Fonte: Nanni Magazine http://www.nannimagazine.it
Si moltiplicano i prototipi di ambienti in cui elettrodomestici e raccolta rifiuti si integrano con sistemi si riciclo dell’acqua e degli scarti, per nutrire vegetali e piccoli animali.
Fonte: www.ekokook.com
Il luogo della casa nel quale si producono più rifiuti è la cucina. È incredibile pensare quanto del cibo che compriamo viene buttato via. Se in passato i rifiuti erano usati come concime o come alimento per gli animali, oggi la loro destinazione è soltanto la spazzatura. A meno che non arrivi presto sul mercato uno dei concept di cucina del futuro che designers di tutto il mondo stanno elaborando.
Uno dei più interessanti è Ekokook, dello studio francese Faltazi Lab, un luogo in cui i rifiuti vengono riciclati per alimentare le piante e l’acqua non finisce nello scarico, ma ritorna in circolo ed è utile per innaffiare, ad esempio. L’obiettivo è quello di ottenere una cucina che sia perfettamente autosufficiente, in cui l’organico possa entrare in simbiosi con l’artificiale. In una casa “ogni muro, ogni balcone, ogni finestra, ogni porta, ogni componente può essere a supporto del sistema ecologico – sostengono i designers – perché ogni componente, in interazione con le reti esterne, dalle tubature alla raccolta dei rifiuti, può essere implementato per produrre un eco-beneficio. Dobbiamo abituarci a pensare che l’aria, l’acqua, il vento e lo stesso sole sono risorse rare. Ogni cosa deve essere riutilizzata, se possibile, prima di finire nelle reti esterne, così, col tempo, la somma degli eco-benefici cambierà la nostra impronta ambientale”.
Proprio seguendo questa logica gli architetti hanno concepito l’Ekokook, capace di migliorare ogni elemento di una cucina tradizionale. Il frigorifero, ad esempio, consuma moltissima energia perché molta va sprecata, allo stesso modo il forno, quindi occorre trovare sistemi più efficienti. Il progetto del Faltazi Lab è basato su “quattro pilastri: la gestione dei rifiuti, il mangiar sano, la riduzione dei consumi energetici e lo stoccaggio intelligente. La nostra cucina comprende strutture per l’ordinamento, la trasformazione e lo stoccaggio dei rifiuti organici, dei rifiuti solidi e dei liquidi, il tutto privilegiando cibi freschi e sani, prodotti localmente. Abbiamo anche integrato elettrodomestici a basso consumo e alta funzionalità, come la lavastoviglie e il frigorifero a più scompartimenti, e il forno a vapore”.
Anche Philips, qualche tempo fa, aveva lanciato un concept di cucina intelligente nel quale è possibile ‘allevare’ il cibo che si mangerà, dalle alghe alle erbe, dai pesci ai crostacei, in uno spazio minimo all’insegna del riciclo e dell’efficienza. Sarebbe una vera rivoluzione nelle abitudini alimentari di tutti noi, unendo la figura del produttore e del consumatore, eliminando l’intera filiera, che, per quanto corta possa essere, produce sempre inquinamento. Resta da vedere, in una società in cui il tempo per nutrirsi viene sempre più ridotto, e bisogna rimarcare ogni volta l’importanza dello slow food, quanti avrebbero voglia non solo di prepararsi il cibo da sé, ma di dover anche uccidere pesci e gamberetti. Francesco Amorosino
