<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Accademia Ambientale del Monferrato &#187; Newsletter</title>
	<atom:link href="http://www.accademiadelmonferrato.com/category/notizie-monferrato/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.accademiadelmonferrato.com</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Wed, 08 Feb 2012 22:36:44 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3</generator>
<xhtml:meta xmlns:xhtml="http://www.w3.org/1999/xhtml" name="robots" content="noindex" />
		<item>
		<title>Livorno: il 17 dicembre 2011 con il mare a forza 10 un cargo perde 198 fusti di rifiuti tossici al largo della Gorgona. Ai comuni del litorale toscano l&#8217;allarme arriva solo dieci giorni dopo &#8230;</title>
		<link>http://www.accademiadelmonferrato.com/notizie-monferrato/livorno-il-17-dicembre-2011-con-il-mare-a-forza-10-un-cargo-perde-198-fusti-di-rifiuti-tossici-al-largo-della-gorgona-ai-comuni-del-litorale-toscano-lallarme-arriva-solo-dieci-giorni-dopo/</link>
		<comments>http://www.accademiadelmonferrato.com/notizie-monferrato/livorno-il-17-dicembre-2011-con-il-mare-a-forza-10-un-cargo-perde-198-fusti-di-rifiuti-tossici-al-largo-della-gorgona-ai-comuni-del-litorale-toscano-lallarme-arriva-solo-dieci-giorni-dopo/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 22:45:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Newsletter]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.accademiadelmonferrato.com/?p=9920</guid>
		<description><![CDATA[Livorno: il 17 dicembre 2011 con il mare a forza 10 un cargo perde 198 fusti di rifiuti tossici al largo della Gorgona. Ai comuni del litorale toscano l&#8217;allarme arriva solo dieci giorni dopo &#8230; Fonte: Galileo, GIORNALE DI SCIENZA E PROBLEMI GLOBALI http://www.galileonet.it di Lorenzo Mannella Un cargo sulla rotta Catania-Genova che trasporta rifiuti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Livorno: il 17 dicembre 2011 con il mare a forza 10 un cargo perde 198 fusti di rifiuti tossici al largo della Gorgona. Ai comuni del litorale toscano l&#8217;allarme arriva solo dieci giorni dopo &#8230;<br />
Fonte: Galileo, GIORNALE DI SCIENZA E PROBLEMI GLOBALI <a href="http://www.galileonet.it">http://www.galileonet.it</a><br />
di Lorenzo Mannella<br />
Un cargo sulla rotta Catania-Genova che trasporta rifiuti pericolosi perde quasi tutto il suo carico in mare e nessuno, lì per lì, se ne accorge. Assurdo, ma può succedere. Dopo tutto, la notte tra il 16 e il 17 dicembre scorso il mare era molto agitato, e l&#8217;equipaggio dell&#8217;Eurocargo Venezia forse non è uscito a verificare cosa stesse succedendo ai 224 bidoni – contenenti catalizzatori cobalto/molibdeno (Co/Mo) – assicurati sul ponte della nave. La scoperta viene alla luce alle 7,30 del mattino, non appena il cargo arriva a destinazione: mancano 198 contenitori, sprofondati da qualche parte tra Gorgona e le secche di Santa Lucia.<br />
Si tratta di barili sigillati al cui interno sono stoccati dei sacchi neri contenenti i resti di Co/Mo esausto. Il carico proviene dagli impianti petrolchimici dello stabilimento siciliano di Priolo (vedi Galileo, &#8220;Quanto serve per bonificare Gela e Priolo&#8221;) ed era diretto al porto di Genova per essere smistato altrove. In particolare, si tratta di sostanze solide che reagiscono a contatto con l&#8217;aria, surriscaldandosi e liberando gas nocivi. Un bel pericolo nel caso in cui gli involucri stagni dovessero rompersi e rilasciare il contenuto, che verrebbe subito a galla.<br />
Eppure le autorità temporeggiano nel diramare un avviso ai naviganti, e la notizia rimane insabbiata fino a quando, il 27 dicembre, il quotidiano Il Tirreno non dà eco alla segnalazione della capitaneria di porto di Vada: 198 contenitori di rifiuti tossici si sono persi da qualche parte sul fondale tirrenico. I comuni del litorale toscano si attivano il giorno successivo, non senza recriminare a Regione e Provincia il fatto di essere a conoscenza dell&#8217;accaduto ben prima della segnalazione da parte dei giornali.<br />
Al di là del conflitto istituzionale, molte ombre circondano ancora l&#8217;accaduto. Da quanto riporta Il Fatto Quotidiano, l&#8217;incidente sarebbe avvenuto poco dopo le 4,00 della mattina, ora in cui il rapporto di bordo del capitano dell&#8217;Eurocargo segnala un “tutto regolare”. Quindi si può provare a stimare la posizione del cargo al momento dell&#8217;ultima segnalazione. Considerata una velocità di crociera media di 18 nodi orari, a quell&#8217;ora la nave si sarebbe dovuta trovare a circa 132 km da Genova. Ovvero, seguendo la rotta dell&#8217;Eurocargo, nei pressi della Gorgona. Proprio in quelle zone dove il fondale sabbioso varia dai 120 ai 600 metri di profondità. Quanto basta per far sì che la magistratura apra un’inchiesta, iscrivendo il comandante del cargo nel registro degli indagati. Nel frattempo, all&#8217;armatore – la compagnia Grimaldi – è stato imposto di recuperare il carico. Ovunque esso si trovi.<br />
