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    In un recente convegno, il comune di Isola Villa, seguito dalla città di Canelli e dalla Frazione di San Marzanotto di Asti, hanno informato di aver avviato la procedura di DICHIARAZIONE DI NOTEVOLE INTERESSE PUBBLICO DEL PAESAGGIO. Invitiamo tutti i sodalizi della società civile a sollecitare le amministrazioni locali e seguire questo modello "Astigiano" di conservazione paesaggistica, ai fini non solo ambientali e di fruizione turistica ma per garantire una qualità di vita soddisfacente per le future generazioni. Per informazioni vedi la sezione del sito: Iniziative-Eventi, dove trovere la relazione dei lavori del Convegno di Isola Villa e la Mozione finale. Per approfondimenti rinviamo agli amici dell'Osservatorio del Paesaggio per il Monferrato e l'Astigiano http://www.osservatoriodelpaesaggio.org
    Le vere cause della crisi economica internazionale e del degrado ambientale. Leggete l'esaustiva analisi storica e scientifica esposta da uno dei massimi esponenti europei della Scuola Economica Austriaca: l'economista spagnolo Jesus Huerta de Soto, nella sezione "Iniziative - Eventi". Un vero e proprio evento culturale per l'Italia, disponibile grazie al nostro partner USEMLAB di Torino.
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Si chiude la stagione venatoria 2009-2010. Il WWF rivela la mappa della deregulation-caccia nelle Regioni

News

Fonte: WWF Italia http://www.wwf.it
GENNAIO-CHIUDE LA CACCIA
BILANCIO IN NERO DEL WWF A FINE STAGIONE VENATORIA
“PARLAMENTO E REGIONI SIANO DALLA PARTE DELLA NATURA”
Domani si chiude la stagione venatoria 2009-2010
Da lunedì stop al coprifuoco, ma dal prossimo anno potrebbe non finire mai
La Mappa della deregulation-caccia nelle Regioni
“Da lunedì prossimo finalmente finirà il periodo di ‘coprifuoco’ – ha dichiarato Stefano Leoni, Presidente del WWF Italia – La fauna italiana avrà di nuovo la libertà di muoversi senza pericoli e gli italiani potranno trascorrere fino a settembre prossimo le giornate all’aria aperta e in natura senza il rischio di incappare in pericolose doppiette. Una realtà che dal prossimo anno potrebbe cambiare radicalmente se l’articolo ‘deregulation-caccia’ verrà confermato anche alla Camera, visto come si sono comportate fino ad oggi molte Regioni su questa materia. Se così fosse verrebbero cancellati in un colpo solo anni di negoziati, collaborazione e buona volontà da parte delle associazioni. Il mondo venatorio e i loro rappresentanti politici si stanno svelando: per il piacere di pochi (appena 700.000 cacciatori in Italia contro una maggioranza del paese contrario addirittura alla caccia tout-court) si calpesterebbero i diritti di tutti come il godimento della natura, il turismo, l’agricoltura portando al paese un danno economico di cui oggi non c si rende conto. Chiediamo che il Governo ascolti questa maggioranza e ne faccia valere i diritti e che la Camera compia un atto di responsabilità per cancellare l’articolo 38 della legge comunitaria”.
Un bilancio in nero : la stagione nel 2009 si era aperta con un disegno di legge di modifica peggiorativa della Legge sulla caccia (licenza ai minori, caccia tutto l’anno e nei parchi, diminuzione delle sanzioni per bracconaggio, etc), ha continuato con il tentativo del Governo di eliminare i divieti di caccia nelle aree protette dall’Unione Europea (ZPS) annullato da un ricorso del WWF; nel frattempo le Regioni hanno iniziato con le preaperture il 1 settembre che hanno messo in serio pericolo la nostra fauna dopo una stagione di caldo e incendi e consentendo l’abbattimento di centinaia di migliaia di piccoli uccelli protetti con la cosiddetta ‘caccia in deroga’ e per questo fatto cadere sulla testa degli italiani condanne dell’Unione Europea salatissime multe.
