Fonte: Associazione Culturale USEMLAB di Torino http://www.usemlab.com/index.php
Trascrizione del discorso tenuto da Huerta de Soto a Madrid il 29 Aprile 2010, durante il III congresso di Economia Austriaca.
Traduzione di Mario Fuoricasa, revisione di Francesco Carbone
23 Maggio 2010
Secondo Tema. L’argomento di Schumpeter
Il secondo tema spesso sollevato durante le mie conferenze riguarda il vecchio argomento di Schumpeter ripreso anche da altri economisti: pur riconoscendo i danni causati dal sistema creditizio, essi prendono in considerazione vantaggi ed effetti positivi. La fase di boom economico, essi argomentano, aguzza e stimola l’ingegno umano, e in tal modo permette l’introduzione di scoperte tecnologiche e imprenditoriali che altrimenti non si sarebbero conseguite e che in ultima analisi favoriscono lo sviluppo. Si tratta di un argomento debole e incosistente. E’ come dire la guerra ha dei vantaggi incredibili, aguzza l’ingegno, abbiamo scoperto il radar e l’energia nucleare solo grazie alla guerra!
In una economia di mercato, è molto importante che gli imprenditori trovino la possibilità di finanziarsi solo grazie ad una sana intermediazione di risparmio genuino. In un intorno di libertà, è anche importante che vengano finanziati solo quei progetti redditizi che riusciranno a essere sostenuti dai consumatori, sia in termini intratemporali che intertemporali, siano essi progetti a lungo o a breve termine. Questo è il principio generale dell’economia. La discriminazione tra progetti sostenibili e non sostenibili è possibile solo grazie ai processi di mercato, e ciò richiede che non si manipolino i segnali essenziali del processo, in particolare il tasso di interesse o delle preferenze temporali.
La tragedia è che la istituzione della creazione di denaro e quella di intermediazione del risparmio sono continuamente confuse e mescolate. Il risultato è un processo di espansione creditizia che crea errori di investimento. Gli investimenti e i progetti realizzati per errore portano solo impoverimento, le scoperte e le innovazioni non possono compensare l’errore generalizzato, ben più grande. Contrariamente alle ipotesi di Schumpeter e dei suoi accoliti, nel lungo periodo ci ritroviamo quindi più poveri.
Oltre al cattivo investimento, si realizza anche un processo di consumo del capitale causata dall’illusione monetaria di ricchezza. Si vende per 1 milione di euro l’appartamento che si è comprato per 300mila e si pensa di essere diventati ricchi. Quindi ci si getta in spese che altrimenti non avremmo sostenuto e che consumano il capitale. A causa dell’illusione di ricchezza si produce un consumo di capitale generalizzato che impoverisce la società. Non dobbiamo preoccuparci, tutti i progetti verrano intrapresi al momento giusto. Anticiparli è un errore. Se una tecnologia non può essere introdotta per mancanza di risparmi, vuol dire che è giusto che venga introdotta solo in futuro quando i risparmi della società la renderanno sostenibile. Non adesso. In un ambiente di libertà e le scoperte arriveranno lo stesso, in maniera spontanea, generando vera prosperità, senza che si accompagnino a una economia schizofrenica, maniaco depressiva come quella che stiamo sperimentando oramai da diversi anni.
E non si dica che l’inflazione monetaria è in grado di dare occupazione alle risorse. E’ un argomento keynesiano che nel caso del lavoratori si risolve solo in una diminuzione del salario reale tramite inflazione dei prezzi. La realtà è che si vuole solo continuare con la festa, con la droga, trattando i cittadini come irresponsabili. E’ invece essenziale la trasparenza, è essenziale avere un sistema monetario rigido che faccia capire cosa sta succedendo nell’economia. Per la prima volta con la Grecia arriva finalmente il confronto con la realtà. Le politiche economiche di quel paese non funzionavano, i greci adessono sono costretti ad affrontare i costi necessari per tornare su un sentiero di sviluppo sostenibile. A causa dell’euro tutti i paesi europei si trovano ad affrontare la realtà. La rigidità causata dalla moneta unica deve essere uno stimolo per realizzare quelle riforme strutturali tali da poter riprendere una crescita economica sostenibile.