In attesa di scoprire il luogo esatto in cui i bidoni sono affondati, le capitanerie di porto hanno diffuso un avviso in cui invitano pescatori e bagnanti a segnalare qualsiasi sacco sospetto venuto a galla o spiaggiato sul litorale. Il timore è che le reti dei pescherecci possano ripescare o addirittura liberare il contenuto pericoloso dei sacchi, sigillati con un semplice nodo fatto a mano. Eppure, come fa notare Panorama, le linee guida sono state diramate solo il 2 gennaio 2012, a più di due settimane dall&#8217;incidente. E pensare che quel braccio di mare rientra nell&#8217;area protetta del Santuario dei Cetacei (vedi Galileo, &#8220;Il santuario di carta&#8221;).</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.accademiadelmonferrato.com/notizie-monferrato/livorno-il-17-dicembre-2011-con-il-mare-a-forza-10-un-cargo-perde-198-fusti-di-rifiuti-tossici-al-largo-della-gorgona-ai-comuni-del-litorale-toscano-lallarme-arriva-solo-dieci-giorni-dopo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Mal&#8217;aria 2012 conferma che il 2011 è stato un anno nero per lo smog. Torino, Milano e Verona le città più inquinate d&#8217;Italia</title>
		<link>http://www.accademiadelmonferrato.com/notizie-monferrato/malaria-2012-conferma-che-il-2011-e-stato-un-anno-nero-per-lo-smog-torino-milano-e-verona-le-citta-piu-inquinate-ditalia/</link>
		<comments>http://www.accademiadelmonferrato.com/notizie-monferrato/malaria-2012-conferma-che-il-2011-e-stato-un-anno-nero-per-lo-smog-torino-milano-e-verona-le-citta-piu-inquinate-ditalia/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 22:16:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Newsletter]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.accademiadelmonferrato.com/?p=9959</guid>
		<description><![CDATA[Mal&#8217;aria 2012 conferma che il 2011 è stato un anno nero per lo smog. Torino, Milano e Verona le città più inquinate d&#8217;Italia Fonte: Eco dalle Città http://www.ecodallecitta.it Legambiente presenta l&#8217;edizione 2012 del dossier sulla qualità dell&#8217;aria nelle città italiane: fuori legge per il pm10 il 67% dei capoluoghi di provincia monitorati, 9 città in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mal&#8217;aria 2012 conferma che il 2011 è stato un anno nero per lo smog. Torino, Milano e Verona le città più inquinate d&#8217;Italia<br />
Fonte: Eco dalle Città <a href="http://www.ecodallecitta.it">http://www.ecodallecitta.it</a><br />
Legambiente presenta l&#8217;edizione 2012 del dossier sulla qualità dell&#8217;aria nelle città italiane: fuori legge per il pm10 il 67% dei capoluoghi di provincia monitorati, 9 città in più dell’anno precedente. Le peggiori Torino, Milano e Verona. &#8220;Seguire l&#8217;esempio dell&#8217;Area C di Milano&#8221;<br />
La qualità dell’aria delle città italiane è pessima e continua a peggiorare. Lo confermano i dati del dossier Mal’aria, lo studio annuale di Legambiente sull’inquinamento atmosferico. I principali imputati sono le polveri sottili: nel 2011, il 67% dei capoluoghi di provincia monitorati non ha rispettato il limite consentito di superamenti della soglia di PM10, un aumento del 12% rispetto all’anno precedente.<br />
Torino, Milano e Verona sono in testa con 158, 131 e 130 superamenti registrati nella centralina peggiore di ognuna delle tre città. Crescono, inoltre, le dimensioni degli sforamenti.<br />
Ed è una vera e propria emergenza, perché il particolato emesso dagli scarichi delle autovetture, dagli impianti di riscaldamento e dai processi industriali, sono sostanze altamente dannose per la salute umana per la loro capacità di penetrare in profondità nell’apparato respiratorio. Ecco perché contro smog e traffico, per rivendicare il diritto alla salute, prende il via il week-end di mobilitazione di Legambiente lungo la penisola: banchetti informativi, flash mob, incontri con le amministrazioni e i cittadini per discutere proposte sui problemi piccoli e grandi legati alla mobilità in città.<br />
Nel 2011, secondo la classifica di Legambiente “PM10 ti tengo d’occhio”, sulle 82 città monitorate, 55 hanno esaurito i 35 superamenti all’anno del limite di legge giornaliero per la protezione umana del PM10 (50 µg/m3). In particolare l’area della pianura Padana rimane la zona più critica. Tutti i capoluoghi lombardi hanno superato il “bonus” dei 35 giorni, in Piemonte si salva solo Verbania, in Veneto Belluno, Cesena in Emilia Romagna e Gorizia in Friuli Venezia Giulia.<br />
A saltare all’occhio, però, oltre al numero di città che non rispettano i limiti, sono i giorni di sforamento e il loro pauroso aumento da un anno all’altro. Ben 13 città hanno registrato oltre 100 superamenti del limite di protezione della salute umana e 29 hanno superato di due volte il limite annuale dei 35 giorni fuorilegge. Se, per ipotesi, si potessero esaurire in anticipo i 35 superamenti consentiti ogni anno, Torino avrebbe già esaurito il bonus per i prossimi tre anni e mezzo, Milano e Verona per due anni e otto mesi, Alessandria e Monza per i prossimi 2 anni e mezzo. Rispetto al 2010, in alcune città la situazione è peggiorata in modo drammatico: Cremona ha registrato quasi tre mesi in più di aria irrespirabile, Verona due mesi in più, Treviso 50 giorni, e numeri allarmanti si leggono anche per Milano (44 giorni in più), Terni (42), Cagliari e Vercelli (entrambe hanno registrato un aumento di 38 giorni).<br />
