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	<title>Accademia Ambientale del Monferrato &#187; News</title>
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		<title>Si cresce meglio lontano dalla famiglia. Uno studio in corso cerca di individuare le modalità di sopravvivenza delle specie rare per ridurne il rischio di estinzione</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 04:08:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fonte: Galileo, GIORNALE DI SCIENZA E PROBLEMI GLOBALI http://www.galileonet.it
Uno studio pubblicato su Science spiega perché alcune piante tropicali sono rare, mentre altre sono comuni. Il problema sono i &#8220;vicini&#8221;
Se il vicino è uno di famiglia non è un bene per le piante tropicali rare. Uno studio condotto dalla University of Minnesota e dallo Smithsonian Tropical [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fonte: Galileo, GIORNALE DI SCIENZA E PROBLEMI GLOBALI <a href="http://www.galileonet.it">http://www.galileonet.it</a><br />
Uno studio pubblicato su Science spiega perché alcune piante tropicali sono rare, mentre altre sono comuni. Il problema sono i &#8220;vicini&#8221;<br />
Se il vicino è uno di famiglia non è un bene per le piante tropicali rare. Uno studio condotto dalla University of Minnesota e dallo Smithsonian Tropical Research Institute (STRI), e pubblicato su Science, rivela infatti che quando una piantina di una specie rara sta crescendo accanto a un&#8217;altra della sua stessa specie ha minori probabilità di sopravvivere. Al contrario, le piantine di specie comuni sembrano poco influenzate dalle vicine della stessa famiglia. La ricerca ha l’obiettivo di aiutare gli scienziati a comprendere meglio come la vita vegetale si organizza in comunità, soprattutto in prospettiva dei cambiamenti climatici e altri processi su larga scala.<br />
Il lavoro, basato sull&#8217;osservazione della sopravvivenza di più di 30mila piante e di 180 specie di alberi tropicali, è parte di uno studio a lungo termine sulla biodiversità vegetale condotto in una foresta tropicale di pianura nell&#8217;isola di Barro Colorado, Panama. L&#8217;area di interesse &#8211; delle dimensioni di 90 campi di calcio &#8211; comprende più di 400mila singoli alberi e arbusti di oltre 300 specie che sono state segnate, mappate e misurate a intervalli regolari di cinque anni nel corso degli ultimi trenta.<br />
Per anni i ricercatori del Minnesota, ma non solo, hanno osservato che le piante circondate da vicine della stessa specie non crescono e né sopravvivono bene come quelle circondate da altre specie. L’opinione degli scienziati finora era che ciò accadesse perché i parassiti e gli organismi patogeni si spostano più facilmente tra individui della stessa specie o perché questi ultimi sono in concorrenza tra loro per le stesse risorse. Ora invece lo studio statunitense ha mostrato che si tratta di un problema di &#8220;sensibilità&#8221;: le piantine di specie rare sono molto più sensibili alla presenza di vicini della stessa specie (conspecifici) rispetto alle piantine di specie comuni. In altre parole: la densità di conspecifici determina l&#8217;abbondanza di specie nelle varie comunità.<br />
Secondo Liza Comita e Helene Muller-Landau, co-autrici dello studio, ciò suggerisce che le specie rare sono impossibilitate a diventare comuni, perché producono sempre più piantine che hanno una minore sopravvivenza. &#8220;I risultati&#8221;, hanno concluso le ricercatrici &#8220;“indicano la direzione in cui cercare i meccanismi alla base della rarità di alcune specie e forniscono preziosi suggerimenti sulle modalità di conservazione delle specie meno comuni e a rischio di estinzione&#8221;. (a.o.)</p>
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		<title>Emilia Romagna: impianti fotovoltaici nelle ex discariche, per non usare terreni destinati all’agricoltura</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 03:28:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fonte: Ecoblog, http://www.ecoblog.it
Impianti fotovoltaici sulle aree delle ex discariche. Un sistema per usare pezzi di territorio che diversamente non avrebbero destinazione d’uso il che porta al doppio vantaggio di poter installare per potenza complessiva oltre 56 MW di impianti e di non usare terreni destinati all’agricoltura, come d’altronde già vietato dalla Regione Piemonte.