Terzo Tema. I rischi assunti dal sistema bancario
Alcuni dicono che siamo arrivati alla crisi per colpa delle banche che hanno assunto un rischio sproprozionato alle loro capacità. No signori, stiamo confondendo i sintomi con le cause. Effettivamente, durante la tappa dell’euforia, le banche hanno assunto rischi eccessivi. Tuttavia, non hanno fatto che adattare i loro comportamenti agli incentivi che forniva il sistema. Se le banche centrali permettono un inflazionismo passivo, e una crescita degli aggregati monetari anche a due cifre, mentre i risparmi sono pari a zero, o negativi in termini reali, poi non deve risultare strano che gran parte degli investimenti realizzati nella fase di espansione non avessero alcun senso.
Le banche centrali sono intervenute come salvatrici della patria accusando e perseguendo le banche private, eppure nella tappa della allegria, tutto ciò che hanno fatto era lasciare correre l’euforia. La realtà è che le banche rispondevano solo agli incentivi presenti nel sistema.
In ultima analisi, l’errore istituzionale è quello di mantenere la banca con riserva frazionaria. A livello microeconomico e individuale nessuno si rende conto del processo di cui forma parte. Molte banche non sanno neanche se stanno creando depositi dal nulla, se questi rappresentano o meno vero risparmio o meno. Non sono coscienti del loro operare e dei loro effetti. Quando nel passato non c’era banca centrale, le banche fallivano tutte insieme. Nelle crisi finanziarie c’era un 100% di mortalità. In una economia di mercato normale, alcuni beneficiano, alcuni perdono, non si verificano fenomeni sistemici del genere, con i produttori di scarpe o i costruttori che falliscono tutti insieme. Questo si verifica solo per le banche nel sistema bancario con riserva frazionaria proprio perché esso vìola i principi generali del diritto. Accusare i banchieri della situazione attuale è quindi solo un capro espiatorio.
Quarto Tema. Il matching temporale tra attività e passività
Non è un problema di matching temporale tra prestiti. Stiamo confondendo due livelli distinti. Il problema è la riserva frazionaria che scoordina chi investe e chi risparmia. Solo il coefficiente di cassa del 100% impedisce l’espansione creditizia ed evita i cattivi investimenti. In un sistema con riserva 100% dove c’è corretta intermediazione, i flussi temporali rappresentano un problema sempre risolto senza troppe difficoltà dal libero mercato. Il problema del matching tra attività e passività pertanto non ci deve preoccupare. Il problema si trova solo nell’espansione creditizia, a causa della quale si stanno creando finanziamenti artificiali per progetti non sostenibili. Inutile perdere tempo con il problema del matching.
Quinto Tema. La banca isolata
Può una banca privata salvarsi dal fallimento in un processo generalizzato di espansione creditizia?
Goodrich, fondatore di Liberty Fund, durante il bank holiday imposto da Roosvelt decise di aprire la propria banca per restituire ai depositanti il proprio denaro. Rappresenta il caso di una banca che si salva dalla crisi finanziaria.
Il banchiere individuale può pensare di essere al sicuro da ogni problema se è convinto di finanziare solo i progetti più sicuri e redditizi, oppure può avere la convinzione di far parte di un processo di espansione creditizia generalizzata in cui tutte le banche espandono insieme senza che nessuna perda riserve a favore delle altre. Le banche in effetti espandono all’unisono, se una espande troppo velocemente rispetto al resto del sistema perde riserve e si trova presto in situazione insolvente. La banca centrale di fatto orchestra una espansione uniforme.
