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AZIENDE A RISCHIO DI INCIDENTE RILEVANTE. LA SINERGIA TRA LE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI NELL’ATTIVITÀ DI CONTROLLO, l’esempio dell’ARPAT a Porcari (LU)

News

Fonte: ARPAT, Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana http://www.arpat.toscana.it
Un esempio: l’attività di ARPAT presso lo stabilimento chimico della CIRES a Porcari (LU).
Premessa
Il Comune di Porcari (LU) ha recentemente disposto la ripresa completa dell’attività produttiva all’interno dello stabilimento Cires con Ordinanza n. 106 del 9.12.09. Tale provvedimento fa seguito all’accertamento del ripristino delle condizioni di sicurezza da parte del Gruppo Ispettivo composto da VV.F., ISPESL, Comune di Porcari, USL 2, e coordinato da personale della Unità Operativa Impatti e Tecnologie dei Sistemi Produttivi – UO ITSP – del Dipartimento ARPAT di Pisa.
L’attività produttiva all’interno della ditta Cires fu sospesa, con Ordinanza n. 48 del 23.06.2008, in seguito all’incendio del 21.06.08, che provocò la distruzione completa di un capannone e la chiusura temporanea del tratto limitrofo dell’Autostrada A11. Minori danni erano stati causati da un precedente incendio, nel novembre 2006, che aveva interessato uno dei reparti di taglio ed imbobinamento del poliuretano espanso.
Lo stabilimento
Lo stabilimento Cires di Porcari (LU) effettua la produzione e commercializzazione di poliuretano espanso flessibile, tipo poliestere e poliestere, con la tecnologia del blocco in continuo. All’interno dello stabilimento lavorano c.a. 30 dipendenti. Le principali fasi costituenti il processo di lavorazione sono:
- stoccaggio materie prime in serbatoi dedicati (toluendiisocianato (TDI) e polioli) od in fusti (catalizzatori, ecc) e loro trasferimento ai serbatoi di servizio e da quest’ultimi all’impianto di produzione, costituito da due linee indipendenti;
- miscelazione nella testa miscelatrice dell’impianto e successiva reazione chimica;
- maturazione dei blocchi di 12 o 60 metri in apposito luogo di stoccaggio;
- taglio dei blocchi in lastre o rotoli;
- confezionamento e spedizione.
L’attività presso lo stabilimento è stata assoggettata alla normativa Seveso sin dall’inizio in quanto rientrante nei processi produttivi elencati all’allegato I del D.P.R. 175/88, per l’utilizzo e lo stoccaggio del toluendiisocianato (TDI), sostanza classificata come tossica dal D.M. 20.12.89 di modifica del D.M. 555/87 sulla classificazione ed etichettatura delle sostanze pericolose.
Col recepimento della direttiva 96/82/CE (cosiddetta Seveso II) la Cires è rientrata negli adempimenti di cui all’art. 8 del D. Lgs 334/99, a causa della presenza di 110 ton di TDI, sostanza riportata nell’Allegato I, parte 1, del citato decreto. L’Autorità Competente è rappresentata dal Comitato Tecnico Regionale (CTR) presso la Direzione Regionale dei Vigili del Fuoco, di cui fa parte anche ARPAT con due rappresentanti.
Lo stabilimento occupa un’area di circa 27.000 m2 confinante:
- a Nord con area agricola;
- a Sud con l’autostrada A11 Firenze-Mare;
- a Est con area agricola;
- a Ovest con la cartiera Kartocell s.r.l.
Nella planimetria della zona sono riportate le aree di danno dei prevedibili incidenti, anche con riferimento alla ricaduta dei prodotti di combustione.
Gli incidenti
Come anticipato in premessa, negli ultimi tre anni si sono verificati due violenti incendi presso lo stabilimento Cires di Porcari. La criticità particolare di tali eventi è rappresentata dalla tossicità dei prodotti di combustione, legata alla presenza di acido cianidrico (HCN) nei fumi e dalla possibile dispersione delle fibre di amianto presenti negli elementi di copertura. In prima approssimazione si può stimare una concentrazione media di HCN nei fumi pari a circa 0,14% in peso per kg di poliuretano bruciato.
Il 17.11.2006 si sviluppò un incendio presso uno dei reparti di taglio del poliuretano espanso, dovuto probabilmente ad un innesco elettrico.
L’incendio, estinto in breve tempo, coinvolse il macchinario ed alcune tonnellate di poliuretano espanso presenti, con interessamento delle strutture di copertura del capannone incendiato. Fu attivato il Piano di Emergenza Esterno e sul posto, oltre ai Vigili del Fuoco, intervenne personale tecnico del Dipartimento ARPAT di Lucca che effettuò ricerche di HCN in aria, di cianuri in campioni di acqua utilizzata per lo spegnimento dell’incendio e di fibre di amianto, con esito negativo.
Il secondo incendio avvenne in data 21.06.08, anch’esso con probabili cause elettriche, e distrusse completamente un capannone (nel quale, nel frattempo, era stata sostituita la copertura con materiale privo di amianto), oltre ad un notevole quantitativo di materiale stoccato (c.a. 70 ton). Nella fattispecie non entrarono in azione il nuovo impianto antincendio automatico a schiuma a protezione del capannone crollato ed il sistema di comunicazione esterna, tramite combinatore telefonico cellulare. Alle 4:02 un cittadino segnalò le fiamme al 115, e nel giro di pochi minuti il personale di tutti gli Enti (VVF, ASL 2, ARPAT di Lucca, Comune, ecc) accorsero sul luogo dell’emergenza. Alle 5:30 erano rimasti solo alcuni focolai. La cartiera limitrofa fu evacuata, ed il tratto di autostrada A11 fra i caselli di Altopascio e Capannori, fu chiuso per 2 ore. Si formò una nube di colore nerastro che, per le favorevoli condizioni meteoclimatiche, salì rapidamente in quota, si diresse verso sud (Monte Serra) e da lì verso ovest (Versilia), disperdendosi in mare. Fu stimata un’emissione di c.a. 700 kg di HCN, a seguito dell’incendio.