L’accordo voluto dalla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fonte: Ecoblog, <a href="http://www.ecoblog.it">http://www.ecoblog.it</a><br />
Impianti fotovoltaici sulle aree delle ex discariche. Un sistema per usare pezzi di territorio che diversamente non avrebbero destinazione d’uso il che porta al doppio vantaggio di poter installare per potenza complessiva oltre 56 MW di impianti e di non usare terreni destinati all’agricoltura, come d’altronde già vietato dalla Regione Piemonte.<br />
L’accordo voluto dalla Regione Emilia Romagna, è stato firmato dagli assessori Giancarlo Muzzarelli e Sabrina Freda, da Graziano Cremonini presidente di Confeservizi Emilia-Romagna, Antonio Gioiellieri direttore Anci regionale e Enrico Manicardi direttore Upi Emilia-Romagna:<br />
Considerando le ex discariche gestite da Hera, Iren (la nuova società nata dalla fusione tra Enia e Iride) ed Aimag, potranno essere realizzati 1 milione 214 mila metri quadri di campi fotovoltaici, per una potenza complessiva degli impianti di 56,5 MW, che permetterà di risparmiare ogni anno circa 13.129 TEP (tonnellate di petrolio equivalenti) ed eviterà l’immissione in atmosfera di 39.224 tonnellate di CO2. I siti potenzialmente interessati per quanto riguarda Hera sono 34 in sei province e 8 per la parte che fa capo a Iren.</p>
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		<title>La pianta Cycas revoluta Thunb, nota anche con il nome di Sago Palm, avvelena gli animali domestici</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 03:26:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fonte: Ecoblog, http://www.ecoblog.it
Può una bella pianta di cycas revoluta avvelenare cani e gatti? Secondo l’allerta diramato dai Medici veterinari dell’Ordine di Milano e della Lombardia è possibile. Come avverrebbe l’avvelenamento? Con l’ingestione dei semi, anche uno solo o due sono sufficienti, poiché contengono diverse sostanze nocive.
Spiegano i veterinari:
La Cycas revoluta Thunb, nota anche con il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fonte: Ecoblog, <a href="http://www.ecoblog.it">http://www.ecoblog.it</a><br />
Può una bella pianta di cycas revoluta avvelenare cani e gatti? Secondo l’allerta diramato dai Medici veterinari dell’Ordine di Milano e della Lombardia è possibile. Come avverrebbe l’avvelenamento? Con l’ingestione dei semi, anche uno solo o due sono sufficienti, poiché contengono diverse sostanze nocive.<br />
Spiegano i veterinari:<br />
La Cycas revoluta Thunb, nota anche con il nome di Sago Palm, al pari di altre palme appartenenti alla famiglia Cycadaceae è potenzialmente mortale per gli animali da compagnia. Queste piante ornamentali, molto diffuse, contengono composti tossici (la B-metil-L-alanina (BMAA), il glicoside cicasina, ed una terza tossina con elevato peso molecolare non ancora identificata) che possono causare vomito e diarrea, depressione del SNC, convulsioni ed insufficienza epatica. Il principale responsabile della sindrome gastrointestinale e del danno epatico conseguenti all’ingestione di cycas è il metilazossimetanolo (MAM), l’aglicone della cicasina; questa molecola ed i suoi derivati sembrano esercitare anche un’azione cangerogena, mutagenica e teratogena.<br />
Ed ecco i sintomi che si verificano poche ore dopo l’ingestione dei semi:<br />
Numerosi episodi di vomito e diarrea, grave congestione delle mucose, sete intensa e abbondante salivazione; a questi seguono, dopo qualche giorno, i primi segni dell’insufficienza epatica la quale può anche portare alla morte del soggetto.<br />
Nel 2009 sono stati 10 i cani intossicati dalla cycas e per 3 di loro non c’è stato nulla da fare.</p>
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		<title>Italia: a rischio le risorse per le Aree Protette. La finanziaria provocherà la progressiva chiusura dei Parchi nazionali.</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 10:02:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fonte: CIPRA Italia, Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi http://www.cipra.org
La manovra economica del Governo prevede di dimezzare le risorse ordinarie destinate ai Parchi nazionali. Ciò significherebbe la chiusura di alcuni di questi. Venerdì 23 luglio, l&#8217;Associazione nazionale dei dipendenti dei parchi assieme alle maggiori organizzazioni ambientaliste e a numerosi cittadini ha protestato a Roma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fonte: CIPRA Italia, Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi <a href="http://www.cipra.org">http://www.cipra.org</a><br />