E se diminuiscono le città che hanno superato più di 25 volte il valore giornaliero dell’ozono, sono 18 quelle in cui gli sforamenti sono stati più del doppio di quelli concessi. Addirittura il triplo a Lecco, Mantova e Novara. È in leggera crescita anche il numero di città che non rispettano i limiti del biossido di azoto.<br />
Le cause dell’inquinamento atmosferico sono chiare e conosciute da tempo. Analizzando il dettaglio cittadino delle fonti di emissione, si vede come il contributo del traffico veicolare sia rilevante per le polveri fini (come a Roma, Milano, Palermo e Aosta) e ancora di più per gli ossidi di azoto. Un’altra fonte sempre più influente in città è quella dei riscaldamenti, che in alcuni casi supera anche il contributo delle automobili, come ad esempio a Bolzano, Trento, Cagliari. E scendendo nel dettaglio delle emissioni che provengono dalle diverse categorie di veicoli, sono sempre le automobili le peggiori “inquinatrici”, e sebbene sul mercato compaiano modelli di auto sempre più efficienti e alcuni progressi siano stati fatti sulla riduzione degli inquinanti che escono dai tubi di scappamento, non vanno sottovalutate quelle 9mila tonnellate di polveri a livello nazionale che derivano dall’usura degli pneumatici, dei freni e del manto stradale, che in buona parte finiscono nei nostri polmoni.<br />
“Al traffico – commenta Rossella Muroni, direttore generale di Legambiente &#8211; si risponde troppo spesso con interventi occasionali di emergenza, come blocchi del traffico o targhe alterne, che possono servire a qualcosa solo se programmati in modo continuo nel tempo e associati a provvedimenti quali il pedaggio urbano. L’Area C recentemente introdotta a Milano è, ad esempio, un’iniziativa che va in questa direzione e che si dimostrerà tanto più efficace quanto più convincerà i milanesi a usare maggiormente i mezzi pubblici e la bicicletta. Sarebbe auspicabile integrarla con misure su zone più estese. Il tutto, poi, va coordinato a livello nazionale da un Piano di risanamento della qualità dell’aria, che ancora si fa attendere, e al quale si devono associare altre misure come quelle sul riscaldamento che in molte città contribuisce in maniera sostanziale all’aumento dell’inquinamento dell’aria. La soluzione è possibile, richiede però più coraggio da parte degli amministratori e più responsabilità da parte dei cittadini”.<br />
Per limitare le auto in città servono, insomma, serie politiche di mobilità sostenibile e di potenziamento del trasporto pubblico locale, ma si deve pensare più seriamente anche al modo di ridurre il flusso del traffico pendolare in entrata nelle città. Sono circa 11milioni le persone che ogni giorno si spostano per recarsi al lavoro o ai luoghi di studio, e di questi solo 2,8milioni scelgono il treno. Le pessime condizioni del servizio ferroviario e dei treni sono continuamente peggiorate dai continui tagli delle risorse e dei collegamenti, le difficoltà di muoversi in città una volta usciti dalla stazione, rendono il treno poco appetibile come mezzo di trasporto. Eppure aumentare di mille unità i treni in circolazione o investire a lungo termine per portare i passeggeri ad almeno 4 milioni, porterebbe benefici non solo alla qualità della vita, ridurrebbe le congestioni da traffico, e comporterebbe un risparmio di emissioni in atmosfera stimate da Legambiente in una riduzione dal 3,3% al 5,5% di PM10.</p>
<p>La classifica delle città peggiori e il numero dei superamenti<br />
1. Torino (158)<br />
2. Milano (131)<br />
3. Verona (130)<br />
4. Alessandria (125)<br />
5. Monza (121)<br />
6. Asti (117)<br />
7. Brescia (113)<br />
8. Vicenza (112)<br />
9. Cremona (109)<br />
10. Frosinone (108)<br />
11. Mantova (108)<br />
12. Pavia (103)<br />
13. Treviso (102)<br />
14. Bergamo (98)<br />
15. Rovigo (98)<br />
16. Lodi (96)<br />
17. Cagliari (94)<br />
18. Padova (94)<br />
19. Parma (93)<br />
20. Venezia (91)</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.accademiadelmonferrato.com/notizie-monferrato/malaria-2012-conferma-che-il-2011-e-stato-un-anno-nero-per-lo-smog-torino-milano-e-verona-le-citta-piu-inquinate-ditalia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Russia: il 2011 è stato l&#8217;anno più caldo della storia in Siberia</title>
		<link>http://www.accademiadelmonferrato.com/notizie-monferrato/russia-il-2011-e-stato-lanno-piu-caldo-della-storia-in-siberia/</link>
		<comments>http://www.accademiadelmonferrato.com/notizie-monferrato/russia-il-2011-e-stato-lanno-piu-caldo-della-storia-in-siberia/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 22:39:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Newsletter]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.accademiadelmonferrato.com/?p=9834</guid>