In quanto al primo argomento, di fatto la banca non è in grado di discriminare tra progetti sostenibili e non sostenibili. Inoltre c’è un altro argomento essenziale sviluppato da Longfield nel secolo XIX: anche se una banca è cosciente che sta facendo prestiti rischiosi, essa non riesce a inibirsi l’espansione. Alcuni banchieri mi hanno detto che erano ben coscienti dei rischi che stavano assumendo, ma si vedevano forzati a farlo, altrimenti perdevano quote di mercato. I banchieri sono quindi forzati a partecipare all’euforia. Potremmo analizzare la situazione tramite lo schema del dilemma del prigioniero. La conclusione è che in un quadro istituzionale mal disegnato siamo forzati a prendere le decisioni sbagliate insieme a tutti gli altri, anzi che cercare di prendere da soli le decisioni corrette. Le differenze sono di grado e non di sostanza, c’è sicuramente chi diversifica meglio, chi ha sacrificato una piccola quota di mercato, ma in generale non è possibile salvarsi dalla crisi inibendosi l’espansione.
Sesto Tema. Differenza tra flusso (risparmio) e stock (il denaro e il deposito)
Il deposito è uno stock, un saldo di tesoreria. Il flusso di consumo può diminuire mentre quello di risparmio aumenta, e questo a prescindere da quello che succede alla domanda di denaro. Ci sono infatti tre tipi di beni: i beni e i servizi di consumo, i beni di capitale o fattori di produzione, e il denaro (il mezzo di scambio comunemente accettato). Tassonomia chiarissima a Mises. Il denaro compie la sua funzione di denaro se è un bene presente, se sta qua, alla vista. Nel momento in cui è prestato cessa di essere denaro, diventa attivo finanziario che rappresenta il bene di capitale. E’ penoso dover ripetere in questa sede questa distinzione che ancora molti economisti non riescono a capire chiaramente!
Il denaro depositato è uno stock, non rappresenta risparmio (che è sempre un flusso). Esso pertanto è compatibile con qualunque combinazione delle preferenze temporali individuali. Si può aumentare il proprio stock sia restringendo i consumi ma anche restringendo il risparmio. In questo secondo caso per aumentare il proprio stock di denaro, o saldo di tesoreria, basta liquidare i beni di capitale. L’incremento del saldo di tesoreria in questo caso non è stato risparmiato, ma procede da un processo esattamente opposto: consumare in termini relativi di più e risparmiare meno. E’ la stessa confusione che c’è tra intermediazione di risparmio e creazione di denaro dal nulla. Quindi, risparmio sempre come flusso, e mezzi di pagamento e saldi di tesoreria sempre come stock.
Il gravissimo problema è quindi il seguente: il sistema bancario attuale con riserva frazionaria incrementa il flusso di prestiti senza che ci sia un aumento del flusso di risparmio ma solo un aumento dei saldi di tesoreria. Questo crea il ciclo ed è il risultato del mal disegno istituzionale di tutto il sistema. Solo il 100% di riserva con banca libera impedisce questa anomalia. L’unica scrittura contabile dovrebbe essere “cassa a deposito”, la scrittura “prestito a deposito” che è la scrittura oggi più comune in banca, non dovrebbe esistere. Il flusso di risparmio reale si plasma in investimento reale. Che i miei alunni non ripetano mai più che i depositi rappresentano i risparmi. Una cosa è il flusso, un’altra lo stock.
Settimo Tema. Distinzione tra depositi alla vista e prestiti a breve termine
Non è valido neanche l’argomento che è impossibile distinguere prestiti a breve da depositi alla vista. Il mercato è un processo imprenditoriale che trova sempre le soluzioni pratiche più adeguate. In un sistema bancario ideale 100% c’è un mercato di prestiti a breve termine, tra uno e tre mesi, ben distinguibili dai depositi alla vista. I prestiti falsi che occultano i depositi alla vista sono ben identificati dal mercato. I prestiti inferiori al mese, fino a 5 giorni, 4 giorni, 3 giorni, etc etc fino a 1 minuto, sono prestiti ridicoli, inesistenti. Siamo pratici! Non c’è domanda di prestiti a 1 minuto, o a un giorno! Anche a una settimana, se non per pagare gli usurai. Siamo realisti! Si parte in genere con prestiti a 1 mese, mentre la maggior parte dei prestiti partono dai 3 mesi in avanti. Le sottilezze teoriche che affermano che non si può distinguere il prestito a un minuto da un deposito, sono solo sciocchezza a cui ricorrono coloro, senza più argomenti, che cercano di giustificare l’ingiustificabile: la banca a riserva frazionaria.
