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	<title>Accademia Ambientale del Monferrato &#187; Iniziative-Eventi</title>
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		<title>Convegno e Mozione Finale di “Salvaguardia dell’eccellenza paesaggistica di Isola Villa”, in base alla DICHIARAZIONE DI NOTEVOLE INTERESSE PUBBLICO DEL PAESAGGIO</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Jul 2010 14:41:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[COMUNICATO STAMPA DEL CONVEGNO
“Salvaguardia dell’eccellenza paesaggistica di Isola Villa”
in base alla DICHIARAZIONE DI NOTEVOLE INTERESSE PUBBLICO DEL PAESAGGIO
(Codice dei Beni culturali e del Paesaggio – Codice Urbani)
Castello di Isola Villa – Martedì 29 giugno 2010 ore 20.30
Unanime apprezzamento ha riscosso la decisione assunta dal Consiglio comunale di Isola d’Asti e illustrata approfonditamente da parte del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>COMUNICATO STAMPA DEL CONVEGNO<br />
“Salvaguardia dell’eccellenza paesaggistica di Isola Villa”<br />
in base alla DICHIARAZIONE DI NOTEVOLE INTERESSE PUBBLICO DEL PAESAGGIO<br />
(Codice dei Beni culturali e del Paesaggio – Codice Urbani)<br />
Castello di Isola Villa – Martedì 29 giugno 2010 ore 20.30<br />
Unanime apprezzamento ha riscosso la decisione assunta dal Consiglio comunale di Isola d’Asti e illustrata approfonditamente da parte del Sindaco, Ing. Franco Cavagnino martedì sera 29 giugno al Castello di Isola Villa, di richiedere formalmente l’avvio della procedura di Dichiarazione di notevole interesse pubblico del paesaggio di Isola Villa in base alle disposizioni del nuovo Codice dei Beni culturali e del Paesaggio (Codice Urbani). Gli elementi di pregio del paesaggio locale sono stati ampiamente illustrati, anche grazie alla proiezione di immagini del nucleo abitato di Isola Villa e della campagna circostante, facendo riferimento ad una apposita mappa di perimetrazione dell’area di specifico interesse paesaggistico. Attestazioni di interesse e compiacimento per l’innovativo e concreto approccio adottato dal comune di Isola d’Asti con la Richiesta di Dichiarazione di notevole interesse pubblico del proprio paesaggio sono state espresse dal Direttore della Programmazione strategica, Politiche territoriali ed Edilizia della Regione Piemonte, Arch. Mariella Olivier, che ha ribadito come Isola d’Asti sia effettivamente il primo comune piemontese ad aver richiesto l’avvio della procedura di tutela paesaggistica prevista dal nuovo Codice Urbani.<br />
L’Arch. Olivier ha portato i saluti del nuovo Assessore regionale alle Politiche territoriali, urbanistica, pianificazione territoriale, edilizia residenziale e beni ambientali, Ugo Cavallera a sottolineatura dell’interesse ed attenzione della Regione Piemonte per le iniziative di tutela paesaggistica attivate dalle diverse realtà locali. Al riguardo, la richiesta di salvaguardia paesaggistica del territorio di Isola Villa sarà prontamente presa in esame dalla costituenda Commissione regionale sul paesaggio, non appena insediatasi.<br />
Il moderatore del Convegno, Prof. Marco Devecchi, Presidente dell’Osservatorio del paesaggio per il Monferrato e l’Astigiano, ha sottolineato come la Richiesta di Dichiarazione di notevole interesse pubblico del paesaggio di Isola Villa rappresenti un primato, forse anche in ambito italiano, che è certamente motivo di orgoglio e soddisfazione per l’intera comunità astigiana che si pone quindi all’avanguardia nell’elaborazione di nuove e più avanzate forme di salvaguardia attiva dei propri paesaggi. Con questa scelta è stato ribaltato un principio, oramai scarsamente efficace, connesso all’adozione di vincoli calati dall’alto, grazie ad un percorso opposto di ricerca autonoma ed originale da parte delle singole realtà locali dei patrimoni paesaggistici da salvaguardare. Si tratta, in altri termini, di un approccio fortemente innovativo nella logica della SUSSIDIARIETÀ. In questa prospettiva, la crescita di consapevolezza da parte delle popolazioni locali per il valore dei propri paesaggi si configura come un elemento quanto mai importante e soprattutto positivamente valutato proprio dall’UNESCO nell’accoglimento delle Candidature a far parte della Lista del Patrimonio. L’interessante esempio di Isola d’Asti si pone, inoltre, in piena sintonia con il dettato della recente CONVENZIONE EUROPEA DEL PAESAGGIO che auspica proprio che ogni Paese aderente si impegni ad “avviare procedure di partecipazione del pubblico, delle autorità locali e regionali e degli altri soggetti coinvolti nella definizione e nella realizzazione delle politiche paesaggistiche”.<br />
Analoghe espressioni di soddisfazione per la scelta compiuta da Isola d’Asti e nel contempo di<br />
auspicio per una prosecuzione del percorso intrapreso, grazie al coinvolgimento della popolazione nelle<br />
scelte di governo del territorio, sono state espresse dall’Ing. Marco Valle dell’ Istituto Superiore sui Sistemi Territoriali per l’Innovazione incaricato della preparazione del Dossier di Candidatura UNESCO dei paesaggi viticoli del Sud Piemonte. Nella relazione sono state esposte le peculiarità del Dossier di Candidatura dei paesaggi viticoli del Sud Piemonte che presenta caratteri di grande novità rispetto ad altri siti Unesco, potendo costituire un caso emblematico di riferimento a livello internazionale. Ha quindi preso la parola l’Arch. Irma Visalli, Urbanista e curatrice con successo del procedimento di candidatura delle Dolomiti a far parte del Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Al riguardo ha illustrato l’esperienza condotta e le difficoltà incontrate, mettendo in luce analogie e differenze con il caso della candidatura piemontese. Una interessante riflessione è stata riservata al tema del vincolo, quale elemento di salvaguardia, ma anche di valorizzazione del patrimonio culturale ed ambientale riconosciuto dall’Unesco. E’ stato infine evidenziato il carattere di originalità del caso del comune di Isola d’Asti che si è mosso chiaramente in una direzione virtuosa, del tutto opposta a casi di richieste di interventi connotati da esigenze di pubblica utilità, carichi frequentemente di conseguenze negative per la conservazione del paesaggio.<br />
Un ulteriore contributo di approfondimento è stato offerto dal Prof. Gian Luigi Bravo, Presidente del Comitato promotore del Club Unesco di Asti, che ha sottolineato la necessità di affrontare anche con un approccio metodologico nuovo il dualismo tutela/sviluppo economico, non essendo necessariamente motivo di contrasti insanabili. Soprattutto nella realtà astigiana, anche grazie al riconoscimento Unesco, potrebbero avviarsi percorsi virtuosi di valorizzazione del ricco patrimonio culturale, anche immateriale, legato alla ricchezza delle tradizioni popolari locali.<br />
Interessanti contributi di approfondimento, legati anche alle esperienze dirette<br />
nell’amministrazione territoriale alle diverse scale sono stati portati dall’Assessore al Progetto Unesco della Provincia di Asti, Dott.ssa Annalisa Conti, che ha illustrato il complesso lavoro svolto in collaborazione con le comunità locali per far comprendere l’importanza della Candidatura UNESCO, dall’Assessore all’Ambiente Pier Franco Ferraris della Provincia di Asti che ha evidenziato le problematiche esistenti nella gestione ambientale e paesaggistica a livello provinciale e dal Prof. Sergio Conti, nella precedente Giunta regionale Assessore all’Urbanistica e Programmazione Territoriale, che ha fatto presente l’importanza ed utilità ai fini di una corretta pianificazione territoriale dello strumento del Piano Paesaggistico Regionale, il cui iter di approvazione non ha trovato ancora completamento.<br />
Il Convegno è proseguito con il contributo del Sindaco di Canelli, Dott. Marco Gabusi, che ha ribadito la propria piena condivisione della necessità di adozione di efficaci strumenti di salvaguardia paesaggistica, quali quelli previsti dal Codice Urbani. Con viva sorpresa dell’uditorio presente in sala, il Sindaco Marco Gabusi ha comunicato che il Comune di Canelli ha già proceduto formalmente alla Richiesta di dichiarazione di notevole interesse pubblico del proprio paesaggio avviando la procedura presso i competenti Uffici regionali e della Direzione regionale per i Beni culturali e Paesaggistici del Piemonte. La notizia ha riscosso un generale e unanime apprezzamento anche in relazione all’importante e riconosciuto ruolo di Canelli, quale ideatore e capofila della Candidatura UNESCO dei paesaggi viticoli di eccellenza. Le decisioni assunte da Canelli e da Isola d’Asti possono quindi rappresentare esempi virtuosi per la generalità delle altre realtà di pregio paesaggistico. Ha quindi concluso la serie dei contributi, l’Avv. Carlo Ottonelli del Comitato Belangero che ha illustrato il percorso virtuoso avviato già nell’inverno scorso a San Marzanotto di elaborazione iniziale della Richiesta di dichiarazione di notevole interesse pubblico del paesaggio locale e della convinta sottoscrizione da parte della popolazione e di molte associazioni e comitati operanti in ambito culturale ed ambientale.<br />
Il Moderatore ha quindi presentato ai partecipanti in sala una MOZIONE di sintesi dei lavori del Convegno che ha riscosso l’unanime interesse e convinta adesione. E’ stato, infine, fatto presente che sarà cura degli organizzatori dell’incontro di studio mettere al corrente il Ministro per i Beni e le Attività culturali, On.le Sandro Bondi, e i Responsabili del Consiglio d’Europa per l’attuazione della Convenzione Europea del Paesaggio dell’innovativo approccio avviatosi ad Isola d’Asti.<br />
L’intensa e proficua serata di studio al Castello di Isola Villa si è conclusa con la Consegna formale da parte del Sindaco di Isola d’Asti, del Sindaco di Canelli e del rappresentante del Comitato Belangero-San Marzanotto della Richiesta di dichiarazione di notevole interesse pubblico dei rispettivi paesaggi locali al Direttore della Programmazione strategica, politiche territoriali ed edilizia della Regione Piemonte, Arch. Mariella Olivier che ha assicurato che saranno attentamente prese in esame dalla costituenda Commissione regionale del Paesaggio.<br />
A conclusione del Convegno, il Sindaco di Isola d’Asti si è augurato che lo strumento di salvaguardia adottato possa essere utile ed efficace per conservare uno dei paesaggi più belli e significativi, non solo in ambito locale, rispetto a recenti progetti proposti in loco a forte impatto paesaggistico, connessi alla realizzazione di campi fotovoltaici.</p>
<p>M O Z I O N E approvata all’unanimità dai partecipanti al C O N V E G N O &#8220;Salvaguardia dell’eccellenza paesaggistica di Isola Villa&#8221;<br />
in base alla DICHIARAZIONE DI NOTEVOLE INTERESSE PUBBLICO DEL PAESAGGIO (Codice dei Beni culturali e del Paesaggio – Codice Urbani)<br />
Castello di Isola Villa – Martedì 29 giugno 2010 ore 20.30<br />
Veduta del folto pubblico presente al Convegno “Salvaguardia dell’eccellenza paesaggistica di Isola Villa in base alla<br />
DICHIARAZIONE DI NOTEVOLE INTERESSE PUBBLICO DEL PAESAGGIO (Codice dei Beni culturali e del Paesaggio – Codice Urbani)”<br />
Preso atto degli esempi virtuosi presentati nell’incontro di Isola Villa di martedì 29 giugno 2010 per la Salvaguardia delle eccellenze paesaggistiche, riferite al comune di Isola d’Asti, della Frazione San Marzanotto di Asti e di Canelli AUSPICHIAMO che il Notevole interesse pubblico del paesaggio, ai sensi del Codice dei Beni culturali e del Paesaggio possa essere adottato per tutte le realtà, non solo astigiane, che aspirano ai riconoscimenti internazionali più alti, quali PATRIMONIO DELL’UMANITÀ da parte dell’UNESCO.<br />
Nel contempo RICHIEDIAMO con forza che il Piemonte possa disporre nei tempi più rapidi possibili di un Piano paesaggistico esteso a tutto il territorio regionale per consentire una gestione attenta e lungimirante del paesaggio piemontese.<br />
APPROVATO ALL’UNANIMITÀ DAI PARTECIPANTI AL CONVEGNO</p>
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		<title>Le vere cause della crisi economica internazionale e del degrado ambientale ci sono spiegate da uno dei massimi esponenti europei della Scuola Economica Austriaca: Jesus Huerta de Soto</title>
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		<pubDate>Mon, 31 May 2010 09:46:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Introduzione di Claudio Martinotti Doria
Il sistema economico finanziario internazionale sta collassando, e la Scuola Economica Austriaca fornisce gli strumenti culturali per capirne i motivi, che sono anche alla base del grave degrado ambientale in corso da decenni.
In questo suo prezioso intervento l’economista spagnolo Jesus Huerta De Soto, uno dei massimi esponenti della Scuola Economica Austriaca, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Introduzione di Claudio Martinotti Doria<br />
Il sistema economico finanziario internazionale sta collassando, e la Scuola Economica Austriaca fornisce gli strumenti culturali per capirne i motivi, che sono anche alla base del grave degrado ambientale in corso da decenni.<br />
In questo suo prezioso intervento l’economista spagnolo Jesus Huerta De Soto, uno dei massimi esponenti della Scuola Economica Austriaca, ci svelerà le vere cause storiche della crisi in corso e metterà in relazione le tre E (Economia-Ecologia-Etica) che costituiscono il motivo fondante di studi e ricerca della nostra Accademia Ambientale del Monferrato.<br />
Ringraziamo il nostro partner USEMLAB di Torino (vedi la sezione “partner” del nostro sito), in particolare il presidente, l’Economista Francesco Carbone (uno dei pochi economisti italiani della Scuola Austriaca, che fin dal 2002 ha saputo prevedere una dopo l’altra tutte le bolle finanziarie e le crisi …), per essersi recato in Spagna al III° Congresso Internazionale di Economica Austriaca, e per ascoltare alcune prolusioni e conferenze del Prof. De Soto ed interagire con lui, traducendo alcuni suoi interventi e corsi e ponendoli a disposizione di chi desidera approfondire (vedi <a href="http://www.usemlab.com/index.php">http://www.usemlab.com/index.php</a> ).<br />
Considerando la superficialità, mistificazione e censura che caratterizza i mass media italiani, questa opportunità costituisce un vero e proprio evento culturale per l’Italia, che consentirà ai lettori di conoscere le origini, le cause, le ripercussioni e le prospettive del sistema economico finanziario internazionale colluso con il sistema politico e che condiziona enormemente le nostre vite e libertà.<br />
Finalmente con un linguaggio chiaro e semplice, pur essendo tecnico e scientifico, si compie un&#8217;analisi demistificatoria che pone un limite alla disinformazione, confusione ed ai numerosi equivoci interpretativi in corso.<br />
Sbagliare è umano ma perseverare è diabolico, e da tempo il sistema economico e politico mondiale sta sempre più introducendoci in un inferno nel quale nessuno potrà evitare gravi ustioni &#8230;<br />
Essendo piuttosto lungo il saggio complessivo che pubblichiamo,  è stato diviso diviso in tre parti.<br />
Buona lettura e soprattutto comprensione ed applicazione nella vita quotidiana, perché apprendere e non agire di conseguenza sarebbe da stolti.<br />
Claudio Martinotti Doria<br />
<a href="http://www.cavalieredimonferrato.it">http://www.cavalieredimonferrato.it</a></p>
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		<title>Riflessioni Complementari sulla Crisi Economica (I parte)</title>
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		<pubDate>Mon, 31 May 2010 09:40:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scritto da Jesus Huerta de Soto
23 Maggio 2010
Fonte: Associazione Culturale USEMLAB di Torino http://www.usemlab.com/index.php
Trascrizione del discorso tenuto da Huerta de Soto a Madrid il 29 Aprile 2010, durante il III congresso di Economia Austriaca.