		<description><![CDATA[Russia: il 2011 è stato l&#8217;anno più caldo della storia in Siberia Fonte: Greenreport http://www.greenreport.it In Russia il 2011 appena concluso è stato il terzo anno più caldo della storia (da quando si raccolgono i dati delle temperature) dopo il 2005 e il 2007 che è stato l&#8217;anno record in assoluto per il caldo. Ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Russia: il 2011 è stato l&#8217;anno più caldo della storia in Siberia<br />
Fonte: Greenreport <a href="http://www.greenreport.it">http://www.greenreport.it</a><br />
In Russia il 2011 appena concluso è stato il terzo anno più caldo della storia (da quando si raccolgono i dati delle temperature) dopo il 2005 e il 2007 che è stato l&#8217;anno record in assoluto per il caldo.<br />
Ad annunciarlo oggi è stato il Centro meteorologico russo che ha spiegato: «Il 2011 è stato un anno molto caldo in Russia. Si situa al terzo posto. Solo gli anno 2007 e 2005 avevano delle temperature medie più elevate, rispettivamente di 0,4 e di 0,1 gradi».<br />
Una cosa visibile anche a Mosca dove l&#8217;inverno è stato fino ad ora particolarmente mite, tanto che Ria Novosti pubblica foto di passeri sui rami di alberi senza neve e con le gemme. All&#8217;interno di questo aumento delle temperature, che hanno superato anche il 2010 segnato dagli immensi incendi estivi che hanno divorato milioni di ettari, soffocato mosca e minacciato le centrali nucleari, il 2011 ha avuto picchi di caldo preoccupanti nelle regioni dell&#8217;Artico, in particolare nella penisola di Taimyr e in quella di Jamal, nel Mar di Kara e nelle regioni dell&#8217;Oceano Glaciale Artico, dove le temperature medie sono state da 4 a 5 gradi superiori alla norma.<br />
Il Centro meteorologico sottolinea che «Quest&#8217;anno è stato il più caldo per la Siberia. Il 2011 è tra i 10 anni più caldi nell&#8217;emisfero nord, ma è stato meno caldo dell&#8217;anno record del 2010».</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.accademiadelmonferrato.com/notizie-monferrato/russia-il-2011-e-stato-lanno-piu-caldo-della-storia-in-siberia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Cose da pazzi! Viene da Budapest la nuvola radioattiva, la centrale nucleare in Slovenia non c&#8217;entra. Ed erano ben due mesi che avveniva la fuoriuscita di radioattività.</title>
		<link>http://www.accademiadelmonferrato.com/notizie-monferrato/cose-da-pazzi-viene-da-budapest-la-nuvola-radioattiva-la-centrale-nucleare-in-slovenia-non-centra-ed-erano-ben-due-mesi-che-avveniva-la-fuoriuscita-di-radioattivita/</link>
		<comments>http://www.accademiadelmonferrato.com/notizie-monferrato/cose-da-pazzi-viene-da-budapest-la-nuvola-radioattiva-la-centrale-nucleare-in-slovenia-non-centra-ed-erano-ben-due-mesi-che-avveniva-la-fuoriuscita-di-radioattivita/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 18 Nov 2011 11:51:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Newsletter]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.accademiadelmonferrato.com/?p=9528</guid>
		<description><![CDATA[Fonte: Cado in piedi, la Comunità degli Autori http://www.cadoinpiedi.it Svelato l&#8217;arcano sulla nuvola radioattiva che da giorni staziona sui cieli europei Sembra chiarita l&#8217;origine della nuboe radioattiva di iodio 131 presente sui cieli di mezza Europa, su cui da giorni si formulavano ipotesi. All&#8217;origine del fenomeno, infatti, ci sarebbe una fuoriuscita di materiale radioattivo dall&#8217;Istituto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fonte: Cado in piedi, la Comunità degli Autori <a href="http://www.cadoinpiedi.it">http://www.cadoinpiedi.it</a><br />
Svelato l&#8217;arcano sulla nuvola radioattiva che da giorni staziona sui cieli europei<br />
Sembra chiarita l&#8217;origine della nuboe radioattiva di iodio 131 presente sui cieli di mezza Europa, su cui da giorni si formulavano ipotesi. All&#8217;origine del fenomeno, infatti, ci sarebbe una fuoriuscita di materiale radioattivo dall&#8217;Istituto degli Isotopi di Budapest, che produce radioisotopi per la salute, la ricerca e per applicazioni industriali. A renderlo noto, l&#8217;Iaea di Vienna, che ha ricevuto l&#8217;informazione dall Haea, l&#8217;Hungarian atomic energy authority. Il rilascio sarebbe avvenuto dall&#8217;8 settembre fino al 16 novembre, per cause &#8220;ancora da investigare&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.accademiadelmonferrato.com/notizie-monferrato/cose-da-pazzi-viene-da-budapest-la-nuvola-radioattiva-la-centrale-nucleare-in-slovenia-non-centra-ed-erano-ben-due-mesi-che-avveniva-la-fuoriuscita-di-radioattivita/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>A Taranto scoperte capre alla diossina, oltre duecento capi abbattuti per superamento dei limiti di legge</title>
		<link>http://www.accademiadelmonferrato.com/notizie-monferrato/a-taranto-scoperte-capre-alla-diossina-oltre-duecento-capi-abbattuti-per-superamento-dei-limiti-di-legge/</link>