La manovra economica del Governo prevede di dimezzare le risorse ordinarie destinate ai Parchi nazionali. Ciò significherebbe la chiusura di alcuni di questi. Venerdì 23 luglio, l&#8217;Associazione nazionale dei dipendenti dei parchi assieme alle maggiori organizzazioni ambientaliste e a numerosi cittadini ha protestato a Roma davanti al Ministero dell&#8217;Ambiente. Le aree protette sono gli ultimi baluardi nella difesa dell&#8217;ambiente, devono essere salvate e la norma che prevede di dimezzare i finanziamenti va modificata.<br />
Le associazioni promotrici hanno richiesto al Ministro dell&#8217;Ambiente, Stefania Prestigiacomo di attivarsi, per scongiurare la chiusura dei Parchi e per costruire un&#8217;efficace e reale strategia del sistema delle Aree Protette italiane. Se questo non dovesse accadere, il Ministro Prestigiacomo rischia di essere ricordato come il primo ministro della storia costretto a chiudere i Parchi nazionali italiani.<br />
&#8220;Tutte le riserve e i parchi nazionali costano oggi, infatti, appena un caffè all&#8217;anno per ogni italiano&#8221;, scrive l&#8217;Associazione nazionale del personale delle aree protette in una lettera aperta al Presidente del Consiglio Berlusconi e al suo Ministro dell&#8217;Economia e delle Finanze, Tremonti. &#8220;Un costo irrisorio quindi, ma che consente di attuare, non senza problemi, fondamentali politiche di conservazione e sviluppo sostenibile nei luoghi di maggior pregio ambientale d&#8217;Italia&#8221;. La manovra economica però rischia di compromettere il funzionamento di enti che già oggi operano con risorse umane e finanziarie molto scarse. I parchi esisterebbero allora solo sulla carta oppure, come ha dichiarato il Ministro stesso, si sarebbe costretti a chiuderne la metà per consentire agli altri di sopravvivere. Oltre al ridimensionamento di molti Parchi nazionali e a ripercussioni sulla tutela della natura e nella gestione del territorio, questo provvedimento della manovra economica avrebbe conseguenze negative anche nel settore del turismo.<br />
E tutto ciò avviene nel 2010, l&#8217;anno internazionale della biodiversità. Alla fine di maggio è stata presentata la Strategia Nazionale per la Biodiversità che definisce le aree protette &#8220;strumenti fondamentali e irrinunciabili per le strategie di conservazione della biodiversità e del mantenimento dei processi ecologici del pianeta&#8221;, e che riconosce quindi la necessità di rafforzare il loro ruolo.<br />
Fonti: <a href="http://www.associazione394.it/?page">http://www.associazione394.it/?page</a> , <a href="http://www.parks.it">http://www.parks.it</a></p>
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		<title>Cina, bloccata la marea nera che ha invaso il mare di Dalian in seguito all&#8217;esplosione di due oleodotti il 16 luglio, ma il disastro è enorme &#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 09:59:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fonte: Greenreport http://www.greenreport.it
Il vicesindaco di Dalian, Dai Yulin: «Le operazioni di bonifica sono ardue. Alcune parti della marea nera sono state ripulite, ma non è facile togliere il resto»
U.M.
LIVORNO. La Cina è riuscita a bloccare, prima che arrivasse nelle acque internazionali, davanti alla sua provincia settentrionale di Liaoning, la marea nera che ha invaso il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fonte: Greenreport <a href="http://www.greenreport.it">http://www.greenreport.it</a><br />
Il vicesindaco di Dalian, Dai Yulin: «Le operazioni di bonifica sono ardue. Alcune parti della marea nera sono state ripulite, ma non è facile togliere il resto»<br />
U.M.<br />
LIVORNO. La Cina è riuscita a bloccare, prima che arrivasse nelle acque internazionali, davanti alla sua provincia settentrionale di Liaoning, la marea nera che ha invaso il mare di Dalian in seguito all&#8217;esplosione di due oleodotti il 16 luglio.<br />
Il vicesindaco di Dalian, Dai Yulin, ha però detto che «Le operazioni di bonifica sono ardue. Gli operai sono riusciti a contenere la marea nera senza che si propagasse al largo. Per quanto riguarda la prossima tappa della pulizia, questo sarà un compito molto difficile &#8211; ha detto ai giornalisti &#8211; Alcune parti della marea nera sono state ripulite, ma non è facile togliere il resto». Secondo il vicesindaco Dai «266 imbarcazioni pulisci-petrolio e 8.150 pescherecci sono stati mobilitati per la bonifica. Le agenzie marittime e le compagnie petrolifere hanno piazzato 40.000 metri di barriere e 65 tonnellate di panne assorbenti il petrolio».<br />