Traduzione di Mario Fuoricasa, revisione di Francesco Carbone
Alcune Riflessioni Complementari sulla Crisi Economica e la teoria del ciclo
Quando nel 1998 si pubblicò [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scritto da Jesus Huerta de Soto<br />
23 Maggio 2010<br />
Fonte: Associazione Culturale USEMLAB di Torino <a href="http://www.usemlab.com/index.php">http://www.usemlab.com/index.php</a></p>
<p>Trascrizione del discorso tenuto da Huerta de Soto a Madrid il 29 Aprile 2010, durante il III congresso di Economia Austriaca.<br />
Traduzione di Mario Fuoricasa, revisione di Francesco Carbone</p>
<p>Alcune Riflessioni Complementari sulla Crisi Economica e la teoria del ciclo</p>
<p>Quando nel 1998 si pubblicò la prima edizione di “Dinero, credito bancario y ciclos economicos” mai avrei potuto immaginare che si sarebbe prodotta la crisi finanziaria più profonda dalla grande depressione del 29 e che saremmo sprofondati in una recessione economica come quella che ci sta ammorbando.<br />
Con mia sorpresa, a partire dall&#8217;anno 2007 ,“Dinero, credito bancario y ciclos economicos” inizia a diventare di moda in ambito accademico. Attualmente è stato pubblicato in 7 paesi, in alcuni dei quali in più edizioni: 4 in Spagna, la quarta è praticamente esaurita; 2 negli Stati Uniti e in UK; 2 edizioni in Russia, la edizione ceca e slovacca; presenterò ufficialmente la edizione rumena in ottobre presso la Università Iaşi, che ha intenzione di concedermi un dottorato “honoris causa”.<br />
Abbiamo poi la edizione polacca che commenterò domani e che è stata patrocinata dalla Banca Centrale di Polonia, da una persona che è morta nel tragico incidente di Katyn (Smolensk ndt) insieme al resto del governo. Il presidente della Banca Centrale di Polonia. Sono a lui particolarmente riconoscente. Patrocinò e pagò l&#8217;edizione per conto della banca centrale, sebbene la principale conclusione del mio libro, come voi sapete, sia proprio la soppressione delle banche centrali.<br />
E&#8217; stata pubblicata anche la edizione francese e la edizione cinese. Ci sono altre dodici lingue nelle quali il libro è stato già tradotto o che sono in avanzata fase di traduzione. Tutto ciò è qualcosa di sorprendente, specie considerando che si tratta di un libro accademico alquanto voluminoso: la versione spagnola ha 650 pagine, mentre la versione inglese ne ha 800. Con il libro elettronico, attraverso Internet, c&#8217;è poi la possibilità di raggiungere ancora più lettori.<br />
Il libro è disponibile in inglese nel sito del Mises Institute (www.mises.org ndt) e in tutte le lingue nelle quali è stato tradotto nel mio sito web (www.jesushuertadesoto.com ndt). Il fatto di aver posto gratis il libro in Internet, invece di deprimere le vendite, le sta incentivando. I 4000 esemplari pubblicati dal Mises Institute si esaurirono in un anno e qualche mese, mentre della seconda edizione, pubblicata 9 mesi fa, ne rimangono 1000 copie delle 3600 stampate.<br />
Come conseguenza di tutto ciò sono stato invitato a diversi congressi, seminari, sessioni ecc., purtroppo non posso accontentare tutti coloro che mi invitano e devo essere molto selettivo. Su YouTube potete vedere alcuni miei interventi, sopratutto quello che ebbe luogo in Polonia nella Università centrale di Varsavia o alla borsa valori di Varsavia; ci sono miei interventi a Mosca Praga , Bratislava, Vienna ecc..<br />
Al momento delle domande che di solito seguono questi interventi, sono emersi in maniera più o meno regolare alcuni temi ricorrenti, nonostante (almeno così io penso) essi siano convenientemente trattati nel mio libro. Ho deciso quindi di riassumere sommariamente questi temi e di scrivere il paper oggi distribuito con il titolo “Alcune riflessioni complementari sulla crisi economica e la teoria del ciclo”.<br />
Dal punto di vista intellettuale è una soddisfazione che l&#8217;analisi presentata nel libro sia l&#8217;unica capace di spiegare cosa è accaduto nel passato, perché è accaduto, cosa sta accadendo ora e cosa accadrà nel futuro. D&#8217;altro canto, però, considero una tragedia il fatto che in pieno XXI secolo si soffra ancora in tutto il mondo a causa di un sistema finanziario figlio di un accidente storico: la legge di Peel del 1844.<br />
Nonostante questa legge andasse nella giusta direzione (nel senso che stabilì il coefficiente di cassa del 100% per l&#8217;emissione di cartamoneta) essa dimenticò di includere gli altri mezzi fiduciari che hanno la stessa funzione della cartamoneta: i depositi bancari. Dimenticò cioè di stabilire lo stesso requisito del 100% di riserva per i depositi bancari. Questo fatto, come avete avuto modo di studiare nelle lezioni che ci hanno visto insieme, ci spiega, con una logica implacabile, come siamo arrivati alla situazione attuale. E&#8217; necessario, pertanto, operare un ridisegno istituzionale del sistema finanziario e bancario a livello mondiale seguendo le linee stabilite nel mio libro, che si possono rileggere in dettaglio nel capitolo 9.<br />
In UK esiste il Cobden Centre (www.cobdencentre.org ndt), fondato dall&#8217;imprenditore Toby Baxendale. Baxendale ha riunito un gruppo di candidati al parlamento per le elezioni del prossimo 6 maggio. Il gruppo è capeggiato da uno dei candidati che ha elaborato un progetto di legge da presentare al parlamento Inglese. Il progetto consiste semplicemente nel completare la legge di Peel laddove rimase incompleta nell&#8217;anno 1844.<br />
Ciò è motivo di mio grande personale orgoglio in quanto lo sviluppo del progetto di legge segue punto per punto la proposta di riforma come indicata nel capitolo 9 del mio libro. Questo progetto di legge cade per di più a fagiolo nel Regno Unito. Ricordatevi che il salvataggio del sistema bancario inglese, fino ad ora, ha comportato interventi per 320 miliardi di sterline. I cittadini sono desiderosi di avere spiegazioni sul perché è accaduto tutto ciò. Speriamo che questa voglia di capire le motivazioni delle crisi possa davvero plasmarsi in una legislazione in grado di evitare, una volta per tutte, il ripetersi di questi fenomeni.<br />
Anche dall&#8217;altro lato dell&#8217;Atlantico c&#8217;è un parlamentare di nome Ron Paul, vecchio amico di questa università e di questo movimento, pronto a sottoporre il medesimo progetto di legge. Tra l&#8217;altro ho avuto la opportunità di ascoltarlo in un dibattito pubblico nel quale è riuscito a mettere alle corde Ben Bernanke. Il progetto complessivo si realizzerebbe con la presentazione simultanea dei progetti di legge in entrambi i lati dell&#8217;Atlantico. Come progetto di legge nel Regno Unito e come progetto di legge nella House of Representatives negli Stati Uniti d&#8217;America.<br />
La scuola austriaca, e la sua teoria del ciclo in particolare, sono oggi sulla cresta dell&#8217;onda come conseguenza non intenzionale del fatto che siamo giunti a una situazione che gli “altri paradigmi” economici non hanno saputo prevedere, spiegare e analizzare.<br />
Quali sono i temi periferici che sono emersi, che considero di interesse, e che mi accingo a ripassare e commentare insieme oggi? Sono quelli numerati da 1 a 10 nel paper che ho distribuito. Il primo di questi fa riferimento alla relazione che esiste tra due aspetti apparentemente non connessi. Da un lato l&#8217;espansione creditizia, l&#8217;espansione artificiale del credito, generata dalla banca con riserva frazionaria e dall&#8217;altro lato il danno ambientale.<br />
Oggigiorno si tratta di un tema molto sensibile, che tuttavia è stato trattato in maniera insistente e a volte abusiva attraverso il cosiddetto “riscaldamento globale”. A me sembra che gli ambientalisti abbiano sbagliato la mira ed abbiano sbagliato nell&#8217;identificare il nemico. Si sono demagogicamente adoperati a lottare contro il fantasma del riscaldamento globale per giustificare un maggiore interventismo dello stato e per ottenere appoggi e consensi molto ideologizzati e politici.<br />
Invece man mano che si studia e si fa investigazione sul problema si può notare una diretta connessione tra la analisi austriaca del ciclo ed il danno che si produce nell&#8217;ambiente. L&#8217;ecologia di mercato è una disciplina che nasce circa vent&#8217;anni fa per mano di alcuni teorici che hanno tentano di combinare l&#8217;approccio della scuola austriaca di economia e l&#8217;analisi della “public choice school ”, &#8211; la scuola della Virginia &#8211; e alcune apportazioni della teoria neoclassica del diritto di proprietà. Noi pubblicammo in Spagna nel 1993 un libro paradigmatico che rappresenta questo movimento, i cui autori sono Terry L. Anderson, Donald R. Leal “Free-market environmentalism”<br />
La conclusione degli studiosi dell&#8217;ecologia di mercato è che il miglior modo di per preservare l&#8217;ambiente è quello di estendere la creatività imprenditoriale e i principi del libero mercato a tutte le risorse naturali. Ciò esige la loro completa privatizzazione ed una efficace definizione e difesa del relativi diritti di proprietà attraverso agenzie private di sicurezza come prima scelta o, in ogni caso partendo dagli ordinamenti attuali, una vera difesa dei diritti di proprietà attraverso i sistemi giuridici vigenti in ogni paese.<br />
La principale conclusione di questi teorici è che se si impedisce istituzionalmente la corretta definizione e difesa dei diritti di proprietà delle risorse ambientali e la assegnazione degli stessi secondo l&#8217;impeto della creatività imprenditoriale propria del mercato libero, si rende impossibile il calcolo economico con riguardo a queste risorse. Siamo pertanti destinati ad osservare una cattiva assegnazione delle stesse che si manifesta con un dannoso sovra-sfruttamento.<br />
C&#8217;è un aspetto rilevante in grado di spiegare il cattivo uso delle risorse naturali. Questa causa consiste nell&#8217;indebita tensione imposta alla economia reale nella tappa della euforia, della bolla speculativa o esuberanza irrazionale &#8211; chiamatele come volete &#8211; che procede dall&#8217;espansione monetaria, dei sostituti monetari e dei mezzi fiduciari prodotti dal sistema bancario a riserva frazionaria orchestrato da una banca centrale.<br />
L&#8217;espansione creditizia è come una festa molto attraente per il settore pubblico, sociale e politico. I banchieri inebriati si lanciano a prestare denaro creato dal nulla semplicemente sostenuto da scritture contabili, cioè scritture di deposito che son mezzi fiduciari senza collaterale. Tutto il processo è orchestrato dalla banca centrale che “LASCIA FARE” e ricordo che Mises chiama tutto ciò “inflazionismo passivo”.<br />
In teoria il controllo dell&#8217;inflazione è responsabilità della banca centrale. Tuttavia, dal momento in cui i processi inflazionistici sono posti in essere al momento in cui essi iniziano a generare un manifesto aumento nella struttura dei prezzi, passa un intervallo di tempo considerevole. In concomitanza si possono verificare poi altri processi particolari, come ad es. un significativo aumento della produttività ecc.. La banca centrale nel frattempo “LASCIA FARE”. Cosi è successo negli anni 20 o in gran parte degli anni 90. L&#8217;indice dei prezzi dei beni di consumo in entrambi i casi non sperimentò variazioni significative o importanti per periodi di tempo prolungati mentre nel frattempo si stava creando una grande espansione monetaria .<br />
Il processo descritto ha ripercussioni anche sugli imprenditori i quali, in apparenza, hanno la sensazione di poter intraprendere qualsiasi progetto di investimento, anche il più azzardato. I banchieri corteggiano gli imprenditori affinché chiedano nuovi prestiti. E&#8217; qualcosa che abbiamo sperimentato tutti quanti, negli anni scorsi, quando le banche ci scrivevano lettere d&#8217;invito &#8211; “Ti diamo 50, ti diamo 100 mila euro” &#8211; praticamente senza alcuna garanzia, bastava solo una firma ed i tassi erano ridicoli dal punto di vista nominale e in alcuni momenti prossimi a zero o perfino negativi in termini reali se consideriamo l&#8217;inflazione.<br />
Gli imprenditori pertanto, sotto questo stimolo, si lanciano in progetti che, secondo la teoria del capitale, troveranno realizzazione e remunerazione in un periodo di tempo molto lontano. Grazie ai tassi estremamente bassi ed a garanzie ridotte, gli imprenditori non possono che valutare l&#8217;investimento desiderato come molto redditizio. Per capire questi processi, la teoria austriaca del capitale è senza dubbio la parte più importante che manca ai teorici mainstream.<br />
I progetti di investimento nelle condizioni artificialmente manipolate, di bassi tassi di interesse e con garanzie soft, appaiono redditizi. Gli imprenditori si lanciano quindi negli investimenti senza avere cognizione che il risparmio reale non è aumentato concordemente. La dura realtà presto o tardi fa capire loro che è impossibile sostenere gli investimenti intrapresi.<br />
Da quando si comincia a investire a quando appare chiaro che i progetti non sono più sostenibili possono passare parecchi mesi, o anche anni di euforia economica. Nel frattempo, gli imprenditori richiedono più fattori di produzione e soprattutto più fattore lavoro. Il mercato del lavoro quindi sembra, in questa fase, particolarmente prospero, i salari continuano a crescere, ed i sindacati sono soddisfatti.<br />
In questa fase, anche i governanti sono molto contenti. I rapporti periodici sui flussi di cassa li informano, con loro stupore, che la riscossione e le entrate continuano a crescere. L&#8217;altro giorno, un alto funzionario del ministero delle finanze spagnolo mi raccontava come il ministero stesso, negli anni scorsi, fosse alquanto sorpreso di quanto stava crecendo la riscossione delle imposte. Nessuno tuttavia si preoccupava o si chiedeva da che cosa dipendesse questo fenomeno.<br />
