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  • News ed Eventi dell’Accademia ed in partnership

    L'Accademia Ambientale del Monferrato (AAM - Gevam Onlus) in partnership con la Società Storica Vercellese (SSV) sta attuando un microprogetto culturale che prevede la scansione di alcuni testi storici editi dalla SSV ma ormai da molti anni esauriti e quindi introvabili, inerenti importanti personaggi, istituzioni e luoghi che hanno caratterizzato e/o interagito con la storia del Monferrato. I testi digitalizzati saranno poi inseriti nel sito ufficiale della SSV e messi a disposizione degli studiosi e ricercatori di tutto il mondo. Per maggiori informazioni sulla SSV vedi nel sito la sezione Monferrato. <<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<< Il Gruppo Gevam Onlus ha avviato un progetto propedeutico per cercare di creare un Distretto Turistico Culturale Ambientale Interprovinciale del Monferrato. Per maggiori informazioni leggete l'articolo nella sezione Iniziative-Eventi. Gli sponsor sono gli stessi che hanno già sostenuto l'avviamento dell'Accademia Ambientale del Monferrato, i cui loghi sono riportati in home page <<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<< Il Gruppo Gevam Onlus ha variato denominazione. Il significato dell'acronimo G.E.VA.M. è divenuto “ Gruppo Ecoculturale per la Valorizzazione dell'Ambiente del Monferrato”. Maggiori particolari sono riportati nell'articolo pubblicato nella sezione Iniziative-Eventi <<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<< Nasce 'Patria Montisferrati', la rubrica storica di Casale News, uno dei siti di informazione on line più seguiti nel Monferrato di area casalese e non solo. La conoscenza della storia locale favorisce la tutela ambientale ... questo è il concetto guida che ha favorito la reciproca collaborazione. La rubrica sarà condotta da Claudio Martinotti Doria. Per informazioni leggete l'articolo nella sezione Iniziative ed Eventi del sito <<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<< Le vere cause della crisi economica internazionale e del degrado ambientale. Leggete l'esaustiva analisi storica e scientifica esposta da uno dei massimi esponenti europei della Scuola Economica Austriaca: l'economista spagnolo Jesus Huerta de Soto, nella sezione "Iniziative - Eventi". Un vero e proprio evento culturale per l'Italia, disponibile grazie al nostro partner USEMLAB di Torino.
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CACCIA. Cento incidenti in cinque mesi. Trenta morti e 87 feriti. A rischiare di essere impallinati sono anche le persone comuni …

News

Fonte: Galileo, GIORNALE DI SCIENZA E PROBLEMI GLOBALI http://www.galileonet.it
Questo il bilancio delle vittime umane della stagione venatoria 2009-2010 secondo il dossier diffuso dall’Associazione Vittime della Caccia
“M” sta per morti, “F” per feriti. Così la legenda del dossier 2009-2010 diffuso ieri dall’Associazione vittime della caccia (Avc) al Senato classifica gli incidenti avvenuti durante i cinque mesi di stagione venatoria (01 settembre- 31 gennaio). Ebbene scorrendolo tutto arriviamo a contare 87 “F” e 30 “M” . In sostanza un incidente al giorno.
I primi a rischiare ovviamente sono proprio i cacciatori, ma le doppiette dovrebbero essere temute da tutti. Perché si può essere colpiti in ogni luogo: affacciandosi al balcone di casa, camminando per strada, passeggiando nei parchi, andando a raccogliere funghi. Può capitare, come è accaduto a una donna di Ravenna, di venire sfigurati al volto dai colpi del fucile del marito cacciatore intento a scacciare gli uccelli dal proprio orto. Per Daniela Casprini, presidente dell’Associazione, tutto ciò accade per imperizia nel maneggiare le armi e per mancanza di rispetto delle regole, prima tra tutte il limite di distanza dalle abitazioni.
Andiamo nel dettaglio: in ambito venatorio ci sono stati 54 feriti e 22 morti tra i cacciatori, 18 feriti e 1 morto tra la gente comune; mentre in luoghi estranei alla caccia (ma sempre ad opera di armi da caccia), si sono contati 15 feriti e 7 morti. A ottobre e novembre, secondo il dossier, il maggior numero di vittime: rispettivamente 25 feriti e 6 morti, e 17 feriti e 4 morti. L’Emilia-Romagna ha il primato negativo di quest’anno con 9 morti e 4 feriti.
Quello delle vittime della caccia è un bilancio al quale siamo tristemente abituati (i bilanci delle passate stagioni venatorie non sono molte diversi) e che non sconvolge più di tanto l’opinione pubblica. Eppure Daniela Casprini, puntualmente ci informa che non esiste altra attività umana (guerre a parte) che provoca un così alto numero di vittime. Niente a che vedere con gli incidenti stradali o con gli infortuni sul lavoro. E le cose potrebbero peggiorare, temono in molti, se il calendario venatorio dovesse essere modificato come proposto dall’articolo 38 appena approvato al Senato (vedi Galileo). (g.d.o.)

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