		<comments>http://www.accademiadelmonferrato.com/notizie-monferrato/a-taranto-scoperte-capre-alla-diossina-oltre-duecento-capi-abbattuti-per-superamento-dei-limiti-di-legge/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 27 Oct 2011 22:28:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Newsletter]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.accademiadelmonferrato.com/?p=9338</guid>
		<description><![CDATA[Fonte: PEACELINK (Ecologia) http://www.peacelink.it Mentre e&#8217; in corso l&#8217;incidente probatorio della magistratura di Taranto per individuare le sorgenti della diossina e pcb che hanno inquinato il territorio e il mare, altre 200 capre tarantine vengono abbattute perche&#8217; nelle loro carni l&#8217;Istituto Zooprofilattico di Teramo ha riscontrato diossina sopra i limiti di legge. Altamarea ha gia&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fonte: PEACELINK (Ecologia) <a href="http://www.peacelink.it">http://www.peacelink.it</a><br />
Mentre e&#8217; in corso l&#8217;incidente probatorio della magistratura di Taranto per individuare le sorgenti della diossina e pcb che hanno inquinato il territorio e il mare, altre 200 capre tarantine vengono abbattute perche&#8217; nelle loro carni l&#8217;Istituto Zooprofilattico di Teramo ha riscontrato diossina sopra i limiti di legge.<br />
Altamarea ha gia&#8217; presentato una proposta di legge perche&#8217; vengano indennizzati tutti gli allevatori danneggiati non solo per le perdite subite ma anche per sostenerli nel rilancio della loro attivita&#8217; economica. E&#8217; compito dei parlamentari e del governo fare in modo che a Taranto vengano applicati tutti i benefici nazionali &#8220;per calamita&#8217;&#8221; gia&#8217; adottati in Campania per sollevare il settore zootecnico colpito dalla contaminazione delle mozzarelle di bufala per la diossina.<br />
Taranto deve salvare la propria economia e il governo deve intervenire.<br />
Altamarea assiste sconcertatata all&#8217;inerzia assoluta delle istituzioni locali anche in merito alle vicende simili che riguardano i miticoltori. Si continua a penalizzare settori importanti dell&#8217;economi pulita del territorio senza avviare una presa di posizione forte attraverso gli strumenti che la legge prevede avverso coloro che da decenni continuano ad avvelenare inesorabilmente donne uomini e animali di questa città.<br />
Tutta la comunità, Comune Provincia e Regione compresi, ormai sa da dove proviene la diossina.<br />
Altamarea esprime inoltre pieno sostegno alle istituzioni preposte alla tutela della salute pubblica e in particolare agli uomini della Asl che hanno portato avanti il loro compito in situazioni complesse e difficili. Grazie tale perseveranza si e&#8217; potuto evitare che finissero nuovamente sulle nostre tavole alimenti contaminati da diossina e quindi cancerogeni e genotossici.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.accademiadelmonferrato.com/notizie-monferrato/a-taranto-scoperte-capre-alla-diossina-oltre-duecento-capi-abbattuti-per-superamento-dei-limiti-di-legge/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;opinione pubblica è contraria alla sperimentazione animale, che causa sofferenze e torture e risultati inaffidabili. Vi sono ormai metodi alternativi collaudati,</title>
		<link>http://www.accademiadelmonferrato.com/notizie-monferrato/lopinione-pubblica-e-contraria-alla-sperimentazione-animale-che-causa-sofferenze-e-torture-e-risultati-inaffidabili-vi-sono-ormai-metodi-alternativi-collaudati/</link>
		<comments>http://www.accademiadelmonferrato.com/notizie-monferrato/lopinione-pubblica-e-contraria-alla-sperimentazione-animale-che-causa-sofferenze-e-torture-e-risultati-inaffidabili-vi-sono-ormai-metodi-alternativi-collaudati/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 20 Sep 2011 22:10:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Newsletter]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.accademiadelmonferrato.com/?p=9088</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;opinione pubblica è contraria alla sperimentazione animale, che causa sofferenze e torture e risultati inaffidabili. Vi sono ormai metodi alternativi collaudati, come le colture in vitro di cellule umane ed i modelli ex vivo Fonte: Swissinfo, L&#8217;informazione Svizzera nel Mondo http://www.swissinfo.ch/ita/index.html L&#8217;uomo in provetta per salvare gli animali Di Luigi Jorio, swissinfo.ch Le immagini di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;opinione pubblica è contraria alla sperimentazione animale, che causa sofferenze e torture e risultati inaffidabili. Vi sono ormai metodi alternativi collaudati, come le colture in vitro di cellule umane ed i modelli ex vivo<br />
Fonte: Swissinfo, L&#8217;informazione Svizzera nel Mondo <a href="http://www.swissinfo.ch/ita/index.html">http://www.swissinfo.ch/ita/index.html</a><br />
L&#8217;uomo in provetta per salvare gli animali<br />
Di Luigi Jorio, swissinfo.ch<br />
Le immagini di cani e scimmie sofferenti all’interno dei laboratori inorridiscono l&#8217;opinione pubblica. Per i ricercatori, il ricorso alla sperimentazione animale è però un male necessario.Un&#8217;opinione contestata da Ludovic Wiszniewski, che ha esplorato con successo vie alternative.<br />
