnovabili dunque:
sole: Fotovoltaico , grazie soprattutto all’incentivazione del governo, in quanto ancora oggi il costo per la realizzazione di impianti è elevato.
Pannelli Solari.
acqua :miniidraulica, sfruttando la caduta dell’acqua con impianti di
piccola taglia,
vento : Eolico, impianti direttamente azionati dalla forza naturale del vento.
biomasse : utilizzo di combusti quali residui forestali o boschivi, scarti dell’industria della trasformazione del legno (trucioli, segatura ecc)
architettura bioclimatica o bioarchitettura . Cioè costruire in modo razionale, evitando sprechi inutili e nel contempo materiali dannosi per la salute. attualmente circa il 22% delle emissioni di CO2 della UE è legato al settore edilizio)
Questo per citare le più conosciute e sperimentate alternative energetiche.
Sono tutte tecnologie a basso impatto, con potenza che si aggira intorno ai 2-3 Mw, già da tempo utilizzate ed in continuo sviluppo, soprattutto negli Stati Uniti, in Giappone, ma anche fra i paesi maggiori della UE, come Germania, Inghilterra, Francia, Spagna, mentre in italia siamo ben al di sotto delle medie europee.
E’ una sfida che si deve e si può vincere, a patto che la gente comune, noi, riprendano il filo dell’autogoverno, nel senso di essere protagonisti dei processi decisionali, e non semplici utenti di servizi e bisogni indotti da chi comanda ancora oggi il mercato, le multinazionali, le cordate finanziarie, le borse, i traffici più o meno illeciti, perché è inammissibile ritardare ancora sulleprese di posizione e decisioni anche etico-morali descritte.
Fonti documentarie
(1)RAPPORTO ENERGIA E AMBIENTE 2001-ENEA, Direzione Studi
(2)ENERGIA PRC – 21 gennaio 2002
(3)L’ESPRESSO – 31 gennaio 2002 – Luca Piana
(4)Domenico Coiante, Associazione Amici della Terra
(5)”glossario su inquinamento atmosferico – Regione Lombardia”
(6)”Ozono e Vegetazione” – contributo ENEL ad attività Nazioni
Unite/comunità Europea
(7)Istituto tecnico “Leonardo da Vinci” di Firenze – Osservatorio Didattico
Ambientale
(8)Liberazione – 03.02.2002 – Medicina Democratica
(9)International Radiation Protection Association (IRPA) – 1990
10)Le Courrier ACP-Ue – novembre dicembre 2001
L’assessore all’ambiente del Comune di Borgo San Giacomo
Ferrari arch. davide