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Api: occorre imporre uno stop ai pesticidi sintetici per salvarle dall’estinzione

News

Api: occorre imporre uno stop ai pesticidi sintetici per salvarle dall’estinzione
Fonte: Green Style http://www.greenstyle.it
di Silvana Santo
Interrompere l’uso di pesticidi sintetici per arrestare la moria delle api. Lo chiedono Legambiente e Unaapi, sottolineando che le sostanze di sintesi usate per difendere il mais dai parassiti sono tra i principali imputati del progressivo declino di questi preziosi insetti.
L’appello delle due associazioni è indirizzato al ministero della Salute e agli altri dicasteri competenti, che entro il 30 giugno dovranno esprimere il proprio parere sulla sospensione dell’autorizzazione all’uso di clothianidina, thiamethoxam, imidacloprid e fipronil nei pesticidi di sintesi usati nella coltivazione del mais.
Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente, chiede un divieto definitivo:
Per ben cinque volte i ministeri hanno dato stop temporanei all’uso dei pesticidi in questione, ora serve un divieto definitivo, perché a essere in gioco, oltre alla salute dell’ambiente, è l’intero settore agricolo. I ministeri dispongono di dati che dimostrano come il periodo di sospensione di queste sostanze, abbia avuto risultati positivi con il conseguente ripopolamento degli alveari, l’aumento della produzione di miele unita a una ripresa di salute e di produttività degli allevamenti apistici italiani.
Il rischio, avvertono le associazioni, è che in assenza di uno stop definitivo vengano vanificati i risultati ottenuti grazie alla moratoria dei pesticidi incriminati, che ha permesso alle popolazioni di api di riprendersi temporaneamente dal rischio di estinzione.
A ribadire il concetto di pensa Francesco Panella, presidente di Unaapi:
Il declino delle api, eccezionali sensori ambientali, dimostra come e quanto gli insetticidi sistemici distruggano le forme vitali naturali indispensabili alla fertilità di agricoltura e ambiente. La scienza ha oramai accertato che il pervasivo utilizzo dei micidiali insetticidi è un enorme rischio: è l’ora di vietarli per il mais e di rivalutare gli altri metodi agricoli.
Ad essere in pericolo non è solo la produzione di miele e degli altri prodotti dell’apicoltura, ma gran parte della produzione agricola, che dipende delle api per l’impollinazione. La resa delle colture, in assenza dei preziosi insetti, potrebbe calare addirittura del 90%. Per questo, concludono le associazioni, è vitale impedire per sempre l’uso dei neonicotinoidi e recuperare tecniche agronomiche più sostenibili, a cominciare dalla rotazione colturale.

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