Direttore generale della start-up biotecnologica Epithelix, Ludovic Wiszniewski è stato il primo ricercatore ad aver mantenuto in vitro &#8211; per oltre un anno &#8211; l’epitelio respiratorio umano.<br />
Un’innovazione che ha valso all’azienda ginevrina creata nel 2006 diversi premi internazionali, tra cui quello della Fondazione W. A. de Vigier e, all’inizio del 2011, della Camera franco-svizzera per il Commercio e l’Industria.<br />
swissinfo.ch: Nel 2010 il numero di animali sottoposti a esperimenti in Svizzera è aumentato di quasi l’8% rispetto al 2009. Un’evoluzione sorprendente?<br />
Ludovic Wiszniewski: Direi di no. Di recente sono nate nuove aziende che praticano la sperimentazione animale. Le grandi ditte farmaceutiche hanno poi intensificato la ricerca, siccome diversi brevetti depositati oltre 20 anni fa stanno scadendo. A questo si aggiunge il fatto che nei laboratori universitari sono aumentati i test su animali transgenici.<br />
swissinfo.ch: La tendenza osservata negli ultimi 20 anni è comunque al ribasso: tra il 1990 e il 2010 il numero di animali da laboratorio è calato di circa il 40%. Quali le ragioni di questa diminuzione?<br />
L. W.: Non si tratta di una vera diminuzione: 20 anni fa gli studi non venivano sistematicamente catalogati e quindi le cifre non sono esatte. Va poi detto che diverse aziende hanno iniziato a fare i loro esperimenti sugli animali all’estero. Ad esempio in Cina, dove la legislazione è meno severa.<br />
D’atra parta bisogna riconoscere che la legge è riuscita a ridurre la sperimentazione animale, in particolare vietando il ricorso a esseri viventi nel campo della cosmetica. C’è poi stato uno sviluppo di nuove tecnologie di coltura cellulare.<br />
swissinfo.ch: In termini puramente scientifici, l’animale rappresenta un modello biologico valido per l’uomo?<br />
L. W. : No. Diversi medicamenti hanno superato i test sugli animali, ma sull’uomo hanno avuto effetti catastrofici. Penso a un farmaco sviluppato per curare la leucemia infantile: i bambini sottoposti al trattamento morivano più rapidamente. Oppure al talidomide, un farmaco antinausea destinato alle donne in gravidanza, ritirato dal commercio perché provocava malformazioni. Posso poi citare il tamoxifene, che aveva dimostrato il suo potere contraccettivo sui ratti, ma sulla donna ha avuto effetti diametralmente opposti.<br />
Non va poi dimenticato che il risultato di un test condotto su un animale può dipendere anche dal ricercatore: l’animale è infatti capace di percepire lo stato d’animo dell’uomo (stress) e quindi reagisce diversamente da un ricercatore all’altro.<br />
swissinfo.ch: Nella storia della medicina non ci sono tuttavia soltanto esempi negativi…<br />
L. W.: In alcuni ambiti le sperimentazioni animali sono state in effetti utili. Ad esempio in chirurgia: i medici hanno potuto operare su cavie animali prima di intervenire sull’uomo. Oppure c’è il caso dell’insulina, scoperta nei cani e inizialmente isolata nei maiali.<br />
Va comunque sottolineato che con le conoscenze e gli strumenti attuali si può fare a meno di utilizzare gli esseri viventi.<br />
swissinfo.ch: Allora perché si continua a far ricorso agli animali?<br />
L. W.: Le ragioni sono diverse. Innanzitutto perché lo impone la legge: prima di immettere sul mercato un prodotto farmaceutico o chimico bisogna valutarne la tossicità. Come detto, la reazione dell’animale può tuttavia essere diversa da quella dell’uomo.<br />
Nel campo della ricerca è difficile fare a meno degli animali per ciò che riguarda lo studio degli effetti sistematici. All’interno di un organismo si può osservare se un farmaco per il cuore ha effetti deleteri su altri organi. Oggigiorno non siamo in grado di riprodurre un intero organismo in vitro, anche se ci stiamo avvicinando.<br />
C’è poi l’aspetto delle pubblicazioni scientifiche. Molte riviste specializzate esigono che siano effettuati degli esperimenti sugli animali. E per il ricercatore, il successo è legato al numero di pubblicazioni… È una vecchia scuola di pensiero che però sussiste, in particolare per gli esperimenti genetici.<br />
swissinfo.ch: Quali sono le alternative alla sperimentazione animale?<br />
L .W: Innanzitutto le colture in vitro di cellule umane. Possiamo coltivare le cellule su un supporto in plastica oppure indurre una differenziazione, mettendole in condizioni che assomigliano a quelle presenti nell’organismo. Siamo in grado ad esempio di sviluppare dei mini polmoni.<br />
Poi ci sono i modelli ex vivo: invece di sacrificare dieci animali per un esperimento se ne prende soltanto uno, si seziona l’organo che ci interessa in dieci pezzi e si procede ai test. Infine ci sono le modellizzazioni informatiche (in silico) che permettono di fare previsioni sulla tossicità.<br />
swissinfo.ch: È immaginabile che un giorno si avrà l’intero organismo umano … in provetta?<br />
