Fonte: Eco dalle Città http://www.ecodallecitta.it
Gli impianti sfruttano l’energia geotermica del suolo. Il calore prodotto è utilizzato per riscaldare d’inverno e raffrescare in estate. Neppure il gas serve: per cucinare si utilizzano piani cottura a induzione – da La Stampa del 10.07.2009
Claudia Canegallo
«I vantaggi ecologici delle fonti energetiche rinnovabili applicate all’edilizia – spiega Nicola del Ruggiero, assessore regionale all’Ambiente – si accompagnano anche a notevoli risparmi economici sulle bollette di luce e gas. E hanno un impatto nullo sull’ambiente». Chi non vorrebbe una casa totalmente autosufficiente in fatto di consumi energetici? L’idea non è futuristica, dal momento che le tecnologie esistono da tempo. Nonostante ciò, la diffusione di fonti rinnovabili è ancora molto limitata. La causa, probabilmente, dipende dai costi aggiuntivi degli impianti, in fase di costruzione, anche se, nel giro di pochi anni, «i conti tornano».
A spiegare i vantaggi delle energie alternative applicate alle abitazioni, è l’assessore regionale all’Ambiente Nicola De Ruggiero, in occasione dell’inaugurazione di un condominio (composto da due palazzine) ad Asti, fra via Malta e via Fiume (zona corso Volta), dove sono state utilizzate fonti geotermiche e fotovoltaiche per il riscaldamento, raffrescamento e produzione di acqua calda sanitaria. Il progetto è stato oggetto di un finanziamento da parte della Regione Piemonte, che ha coperto parte dei costi di realizzazione degli impianti (in pratica, la Regione ha pagato 100 mila dei 500 mila euro di costi degli impianti termici).
«Il contributo regionale – ha spiegato l’assessore De Ruggiero – ha voluto premiare la volontà di proporre tecnologie ormai consolidate, a impatto nullo sull’ambiente, ma purtroppo ancora poco utilizzate».
La struttura ecologica di via Malta rappresenta dunque un «esperimento dimostrativo», dal punto di vista della Regione. Gli impianti di cui è dotato, infatti, sfruttano l’energia termica del suolo, grazie a un sistema di 24 sonde poste a 100 metri di profondità nel terreno. Un sistema di pompe di calore è in grado di sfruttare la temperatura costante del suolo a queste profondità (17 gradi), portando l’acqua degli impianti alle temperature necessarie per il riscaldamento degli ambienti e dell’acqua sanitaria. Il calore prodotto dalle pompe di calore, infatti, viene distribuito negli appartamenti tramite un sistema a pavimento a bassa temperatura (35 gradi). Lo stesso sistema è utilizzato anche in estate per raffrescare gli appartamenti, dissipando nel terreno il calore in eccesso.
Al sistema geotermico è associato anche un impianto di pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica da irraggiamento solare, realizzato sfruttando i contributi del «Conto energia».
«Se si considera che i costi degli impianti vanno suddivisi su 40 alloggi delle due palazzine realizzate – spiega Gianmarco Cagnazzo, della ditta Chibro – Si capisce che ciascun proprietario affronterà un costo di impianti di circa 10 mila euro, che riuscirà a ripagarsi nel giro di un paio di anni, risparmiando sulle bollette energetiche». Le palazzine, infatti, non necessitano neppure di un allacciamento alla rete del gas, dal momento che anche per cucinare si utilizzano piani di cottura a induzione. «I vantaggi di questo tipo di tecnologie – conclude l’assessore all’Ambiente – sono innanzitutto ambientali, dal momento che le immissioni in atmosfera sono nulle. Quando poi si accompagnano a vantaggi economici, i benefici sono enormi». Il progetto dei due immobili è dell’«Immobiliare Molino» di Asti, mentre gli impianti sono stati realizzati da una collaborazione fra le ditte «Chibro» di Como (che ha fornito le tecnologie geotermiche) e «Gianuzzi» di Asti, che ne ha curato l’installazione. L’impianto è invece stato progettato dallo studio «Progeco» di Asti.
«E’ possibile applicare le tecnologie geotermiche anche a case singole – spiega Claudio Cavagnero, progettista dell’impianto delle due palazzine di via Fiume – I costi sono un po’ più elevati all’inizio, ma i vantaggi sono pur sempre notevoli».
I numeri
100 Metri
E’ la profondità a cui sono scese le 24 sonde geotermiche dell’impianto di riscaldamento e raffrescamento del condominio di via Fiume. Oltre all’energia geotermica (prodotta cioè dal calore del sottosuolo), il condominio è dotato anche di un sistema a pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica. In questo modo, gli edifici non hanno avuto bisogno di essere collegati alla rete di distribuzione di gas: anche le cucine sfruttano energia elettrica per la cottura dei cibi, grazie all’uso di piani cottura a induzione.
500 mila Euro
Gli impianti realizzati nel condominio ecologico sono costati 500 mila euro in più rispetto al costo di un impianto tradizionale. Un contributo regionale di 100 mila euro ha coperto parte della spesa. Il resto sarà suddiviso fra i proprietari che acquisteranno i 40 alloggi realizzati. I costi aggiuntivi degli impianti ecologici saranno recuperati entro due o tre anni, grazie al risparmio sulle bollette energetiche e ai contributi del «Conto energia».
17 Gradi centigradi
Alla profondità di 100 metri, la temperatura del suolo è costante e raggiunge i 17 gradi. Un sistema di pompe di calore sfrutta la temperatura costante del suolo, portando l’acqua degli impianti a 35-37 gradi per il riscaldamento a pavimenti, mentre per l’acqua calda sanitaria si arriva fino a 65 gradi.