L&#8217;aumento delle entrate, ad un tasso che ha superato anche di dieci volte quello della crescita del Prodotto Interno Lordo, ha spinto funzionari e politici a finanziare ciò che più desideravano, così da procurarsi voti di scambio: il collegamento ad alta velocità ferroviaria (AVE) di tutte le capitali di provincia spagnole; l&#8217;aumento di sussidi; l&#8217;aumento della spesa pubblica.<br />
Ho fatto questo piccola esposizione delle dinamiche osservate per ribadire la evidente concordanza di interessi convergenti. Tutti gli agenti economici stringono una tacita alleanza, si fanno trasportare attraverso questa fase di inflazionismo passivo, di esuberanza irrazionale, mentre i sintomi dei futuri inevitabili effetti di insostenibilità sono ancora silenti o non percepiti.<br />
Per quel che riguarda l&#8217;ambiente, quello che non si vede è che si sta producendo uno stress non necessario ad un costo tremendo. Si inquinano fiumi e aria, si disbosca, si fabbrica cemento non necessario, si estraggono minerali, gas, petrolio ecc. ad un ritmo che, in circostanze normali e senza la fase di espansione artificiale del credito, non avrebbe avuto luogo.<br />
Tutto questo maggior sfruttamento viene posto in essere per la produzione di beni capitali che si materializzano come inutili quando comincia la recessione. Si producono, per errore, beni che hanno una distribuzione geografica e soprattutto una distribuzione temporale sbagliata. Ossia, beni di capitale già materializzati in un luogo dove non devono stare e/o in un momento inadeguato.<br />
Alcuni esempi possono essere le torri Squìo, che precedettero la crisi degli anni 90; oppure l&#8217;Empire State Building finito nel periodo iniziale della grande depressione 29; ed ora le quattro torri grandiose di Madrid. Esiste quasi una continuità nella realizzazione di edifici paradigmatici come materializzazione di cattivo investimento generalizzato.<br />
Alla fine dopo molto tempo si riesce a dare un uso economico a questi beni, ma il fatto rilevante è che sono stati prodotti quando non si doveva. E&#8217; un errore, quindi, sia produrre 500.000 appartamenti sulla costa perché nessuno li vuole, sia il fatto di produrli 5 o 10 anni prima di quando effettivamente si potrebbe farlo in maniera redditizia. Mi riferisco a questo quando parlo di una cattiva assegnazione tanto geografica quanto temporale delle risorse che si articolano nella struttura dei beni di capitale.<br />
Alla fine, pertanto, il mercato impone sempre le decisioni dei consumatori. Bisogna rendersi conto che gli investimenti sbagliati sono stati finanziati non dal risparmio reale dei cittadini, ma da denaro creato dal nulla. In alcuni anni, negli USA, abbiamo visto gli investimenti crescere a ritmi del 10% con un risparmio negativo. Come è possibile? Semplicemente per il fatto che si stanno finanziando tramite l&#8217;espansione creditizia contabile.<br />
Questo porta a una discoordinazione intertemporale tra gli agenti economici. Gli imprenditori investono a tasso accelerato, sono ottimisti, mentre allo stesso tempo il resto dei cittadini non stanno aumentando i risparmi di modo da sostenere i loro progetti di investimento. Il disaggiustamento presto o tardi viene scoperto e detectato dal mercato, ovvero da quel processo che costituiamo tutti noi. Un processo che in termini dinamici (non in termini statici o paretiani) è sempre molto efficiente. Possiamo analizzare sei modi attraverso i quali il mercato scopre gli errori, modi che sono riportati nel capitolo 5 del mio libro. L&#8217;importante è sapere che la teoria del capitale fornisce gli strumenti analitici per capire tutto quanto il processo.<br />
Quando arriva la crisi e i primi fallimenti, il valore degli attivi delle banche si riduce a una frazione dei prestiti effettivamente elargiti. Il passivo invece rimane lo stesso, i depositi sono quelli prestati. La crisi si trasforma in una crisi finanziaria a causa dell&#8217;insolvenza delle banche che non riescono a far fronte alle loro obbligazioni di pagamento. Al contempo è necessaria una riassegnazione dei fattori di produzione. Questo è proprio ciò che succede durante il periodo di recessione economica.<br />
Il risultato di questo periodo di boom seguito dal periodo di bust, è che ci ritroviamo più poveri. Ci siamo impegnati a costruire e finanziare la produzione di beni non desiderati, che non erano necessari, che non erano redditizi, con un danno finale anche all&#8217;ambiente che non si sarebbe verificato se il processo di sviluppo si fosse basato solo sul risparmio genuino, stimolato e alimentato dall&#8217;imprenditore, in un quadro istituzionale rappresentato da un sistema finanziario basato sui principi tradizionali del diritto.<br />
La conclusione è pertanto duplice:<br />
1) durante la tappa della bolla siamo tutti contenti, nessuno è capace di diagnosticare il danno economico in termini di mala assegnazione delle risorse, che pertanto vengono sprecate, e di danni generati all&#8217;ambiente.<br />
2) la teoria economica finora dominante contribuisce a giustificare il congiunto di quegli interessi tra loro collegati dietro lo stato di ubriachezza: si pensi a cosa ha prodotto la teoria classica della finanza, con l&#8217;ipotesi di efficienza dei mercati, di razionalità degli agenti, il CAPM, etc etc&#8230; tutto questo giustifica la bolla, per la teoria dominante si tratta sempre di prezzi corretti, per cui non c&#8217;è niente di cui preoccuparsi.<br />
Gli ambientalisti devono quindi difendere un sistema bancario libero, senza banca centrale, senza organo di pianificazione centralizzata, un sistema in cui tutti gli agenti economici, compresi i banchieri privati, rispettano e si attengono ai principi generali del diritto, pena la condanna e il carcere. Chiunque falsifica il denaro, producendo certificati per un valore superiore a quello depositato, o che crea dal nulla un deposito alla vista, è un criminale che viola i principi essenziali che esigono e garantiscono una cooperazione pacifica ed armoniosa tra gli esseri umani. Criminale che contribuisce a creare e che partecipa a un processo sistemico di mala assegnazione delle risorse, dove si distorcono i segnali essenziali in grado di orientare e dirigere l&#8217;opera degli esseri umani per cooperare pacificamente tra di loro. E&#8217; infatti la cattiva assegnazione delle risorse a creare il ciclo economico.<br />
C&#8217;è pertanto una connessione chiarissima tra economia, etica, diritto e storia, dove le analisi dei quattro campi di investigazione vanno tutte nella stessa direzione. E c&#8217;è di conseguenza una responsabilità da parte di tutti gli studiosi e amanti della libertà nel cercare di perseguire la riforma del sistema monetario, in base alle linee tracciate dai principi generali del diritto. E qui possiamo avere l&#8217;appoggio degli amanti della natura, di coloro che desiderano avere un ambiente pulito e rispettato. Solo in un intorno di banca libera con coefficiente del 100%, senza banca centrale, possiamo approssimarci a un corretto match tra risparmio e investimento, garantendo che lo sviluppo sia sostenibile e non crei danni né al genere umano né al processo di cooperazione sociale.</p>
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		<title>Riflessioni Complementari sulla Crisi (II parte)</title>
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		<pubDate>Mon, 31 May 2010 09:39:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fonte: Associazione Culturale USEMLAB di Torino http://www.usemlab.com/index.php
Trascrizione del discorso tenuto da Huerta de Soto a Madrid il 29 Aprile 2010, durante il III congresso di Economia Austriaca.
Traduzione di Mario Fuoricasa, revisione di Francesco Carbone
23 Maggio 2010
Secondo Tema. L&#8217;argomento di Schumpeter
Il secondo tema spesso sollevato durante le mie conferenze riguarda il vecchio argomento di Schumpeter ripreso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fonte: Associazione Culturale USEMLAB di Torino <a href="http://www.usemlab.com/index.php">http://www.usemlab.com/index.php</a></p>
<p>Trascrizione del discorso tenuto da Huerta de Soto a Madrid il 29 Aprile 2010, durante il III congresso di Economia Austriaca.<br />
Traduzione di Mario Fuoricasa, revisione di Francesco Carbone<br />
23 Maggio 2010</p>
<p>Secondo Tema. L&#8217;argomento di Schumpeter<br />
Il secondo tema spesso sollevato durante le mie conferenze riguarda il vecchio argomento di Schumpeter ripreso anche da altri economisti: pur riconoscendo i danni causati dal sistema creditizio, essi prendono in considerazione vantaggi ed effetti positivi. La fase di boom economico, essi argomentano, aguzza e stimola l&#8217;ingegno umano, e in tal modo permette l&#8217;introduzione di scoperte tecnologiche e imprenditoriali che altrimenti non si sarebbero conseguite e che in ultima analisi favoriscono lo sviluppo. Si tratta di un argomento debole e incosistente. E&#8217; come dire la guerra ha dei vantaggi incredibili, aguzza l&#8217;ingegno, abbiamo scoperto il radar e l&#8217;energia nucleare solo grazie alla guerra!<br />
In una economia di mercato, è molto importante che gli imprenditori trovino la possibilità di finanziarsi solo grazie ad una sana intermediazione di risparmio genuino. In un intorno di libertà, è anche importante che vengano finanziati solo quei progetti redditizi che riusciranno a essere sostenuti dai consumatori, sia in termini intratemporali che intertemporali, siano essi progetti a lungo o a breve termine. Questo è il principio generale dell&#8217;economia. La discriminazione tra progetti sostenibili e non sostenibili è possibile solo grazie ai processi di mercato, e ciò richiede che non si manipolino i segnali essenziali del processo, in particolare il tasso di interesse o delle preferenze temporali.<br />
La tragedia è che la istituzione della creazione di denaro e quella di intermediazione del risparmio sono continuamente confuse e mescolate. Il risultato è un processo di espansione creditizia che crea errori di investimento. Gli investimenti e i progetti realizzati per errore portano solo impoverimento, le scoperte e le innovazioni non possono compensare l&#8217;errore generalizzato, ben più grande. Contrariamente alle ipotesi di Schumpeter e dei suoi accoliti, nel lungo periodo ci ritroviamo quindi più poveri.<br />
Oltre al cattivo investimento, si realizza anche un processo di consumo del capitale causata dall&#8217;illusione monetaria di ricchezza. Si vende per 1 milione di euro l&#8217;appartamento che si è comprato per 300mila e si pensa di essere diventati ricchi. Quindi ci si getta in spese che altrimenti non avremmo sostenuto e che consumano il capitale. A causa dell&#8217;illusione di ricchezza si produce un consumo di capitale generalizzato che impoverisce la società. Non dobbiamo preoccuparci, tutti i progetti verrano intrapresi al momento giusto. Anticiparli è un errore. Se una tecnologia non può essere introdotta per mancanza di risparmi, vuol dire che è giusto che venga introdotta solo in futuro quando i risparmi della società la renderanno sostenibile. Non adesso. In un ambiente di libertà e le scoperte arriveranno lo stesso, in maniera spontanea, generando vera prosperità, senza che si accompagnino a una economia schizofrenica, maniaco depressiva come quella che stiamo sperimentando oramai da diversi anni.<br />
E non si dica che l&#8217;inflazione monetaria è in grado di dare occupazione alle risorse. E&#8217; un argomento keynesiano che nel caso del lavoratori si risolve solo in una diminuzione del salario reale tramite inflazione dei prezzi. La realtà è che si vuole solo continuare con la festa, con la droga, trattando i cittadini come irresponsabili. E&#8217; invece essenziale la trasparenza, è essenziale avere un sistema monetario rigido che faccia capire cosa sta succedendo nell&#8217;economia. Per la prima volta con la Grecia arriva finalmente il confronto con la realtà. Le politiche economiche di quel paese non funzionavano, i greci adessono sono costretti ad affrontare i costi necessari per tornare su un sentiero di sviluppo sostenibile. A causa dell&#8217;euro tutti i paesi europei si trovano ad affrontare la realtà. La rigidità causata dalla moneta unica deve essere uno stimolo per realizzare quelle riforme strutturali tali da poter riprendere una crescita economica sostenibile.<br />
Terzo Tema. I rischi assunti dal sistema bancario<br />
Alcuni dicono che siamo arrivati alla crisi per colpa delle banche che hanno assunto un rischio sproprozionato alle loro capacità. No signori, stiamo confondendo i sintomi con le cause. Effettivamente, durante la tappa dell&#8217;euforia, le banche hanno assunto rischi eccessivi. Tuttavia, non hanno fatto che adattare i loro comportamenti agli incentivi che forniva il sistema. Se le banche centrali permettono un inflazionismo passivo, e una crescita degli aggregati monetari anche a due cifre, mentre i risparmi sono pari a zero, o negativi in termini reali, poi non deve risultare strano che gran parte degli investimenti realizzati nella fase di espansione non avessero alcun senso.<br />
Le banche centrali sono intervenute come salvatrici della patria accusando e perseguendo le banche private, eppure nella tappa della allegria, tutto ciò che hanno fatto era lasciare correre l&#8217;euforia. La realtà è che le banche rispondevano solo agli incentivi presenti nel sistema.<br />