L’Oscar della deregulation-caccia va senz’altro alle Regioni Lombardia e Veneto che per l’ennesima volta hanno sottoposto l’Italia ad una dura condanna dell’Unione Europea e della Corte Costituzionale (Vedi la Mappa WWF sulla deregulation caccia allegata). L’Italia finora ha collezionato circa 20 procedure d’infrazione europee per violazioni delle direttive Uccelli ed Habitat, la mancata identificazione delle “Zone di Protezione Speciale” e sulla Direttiva 79/409 con particolare riguardo anche alla cosiddetta “caccia in deroga”.
Senza sosta per tutto il periodo anche la lotta al bracconaggio delle Guardie volontarie del WWF, circa 380 su tutto il territorio nazionale concentrate nelle aree ‘calde’ come Ischia, Provincia di Salerno, Valli bresciane, Stretto di Messina. Anche quest’anno sono state centinaia le loro denunce per ogni genere di atto illegale, dalla caccia nei parchi a quella a specie protette tra cui aquile e altri rapaci, dall’uso di richiami vietati e di armi non consentite alla caccia nei periodi vietati.
Quello che preoccupa il WWF è l’effetto della campagna elettorale per le prossime elezioni regionali che rischia di accentuare gli estremismi sul tema della caccia dimenticando il nodo della questione, ovvero, l’obbligo dell’Italia di tutelare la fauna selvatica. La richiesta alle Regioni è dunque quella di dare piena attuazione e rispettare rigorosamente le Convenzioni internazionali a iniziare da quella della Biodiversità, le Direttive comunitarie, i principi costituzionali e le leggi statali in materia di tutela e conservazione degli habitat naturali e della fauna selvatica, patrimonio di tutti noi.
“La decisione passata in Senato è ancora più grave nell’anno dedicato dall’ONU proprio alla Biodiversità, di cui l’Italia è il paese più ricco nel Mediterraneo – ha dichiarato Fulco Pratesi, Presidente onorario del WWF Italia – Entro quest’anno inoltre anche il nostro paese dovrà onorare gli impegni presi con la firma della Convenzione internazionale per la Biodiversità ed impostare importanti strategie per contrastare la perdita di natura. Anche l’attività venatoria rientra tra le attività dell’uomo che possono compromettere una buona conservazione della biodiversità, soprattutto se non viene esercitata sulla base di criteri scientifici e nel rispetto delle normative internazionali ed europee di tutela delle specie animali e degli habitat naturali. Il WWF non vuole arrivare allo scontro frontale su questo tema e continua a sostenere che la Legge sulla caccia è una legge equilibrata che va migliorata verso una maggiore tutela della fauna e degli habitat naturali. Ma se il mondo venatorio e la politica persevera con posizioni inaccettabili per il rispetto delle normative comunitarie e la difesa della biodiversità il WWF è pronto a mobilitare come ha già fatto in questi giorni la maggioranza degli italiani che hanno già espresso la propria contrarietà all’attività venatoria in questo paese”.
Roma, 30 gennaio 2010
Ufficio stampa WWF Italia – Cristina Maceroni, tel.329-8315725
Sul sito del WWF il Blog: “Cacciatori, brava gente” http://cacciastop.wordpress.com/
Le votazioni al Senato: ecco l’elenco dei votanti a favore e contrari all’emendamento sulla caccia votato il 29 gennaio:
http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Ddliter/votazioni/323_4.htm
LA MAPPA DELLA DEREGULATION-CACCIA IN ITALIA E LE AZIONI LEGALI DEL WWF
- VENETO: 3 vittorie consecutive del WWF presso il Tar. Il Tribunale ha sospeso il provvedimento illegittimo della regione una prima volta il 29 ottobre. La regione ha subito riemesso analoga delibera, di nuovo impugnata e di nuovo il Tar ha accolto il ricorso delle associazioni. Idem per la terza ed ultima volta. Contemporaneamente sono state anche fatte denunce in sede penale, per la reiterata situazione di illegalità creata dalla Regione.