In seguito a ciò e visto il ripetersi degli incidenti, il Comune di Porcari emise due Ordinanze: la n. 46 del 21.06.2008 con cui dettava le misure urgenti di sicurezza e di tutela per la popolazione (divieto di consumo di frutta e verdura nell’area), e la n. 48 del 23.06.2008, citata in premessa, con cui sospendeva in via cautelare, ogni tipo di attività produttiva all’interno dell’area Cires, sino al ripristino delle condizioni di sicurezza.
Le analisi effettuate da ARPAT (Dipart. prov. di Lucca) su campioni di aria, terreno, acque (fossi limitrofi e acqua usata nello spegnimento dell’incendio) e colture (mais, alloro) in merito a HCN, cianuri, IPA, diossine, dettero comunque esito negativo.
Nel frattempo, l’apposito Gruppo di Lavoro (di cui faceva parte anche personale del Dipartimento ARPAT di Pisa) incaricato dal CTR dell’istruttoria sull’ultimo Rapporto di Sicurezza, concludeva i lavori con più di cinquanta prescrizioni.
In data 20.10.08 l’azienda, ancora ferma, ha ridotto i quantitativi stoccati di TDI (da 110 a 65 ton), con la conseguenza che lo stabilimento è attualmente soggetto agli obblighi previsti dagli artt. 6, 7 del D. Lgs. 334/99 e s.m.i., e non più a quelli dell’art. 8. La competenza sulle misure di controllo è passata quindi alla Regione Toscana.
Le misure di controllo
Nella comunicazione del 2.12.08, la Regione Toscana disponeva la verifica ispettiva presso la Cires, ai sensi dell’art. 25 del D. Lgs. 334/99 e del D.R.T. n. 4253/07, con la richiesta di accertare sia l’adeguatezza del Sistema di Gestione della Sicurezza e dei sistemi tecnici posti in essere dal gestore, sia di considerare anche quanto precedentemente prescritto all’azienda da parte del CTR e del Comando Provinciale VV.F. di Lucca.
A seguito di ciò il Gruppo Ispettivo composto da VV.F., ISPESL, Comune di Porcari, USL 2, e coordinato da personale della Unità Operativa Impatti e Tecnologie dei Sistemi Produttivi – UO ITSP – del Dipartimento ARPAT di Pisa, ha effettuato una prima verifica ispettiva (febbraio, marzo 2009) e tre verifiche di riscontro (giugno, luglio, ottobre), nel corso delle quali sono state impartite varie prescrizioni ed è stato controllato lo stato di attuazione delle stesse.
Le prescrizioni hanno riguardato misure integrative al Sistema di Gestione della Sicurezza ed alla gestione dell’emergenza, interventi di compartimentazione antincendio e finalizzati all’aumento della classe di resistenza al fuoco delle strutture dei capannoni/magazzini, ampliamento dei sistemi automatici di rivelazione e spegnimento degli incendi, interventi sugli impianti elettrici, completamento della rimozione delle coperture di amianto ancora presenti, sistemi di monitoraggio automatico di perdite di TDI e realizzazione di un volume di raccolta dell’acqua di spegnimento incendio potenzialmente contaminata da cianuri, IPA, ecc, prima dello smaltimento in fognatura o nel terreno.
Sono state effettuate prove di funzionamento del combinatore telefonico cellulare per la comunicazione esterna e di alcuni sistemi di allarme presenti.
Conclusioni
L’attività svolta dalle Pubbliche Amministrazioni interessate, coordinate da ARPAT all’interno dello strumento della verifica ispettiva, ha dato coerenza ed incisività all’azione di controllo, consentendo infine al Comune di autorizzare dapprima la riapertura parziale e successivamente la completa ripresa dell’attività produttiva nel dicembre 2009. Ciò fatti salvi gli specifici aspetti, relativi alle vigenti normative di settore, di competenza delle singole Amministrazioni.
In occasione della riunione pubblica del 20.10.09 organizzata dal Comune di Porcari ed alla presenza di gran parte dei componenti del Gruppo Ispettivo (VV.F., USL 2, ARPAT), anche la cittadinanza è stata informata del ripristino delle condizioni di sicurezza nello stabilimento a rischio di incidente rilevante e della conseguente ripresa dell’attività produttiva della Cires S.p.A..

Per chi vuole approfondire sulle Aziende a Rischio di Incidente Rilevante sono disponibili sul SIRA (Sistema Informativo Regionale Ambientale della Toscana, http://sira.arpat.toscana.it/sira/terra.html ):
Mappa delle Aziende a rischio di incidente rilevante: http://sira.arpat.toscana.it/mapserver/scripts/sisterims.dll?Run?svr=INTERNET_MS&Func=open&map=%22aziende_a_rischio%22&html=1264588680875
Interrogazione delle Aziende per Tipologia, Provincia e Comune: http://sira.arpat.toscana.it/sira/Rischi_Industriali/ar.htm
Interrogazione delle Aziende per sostanze detenute: http://sira.arpat.toscana.it/sira/Rischi_Industriali/SOSTANZE.htm
Interrogazione della banca dati delle Sostanze Pericolose: http://sira.arpat.toscana.it/sira/Rischi_Industriali/Sostanze_Pericolose/SostPericolose.htm
Testo di questo numero a cura di Andrea Villani



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