In ultima analisi, l&#8217;errore istituzionale è quello di mantenere la banca con riserva frazionaria. A livello microeconomico e individuale nessuno si rende conto del processo di cui forma parte. Molte banche non sanno neanche se stanno creando depositi dal nulla, se questi rappresentano o meno vero risparmio o meno. Non sono coscienti del loro operare e dei loro effetti. Quando nel passato non c&#8217;era banca centrale, le banche fallivano tutte insieme. Nelle crisi finanziarie c&#8217;era un 100% di mortalità. In una economia di mercato normale, alcuni beneficiano, alcuni perdono, non si verificano fenomeni sistemici del genere, con i produttori di scarpe o i costruttori che falliscono tutti insieme. Questo si verifica solo per le banche nel sistema bancario con riserva frazionaria proprio perché esso vìola i principi generali del diritto. Accusare i banchieri della situazione attuale è quindi solo un capro espiatorio.<br />
Quarto Tema. Il matching temporale tra attività e passività<br />
Non è un problema di matching temporale tra prestiti. Stiamo confondendo due livelli distinti. Il problema è la riserva frazionaria che scoordina chi investe e chi risparmia. Solo il coefficiente di cassa del 100% impedisce l&#8217;espansione creditizia ed evita i cattivi investimenti. In un sistema con riserva 100% dove c&#8217;è corretta intermediazione, i flussi temporali rappresentano un problema sempre risolto senza troppe difficoltà dal libero mercato. Il problema del matching tra attività e passività pertanto non ci deve preoccupare. Il problema si trova solo nell&#8217;espansione creditizia, a causa della quale si stanno creando finanziamenti artificiali per progetti non sostenibili. Inutile perdere tempo con il problema del matching.<br />
Quinto Tema. La banca isolata<br />
Può una banca privata salvarsi dal fallimento in un processo generalizzato di espansione creditizia?<br />
Goodrich, fondatore di Liberty Fund, durante il bank holiday imposto da Roosvelt decise di aprire la propria banca per restituire ai depositanti il proprio denaro. Rappresenta il caso di una banca che si salva dalla crisi finanziaria.<br />
Il banchiere individuale può pensare di essere al sicuro da ogni problema se è convinto di finanziare solo i progetti più sicuri e redditizi, oppure può avere la convinzione di far parte di un processo di espansione creditizia generalizzata in cui tutte le banche espandono insieme senza che nessuna perda riserve a favore delle altre. Le banche in effetti espandono all&#8217;unisono, se una espande troppo velocemente rispetto al resto del sistema perde riserve e si trova presto in situazione insolvente. La banca centrale di fatto orchestra una espansione uniforme.<br />
In quanto al primo argomento, di fatto la banca non è in grado di discriminare tra progetti sostenibili e non sostenibili. Inoltre c&#8217;è un altro argomento essenziale sviluppato da Longfield nel secolo XIX: anche se una banca è cosciente che sta facendo prestiti rischiosi, essa non riesce a inibirsi l&#8217;espansione. Alcuni banchieri mi hanno detto che erano ben coscienti dei rischi che stavano assumendo, ma si vedevano forzati a farlo, altrimenti perdevano quote di mercato. I banchieri sono quindi forzati a partecipare all&#8217;euforia. Potremmo analizzare la situazione tramite lo schema del dilemma del prigioniero. La conclusione è che in un quadro istituzionale mal disegnato siamo forzati a prendere le decisioni sbagliate insieme a tutti gli altri, anzi che cercare di prendere da soli le decisioni corrette. Le differenze sono di grado e non di sostanza, c&#8217;è sicuramente chi diversifica meglio, chi ha sacrificato una piccola quota di mercato, ma in generale non è possibile salvarsi dalla crisi inibendosi l&#8217;espansione.<br />
Sesto Tema. Differenza tra flusso (risparmio) e stock (il denaro e il deposito)<br />
Il deposito è uno stock, un saldo di tesoreria. Il flusso di consumo può diminuire mentre quello di risparmio aumenta, e questo a prescindere da quello che succede alla domanda di denaro. Ci sono infatti tre tipi di beni: i beni e i servizi di consumo, i beni di capitale o fattori di produzione, e il denaro (il mezzo di scambio comunemente accettato). Tassonomia chiarissima a Mises. Il denaro compie la sua funzione di denaro se è un bene presente, se sta qua, alla vista. Nel momento in cui è prestato cessa di essere denaro, diventa attivo finanziario che rappresenta il bene di capitale. E&#8217; penoso dover ripetere in questa sede questa distinzione che ancora molti economisti non riescono a capire chiaramente!<br />
Il denaro depositato è uno stock, non rappresenta risparmio (che è sempre un flusso). Esso pertanto è compatibile con qualunque combinazione delle preferenze temporali individuali. Si può aumentare il proprio stock sia restringendo i consumi ma anche restringendo il risparmio. In questo secondo caso per aumentare il proprio stock di denaro, o saldo di tesoreria, basta liquidare i beni di capitale. L&#8217;incremento del saldo di tesoreria in questo caso non è stato risparmiato, ma procede da un processo esattamente opposto: consumare in termini relativi di più e risparmiare meno. E&#8217; la stessa confusione che c&#8217;è tra intermediazione di risparmio e creazione di denaro dal nulla. Quindi, risparmio sempre come flusso, e mezzi di pagamento e saldi di tesoreria sempre come stock.<br />
Il gravissimo problema è quindi il seguente: il sistema bancario attuale con riserva frazionaria incrementa il flusso di prestiti senza che ci sia un aumento del flusso di risparmio ma solo un aumento dei saldi di tesoreria. Questo crea il ciclo ed è il risultato del mal disegno istituzionale di tutto il sistema. Solo il 100% di riserva con banca libera impedisce questa anomalia. L&#8217;unica scrittura contabile dovrebbe essere &#8220;cassa a deposito&#8221;, la scrittura &#8220;prestito a deposito&#8221; che è la scrittura oggi più comune in banca, non dovrebbe esistere. Il flusso di risparmio reale si plasma in investimento reale. Che i miei alunni non ripetano mai più che i depositi rappresentano i risparmi. Una cosa è il flusso, un&#8217;altra lo stock.<br />
Settimo Tema. Distinzione tra depositi alla vista e prestiti a breve termine<br />
Non è valido neanche l&#8217;argomento che è impossibile distinguere prestiti a breve da depositi alla vista. Il mercato è un processo imprenditoriale che trova sempre le soluzioni pratiche più adeguate. In un sistema bancario ideale 100% c&#8217;è un mercato di prestiti a breve termine, tra uno e tre mesi, ben distinguibili dai depositi alla vista. I prestiti falsi che occultano i depositi alla vista sono ben identificati dal mercato. I prestiti inferiori al mese, fino a 5 giorni, 4 giorni, 3 giorni, etc etc fino a 1 minuto, sono prestiti ridicoli, inesistenti. Siamo pratici! Non c&#8217;è domanda di prestiti a 1 minuto, o a un giorno! Anche a una settimana, se non per pagare gli usurai. Siamo realisti! Si parte in genere con prestiti a 1 mese, mentre la maggior parte dei prestiti partono dai 3 mesi in avanti. Le sottilezze teoriche che affermano che non si può distinguere il prestito a un minuto da un deposito, sono solo sciocchezza a cui ricorrono coloro, senza più argomenti, che cercano di giustificare l&#8217;ingiustificabile: la banca a riserva frazionaria.</p>
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		<title>Riflessioni Complementari sulla Crisi (III e ultima parte)</title>
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		<pubDate>Mon, 31 May 2010 09:38:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fonte: Associazione Culturale USEMLAB di Torino http://www.usemlab.com/index.php
Trascrizione del discorso tenuto da Huerta de Soto a Madrid il 29 Aprile 2010, durante il III congresso di Economia Austriaca.
Traduzione di Mario Fuoricasa, revisione di Francesco Carbone
23 Maggio 2010
Ottavo Tema. Gli scenari
Ed ora l&#8217;ottavo punto. Quali sono i possibili scenari quando si scatena una crisi come quella attuale?
Anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fonte: Associazione Culturale USEMLAB di Torino <a href="http://www.usemlab.com/index.php">http://www.usemlab.com/index.php</a></p>
<p>Trascrizione del discorso tenuto da Huerta de Soto a Madrid il 29 Aprile 2010, durante il III congresso di Economia Austriaca.<br />
Traduzione di Mario Fuoricasa, revisione di Francesco Carbone<br />
23 Maggio 2010</p>
<p>Ottavo Tema. Gli scenari<br />
Ed ora l&#8217;ottavo punto. Quali sono i possibili scenari quando si scatena una crisi come quella attuale?<br />
Anche questa è una domanda parecchio ricorrente. Concretamente sono riuscito ad analizzarne in termini analitici quattro. Non escludo che ne possano esistere di addizionali, però i quattro che espongo sono scenari puri e nella realtà potremmo ottenere qualsiasi combinazione caratterizzata da un maggior o minor grado di alcuni di questi quattro.<br />
Il primo scenario quando si produce una crisi finanziaria ed una recessione economica come l&#8217;attuale, è forse &#8211; nonostante le apparenze &#8211; il più dannoso: LA RIPRESA DELLA BOLLA.<br />
I responsabili politici e monetari reagiscono di fronte alla crisi con una immissione di dosi massicce di liquidità nel tentativo di fermare i processi scatenati dalla crisi e in qualche modo riescono a rimettere in moto il processo di espansione. Nel mio libro spiego che questa azione è possibile ma, quando presto o tardi termineranno gli effetti temporanei di stimolo, la crisi finanziaria ricomparirà inesorabilmente e con essa la recessione economica. Entrambe in forma molto più grave della precedente.<br />
Abbiamo anche un antecedente sotto i nostri occhi. La crisi del 2001 2002. Alan Greenspan mantenne i tassi piuttosto alti nonostante lo scoppio della bolla delle dot.com (erano ancora al 3.5% nell’estate 2001, ndt) ma poi vi fu l&#8217;11/9/2001, l&#8217;attacco al World Trade Center. Quindi, governo e banche centrale decisero di riprendere l&#8217;espansione monetaria per impedire la recessione. Iniziarono a somministrare “ossigeno” al malato. Io direi che gli hanno dato droga, cocaina per altri sei altri anni fino al 2007. Durante quei sei anni di espansione artificiale abbiamo perso l&#8217;opportunità che si realizzassero gli aggiustamenti sani e necessari già dal 2001. Una costellazione di errori di investimento si sono così stratificati sugli errori pregressi.<br />
Il secondo scenario è l&#8217;estremo opposto: Il CROLLO SISTEMICO .<br />
La caduta sistematica del sistema bancario con riserva frazionaria sarebbe una tragedia. Immaginiamoci la cosa facendo riferimento al passato. Cade Lehman Brother, la gente si preoccupa nonostante fosse una banca d&#8217;investimento; cade Morgan Stanley, Goldman Sachs, poi tocca a Citigroup, quindi anche in Spagna cade il Banco Santander e tutti gli altri. Il terrore si diffonde &#8211; tutti a ritirare il denaro – ma il denaro come sappiamo non c&#8217;è e&#8230; patatrak.<br />
Il sistema bancario implode su se stesso. Tutte le banche falliscono. Si verifica una tragica contrazione monetaria in quanto il denaro in contante è di fatto solo una minima parte del denaro effettivamente a disposizione sotto altre forme. Immaginatevi il conseguente riaggiustamento dei prezzi. Sarebbe stato un colpo tremendo che avrebbe posto fine all&#8217;economia come oggi la conosciamo ed avremmo dovuto ricominciare tutto da zero.<br />
Il Prof. Bagus ed altri miei discepoli, molto puristi e dotati di un buon senso, sostenevano che questo sarebbe stato lo scenario più probabile. Del tipo “fiat justitia – pereat mundus”. Questa tragedia è stata evitata, (e mi trovo in una situazione incomoda nel tentativo di spiegarla) proprio grazie al “BAILOUT”.<br />
Però attenzione! Voglio essere ben chiaro. Anche se attraverso il bailout si è tentato di salvare il sistema fate caso in che circostanze speciali si trovano le banche centrali. Sembra che siano i salvatori della Patria! Si! Ma sono intervenute sulla scena a spegnere un incendio che loro stesse avevano attizzato. Ci raccontano solo delle stoiche azioni di salvataggio e non del resto.<br />
Se ci potessimo sedere e discutere intorno a un tavolo con i banchieri centrali direi: “dovete sparire”. Sarebbe quindi necessario ripristinare il “gold standard”, ri-privatizzando il denaro e lasciando che tutti gli agenti economici operino sul mercato secondo i principi generali del diritto, secondo i quali la banca deve avere un coefficiente di riserva del 100% .<br />
E questi concetti devono essere ribaditi! Devono essere ribaditi a voce alta, devono essere ripetuti nelle conferenze, alla radio, alla televisione, Bisogna scriverli nei libri e negli articoli, ed essere insistenti mille e mille volte.<br />
Sappiamo bene come si è costruito il bailout. Fu ideato il super piano di salvataggio di 700 miliardi di dollari per comprare gli attivi tossici delle banche. D&#8217;altronde quando il mercato scopre che gli attivi delle banche valgono solo una frazione di quello che si supponevano valere, non resta che comprare questi scarti, proprio quello che ha fatto il piano.<br />
Ci sono stati poi i 180 miliardi per salvare AIG che assicurava a sua volta le banche; i 360 miliardi di sterline in UK o semplicemente la garanzia dei depositi per decreto come è avvenuto in Irlanda, Portogallo, Grecia. Nondimeno la nazionalizzazione completa o parziale delle banche come successe in Belgio o in Olanda ecc. senza fare nomi: Fortis, ING, Abn-Amro. Tutto il sistema finanziario è stato sul punto di sparire. Questo scenario, detto sottovoce, fortunatamente però è stato evitato.<br />
Ma c&#8217;è un&#8217; altro scenario possibile il terzo che io chiamo: NIPPONIZZAZIONE DELLA ECONOMIA (o ECONOMIA IN SALSA GIAPPONESE ndt).<br />
Questo scenario consiste in una serie di interventi di bilancio e di credito governativi così intensi che sebbene non consentano la ripresa dell&#8217;espansione creditizia e della bolla determinano però un blocco dei processi spontanei del mercato che tendono a risanare e a ristrutturare gli errori imprenditoriali intrapresi nella fase della euforia. In questo caso l&#8217;economia viene a trovarsi in stato permanente di recessione, in poche parole, quello che è avvenuto in Giappone.<br />