La spessa coltre di petrolio, che all&#8217;inizio si disse essere di 50 km2, alla fine si è estesa nel Mar Giallo per oltre 430 km2 e i lavori di bonifica sono ancora in corso. Le prime indagini hanno rivelato che non è stata la petroliera battente bandiera liberiana a far esplodere l&#8217;oleodotto di 0,9 m. di diametro che ha provocato anche l&#8217;esplosione di un&#8217;altra tubazione minore nel terminal petrolifero di Xingang: l&#8217;incidente si sarebbe verificato alle 18 del 16 luglio, quando i lavoratori della Q.Pro Inspection and Technical Service Co. Di Shanghai stavano procedendo alla desolforazione dell&#8217;oleodotto, mentre il cargo &#8220;liberiano&#8221; da 300.000 tonnellate aveva finito di scaricare il greggio alle 13.<br />
L&#8217;inchiesta dell&#8217;Ufficio nazionale di controllo della sicurezza sul lavoro e del Ministero della sicurezza pubblica spiega che «Una cattiva manovra di desolforizzazione é all&#8217;origine dell&#8217;esplosione dei due oleodotti (&#8230;) Il prodotto utilizzato nella desolforizzazione, fabbricato dalla società di Tianjin Huishengda Petroleum Technology Co., ha une tenore molto elevato i di ossigeno». Questo tipo di operazioni era stato autorizzato da una filiale del gigante petrolifero cinese China national petroleum corporation (Cnpc).<br />
Intanto, inchiesta o non inchiesta, la Cnpc ha annunciato che uno dei due oleodotti esplosi é di nuovo operativo almeno dal 20 luglio: «Ogni giorno, circa 45.000 tonnellate di petrolio greggio transitano da questo oleodotto che collega il terminal di Xingang a Dalian alla società Dalian Petrochemicals, il più grande produttore e fornitore di idrocarburi del Paese. Mercoledi a mezzogiorno, la Dalian Petrochemicals aveva ricevuto 66.000 tonnellate di petrolio greggio per pareggiare la forte riduzione dei suoi stock di petrolio».<br />
Dopo l&#8217;incidente di Dalian il ministero dei trasporti di Pechino ha ordinato dal suo sito internet che i porti cinesi rafforzino le loro misure di sicurezza: «Per rispondere a tutti i pericoli, I porti devono procedere ad ispezioni prima del carico, dello scarico e del trasporto di petrolio e di altri prodotti chimici pericolosi. I porti devono stabilire delle procedure d&#8217;urgenza in caso di incidenti con dei prodotti pericolosi».<br />
La nota ministeriale prevede che i principali porti della Cina, cioè quelli che accolgono cargo da oltre 10.000 tonnellate e gli imbarcaderi fluviali dove attraccano imbarcazioni con carichi da oltre 1.000 tonnellate, devono aver avviato queste ispezioni prima della fine dell&#8217;anno e che «Queste ispezioni di sicurezza devono essere condotte dai migliori specialisti in materia di sicurezza. I direttori dei porti devono condurre i periodi regolari delle esercitazioni di risposta di urgenza».</p>
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		<title>Un innovativo radar italiano sarà usato contro le mine, molto più efficace dei metal detector</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 04:07:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un innovativo radar italiano sarà usato contro le mine, molto più efficace dei metal detector. E&#8217; un radar olografico a microonde in grado di rivelare forma e dimensioni di oggetti sotto terra fornendo immagini ad alta risoluzione
Fonte: Galileo, GIORNALE DI SCIENZA E PROBLEMI GLOBALI http://www.galileonet.it
Presentato alla Royal Society di Londra un nuovo dispositivo per scovare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un innovativo radar italiano sarà usato contro le mine, molto più efficace dei metal detector. E&#8217; un radar olografico a microonde in grado di rivelare forma e dimensioni di oggetti sotto terra fornendo immagini ad alta risoluzione<br />
Fonte: Galileo, GIORNALE DI SCIENZA E PROBLEMI GLOBALI <a href="http://www.galileonet.it">http://www.galileonet.it</a><br />
Presentato alla Royal Society di Londra un nuovo dispositivo per scovare ordigni nel suolo, messo a punto con il contributo di due ricercatori dell’Università di Firenze<br />
Ci sono circa cento milioni di mine antipersona sotterrate in 78 paesi del mondo. Un radar chiamato Rascan e messo a punto con il contributo di due ricercatori italiani &#8211; Lorenzo Capineri e Pierluigi Falorni dell’Università di Firenze &#8211; potrebbe limitare il numero di morti e mutilazioni causati da questi ordigni: 6.000 incidenti in totale ogni anno, con una vittima ogni 1.000 recuperi. Il dispositivo è stato appena presentato a Londra in occasione della Summer Science Exibition, allestita per celebrare i 350 anni della Royal Society.<br />