L .W.: La difficoltà maggiore è la durata di vita delle cellule: fuori dal corpo umano riusciamo a tenerle in vita per 3-4 settimane, una durata insufficiente per ricostituire un organo. Noi siamo riusciti a mantenerle per oltre un anno. Se l’evoluzione dei materiali dei supporti si confermerà, sono convinto che riusciremo a ricreare degli organi completi.<br />
Luigi Jorio, swissinfo.ch</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.accademiadelmonferrato.com/notizie-monferrato/lopinione-pubblica-e-contraria-alla-sperimentazione-animale-che-causa-sofferenze-e-torture-e-risultati-inaffidabili-vi-sono-ormai-metodi-alternativi-collaudati/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Appello per la Settimana Mondiale per l&#8217;Abolizione della Carne (SMAC) &#8211; dal 23 al 30 settembre 2011</title>
		<link>http://www.accademiadelmonferrato.com/notizie-monferrato/appello-per-la-settimana-mondiale-per-labolizione-della-carne-smac-dal-23-al-30-settembre-2011/</link>
		<comments>http://www.accademiadelmonferrato.com/notizie-monferrato/appello-per-la-settimana-mondiale-per-labolizione-della-carne-smac-dal-23-al-30-settembre-2011/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 13 Sep 2011 22:32:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Newsletter]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.accademiadelmonferrato.com/?p=9004</guid>
		<description><![CDATA[Fonte: http://www.meat-abolition.org Le precedenti Settimane Mondiali per l’Abolizione della Carne sono state un successo in tutto il mondo. La prossima Settimana Mondiale avrà luogo dal 23 al 30 settembre 2011. L’obiettivo è quello di promuovere, ancora una volta, l’idea che la produzione ed il consumo del corpo degli animali debba essere abolito. La rivendicazione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fonte: <a href="http://www.meat-abolition.org">http://www.meat-abolition.org</a><br />
Le precedenti Settimane Mondiali per l’Abolizione della Carne sono state un successo in tutto il mondo.<br />
La prossima Settimana Mondiale avrà luogo dal 23 al 30 settembre 2011.<br />
L’obiettivo è quello di promuovere, ancora una volta, l’idea che la produzione ed il consumo del corpo degli animali debba essere abolito.<br />
La rivendicazione di abolizione della carne è la logica conseguenza del vegetarismo o del veganismo. Le persone che sono contro alla corrida, per es., non si limitano a chiedere al pubblico di boicottare le corride: chiedono che siano vietate. Gli attivisti contro il foie gras non si limitano a richiedere alla gente di non comprarlo: vogliono che l’alimentazione forzata delle oche venga vietata. Perché coloro che si oppongono alla carne sono gli unici a limitarsi a dare consigli individuali?<br />
Dal punto di vista del movimento, il rifiuto di mangiare la carne può essere considerato come un boicottaggio politico, come un’espressione del supporto individuale all’abolizione. In Gran Bretagna, verso la fine del 18° secolo, nel periodo del movimento per l’abolizione della schiavitù, 300mila persone boicottarono lo zucchero prodotto nelle piantagioni dagli schiavi.<br />
Il movimento per l’abolizione della carne esprime un approccio politico: il suo scopo è quello di portare l’opinione pubblica ad aderire all’idea che la carne dovrebbe essere vietata. L’obiettivo è che le società umane, una dopo l’altra, decidano di vietare la produzione, la vendita e il consumo di carne.<br />
L’idea è quella di rivendicare forte e chiaro che non è solo un dovere di ogni singolo quello di smettere di supportare il sanguinario sfruttamento richiesto dal consumo di corpi animali e di “derivati animali”, ma che è anche, di conseguenza, un dovere di ogni società nel suo insieme di dichiararsi<br />
A favore del divieto di allevare, pescare e cacciare.<br />
Chiediamo a tutti i singoli e gruppi di segnalare il prima possibile gli eventi organizzati nella propria città (anche se date e altri dettagli non sono definitivi) compilando questa form <a href="http://www.meat-abolition.org/en/node/add/announcement">http://www.meat-abolition.org/en/node/add/announcement</a><br />
Materiali, informazioni ed altro sono disponibili sul sito <a href="http://www.meat-abolition.org">www.meat-abolition.org</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.accademiadelmonferrato.com/notizie-monferrato/appello-per-la-settimana-mondiale-per-labolizione-della-carne-smac-dal-23-al-30-settembre-2011/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Iscriviti alla newsletter del Gruppo Gevam Onlus</title>
		<link>http://www.accademiadelmonferrato.com/notizie-monferrato/iscriviti-alla-newsletter-del-gruppo-gevam-onlus/</link>
		<comments>http://www.accademiadelmonferrato.com/notizie-monferrato/iscriviti-alla-newsletter-del-gruppo-gevam-onlus/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 11 May 2009 08:49:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Newsletter]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter Gruppo Gevam]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.accademiadelmonferrato.com/?p=548</guid>
		<description><![CDATA[La <strong>newsletter del Gruppo Gevam Onlus</strong>
contiene informazioni ambientali e del volontariato.