Il Giappone è un altro caso tipico e paradigmatico al quale è applicabile la teoria austriaca del ciclo. Il Giappone ha avuto una gigantesca bolla negli anni 80. Erano arrivati a prezzare gli immobili a Tokio per centimetro quadrato. Le imprese giapponesi presumevano di essere grandi società finanziarie che marginalmente si occupavano anche di produrre transistor, computer ecc..<br />
Tutto questo si sbriciola con una crisi puntuale. In Giappone risulta difficile, per ragioni istituzionali, ristrutturare gli errori di investimento. Si considera infatti che il lavoratore debba avere una particolare lealtà (culturalmente di tipo post-feudale ndt) verso l&#8217;impresa e viceversa. La Banca centrale giapponese consente il roll-over continuo del credito. Si permette che le banche accettino che la restituzione dei debiti scaduti da parte delle imprese con altri debiti di nuova creazione. Tutte le banche sono tecnicamente fallite ed in cima alla piramide la banca centrale orchestra il tutto.<br />
In aggiunta il governo ha preso ogni tipo di misura di tipo keynesiano. Il Giappone così si converte nel paese con la maggiore percentuale di debito pubblico del mondo in compagnia con il Botswana. Nonostante ogni tipo di interventi pubblico, opere pubbliche ecc.., non sono più usciti dalla recessione. E quando, di recente, sembrava che la situazione stesse lentamente migliorando è arrivata la recessione internazionale corrente. Sono di fatto in una situazione in un certo senso patetica nonostante il Giappone sia un paese molto ricco ed abbia molto capitale investito.<br />
Questa è l&#8217;economia in salsa giapponese e questo tipo di fenomeno influenza in qualche modo anche l&#8217;economia spagnola. L&#8217;economia nostrana (spagnola), nonostante sia inserita nell&#8217;Unione Europea, è, in termini relativi più rigida soprattutto nel mercato del lavoro. Questo spiega il perché, a parità d&#8217;impatto, il nostro tasso di disoccupazione sia doppio rispetto a quello degli altri paesi della nostra area. Persino in Grecia o in Irlanda, che soffrono per grandi malinvestimenti, la disoccupazione è la metà o ancora meno della nostra.<br />
Il problema è che in Spagna abbiamo ereditato le strutture del mercato del lavoro create dal generale Franco, nell&#8217;epoca della dittatura che NESSUNO DEI PARTITI DEMOCRATICI SI E&#8217; PREOCCUPATO DI SMONTARE. Abbiamo ereditato due disgrazie da Franco a) il sistema del mercato del lavoro e b) la previdenza sociale. Due creazioni di Franco molto amate dalla socialdemocrazia moderna.<br />
Il quarto scenario è importantissimo perché penso che sia quello nel quale cui ci troviamo oggi: IL NECESSARIO RISANAMENTO DEL MERCATO.<br />
A pezzettini e bocconi, tra alti e bassi, con un colpo al cerchio e una alla botte, e nonostante tutto l&#8217;interventismo e la demagogia, il mercato è DINAMICAMENTE molto efficiente. Il mercato siamo tutti noi, milioni e milioni di persone, usciamo ogni mattina da casa con più o meno entusiasmo, cercando di tirare la carretta per la famiglia e per gli affari e per assestare i nostri bilanci. Questo gran numero di agenti economici ha una forza tremenda in grado di controbilanciare gli errori di intervento dei politici, istituzionali e sulla demagogia ecc.. Il mercato quindi in qualche maniera riesce a ristrutturare i danni.<br />
Alcune dinamiche possono essere anche molto rapide, persino brutali. In Spagna, per esempio, sparirono in sei mesi 150.000 imprese (su un milione e rotti ndt), gli imprenditori hanno fatto uno sforzo molto grande, indipendentemente dalla politica che è totalmente scollegata dalla realtà. Le famiglie e le aziende spagnole hanno cercato di salvare dalle fiamme quello che si poteva per restituire i prestiti e sistemare i propri conti, scontando a volte perdite considerevoli.<br />
Le aziende hanno pagato costi esorbitanti per licenziare, purtroppo e loro malgrado, molti lavoratori. Le imprese avrebbero potuto trattenere parecchi lavoratori invece di licenziarli se il costo del licenziamento fosse stato più contenuto, se ci fossero state relazioni sindacali più flessibili. Molte imprese avrebbero potuto sopravvivere se non fossero state obbligate a indennizzi di licenziamento così onerose.<br />
Ma ripeto a pezzettini e bocconi, tra alti e bassi questo risanamento è stato fatto. Così come Hayek pensava che proprio quando il Regno Unito, dopo la prima guerra mondiale, pareva aver compiuto per bene il compito di recuperare l&#8217;economia dalla crisi deflazionaria indotta dal ritorno alle vecchie parità oro/sterlina (scelta fatta da Churchill) precedenti alla guerra; proprio in in quel momento, è iniziata la pazzia espansionista con l&#8217;abbandono del gold standard sul pretesto della Grande Depressione.<br />
Così anch&#8217;io penso che ora in Spagna possiamo trovarci nella stessa situazione. In questo momento, dopo aver raggiunto i 5 milioni di disoccupati, il 20% di disoccupazione, l&#8217;economia che rimane attiva è sana, ed ho sufficienti indizi per affermarlo. Ritengo le aziende sane nel senso che possono fare utili in settori di attività economicamente praticabili. Scordiamoci gli utili esorbitanti e pazzi dell&#8217;epoca della passata espansione!<br />
L&#8217;economia spagnola d&#8217;ora in poi sarà di tipo “FREDDO”, una economia di bassa crescita che poi è la crescita sostenibile, non superiore del 2%. Il compito vitale di riassorbire i 5 milioni di disoccupati, reinserendoli nel circuito di creazione della ricchezza, potrà essere efficace solo se si riformerà il mercato del lavoro con i provvedimenti di liberalizzazione che tutti sanno che andranno presi, che tutti conoscono e sono “vox populi”: dall&#8217;ultimo professore universitario, all&#8217;ultimo funzionario &#8211; sia del sindacato &#8211; sia della banca centrale &#8211; sia anche del governo.<br />
Tutti sanno quello che deve essere fatto ma nessuno si vuol sporcare le mani a farlo! Tra le altre cose, per effetto di alcuni perniciosi meccanismi del sistema democratico, i politici hanno paura di prendere questi provvedimenti anche perché pensano &#8211; ragionevolmente –che di conseguenza perderanno le elezioni. Ai politici, risulta più comodo governare un paese che fa parte della zona Euro, come nel caso della Grecia e un po&#8217; come accadde al tempo delle misure del Fondo Monetario Internazionale nei confronti dei paesi asiatici. Essi infatti possono presentarsi l&#8221;opinione pubblica dicendo che le misure anti-crisi vengono imposte dall&#8217;esterno. Eh via! Tutti che protestano per le strade se la prendono con Angela Merkel o con il rappresentante del FMI o gli oscuri interessi cospiratori.<br />
Al politico non resta che prendere gli amari provvedimenti. L&#8217;austerità delle famiglie, quindi, è chiara perché aumenta l&#8217;incertezza. Vi sono parecchie migliaia di famiglie con tutti i propri membri disoccupati, ed è vitale che si producano le riforme necessarie ed utili al riassorbimento di questa tragedia sociale. L&#8217;austerità non è solo importante nel mercato del lavoro ma anche e soprattutto nel settore pubblico. Se non vogliamo che il deficit si scateni è necessaria l&#8217;austerità perché siccome la gente sta tirando la cinghia non vedo per quale ragione non debba fare la stessa cosa lo stato. Ci sono gli stabilizzatori automatici da controllare altrimenti questi tenderanno a far aumentare la spesa.<br />
Non si aumentino però le imposte perché abbiamo bisogno che non venga ridotto attraverso l&#8217;imposizione fiscale il reddito disponibile per portare avanti il risanamento privato. Soprattutto è necessario ridurre la burocrazia e la regolazione. E&#8217; una vergogna, non importa dove si alzi il tappeto, sotto ci si trova per ogni settore una montagna di leggi e regolamenti. Sia nel settore energetico, nel settore elettrico, nella banca, nelle assicurazioni, nei ristoranti ecc.. Parrebbe, usando la logica ed il buon senso, impossibile portare avanti qualsiasi attività in questo paese sotto il peso di queste intricate leggi e regolamenti. Ci siamo abituati alla droga della regole ed abbiamo bisogno che “papà stato” ce ne somministri in dosi sempre adeguate. Ora però smontare tutto questo suppone uno sforzo immane.<br />
Non cadiamo nell&#8217;assurdo dell&#8217;Italia dove è stato creato un ministero per semplificare l&#8217;attività dei ministeri. Dovremmo essere coscienti che è necessario fare del clamore popolare, delle manifestazioni contro tutto questo statismo, contro l&#8217;arroganza dei funzionari e dei burocrati, contro il tanto pontificare dei politici; tutti questi in combutta nel tentativo di organizzare la nostra vita.<br />
Nono Tema. Le riforme da realizzare<br />
Quali sono i provvedimenti nella buona direzione che non siano quelli radicali indicati nel mio libro? Quando ci si trova persi nel mare in una tempesta e di notte è importante vedere in lontananza un faro o avere una bussola che ci può indicare una giusta direzione di rotta. Sempre, come teorici dell&#8217;economia nelle università, è necessario conoscere le riforme che porrebbero fine questi cicli economici.<br />
Noi le misure risolutive le conosciamo e siccome studiare si fonda sul ripetere, le elenchiamo:<br />
Primo. Ristabilire&#8230;. e dico &#8211; ri-stabilire i principi generali del diritto come già fecero banche molto onorevoli come la storica Banca di Amsterdam. Tutte le banche private devono operare con un coefficiente di cassa del 100% per i depositi.<br />
Secondo. Soppressione di tutte le banche centrali. Esse sono gli ultimi organi di pianificazione centrale che rimangono nell&#8217;economia di mercato. Questo sarebbe come terminare la caduta del muro di Berlino.<br />
Terzo. La base monetaria ritorni ad essere privata. Non lasciamo che ci venga somministrata dallo stato. Ci sono proposte come quella di Maurice Allais che vanno pure nella giusta direzione, ma non mi fido dello stato consentendogli di mantenere il denaro scritturale. Il potere di emettere danaro è fatalmente seduttivo ed è quasi impossibile non pensare che i governanti non ne facciano abuso. Si deve pertanto tornare ad una base monetaria totalmente privata come quella che fu espropriata, ovvero la moneta secolarmente preferita spontaneamente dal mercato, in una parola l&#8217;oro. Si lasci poi al nelle mani del mercato l&#8217;evoluzione nella privata e libera scelta della moneta più idonea.<br />
QUESTE SONO LE RIFORME CHE MANCANO.<br />
Per i politici praticoni e i funzionari che stanno seduti nel consiglio della BCE non crediate che queste riforme e le analisi che facciamo nell&#8217;università e nel mio libro non siano informazioni utili. Lo stesso G.C. Trichet ha letto il mio libro ed mi ha inviato un commento laudatorio.<br />
A pagina 10 del “paper” ho inserito due schemi:<br />
1) &#8211; Sistema monetario ideale e<br />
2) &#8211; Provvedimenti alternativi di approssimazione realizzabili con l&#8217;attuale sistema<br />
In riferimento al primo punto “gold standard”. Cosa caratterizza il gold standard? La sua base monetaria è rigida e cresce poco, meno del 2% all&#8217;anno. Caro Trichet, se vuoi avere un obbiettivo sano di crescita monetaria cerca di simulare almeno un tasso di crescita simile a quello dell&#8217;oro; ma per favore poi ATTIENITI all&#8217;obbiettivo! Che non succeda come negli anni passati quando in Maastricht si pose l&#8217;obbiettivo della crescita dell&#8217;M3 al 4,5% , ma la BCE per vari anno sforò al 5, al 6, al 7 ecc. Quindi l&#8217;informazione utile per una banca centrale è che controlli la massa monetaria e non consenta aumenti superiori al 2% e che per tempo aumenti il tasso di interesse.<br />
In riferimento al secondo punto. Coefficiente di cassa del 100% Quale è la funzione del coefficiente di cassa del 100%? Semplicemente impedisce che ci siano crisi bancarie perché il denaro sta al suo posto e se qualcuno vuole ritirarlo non ci sono problemi. Non solo, ciò consente che il flusso di investimenti viaggi in concordanza con il flusso di risparmio. L&#8217;informazione utile per la banca centrale, come abbiamo visto con il bailout recenti è che deve attuare come falso succedaneo del coefficiente di cassa al 100% somministrando la liquidità necessaria quando si manifesta una perdita di fiducia.<br />
Le cose più importanti, nel sistema ideale che proponiamo, sono:<br />
- che, come umanamente possibile,ci sia un buon coordinamento tra il risparmio previo e genuino e gli investimenti.<br />
- che il denaro depositato non si presti.<br />
- che il servizio di somministrazione di liquidità sia totalmente separato dalla intermediazione finanziaria .<br />
Qui il provvedimento succedaneo approssimativo è ad esempio la vecchia Glass–Steagall Act del 1933. Questa legge stabiliva la separazione radicale tra la banca d&#8217;investimento e la banca commerciale.<br />
Decimo Tema: La confusione economica di economisti e cittadini<br />
E qui mi infiammo perché i miei colleghi di “Chicago”, suppostamente liberali, non hanno mai voluto comprendere cosa sia una economia di mercato. Sono talmente ingenui che pensano, per esempio, che nel dibattito tra tassi di cambio fisso e quello flessibile &#8211; siccome quello flessibile è quello libero – in un mercato libero è necessario un tasso di cambio flessibile.<br />
Gravissimo errore!!<br />
Per il fatto che oggi non esiste affatto un mercato libero e ,come spiegarono Hayek nel libro “Monetary nationalism and international stability” e Mises fino alla nausea, è molto più vicino al sistema ideale un sistema di cambi fissi che ingessi la politica monetaria dei governi per impedirgli di agire fuori controllo. Invece abbiamo un sistema caotico di monete con tasso di cambio flessibile che induce alla concorrenza sleale, fanno la corsa a chi fa più inflazione per avere vantaggi competitivi rispetto agli altri.<br />