Rascan è l’unico rappresentante della ricerca italiana a essere stato selezionato tra i progetti innovativi di scienza e tecnica di utilità sociale presentati per la mostra. Si tratta di un radar olografico a microonde in grado di rivelare forma e dimensioni di oggetti posti fino a quindici centimetri sotto terra, restituendo immagini ad alta risoluzione. È uno strumento veloce, in grado di scovare mine nel suolo con un’accuratezza superiore a quella dei normali metal detector. Questi, infatti, sono in grado di rivelare solo le parti metalliche, limitate nelle mine antipersona di nuova generazione rivestite di plastica. Inoltre, come hanno osservato i due ricercatori, i metal detector sono aspecifici, segnalano qualsiasi detrito sospettato di essere una mina, facendo perdere molto tempo e risorse economiche.<br />
“Grazie alla facilità dell’interpretazione delle immagini, il radar olografico permette di abbassare il rischio per l’operatore addetto allo sminamento, di ridurre i fattori di errore dovuti a stanchezza e i tempi (e quindi i costi) delle indagini su grandi aree&#8221;, ha spiegato Capineri. Il ricercatore ha sottolineato però che il dispositivo può avere anche altri impieghi come, per esempio, la diagnostica non distruttiva di elementi strutturali di opere murarie o in legno, o le indagini sui beni culturali e sulle strutture in cemento armato”.<br />
Lo strumento è frutto di uno studio che, oltre all’ateneo fiorentino, ha interessato anche il Culham Centre for Fusion Energy (Gran Bretagna), il Bauman Moscow State Technical University (Russia), il SakaechoTachikawa (Giappone) e il Franklin and Marshall College (Usa). Nel corso della manifestazione alla Royal Society è possibile sperimentare l’efficacia del dispositivo andando alla ricerca di finte mine antipersona sepolte nella sabbia. (a.l.b.)</p>
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		<title>I pannelli fotovoltaici quando sono in ombra perdono energia. Un nuovo chip potrebbe risolvere le perdite energetiche</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 03:28:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fonte: Ecoblog, http://www.ecoblog.it
Leggevo con una certa curiosità di un nuovo sistema capace di limitare sensibilmente le perdite dei pannelli fotovoltaici ed aumentarne pertanto il loro rendimento. Si tratta di un’innovazione che, qualora dovesse trovare applicazione, potrebbe ridurre sensibilmente uno dei peggiori rischi in fase di progettazione ovvero quello di incappare nell’errore di dimensionamento degli impianti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fonte: Ecoblog, <a href="http://www.ecoblog.it">http://www.ecoblog.it</a><br />
Leggevo con una certa curiosità di un nuovo sistema capace di limitare sensibilmente le perdite dei pannelli fotovoltaici ed aumentarne pertanto il loro rendimento. Si tratta di un’innovazione che, qualora dovesse trovare applicazione, potrebbe ridurre sensibilmente uno dei peggiori rischi in fase di progettazione ovvero quello di incappare nell’errore di dimensionamento degli impianti dovuto alla presenza di ostacoli, quali case ed alberi, nell’area circostante al sistema fotovoltaico<br />
La STMicroelectronics ha infatti sviluppato un nuovo sistema che consente di ridurre i cali di energia dei sistemi fotovoltaici costituiti da un insieme di pannelli. La trovata sarebbe applicabile sia ai piccoli sistemi domestici che agli impianti di maggiori dimensioni. Di norma i pannelli solari possono perdere fino al 20% dell’energia prodotta se anche solo una loro piccola parte viene a trovarsi in ombra, ripercuotendo in modo non proporzionale la perdita sull’intero sistema.<br />
Tale inconveniente influisce spesso sulla scelta del sito per l’impianto o addirittura mettere in dubbio la fattibilità del progetto. La tecnica sviluppata dalla STMicroelectronics si basa sostanzialmente su un nuovo chip, denominato SPV1020, che si applica ad ogni singolo pannello regolandone i circuiti di uscita e compensandone automaticamente le oscillazioni dovute alle variazioni di luminosità e temperatura o a difetti strutturali.<br />
Le tecniche di correzione utilizzate finora regolano i circuiti di uscita dei pannelli sulla base dei valori medi di energia prodotta dai pannelli dell’intero impianto. L’innovazione della STMicroelectronics consente in sostanza di adottare la stessa tecnica non all’intero impianto, bensì su ogni singolo pannello, massimizzandone così l’energia prodotta, che non viene più influenzata da eventuali cali o anomalie in un pannello vicino.<br />