- LOMBARDIA: Il 10 dicembre abbiamo appreso una notizia clamorosa, che ci ripaga di mesi di intenso lavoro: il Presidente della Corte di Giustizia europea ha emesso un’ordinanza con cui ordina all’Italia di sospendere  la legge regionale Lombardia del 2009 sulla caccia  in deroga (per peppola , fringuello , pispola e frosone) . Si tratta di una procedura speciale, che poche volte viene messa in atto. L’ordinanza contiene principi rilevantissimi sulla caccia e la tutela della fauna selvatica , che vanno al di là di questo caso. L’importante provvedimento è nato da una specifica richiesta del WWF ed altre associazioni. Sempre in Lombardia la Provincia di Sondrio ha previsto un piano di gestione della popolazione di stambecchi presente nel proprio territorio. Il WWF ha proposto ricorso Straordinario al Capo dello Stato evidenziando che, non essendo lo stambecco specie cacciabile, una siffatta deliberazione di piano di gestione assume carattere dichiaratamente venatorio e pertanto risulta illegittima.
- PUGLIA: Il WWF ha inviato al Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola una richiesta di ritiro della delibera che autorizza il prelievo in deroga della specie storno dal 29/11 al 31/1/2009.
E’ stato presentato un ricorso al Tar contro il Piano faunistico venatorio della Regione Puglia , approvato in assenza di VAS.
- LIGURIA: Il Tar ha accolto un ricorso del WWF del 2005 per illegittimità di un provvedimento della Provincia di Genova sulla caccia al cinghiale. Il WWF ha anche inviato alla Presidenza del Consiglio una richiesta di impugnazione in Corte Costituzionale della Legge Regionale Liguria in tema di caccia.
- FRIULI VENEZIA GIULIA: la Corte Costituzionale – con  sentenza  n. 165 del 29.5.2009 – ha  dichiarato  incostituzionale la legge del Friuli  6.3.2008, n. 6 sulla caccia (tra le diverse norme illegittime, anche quella sull’uccellagione). Il WWF, insieme ad altre associazioni,  aveva  inviato una richiesta al Governo con la quale si chiedeva di impugnare la legge in questione.
La sentenza della Corte, dichiarando incostituzionale la legge del Friuli, accoglie tutti i rilievi che anche il WWF aveva evidenziato e ripristina la legalità nel territorio friuliano in materia di attività venatoria. Il TAR di Trieste, inoltre, ha  accolto il   ricorso WWF-LAC dell’ottobre 2008 , con cui avevamo impugnato una delibera del Friuli che prevedeva in pratica la reintroduzione dell’aucupio (trappole) nella regione.
- EMILIA ROMAGNA: Il WWF ha presentato ricorso Straordinario al Capo dello Stato avverso una variante al Piano Faunistico Venatorio della Provincia di Bologna. Sono state depotenziate delle prescrizioni e non è stata seguita la regolare procedura che prevede il nulla osta regionale.
SICILIA : Il WWF ha impugnato il calendario venatorio 2009 – 2010 nella parte che prevedeva la possibilità di cacciare all’interno delle Zone di Protezione Speciale (ZPS). Il 27 luglio 2009 il TAR ha accolto il ricorso. Con Decreto Assessoriale regionale del 31 agosto 2009 la regione Sicilia ha dato attuazione alle ordinanze del TAR Sicilia .
Sicilia , ZPS e rotte migratorie: il Presidente della I^ sezione del TAR di Palermo (su ricorso di WWF ed altre associazioni) con decreto urgente del 30 settembre, ha accolto la richiesta di sospensione contro il decreto dell’Assessore regionale all’Agricoltura e Foreste, che disciplinava la caccia nelle aree interessate dalle rotte migratorie degli uccelli e nelle ‘Zone di Protezione Speciale’ (ZPS) individuate dall’Unione Europea in Sicilia. Il decreto assessoriale era stato emanato – a pochi giorni dall’apertura della stagione venatoria – e avrebbe dovuto dare esecuzione alle precedenti decisioni dello stesso TAR che, aveva censurato il Calendario Venatorio regionale (sempre su ricorso delle associazioni) imponendo all’Assessore di proibire l’attività venatoria nelle’rotte migratorie’: aree dove si concentra il ‘passo’ degli uccelli migratori. Il decreto, invece,contravveniva palesemente alla precedente pronuncia del Tar Siciliano, ed alle norme europee.