E&#8217; quasi impossibile credere che una persona così distinta come Milton Friedman abbia avuto una conoscenza così precaria dei processi di mercato che sia arrivato a difendere i tassi di cambio flessibili. E&#8217; quasi impossibile credere che persone così distinte come quelli della “Scuola di Chicago” abbiano operato perché, all&#8217;epoca finale di Ronald Reagan ed in seguito sotto Clinton, fosse adottata una deregolamentazione finanziaria.<br />
Ma che cavolata è questa! Il mercato libero esige:<br />
- che le banche centrali spariscano;<br />
- che il danaro venga riprivatizzato con il gold standard;<br />
- e che tutti operino sul mercato secondo i principi generali del diritto.<br />
Però, se questo non è possibile il mercato libero esige che ci sia una regolamentazione che per lo meno simuli, come meglio possibile, i risultati della nostra riforma.<br />
E&#8217; tanto assurdo come se dicessimo che siccome io sono liberale tutti, per la strada, possono fare quello che gli pare. Uno guida a destra, l&#8217;altro a sinistra, l&#8217;extracomunitario di passaggio faccia del commercio sul marciapiede. No signori! Nel mercato libero la strada sarebbe di un condominio di proprietari. E credete voi che le regole del condominio di proprietari lascerebbe passare chiunque indiscriminatamente? O credete che lascerebbe dormire un indigente al portone? Ci sarebbe una regolazione privata molto rigorosa, come quella che spiega Walter Block nel suo libro sulla privatizzazione delle strade, nel quale egli spiega che se le strade fossero private ci sarebbero meno inquinamento, meno rumore, meno incidenti ecc..<br />
Anche se non non siamo in grado di capire come il mercato regolerebbe certi aspetti, perlomeno, attraverso queste indicazioni, sapremmo almeno quale possono essere le regolamentazioni che vanno nella giusta direzione.<br />
E di nuovo, ripeto, che fu una tragedia per tutto il mondo civilizzato l&#8217;eliminazione della separazione radicale tra la banca commerciale, che in qualche forma somministra la liquidità a corto e cortissimo termine (quella noiosa del “cinque”: presta al 5% e chiude alle 5pm, ecc..) e quella di investimento dei “boys di Wall Street” con la loro ingegneria finanziaria. Le due cose devono rimanere separate! Siamo vittime dell&#8217;abolizione della Glass–Steagall Act del 1933 su pretesto della deregolamentazione finanziaria.<br />
Siamo poi anche vittime, come amanti del mercato libero, perché ora arrivano attacchi con le seguenti argomentazioni: &#8220;Vedete come il mercato libero non funziona? Vedete come per aver deregolamentato è andato tutto a carte quarantotto&#8221;.<br />
Beh! Con con dei compagni di viaggio come quelli di “Chicago” noi, amanti della libertà, non abbiamo bisogno di altri nemici.<br />
Grazie a tutti per la vostra pazienza.<br />
(standing ovation ndt.)</p>
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		<title>Importante Convegno a Cremona sulle fonti energetiche rinnovabili. Green Economy per uscire dalla crisi</title>
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		<pubDate>Fri, 28 May 2010 09:20:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fonte: Circolo Culturale “Ambiente Scienze” http://www.worldwewant.org
Circolo culturale “AmbienteScienze”, in collaborazione con “CreaFuturo”,
organizza
10 Giugno 2010, ore 14,30
Palazzo Cattaneo, Ala Ponzone
Via Oscasali, 3 – Cremona
“Green Economy per uscire dalla crisi. Efficienza energetica ed Energie rinnovabili”
Programma
Ore 14,30
Saluto e introduzione di AmbienteScienze/CreaFuturo del Presidente di “AmbienteScienze”, Paoloroberto Imperiali
“Scenari 2010-2020. Sviluppo sostenibile e occupazione: l’apporto delle fonti energetiche rinnovabili secondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fonte: Circolo Culturale “Ambiente Scienze” <a href="http://www.worldwewant.org">http://www.worldwewant.org</a><br />
Circolo culturale “AmbienteScienze”, in collaborazione con “CreaFuturo”,<br />
organizza<br />
10 Giugno 2010, ore 14,30<br />
Palazzo Cattaneo, Ala Ponzone<br />
Via Oscasali, 3 – Cremona<br />
“Green Economy per uscire dalla crisi. Efficienza energetica ed Energie rinnovabili”<br />
Programma<br />
Ore 14,30<br />
Saluto e introduzione di AmbienteScienze/CreaFuturo del Presidente di “AmbienteScienze”, Paoloroberto Imperiali<br />
“Scenari 2010-2020. Sviluppo sostenibile e occupazione: l’apporto delle fonti energetiche rinnovabili secondo gli Studi compiuti dallo IEFE-Università Bocconi di Milano e da Greenpeace ed Erec (Consiglio europeo per l’energia rinnovabile)”<br />
Ne discutono:<br />
Paolo Carcassi – Segretario confederale UIL Sviluppo sostenibile e politiche energetiche<br />
Antonio Filippi – Responsabile nazionale CGIL settori Infrastrutture, Energia, Trasporti, Diritto di sciopero<br />
Carlo Meazzi – Segretario nazionale FLAEI, Federazione lavoratori aziende elettriche italiane CISL<br />
Giuseppe Onufrio – Direttore operativo di Greenpeace, Fisico, Ricercatore, già consigliere d’amministrazione dell’Agenzia per l’ambiente (all’epoca ANPA), già direttore scientifico dell’ISSI, Istituto Sviluppo Sostenibile Italia<br />
Paolo Panciroli – Responsabile area ambiente, sicurezza, energia – CNA Lombardia<br />
Federico Pontoni – Ricercatore IEFE, Istituto di Economia e Politica dell’Energia e dell’Ambiente (“Center for Research on Energy and Environmental Economics and Policy”) dell’Università Commerciale Luigi Bocconi<br />
Modera: Marco Pezzoni &#8211; ex parlamentare e membro del Coordinamento di CreaFuturo)<br />
Ore 16,30 – Break coffe<br />
Ore 16,45<br />
“Il fotovoltaico e le nuove frontiere della Ricerca”<br />
Presentazione degli ultimi risultati delle ricerche che renderanno più efficiente ed economico l’utilizzo del fotovoltaico.<br />
Ne parleranno Stefano Ossicini, Docente Fisica Sperimentale dell’Università di Modena e Reggio Emilia e Direttore del Centro di Fisica e Nanoscienze e Gianni Mattioli, Docente di Fisica all’Università “La Sapienza” di Roma<br />
Ore 17,45 – Break coffe<br />
Ore 18,00<br />
“Il fotovoltaico: un’opportunità per l’economia del Paese”<br />
Ne discutono:<br />
Alberto Angoli – Presidente R.E.M. S.r.l., Revolution Energy Maker<br />
Antonio Montanini – Direttore Divisione Energie Rinnovabili, Elettrica Riese S.r.l.<br />
Flavio Pasotti – Presidente Eng.in Group<br />
Luigi Spedini – Amm. Delegato S.B. Solar S.r.l.<br />
Guido Traversa &#8211; Amministratore Unico ILB Helios Italia Srl<br />
Modera: Luciano Bolzoni – Dirigente d’azienda e già Presidente nazionale Confapi</p>
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		<title>Cenni di storia del Monferrato e correlazioni con l&#8217;ambiente</title>
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		<pubDate>Thu, 27 May 2010 10:57:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Iniziative-Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Sì è svolta sabato sera, 22 maggio, presso l&#8217;agriturismo Monti di Vignale, nell&#8217;ambito del corso dell&#8217;Istituto GEA di Mantova &#8220;Percorsi percettivi nelle Terre del Monferrato® – LABORATORIO DI GEOLOGIA PERCETTIVA®&#8221; condotto dal docente Marino Zeppa, una serata di interesse storico culturale sulla Storia del Monferrato, condotta da Claudio Martinotti Doria, coordinatore dell&#8217;Accademia Ambientale del Monferrato, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sì è svolta sabato sera, 22 maggio, presso l&#8217;agriturismo Monti di Vignale, nell&#8217;ambito del corso dell&#8217;Istituto GEA di Mantova &#8220;Percorsi percettivi nelle Terre del Monferrato® – LABORATORIO DI GEOLOGIA PERCETTIVA®&#8221; condotto dal docente Marino Zeppa, una serata di interesse storico culturale sulla Storia del Monferrato, condotta da Claudio Martinotti Doria, coordinatore dell&#8217;Accademia Ambientale del Monferrato, storiografo amatoriale, appassionato studioso di storia locale.<br />
L&#8217;intervento non è stato incentrato sui canoni di una classica lezione di storia, ma su una conversazione amichevole e ampiamente descrittiva e coinvolgente seppur tecnica, volendo soprattutto conseguire lo scopo di demistificare, smitizzare e correggere le molte storture che sono state divulgate a proposito delle origini del Monferrato, aggiornando i partecipanti, che erano perlopiù liguri e piemontesi non monferrini, sulle ultime scoperte avvenute a proposito della storia del Monferrato.<br />
La storia non è affatto una disciplina statica, ma è in continua evoluzione grazie all&#8217;apporto di numerosi ricercatori che si dedicano a documenti non ancora esaminati, accedendo anche ad archivi privati in precedenza inaccessibili, o a quelli degli enti religiosi, ecc. … Inoltre il relatore ha voluto evidenziare la forte correlazione esistente tra la storia e cultura identitaria locale con il paesaggio e l&#8217;ambiente plasmato e/o conservato dall&#8217;uomo, addirittura in taluni casi il legame che si crea diviene sorprendente, creando vere e proprie aree protette ante litteram, impostate già nel Medioevo e pervenute fino ai giorni nostri … Particolari affascinanti che hanno destato stupore tra i presenti, che hanno anche ricevuto del materiale divulgativo a conferma di quanto affermato e dimostrato dal relatore. L&#8217;attenzione per la storia è inscindibile dalla tutela ambientale, in quanto se si perviene a conoscere ed ammirare il proprio passato non si può rimanere indifferenti al degrado ambientale … Per ovvie ragioni di tempo, nel corso della serata ci si è limitati solo alla parte di storia medievale (933-1306) risalente alla prima dinastia che ha governato il territorio che hai poi assunto la denominazione di Marchesato di Monferrato, quella Aleramica, e si è solo accennato alla seconda, subentrata nel 1306, i Paleologo di Bisanzio (famiglia imperiale) divenuti Marchesi di Monferrato.</p>
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		<title>Incontro tra la società civile langarola e monferrina, a Casale Monferrato il 13 maggio</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Apr 2010 10:11:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Iniziative-Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;Associazione Nuove Frontiere per la difesa ed il rilancio di Casale e del Monferrato (http://www.nuove-frontiere.eu) organizza per il 13 maggio alle ore 21.00 presso la sala convegni dell&#8217;Hotel Candiani in via Candiani d&#8217;Olivola n. 36 a Casale Monferrato un incontro con il Prof. Donato Bosca, presidente onorario dell&#8217;Arvangia (http://www.arvangia.net partner dell&#8217;Accademia Ambientale del MOnferrato), la più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Associazione Nuove Frontiere per la difesa ed il rilancio di Casale e del Monferrato (<a href="http://www.nuove-frontiere.eu">http://www.nuove-frontiere.eu</a>) organizza per il 13 maggio alle ore 21.00 presso la sala convegni dell&#8217;Hotel Candiani in via Candiani d&#8217;Olivola n. 36 a Casale Monferrato un incontro con il Prof. Donato Bosca, presidente onorario dell&#8217;Arvangia (<a href="http://www.arvangia.net">http://www.arvangia.net</a> partner dell&#8217;Accademia Ambientale del MOnferrato), la più importante ed attiva associazione culturale delle Langhe e del Sud Piemonte, e con Oscar Barile, autore ed attore di teatro, animatore dell&#8217;associazione Arvangia e delle Langhe, protagonista di primo piano del teatro dialettale, ideatore della straordinaria stagione culturale che ha reso la piccola comunità di Sinio capitale virtuale del folclore, della tradizione e del teatro popolare (<a href="http://www.comune.sinio.cn.it">http://www.comune.sinio.cn.it</a>  - <a href="http://www.prolocosinio.it/il_nostro_teatro.html">http://www.prolocosinio.it/il_nostro_teatro.html</a> ).<br />
Il prof. Donato Bosca fino a pochi giorni fa era presidente effettivo dell&#8217;Arvangia, e con un gesto innovativo e coraggioso, di forte rinnovamento, ha passato le consegne ad una giovane donna (Clara Nervi), che ha esattamente la stessa età dell&#8217;associazione, 25 anni (per info vedi: <a href="http://www.cuneocronaca.it/news.asp?id=26225&amp;typenews=primapagina">http://www.cuneocronaca.it/news.asp?id=26225&amp;typenews=primapagina</a> )<br />
L&#8217;Arvangia è un sodalizio fortemente rappresentativo della società civile langarola (Langhe albesi ed astigiane), radicato sul territorio, che ha sempre fatto cultura dal basso, con semplicità ed efficacia e a stretto contatto con le comunità locali, recuperando, conservando e valorizzando la memoria storica delle genti e dei luoghi, favorendo l&#8217;apporto di ognuno, con una capacità progettuale ed una lungimirante visione d&#8217;insieme comunitaria e territoriale, che col tempo ha portato a risultati più che lusinghieri, di partecipazione entusiasta, armonia sociale ed unità d&#8217;intenti e consapevolezza della propria comune identità.<br />
Il recente successo del progetto editoriale della rivista-libro LANGHE, CULTURA E TERRITORIO è una testimonianza di questa formula vincente di rivitalizzazione culturale e sociale facendo cultura dal basso, organizzando una molteplicità di eventi diffusi sull&#8217;intero territorio, animando i più piccoli e meno accessibili borghi, nel corso di tutto l&#8217;anno. Eventi condivisi e partecipati dalla popolazione, realizzati con pochi mezzi e risorse e tanta passione e competenza. Dal primo numero ormai esaurito della rivista, al terzo in distribuzione da pochi giorni, la tiratura è dovuta aumentare di oltre il 30% per esaudire le richieste, così come le pagine sono aumentate fino a ben 144 per cercare di contenere tutti i contributi pervenuti.<br />