Non è la prima volta che su Ecoblog trattiamo di sistemi capaci di aumentare l’efficienza dei sistemi fotovoltaici, tuttavia, come spesso accade, l’uscita dai laboratori di questi e il loro ingresso nel mercato è spesso limitato dai costi maggiorati che spesso le nuove applicazioni impongono.<br />
Il sistema della STMicroelectronics sembra però non apportare grossi problemi economici in quanto non modifica radicalmente i sistemi esistenti ed anzi ha il grosso vantaggio di permettere di sfruttare aree che mal si prestano all’installazione di impianti fotovoltaici. Stiamo a vedere se la nuova tecnologia avrà successo.</p>
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		<title>La Corea del Sud ha deciso di investire sulla green economy, con alcuni progetti faraonici e discutibili</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 03:24:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fonte: Ecoblog, http://www.ecoblog.it
Dal 2008, la Corea del Sud ha intrapreso un progetto di crescita sostenibile estremamente ambizioso che non accenna a perdere colpi malgrado la crisi internazionale. Ne sia esempio, la decisione posta in essere dal governo di Seoul di destinare una quota annuale pari al 2% del PIL a progetti specifici nel settore della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fonte: Ecoblog, <a href="http://www.ecoblog.it">http://www.ecoblog.it</a><br />
Dal 2008, la Corea del Sud ha intrapreso un progetto di crescita sostenibile estremamente ambizioso che non accenna a perdere colpi malgrado la crisi internazionale. Ne sia esempio, la decisione posta in essere dal governo di Seoul di destinare una quota annuale pari al 2% del PIL a progetti specifici nel settore della greeen economy. E questo, malgrado la profluvie di investimenti privati (stranieri e non) già presenti sul mercato. Non da ultimo, poi, è da annoverare la costituzione &#8211; qualche mesa fa &#8211; dell’Istituto Globale sulla crescita verde, di respiro internazionale, che ha lo scopo di trovare soluzioni per la protezione dell’ambiente e lo sviluppo economico. In questo consesso, proprio ieri, trenta fra le maggiori aziende sudcoreane hanno fatto sapere alla Nazione che intendono investire 22.400 miliardi di won (18 miliardi di dollari circa) entro il 2013 per trovare tagliare le emissioni di C02 entro il 2020 al 30% e favorire, contestualmente, la crescita interna del mercato del lavoro. Le somme stanziate si dovrebbero così ripartire: 8.900miliardi per l’energia pulita, 5.300 miliardi per lo sviluppo di auto ecologiche, 4.300 miliardi per dispositivi elettrici di nuova generazione.<br />
Tra tutti i progetti più folli o avveneristici, poi,che in questi ultimi anni affollano la mente dei sudcoreani ce n’è uno decisamente singolare, funzionale ad azzerare il traffico veicolare nella caotica capitale: la U-Smartway di Seoul. Ovvero: l’autostrada sotterranea che dovrebbe prevedere una gestione automatica del traffico a una velocità non superiore ai 30 km orari in modo da collegare i due punti estremi della capitale in meno di mezz’ora. Ad un costo complessivo di 11.200 miliardi di wons (7,51 miliardi di eruo). Secondo il disegno concepito, che dovrebbe vedere i natali nel 2017 e ritenersi completamente concluso nel 2020, le vetture &#8211; una volte immesse nella rete sottorrenea &#8211; dovrebbere essere autoguidate su un’autostrada di almeno 700 km suddivisa in 6 assi differenti con conseguente riduzione del traffico in superficie e aumento della sicurezza. Non è, tuttavia, ancora chiaro quale sarà fonte energetica di riferimento per questa grande opera….</p>
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		<title>Il Comune di Passerano Marmorito porrà all&#8217;Ordine del Giorno la RICHIESTA DI DICHIARAZIONE DI NOTEVOLE INTERESSE PUBBLICO DEL PAESAGGIO DI SCHIERANO</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 10:10:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Comune di Passerano Marmorito in provincia di Asti questa sera, mercoledì 28 luglio 2010, porrà all&#8217;Ordine del Giorno la RICHIESTA DI DICHIARAZIONE DI NOTEVOLE INTERESSE PUBBLICO DEL PAESAGGIO DI SCHIERANO
Fonte: Osservatorio del Paesaggio per il Monferrato e l’Astigiano http://www.osservatoriodelpaesaggio.org
CONSIGLIO COMUNALE di PASSERANO MARMORITO
di esame della
RICHIESTA DI DICHIARAZIONE DI NOTEVOLE INTERESSE PUBBLICO del Paesaggio di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Comune di Passerano Marmorito in provincia di Asti questa sera, mercoledì 28 luglio 2010, porrà all&#8217;Ordine del Giorno la RICHIESTA DI DICHIARAZIONE DI NOTEVOLE INTERESSE PUBBLICO DEL PAESAGGIO DI SCHIERANO<br />