Ha una cadenza di invio bisettimanale e contiene mediamente quattro o cinque news.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La <strong>newsletter del Gruppo Gevam Onlus</strong> è stata la prima ad essere diffusa in Internet verso la metà degli anni &#8217;90 contenente informazioni ambientali e del volontariato, è quindi a tutti gli effetti una NL storica dell&#8217;ambientalismo italiano che persevera senza interruzioni ed è seguita da una molteplicità ed eterogeneità di lettori di ogni ambito accademico, scientifico, istituzionale, mediatico, della società civile, del non profit, ecc.. Ha una cadenza di invio bisettimanale e contiene mediamente quattro o cinque news, quindi la lettura richiede pochi minuti. Sono notizie non facilmente reperibili diversamente, selezionate tra centinaia che ogni giorno pervengono in redazione o vengono visionate tra centinaia di siti web cui attingiamo abitualmente. Spesso per il loro carattere di denuncia e di innovazione, si sono rivelate utili per rivelare fenomeni in corso, anticipare problematiche, far conoscere personaggi e proposte, creare sinergie e trovare soluzioni a problemi ambientali, sociali e sanitari. La fonte di ogni news è sempre citata, sia per correttezza e sia per consentire approfondimenti. Nel sito del Gevam è disponibile un archivio delle news avviato nel gennaio dell&#8217;anno 2000 dotato di un motore di ricerca.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Iscriviti alla newsletter del Gruppo Gevam Onlus</strong></p>
<p style="text-align: justify;">[contact-form 4 "Newsletter Gevam"]</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.accademiadelmonferrato.com/notizie-monferrato/iscriviti-alla-newsletter-del-gruppo-gevam-onlus/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Iscriviti alla newsletter di Accademia Ambientale del Monferrato</title>
		<link>http://www.accademiadelmonferrato.com/notizie-monferrato/ciao-mondo/</link>
		<comments>http://www.accademiadelmonferrato.com/notizie-monferrato/ciao-mondo/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2009 20:18:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Newsletter]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter Accademia Ambientale Monferrato]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.accademiadelmonferrato.com/?p=1</guid>
		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Newsletter dell'Accademia Ambientale del Monferrato</strong> con cadenza occasionale (aperiodica).
Notizie di informazione storico-culturale-ambientale, con particolare riferimento all'<strong>Euroregione Alpi - Mediterraneo</strong> (Valle d'Aosta, Piemonte, Liguria, Provenza-Alpi-Costa Azzurra, Rodano-Alpi) ed all'<strong>Insubria</strong> (che comprende anche la Svizzera Italiana)</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Le <strong>Newsletter dell&#8217;Accademia Ambientale del Monferrato</strong> saranno inviate per e.mail a cadenza occasionale (aperiodica), riporteranno una sola news per volta con eventuale commento ed integrazione redazionale, e saranno notizie di informazione storico-culturale-ambientale, con particolare riferimento all&#8217;Euroregione Alpi &#8211; Mediterraneo (Valle d&#8217;Aosta, Piemonte, Liguria, Provenza-Alpi-Costa Azzurra, Rodano-Alpi) ed all&#8217;Insubria (che comprende anche la Svizzera Italiana). La selezione delle news terrà conto sia della provenienza ed eventuale correlazione d&#8217;interesse inerente l&#8217;area indicata, sia soprattutto l&#8217;ispirazione fornibile e l&#8217;applicabilità come modello replicabile nell&#8217;area, pur coi necessari accorgimenti ed adattamenti. Essendo selezionate con criteri interdisciplinari non tutte risulteranno di interesse per ognuno dei destinatari delle NL, ma consigliamo comunque di iscriversi e di riceverle e di cancellare quelle che, per gli argomenti trattati, non dovessero destare interesse (operazione che richiede pochi attimi), piuttosto che cancellarsi completamente dal servizio e privarsi della possibilità di essere informati gratuitamente di iniziative e notizie che difficilmente sono reperibili nei media tradizionali o avreste il tempo ed il modo di reperire in Internet.</p>
<p style="text-align: justify;">L<strong>a Newsletter di Accademia Ambientale del Monferrato è temporaneamente sospesa</strong></p>
<p style="text-align: justify;">[contact-form 3 "contact-form 1 Modulo di contatto 2"]</p>
<div id="attachment_1007" class="wp-caption aligncenter" style="width: 455px"><img class="size-full wp-image-1007" title="euroregione1" src="http://www.accademiadelmonferrato.com/wp-content/uploads/2009/03/euroregione1.gif" alt="Euroregione - Alpi Mediterraneo" width="445" height="344" /><p class="wp-caption-text">Euroregione - Alpi Mediterraneo</p></div>
<div id="attachment_1004" class="wp-caption aligncenter" style="width: 460px"><img class="size-full wp-image-1004" title="insubria" src="http://www.accademiadelmonferrato.com/wp-content/uploads/2009/03/insubria.jpg" alt="&lt;p&gt;Insubria - Mappa&lt;/p&gt;" width="450" height="485" /><p class="wp-caption-text">Insubria - Mappa </p></div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.accademiadelmonferrato.com/notizie-monferrato/ciao-mondo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