La rivista è interamente dovuta all&#8217;apporto volontario e gratuito dei numerosi collaboratori di Arvangia (oltre un centinaio) ed ha dei costi editoriali minimi rispetto a quanto costerebbe produrla se fosse di natura pubblica ed istituzionale, e costituisce un legante sociale ed identitario fortissimo<br />
Il prof. Donato Bosca (<a href="http://www.donatoboscascrittore.it">http://www.donatoboscascrittore.it</a> ) è ritenuto da chi conosce le Langhe, il personaggio più autorevole e rappresentativo della società civile langarola, dopo il compianto Raoul Molinari (fondatore e presidente dell&#8217;Accademia Aleramica), e ci racconterà la sua esperienza, che coincide con la crescita dell&#8217;Arvangia e la diffusione della cultura e della socialità nelle Langhe, che tanto hanno contribuito a rendere conosciuti, appetibili ed affascinati quei territori.<br />
L&#8217;incontro sarà moderato dal presidente dell&#8217;Associazione Nuove Frontiere Alberto Riccio e gli ospiti saranno presentati al pubblico da Claudio Martinotti Doria (<a href="http://www.cavalieredimonferrato.it">http://www.cavalieredimonferrato.it</a> ), socio collaboratore di Arvangia e di Nuove Frontiere e coordinatore dell&#8217;Accademia Ambientale del Monferrato.<br />
Alla serata sono state invitate numerose autorità locali.</p>
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		<title>Percorsi  percettivi  nelle  Terre  del  Monferrato® &#8211; LABORATORIO DI GEOLOGIA PERCETTIVA®</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 11:33:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Iniziative-Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Riprenderanno in tarda primavera i due corsi intensivi organizzati in Monferrato dal nostro partner GEA di Mantova. Vi riportiamo il programma completo. Per maggiori informazioni rivolgetevi al docente Marino Zeppa, vicepresidente dell&#8217;Istituto GEA. Al corso parteciperà nella serata di sabato 22 maggio anche il coordinatore dell&#8217;Accademia Ambientale del Monferrato con un excursus sulla secolare ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riprenderanno in tarda primavera i due corsi intensivi organizzati in Monferrato dal nostro partner GEA di Mantova. Vi riportiamo il programma completo. Per maggiori informazioni rivolgetevi al docente Marino Zeppa, vicepresidente dell&#8217;Istituto GEA. Al corso parteciperà nella serata di sabato 22 maggio anche il coordinatore dell&#8217;Accademia Ambientale del Monferrato con un excursus sulla secolare ed affascinante Storia del Monferrato e le sue attualizzazioni, come la Storia locale abbia influito e influisca sull&#8217;ambiente e sulle comunità insediate &#8230;</p>
<p>Percorsi percettivi nelle Terre del Monferrato® &#8211; LABORATORIO DI GEOLOGIA PERCETTIVA®</p>
<p>22 – 23 maggio 2010<br />
A Vignale, nella cornice dell&#8217;agriturismo Monti immerso nelle colline del Monferrato, in seguito ad altri riusciti appuntamenti, viene organizzato un Laboratorio di Geologia Percettiva ossia andare a cogliere con lo strumento più sofisticato di cui disponiamo &#8211; noi stessi &#8211; il continuo interscambio energetico tra la Terra e l&#8217;Uomo.<br />
Queste giornate hanno un argomento comune, quello stesso argomento per cui noi siamo qui, così come siamo e con tutto quello che abbiamo: vivi.<br />
Questo straordinario processo che ha invertito una legge termodinamica dell’Universo, e si è talmente sviluppato su questo pianeta da bloccarne le sue naturali tendenze trasformandolo in un tutt’uno vivente, ha radici lontane e, probabilmente, non terrestri.<br />
Si è sviluppato circa 4 miliardi d&#8217;anni fa su di una Terra fredda e quasi spenta, povera d’Ossigeno e d’altri nutrienti. E’ riuscito a galleggiare sulle bizze di una luminosità solare assai variabile, su perturbazioni planetarie e cosmiche degne di questa dimensione.<br />
E’ stato pieno con se stesso rendendo impossibile l’esistenza a chi poteva mettere in pericolo l’esistenza di tutto il resto. Di fatto è ancora qui, con le sue antiche preferenze per i difetti degli esseri viventi, piuttosto indifferente alle loro perfezioni.<br />
Su questi difetti va guidando le loro relazioni, portando il caldo verso il freddo, il lungo verso il corto, il grasso verso il magro, il troppo verso il troppo poco.<br />
Subito dopo le nostre periodiche pulizie di primavera lo ritroviamo sempre splendente, per appannarsi quando crediamo d’essere ormai autosufficienti.<br />
Quattro miliardi d’anni stan lì a dirci che la Vita è scambio, il meglio tra i tanti possibili. Non ne conosciamo, a tutt’oggi, altre.<br />
Approfondiremo il discorso della Geobiofisica e in altre parole l’interazione che esiste tra la Terra e gli esseri viventi.<br />
Saremo introdotti agli aspetti fondamentali di Geologia e Geomorfologia. Scopriremo il significato di anomalia geologica e stress tellurico; Gaia, la Terra, il nostro pianeta, si svelerà a noi come un essere vivente che cercheremo di percepire attraverso l’affinamento dei nostri sensi.<br />
Il Laboratorio è un ponte tra il sapere geologico e geofisico attuale e la percezione personale e biologica del diverso scambio energetico del terreno nella varie situazioni geologiche e dei suoi differenti effetti sulle persone. Introduce alla consapevolezza delle variazioni nel proprio benessere psicofisico insorte nel camminare su territori dal substrato diverso ed alla consapevolezza della percezione dello scambio energetico tra territorio ed essere umano.<br />
E&#8217; stato scelto non a caso il Monferrato sia per la ricerca sia per dare inizio ad una serie di incontri che tratteranno l&#8217;importanza di questi argomenti proprio per le particolari se non uniche sue caratteristiche geomorfologiche.<br />
L&#8217;incontro è articolato in una lezione-conferenza esplicativa ed in passeggiate percettivo-esperienziali in siti dai connotati particolari dove sarà possibile vivere in prima persona l&#8217;interscambio energetico.<br />
Il docente è Marino Zeppa, esperto in analisi geobiofisica del territorio, rabdomante e vicepresidente dell&#8217;Istituto GEA (Istituto per l’Analisi Geobiofisica dell’Ambiente).</p>
<p>Programma</p>
<p>Modalità di svolgimento</p>
<p>Sabato 22 maggio 2010</p>
<p>14.30 – 19.00 Parte teorica<br />
20.00 Cena<br />
21,30-22,30 Cenni di storia del Monferrato a cura di Claudio Martinotti Doria</p>
<p>Domenica 23 maggio 2010</p>
<p>8.00 Colazione<br />
8.45 – 9.30 Tecniche di percezione geobiofisica<br />
9.30 – 12.30 Prima escursione<br />
12.30 Pranzo al sacco<br />
14.00 – 19.00 Seconda escursione e condivisione finale</p>
<p>Materiale di supporto<br />
Verrà fornita una scheda relativa agli argomenti delle escursioni.</p>
<p>Luogo<br />
Agriturismo Monti in Vignale M.to (AL). Telefono 0142/933236 per prenotazione camere. <a href="mailto:info@agriturismomonti.it">info@agriturismomonti.it</a>  <a href="http://www.agriturismomonti.it">www.agriturismomonti.it</a></p>
<p>Quota di partecipazione<br />
La quota individuale di euro 130 consente di partecipare al Laboratorio e comprende l’iscrizione all’associazione GEA per un anno. Il corso si effettuerà a partire da un numero minimo di 10 persone. Iscrizioni entro 31 marzo 2010.</p>
<p>Modalità di partecipazione<br />
E’ previsto il versamento di un acconto di 30 euro quale preiscrizione contattando Marino Zeppa ai riferimenti indicati.</p>
<p>Vitto e alloggio<br />
Camera singola: euro 45,00 &#8211; Camera doppia: euro 38,00 (colazione compresa). Cena: euro 23,00 bevande comprese.<br />
ATTENZIONE: SEGNALARE ALL’ATTO DELLA PRENOTAZIONE EVENTUALI ALLERGIE ALIMENTARI!</p>
<p>Abbigliamento<br />
E’ necessario indossare degli abiti comodi, capi che non stringano troppo in vita, calze comode, corsetteria priva di inserti metallici o rigidi (busti, guaine, reggiseni con ferretti, etc.), no collant o calze al polpaccio, meglio boxer che slip.</p>
<p>(il programma potrà subire eventuali cambiamenti a seconda delle condizioni atmosferiche e ambientali)</p>
<p>GEA – Istituto per l’Analisi Geobiofisica dell’Ambiente® [ <a href="http://www.istitutogea.it">www.istitutogea.it</a>  ]<br />
Fondata nel 1996 da un gruppo di professionisti impegnati in architettura bioecologica/bioarchitettura per dare all’analisi energetica del territorio un’impostazione aderente alle concezioni scientifiche più aperte togliendola da quell’ambito ‘magico-esoterico’ in cui si trovava confinata. Infatti GEA porta avanti il pensiero ed il metodo scientifico nell’analisi energetica dei luoghi; propone un approccio professionale e fondato sulle più recenti conoscenze scientifiche relative all’analisi dei campi elettromagnetici naturali del sito di progetto. Si avvale della collaborazione di docenti universitari, geologi e progettisti e sta inoltre elaborando un sistema di analisi per definire la vocazione del territorio rispetto al suo scambio energetico.</p>
<p>MARINO ZEPPA [tel.0142-70968 cell. 328-8987169 e-mail: <a href="mailto:marino.zeppa@fastwebnet.it">marino.zeppa@fastwebnet.it</a>  -- <a href="http://www.almaloci.it">www.almaloci.it</a> ]<br />
Formazione culturale e professionale ed aggiornamento costante presso le più qualificate associazioni italiane e straniere di ricerca e formazione del settore. Seminari e corsi presso: Centro HSA “Habitat, Salute e Architettura” di Rivoli prima associazione culturale in Italia ad occuparsi dei problemi inerenti edifici e salute; A.N.A.B., Forschungskreis für Geobiologie dr. Hartmann (Germania).<br />
Tecnico esperto in Igiene e Medicina Ambientale applicate all’architettura bioecologica per la valutazione della Qualità Globale di siti ed ambienti confinati.<br />
Cofondatore nel 1996 di “GEA – Geobiofisica e Ambiente” di cui è vice presidente, prima associazione italiana ad occuparsi a livello scientifico della ricerca in Geobiologia e Geobiofisica® ed a proporre una seria deontologia professionale.<br />
Da diversi anni è impegnato in attività di divulgazione e formazione professionale, attraverso l’organizzazione di corsi, Laboratori GEA e la partecipazione a conferenze, seminari e convegni.<br />
Conduttore nei Laboratori di Geologia Percettiva®, Laboratori di Autovalutazione Percettiva su base oggettiva®. Docente di Tecniche di Percezione Geobiofisica, insegnante di Tecniche Energetiche Taoiste di potenziamento percettivo nei corsi GEA per Esperti in Analisi Geobiofisica dell’Ambiente®.<br />
Coautore del capitolo “Analisi energetica-geobiofisica del sito” nel testo universitario Progettazione ecocompatibile dell’architettura di Grosso, Peretti, Piardi e Scudo (Ed. Sistemi Editoriali, 2005).</p>
<p>&lt;&lt;</p>
<p>Laboratorio di Autovalutazione Percettiva su base oggettiva® &#8211; Tecniche di Percezione Geobiofisica<br />
26 – 27 giugno 2010</p>
<p>Il seminario si prefigge di dare a ciascuno dei partecipanti la possibilità di provare in prima persona la propria capacità di entrare in risonanza con le emissioni energetiche del territorio: si tratta di campi elettromagnetici di origine naturale prodotti ed emessi dal pianeta non solo da scorrimenti idrici (percezione rabdomantica) ma anche da situazioni geologiche particolari, reticoli energetici a altro ancora che producono determinati effetti energetici localizzati.<br />
Grazie ad un lavoro di sblocco, riequilibrio e potenziamento della propria energia personale verranno amplificate le capacità biofisiche e percettive di ognuno.<br />
Comprende due prove iniziali di percezione di un campo elettromagnetico naturale e un campo magnetico artificiale cui seguiranno due sessioni di tecniche energetiche.<br />
La prima parte comprende esercizi di apertura, espansione ed integrazione, per stabilire un profondo contatto con se stessi, per favorire un salutare riequilibrio tra mente e corpo e per aumentare la capacità percettiva e la sensibilità sottile.<br />
La seconda parte è caratterizzata da esercizi volti al potenziamento dell&#8217;energia personale e preparatori al lavoro di rilevazione.<br />
Al termine verranno ripetute le prove di percezione sui campi naturali ed artificiali dove sarà possibile autovalutare il proprio miglioramento appercettivo rispetto alle prove iniziali.<br />
E&#8217; inoltre inteso come strumento di autovalutazione percettiva propedeutico all&#8217;eventuale prosecuzione nella specializzazione professionale in Geobiofisica (la partecipazione al Laboratorio fornisce cinque crediti per il corso professionale).<br />
Sarà in ogni modo un&#8217;utile esperienza che darà ad ognuno le basi necessarie a percepire se stesso in relazione al luogo in cui si trova.<br />
Chi avrà riscontrato in sé buone qualità appercettive potrà orientarsi verso il corso Professionale per Esperti in Analisi Geobiofisica del territorio relativamente al rilievo della situazione elettromagnetica naturale di un sito.<br />
Conduttore del Laboratorio è Marino Zeppa, Esperto in Analisi Energetica del territorio, rabdomante, docente di tecniche di percezione geobiofisica nei corsi e laboratori organizzati dall’associazione “GEA &#8211; Istituto per l’Analisi Geobiofisica dell’Ambiente”.<br />
GEA – Istituto per l’Analisi Geobiofisica dell’Ambiente® [ <a href="http://www.istitutogea.it">www.istitutogea.it</a> ]<br />
Fondata nel 1996 da un gruppo di professionisti impegnati in architettura bioecologica/bioarchitettura per dare all’analisi energetica del territorio un’impostazione aderente alle concezioni scientifiche più aperte togliendola da quell’ambito ‘magico-esoterico’ in cui si trovava confinata. Infatti GEA porta avanti il pensiero ed il metodo scientifico nell’analisi energetica dei luoghi; propone un approccio professionale e fondato sulle più recenti conoscenze scientifiche relative all’analisi dei campi elettromagnetici naturali del sito di progetto. Si avvale della collaborazione di docenti universitari, geologi e progettisti e ha elaborato un sistema di analisi per definire la vocazione del territorio rispetto al suo scambio energetico.</p>