Fonte: Osservatorio del Paesaggio per il Monferrato e l’Astigiano <a href="http://www.osservatoriodelpaesaggio.org">http://www.osservatoriodelpaesaggio.org</a><br />
CONSIGLIO COMUNALE di PASSERANO MARMORITO<br />
di esame della<br />
RICHIESTA DI DICHIARAZIONE DI NOTEVOLE INTERESSE PUBBLICO del Paesaggio di Schierano<br />
ai Sensi del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (Codice Urbani)<br />
Municipio di Passerano Marmorito – Mercoledì 28 luglio 2010 ore 21.00<br />
Veduta del pregevolissimo paesaggio agrario della Fraz. Schierano di Passerano Marmorito. Anche, Passerano Marmorito prende in esame formalmente l’attivazione del CODICE URBANI (Codice dei Beni culturali e del Paesaggio) per la salvaguardia delle eccellenze paesaggistiche del proprio territorio con specifico riferimento alla pregevolissima realtà di Schierano. Si terrà al riguardo un Consiglio comunale, mercoledì 28 luglio 2010 alle ore 21.00, con lo specifico punto all’Ordine del giorno. Si tratta di un ulteriore importante segnale di interesse ed attenzione per i temi della salvaguardia del paesaggio che è certamente motivo di orgoglio e soddisfazione per l’intera comunità astigiana, la quale si pone quindi all’avanguardia nell’elaborazione di nuove e più avanzate forme di salvaguardia attiva dei propri paesaggi. Viene ribaltato un principio vecchio e oramai scarsamente efficace connesso all’adozione di vincoli calati ed imposti dall’alto, grazie ad un percorso opposto di ricerca autonoma ed originale da parte delle singole realtà locali dei patrimoni paesaggistici da salvaguardare. Si tratta, in altri termini, di un approccio fortemente innovativo nella logica della SUSSIDIARIETÀ. In questa prospettiva, la crescita di consapevolezza da parte delle popolazioni locali per il valore dei propri paesaggi si configura come un elemento quanto mai importante e positivamente valutato proprio dall’UNESCO nell’accoglimento delle Candidature a far parte della Lista del Patrimonio. L’interessante esempio di Passerano Marmorito si<br />
pone, inoltre, in piena sintonia con il dettato della recente CONVENZIONE EUROPEA DEL PAESAGGIO che auspica proprio che ogni paese aderente si impegni ad “avviare procedure di partecipazione del pubblico,delle autorità locali e regionali e degli altri soggetti coinvolti nella definizione e nella realizzazione delle politiche paesaggistiche”.<br />
L’elaborazione della RICHIESTA DI DICHIARAZIONE DI NOTEVOLE INTERESSE PUBBLICO DEL PAESAGGIO DI SCHIERANO è stata realizzata dal Comune di Passerano Marmorito con il supporto di SITI (Istituto Superiore sui Sistemi Territoriali per l’Innovazione) e in collaborazione con l’Osservatorio del Paesaggio per il Monferrato e l’Astigiano.</p>
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		<title>Le tribù indiane del Northwest affermano che le scorie nucleari non possono più essere stoccate ad Hanford, uno dei luoghi più radioattivi degli USA</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 03:55:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fonte: Greenreport http://www.greenreport.it
LIVORNO. L&#8217;Hanford nuclear reservation è uno dei posti più contaminati da radiazioni nucleari di tutti gli Usa, va bonificato e non utilizzato per realizzare un deposito permanente per le scorie nucleari statunitensi. E&#8217; la conclusione alla quale sembra essere giunta la commissione nominata dal presidente Barack Obama per esaminare le politiche sulle scorie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fonte: Greenreport <a href="http://www.greenreport.it">http://www.greenreport.it</a><br />
LIVORNO. L&#8217;Hanford nuclear reservation è uno dei posti più contaminati da radiazioni nucleari di tutti gli Usa, va bonificato e non utilizzato per realizzare un deposito permanente per le scorie nucleari statunitensi. E&#8217; la conclusione alla quale sembra essere giunta la commissione nominata dal presidente Barack Obama per esaminare le politiche sulle scorie nucleari che ha incontrato il 14 luglio i gruppi ambientalisti locali e le tribù degli indiani d&#8217;america del Northwest.<br />
I 15 componenti la Blue ribbon commission on America&#8217;s nuclear future hanno iniziato dall&#8221;area nel centro-sud dello Stato di Washington un tour per capire quali siano i problemi di trattamento, trasporto e smaltimento delle scorie radioattive. Obama ha istituito la commissione dopo la decisione di rinunciare alla realizzazione del deposito sotterraneo di scorie nucleari di Yucca Mountain, che doveva sorgere a 90 miglia a nord-ovest di Las Vegas.<br />