Il Tar ha poi confermato all’udienza del 21 ottobre la sospensione dell’efficacia del decreto. Le dirette conseguenze sono: :in Sicilia è vietata la caccia in tutta la fascia costiera per almeno mezzo chilometro dalla battigia. Inoltre, fino a quando la Regione non individuerà con precisione le rotte migratorie da sottoporre a tutela, qualsiasi forma di caccia è vietata in tutte le 29 ZPS siciliane (isole Pelagie, isole Egadi, isole Eolie, isola di Ustica, isola di Pantelleria, Piana di Gela, Saline di Siracusa, Pantani della Sicilia sud orientale).
ABRUZZO: La Regione Abruzzo aveva emanato ad agosto il calendario venatorio per la stagione 2009/2010 autorizzando la preapertura della caccia alla Quaglia ed il posticipo al 31 gennaio della caccia alla beccaccia. Il TAR, con ordinanza del 2 settembre, ha accolto il ricorso del WWF rilevando come le scelte della Giunta Regionale su questi due punti non fossero adeguatamente motivate, nonostante dovessero superare le obiezioni scientifiche del parere dell’ISPRA. Il 24 novembre è stata inviata una dura nota del WWF al Presidente del Consiglio della Regione Abruzzo, per protestare contro la proposta di una legge che aggirerebbe e violerebbe ben tre pronunce del Tar Abruzzo che ha censurato, su ricorso del WWF , il calendario venatorio regionale per la stagione 2009-2010 .
TRENTINO ALTO ADIGE: Il Parco Nazionale dello Stelvio ha presentato il piano di conservazione , gestione ed abbattimenti del Cervo sia per la parte trentina sia per la parte lombarda. Il WWF ha inviato al Ministero dell’Ambiente proprie osservazioni. Il Ministero, a seguito del parere negativo dell’ISPRA, non ha autorizzato l’abbattimento per la parte lombarda lamentando in particolare l’esistenza di dati troppo vecchi o addirittura assenti sull’impatto che gli animali avrebbero arrecato alla vegetazione. E’ stata invece autorizzata per la parte trentina. Il WWF ha presentato ricorso al TAR evidenziando, tra l’altro, che anche per questo versante non sembrerebbero esistere sufficienti dati.
Caccia alle marmotte: con sentenza n. 270/2009 del 16 luglio 2009 il TAR di Bolzano ha accolto il ricorso n. 249/2008 presentato da WWF, LAV e LAC contro la Provincia autonoma di Bolzano, annullando il decreto dell’Assessore provinciale per le foreste n. 338/32.4 del 1° agosto 2008, che consentiva l’abbattimento delle marmotte nelle riserve per l’anno 2008. Il Tribunale ha sottolineato che il decreto è motivato da presunti danni che le marmotte “potrebbero” causare all’agricoltura, senza che i danni stessi siano effettivamente ed oggettivamente accertati, e senza specificare l’entità
dei danni stessi, né le modalità di accertamento”. Il Tribunale ha anche condannato la Provincia di Bolzano al rimborso delle spese di giudizio in favore delle tre associazioni ricorrenti.
Infine:
Il Governo ha impugnato alla Corte Costituzionale due leggi regionali in materia di attività venatoria , su richiesta delle Sezioni Friuli V.G e Toscana.
Sono: la Legge regionale della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia n. 13 del 30 luglio 2009 , che inserisce tra le specie cacciabili specie protette dall’Unione europea (Direttiva 79/409);
la Legge regionale toscana n.53 del 17/9/2009 che autorizza la cattura degli uccelli da richiamo per la stagione 2009 – 2010.
Secondo quanto rilevato dal Consiglio dei Ministri la legge presenterebbe aspetti di illegittimità costituzionale in relazione al rispetto del diritto comunitario, nonchè dei principi statali che stabiliscono gli standards minimi uniformi di tutela dell’ambiente e dell’ecosistema.



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