<p> <br />
Modalità di svolgimento</p>
<p>Sabato 26 giugno 2010</p>
<p>9,00 Iscrizione al Laboratorio</p>
<p>10,00 – 10,15 Presentazione</p>
<p>10,30 – 12,30 Insegnamento sull’uso della bacchetta e prima prova di percezione</p>
<p>13,00 – 14,00 Pranzo leggero privo degli allergeni principali (fumento, latte, solanacee e alcol)</p>
<p>15,00 – 16,30 Seconda prova di percezione</p>
<p>17,00 – 19,30 1° sessione tecniche energetiche</p>
<p>20.00 Cena</p>
<p>21,30 – 22,30 Discussione e domande dei partecipanti</p>
<p>Domenica 27 giugno 2010</p>
<p>8.00 Colazione</p>
<p>9,00 – 12.30 2° sessione tecniche energetiche</p>
<p>13,00 – 14,00 Pranzo leggero privo degli allergeni principali e di alcol</p>
<p>15,00 – 19,00 Prove di percezione di confronto e discussione risultati</p>
<p>SEGANALARE EVENTUALI ALLERGIE ALIMENTARI!!</p>
<p>Termine iscrizione<br />
Le iscrizioni si chiuderanno il 31 marzo 2010. SEGANALARE EVENTUALI ALLERGIE ALIMENTARI!!</p>
<p>Luogo<br />
Agriturismo Monti in Vignale M.to (AL). Telefono 0142/933236 per prenotazione camere. <a href="mailto:info@agriturismomonti.it">info@agriturismomonti.it</a>  <a href="http://www.agriturismomonti.it">www.agriturismomonti.it</a></p>
<p>Quota di partecipazione<br />
La quota individuale di euro 130 consente di partecipare al Laboratorio e comprende l’iscrizione all’associazione GEA per un anno. Il corso si effettuerà a partire da un numero minimo di 8 persone.</p>
<p>Modalità di partecipazione<br />
E’ previsto il versamento di un acconto di 30 euro quale preiscrizione contattando Marino Zeppa ai riferimenti indicati.</p>
<p>Vitto e alloggio<br />
Camera singola: euro 45,00 &#8211; Camera doppia: euro 38,00 (colazione compresa). Cena: euro 23,00 bevande comprese.</p>
<p>Abbigliamento<br />
Tuta o abbigliamento comodo per esercizi e materassino e coperta</p>
<p>(il programma potrà subire eventuali cambiamenti a seconda delle condizioni atmosferiche e ambientali)</p>
<p>GEA – Istituto per l’Analisi Geobiofisica dell’Ambiente® [ <a href="http://www.istitutogea.it">www.istitutogea.it</a> ]<br />
Fondata nel 1996 da un gruppo di professionisti impegnati in architettura bioecologica/bioarchitettura per dare all’analisi energetica del territorio un’impostazione aderente alle concezioni scientifiche più aperte togliendola da quell’ambito ‘magico-esoterico’ in cui si trovava confinata. Infatti GEA porta avanti il pensiero ed il metodo scientifico nell’analisi energetica dei luoghi; propone un approccio professionale e fondato sulle più recenti conoscenze scientifiche relative all’analisi dei campi elettromagnetici naturali del sito di progetto. Si avvale della collaborazione di docenti universitari, geologi e progettisti e ha elaborato un sistema di analisi per definire la vocazione del territorio rispetto al suo scambio energetico.</p>
<p>MARINO ZEPPA [tel.0142-70968 cell. 328-8987169 e-mail: <a href="mailto:marino.zeppa@fastwebnet.it">marino.zeppa@fastwebnet.it</a>  -- <a href="http://www.almaloci.it">www.almaloci.it</a> ]<br />
Formazione culturale e professionale ed aggiornamento costante presso le più qualificate associazioni italiane e straniere di ricerca e formazione del settore. Seminari e corsi presso: Centro HSA “Habitat, Salute e Architettura” di Rivoli prima associazione culturale in Italia ad occuparsi dei problemi inerenti edifici e salute; A.N.A.B., Forschungskreis für Geobiologie dr. Hartmann (Germania).<br />
Tecnico esperto in Igiene e Medicina Ambientale applicate all’architettura bioecologica per la valutazione della Qualità Globale di siti ed ambienti confinati.<br />
Cofondatore nel 1996 di “GEA – Geobiofisica e Ambiente” di cui è vice presidente, prima associazione italiana ad occuparsi a livello scientifico della ricerca in Geobiologia e Geobiofisica® ed a proporre una seria deontologia professionale.<br />
Da diversi anni è impegnato in attività di divulgazione e formazione professionale, attraverso l’organizzazione di corsi, Laboratori GEA e la partecipazione a conferenze, seminari e convegni.<br />
Conduttore nei Laboratori di Geologia Percettiva®, Laboratori di Autovalutazione Percettiva su base oggettiva®. Docente di Tecniche di Percezione Geobiofisica, insegnante di Tecniche Energetiche Taoiste di potenziamento percettivo nei corsi GEA per Esperti in Analisi Geobiofisica dell’Ambiente®.<br />
Coautore del capitolo “Analisi energetica-geobiofisica del sito” nel testo universitario Progettazione ecocompatibile dell’architettura di Grosso, Peretti, Piardi e Scudo (Ed. Sistemi Editoriali, 2005).</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Crema e Cremona: capitali dell’innovazione, della ricerca e dell’energia per la società dell&#8217;informazione e della conoscenza. Tre giorni di convegni, dibattiti, incontri, esposizione e presentazioni di progetti.</title>
		<link>http://www.accademiadelmonferrato.com/eventi-accademia-monferrato/crema-e-cremona-capitali-dell%e2%80%99innovazione-della-ricerca-e-dell%e2%80%99energia-per-la-societa-dellinformazione-e-della-conoscenza-tre-giorni-di-convegni-dibattiti-incontri-esposizione/</link>
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		<pubDate>Tue, 15 Sep 2009 18:50:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Iniziative-Eventi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.accademiadelmonferrato.com/?p=2302</guid>
		<description><![CDATA[Crema e Cremona: capitali dell’innovazione, della ricerca e dell’energia per la società dell&#8217;informazione e della conoscenza
Fonte: Circolo Culturale “Ambiente Scienze” http://www.worldwewant.org
Il Laboratorio dell&#8217;energia 2009 tra i progetti principali della campagna mondiale dell&#8217;ONU Coolplanet2009
Dal 25 al 27 Settembre 2009 tre giorni di convegni, dibattiti, incontri, esposizione e presentazioni di progetti.
Crema
&#8220;La società dell’informazione e della conoscenza: innovazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Crema e Cremona: capitali dell’innovazione, della ricerca e dell’energia per la società dell&#8217;informazione e della conoscenza<br />
Fonte: Circolo Culturale “Ambiente Scienze” <a href="http://www.worldwewant.org">http://www.worldwewant.org</a><br />
Il Laboratorio dell&#8217;energia 2009 tra i progetti principali della campagna mondiale dell&#8217;ONU Coolplanet2009<br />
Dal 25 al 27 Settembre 2009 tre giorni di convegni, dibattiti, incontri, esposizione e presentazioni di progetti.</p>
<p>Crema</p>
<p>&#8220;La società dell’informazione e della conoscenza: innovazione e ricerca&#8221;</p>
<p>Venerdì 25 settembre 2009<br />
Sede: Università degli Studi di Milano &#8211; Dipartimento di Tecnologie dell’Informazione &#8211; Via Bramante 65 &#8211; Crema</p>
<p>Ore 8:45 registrazione partecipanti</p>
<p>Ore 9:20 Saluti istituzionali<br />
Presentazione della campagna mondiale dell’ONU Coolplanet 2009: Fabio Graziosi, responsabile europeo UNRIC Bruxelles</p>
<p>Dalle ore 9</p>
<p>Arte e cultura Sala riunioni<br />
 <br />
La natura vista attraverso l’arte e la cultura: presentazione di quadri della pittrice Lisa Zanatta Pistorio e il catalogo multimediale delle sue opere</p>
<p>Mostra di quadri di Luigi Centra: Lo sviluppo dell&#8217;energia pulita negli anni<br />
Rassegna fotografica<br />
a cura di Fisheye Still Motion Group e “Le immagini di Cyrille Noel”<br />
Mostra fotografica di Lorenzo Mancini: &#8220;Nuvole sciolte presenta l&#8217;amore come energia che rinnova&#8221; 2009 IEEE Workshop on Environmental, Energy, and Structural Monitoring Systems<br />
Sponsorizzato da IEEE Italy Section Systems Council Charter, con la cooperazione tecnica di IEEE Italy Section Instrumentation and Measurement Society Charter, organizzato dall&#8217;Università degli Studi di Milano – Dipartimento di Tecnologie dell”Informazione, con il supporto di ACSU &#8211; Associazione Cremasca Studi Universitari.</p>
<p>Aula Magna<br />
Consegna Onorificenza dell&#8217;ONU al Prof. Giovanni degli Antoni per gli alti valori scientifici<br />
&#8230;leggi Coolplanet2009</p>
<p>Ore 10:30 Lectio magistralis<br />
Prof. Giovanni Degli Antoni (Università degli Studi di Milano) &#8220;Evoluzione della globalizzazione e dei suoi contenuti&#8230;ieri, oggi, domani&#8221;</p>
<p>Ore 11,15 Coffee break</p>
<p>Ore 11,30</p>
<p>Aula magna  Aula A sud<br />
Digitaliade &#8211; Biografia multimediale non autorizzata<br />
A cura di Roberto Carraro<br />
La storia dell&#8217;evoluzione della società dell&#8217;informazione e della ricerca attraverso la presentazione di alcuni progetti  L’energia del futuro?<br />
Chairman: Alberto Pieri, FAST</p>
<p>Ennio Macchi, Politecnico di Milano Le tecnologie di conversione del futuro<br />
Gianni Mattioli, UNESCO – Università La Sapienza Quale energia per quale futuro?<br />
Clelia Boesi, Regione Lombardia Educazione all&#8217;ambiente ed alla sostenibilità: rete delle reti<br />
Ubaldo Mastromatteo STMicroelectronics Snapshot on Energy</p>
<p>dalle 14,30</p>
<p>Aula B nord Aula E<br />
Premiazione del Concorso nazionale<br />
XMEDIA 2009 COMPOSIZIONI POETICHE MULTIMEDIALI<br />
(Liceo Scientifico Lussana di Bergamo e Università degli Studi di Milano) Workshop: gli espositori si presentano</p>
<p>Durante tutta la giornata esposizione di progetti da parte di Università, Centri di Ricerca, Aziende, Scuole<br />
 <br />
Cremona</p>
<p>Sabato 26 settembre a Cremona</p>
<p>&#8220;L&#8217;energia dà i numeri &#8230;&#8221;</p>
<p>Mattino<br />
Sede: Teatro Ponchielli<br />
Ore 8:45 registrazione partecipanti<br />
09:30 Saluti delle autorità<br />
Apertura lavori: assolo del Prof. Andrea Mosconi  che suonerà il violino Vesuvius del 1727 di Antonio Stradivari.<br />
10:00 Relazione introduttiva Alessandro Clerici-FAST- : “Risorse energetiche e consumi globali, l’ambiente, considerazioni sull’ Italia”</p>
<p>10:30 Tavola rotonda Coordinatore: Alessandro Clerici, FAST</p>
<p>•Edgardo Curcio, Presidente Associazione Italiana Economisti dell&#8217;Energia &#8220;Situazione e prospettive del settore energetico in Italia: una sfida per il futuro&#8221;<br />
•Luigi Iperti, Fondazione Ing. Luigi de Januario e Presidente del Nucleo Energia OICE &#8220;La cultura impiantistica: come trasferire ai cittadini in modo tempestivo i risultati della ricerca&#8221;<br />
•Vincenzo Naso, Università La Sapienza Roma &#8211; CIRPS<br />
•Pasquale Pistorio, Presidente Onorario di STMicroelectronics : “Efficienza energetica e fonti rinnovabili: strategia vincente per i prossimi trenta anni&#8221;<br />
•Ernesto Pedrocchi, Politecnico di Milano  &#8220;Cambiamenti climatici e soddisfacimento dei fabbisogni energetici&#8221;<br />
•Massimo Scalia, Università degli Studi di Roma “La Sapienza” –Presidenza UNESCO &#8220;L&#8217;illusione nucleare&#8221;<br />
Dibattito con il pubblico</p>
<p>Ore 13:00 pausa pranzo</p>
<p>dalle 14:30</p>
<p>Portici Piazza Duomo: Lo sportello dell’energia</p>
<p>Punti di incontro dove esperti si mettono a disposizione del pubblico per parlare di problematiche molto vicine al cittadino: come leggere la bolletta? Quanto costa ristrutturare una casa seguendo le norme del risparmio energetico etc…? <br />
Le scuole in piazza: gli studenti presentano i loro progetti</p>
<p>Centro Congressi Camera di Commercio: Sessioni di workshop</p>
<p>14,45 – 17,30</p>
<p>Il mix energetico</p>
<p>Coordinatore: Alessandro Clerici, FAST</p>
<p>Ne discutono:<br />
Rinaldo Sorgenti, Assocarboni<br />
Marco Pigni, APER<br />
Gianluca Alimonti, Università degli Studi di Milano- INFN<br />
Ubaldo Mastromatteo, STMicroelectronic<br />
Gabriele Insabato, Politecnico di Milano Efficienza energetica e trasporti<br />
Coordinatore: Aldo Fumagalli, Confindustria</p>
<p>Ne discutono:<br />
Stefano Da Empoli, ICOM<br />
Carlo Manna, ENEA<br />
Giuseppe Rovera, Centro Ricerche Fiat<br />
Renzo Ricci Commissione Nazionale dei Periti Industriali e Periti Industriali Laureati Risparmio energetico in edilizia<br />
Coordinatore: Massimo Gallanti, ERSE</p>
<p>Ne discutono:<br />
Piero Torretta, Presidente della Commissione Nazionale ANCE Tecnologia ed Innovazione .<br />
Gian Carlo Magnoli Bocchi, Ordine degli architetti di Cremona<br />
Livio De Santoli, Università degli Studi di Roma “La Sapienza”<br />
Sergio Colombo Direttore della Rivista: Il Perito Industriale  &#8220;Progettare, Costruire, Dirigere, Collaudare&#8221;</p>
<p>Visite con navette predisposte a:<br />
•parco fotovoltaico AEM<br />
•aziende agricole in cui sono presenti impianti di biomasse e biogas<br />
•nuova sede dell’ANCE come esempio di bioedilizia<br />
•visita all&#8217;impianto fotovoltaico dell&#8217;Istituto ITIS Torriani</p>
<p> <br />
Domenica 27 settembre 2009 &#8211; Palazzo Cattaneo Ala Ponzone (Via Oscasali, 3)</p>
<p>Ore 10,00: &#8220;L&#8217;energia della mente: nuove frontiere della ricerca”</p>
<p>Presentazione: Emilia Agrimi, Direttore Unità Operativa di Psichiatria dell’Asl di Cremona</p>
<p>Relatore: Fabio Babiloni, Dipartimento Fisiologia e Farmacologia dell’Università la &#8220;Sapienza&#8221; di Roma e Coordinatore del Progetto “Brain Computer Interface”</p>
<p>Ore 11,15: Break Coffee</p>
<p>Ore 11,30: “Le frontiere avanzate della ricerca sull’energia solare: il Progetto ‘Archimede’”</p>
<p>Presentazione: Riccardo Groppali Dipartimento di Ecologia del Territorio Pavia<br />
Relatore: Alfredo Fontanella, Enea, Responsabile per il coordinamento delle specifiche di progettazione del Progetto Solare</p>
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