Il sito per rifiuti altamente radioattivi stoccati ad Hanford, un sito creato nel 1940 come parte del progetto top-secret Manhattan per costruire la bomba atomica, è stato a lungo destinato a deposito. I membri della Commissione hanno potuto vedere con i propri occhi il campo di serbatoi interrati che contengono milioni di galloni di rifiuti altamente radioattivi ed hanno esaminato il progetto di costruzione di un impianto di trattamento delle scorie. La parte più inquietante della visita della commissione a questa obsoleta bomba di scorie, eredità della guerra mondiale e di quella fredda, pronta ad esplodere, è stato il passaggio su una passerella sopra una vasca contenenti elementi radioattivi come cesio e stronzio che illuminavano di un inquietante blu il buio dell&#8217;edificio che ospita il deposito di scorie.<br />
Dopo questo spettrale viaggio nel passato della preistoria nucleare che minaccia il nostro presente e il nostro futuro, i commissari statunitensi hanno incontrato i membri dei popoli indiani dei Yakama, Umatilla, Nez Perce e la tribù dei Wanapum che hanno sottolineato l&#8217;urgenza di rimuovere le scorie radioattive da Hanford, dalle terre ancestrali dove, grazie ad un trattato con il governo Usa, le tribù indiane conservano ancora i diritti a pescare, cacciare e raccogliere radici. Il territorio d Hanford ha anche un valore culturale e cerimoniale per Nez Perce, «Ma quei trattati non sono sempre stati onorati &#8211; ha detto il vicepresidente dei Nasi Forati Brooklyn Baptiste &#8211; La commissione ha l&#8217;opportunità di fare in modo che tutto questo cambi».<br />
Stuart Harris, direttore del Department of science and engineering delle Tribù confederate Umatilla dell&#8217;Oregon ha spiegati che «In meno di una generazione, Hanford è diventato così contaminato che il mio popolo vivrà con le sue conseguenze contaminati per i prossimi 10 mila anni o più».<br />
La Blue Ribbon Commission on America&#8217;s Nuclear Future ha visitato anche la Columbia Generating Station, l&#8217;unica centrale nucleare del Northwest, gestita dal consorzio pubblico Energy Northwest. Da quando è entrata in funzione nel 184, i contribuenti degli Stati Usa del Northwest hanno già pagato 290 milioni dollari ad un fondo nazionale per costruire e gestire il deposito delle scorie della centrale. In mancanza di un deposito per sticcare le scorie, la Energya Northwest ha invece installato 27 &#8220;canestri&#8221; per immagazzinare i contenitori usati di combustibile.<br />
Quello delle scorie sta diventando l&#8217;ennesimo rebus inestricabile del &#8220;rinascimento&#8221; nucleare statunitense: per oltre 25 anni il Dipartimento dell&#8217;energia ha fatto piani per seppellire almeno 77.000 tonnellate di combustibile nucleare esaurito altamente radioattivo a Yucca Mountain, un&#8217;operazione il cui costo previsto è schizzato fino a più di 90 miliardi dollari, con 10 miliardi dollari spesi fino ad oggi solo per la progettazione. Un progetto che è stato seppellito da una vasta mobilitazione contraria che ha portato Obama a promettere in campagna elettorale che non sarebbe mai stato fatto.<br />
Lo Stato di Washington e la Carolina del Sud hanno fatto ricorso per impedire che il progetto di Yucca Mountain venga abbandonato. Un gruppo legale della Nuclear Regulatory Commission a giugno ha stabilito che il Dipartimento dell&#8217;energia non ha il potere di porre fine ad un progetto avviato dal Congresso, ma il Dipartimento dell&#8217;energia e lo stato del Nevada hanno annunciato che faranno appello .<br />
A gennaio Obama ha nominato il repubblicano (ex democratico) dell&#8217;India Lee Hamilton e l&#8217;ex consigliere per la sicurezza nazionale Brent Scowcroft a capo di una commissione che ha il compito di indicare le alternative a Yucca Mountain e Scowcroft insiste che il compito della commissione é quello di identificare al più presto un deposito per le scorie nucleari. In suo aiuto viene, ma con l&#8217;intenzione di allontanare la scelta da casa propria, anche Ken Niles dell&#8217;Oregon department of energy che spiega all&#8217;App: «Un deposito sarà assolutamente necessario, in particolare per le scorie della difesa come quelle che si trovano ad Hanford. Ma l&#8217;Oregon rimane concentrato per garantire che le scorie che sono già a Hanford siano stabilizzate. Il sito di Hanford non è un luogo appropriato per realizzare qualsiasi altra area di stoccaggio delle scorie, di smaltimento delle scorie o waste generation missions Aspettiamo da più di 20 anni una bonifica ed ora sembra di vedere che l&#8217;intenzione sia quella di prorogarla per altri 65 o 70 anni prima che sia del tutto completata».</p>
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