• 16/04/2014 Fermiamo il trattato di liberalizzazione commerciale USA-UE ...Leggi
    16/04/2014 A Fukushima un incidente dietro l’altro, Di nuovo bloccato lo smaltimento dell’acqua radioattiva e sottovalutata l’esposizione radioattiva di 142 tecnici...Leggi
    16/04/2014 A rischio tossicità anche i pesci d’allevamento. Neurotossine si accumulerebbero nelle carni dei pesci a causa del riscaldamento globale...Leggi
    16/04/2014 Appennini. Piccoli paesi e borghi spopolati, qualche volta addirittura morti. Quel che sembra mancare è un progetto d’insieme...Leggi
    16/04/2014 Carenza di cibo e acqua i principali rischi del cambiamento climatico...Leggi
    16/04/2014 Il quinto report dell’Ipcc tratteggia una mappa dell’impatto che avranno i cambiamenti climatici sulle popolazioni...Leggi
    16/04/2014 In un test in Svizzera trovati residui di pesticidi nella pasta italiana, soprattutto insetticidi utilizzati nei silos per la conservazione dei cereali...Leggi
    16/04/2014 Occorre porre il vincolo di destinazione d’uso sulle ultime 10 Cascine rimaste a Peschiera Borromeo...Leggi
    16/04/2014 Onu: con una storica sentenza la Corte Internazionale di Giustizia impone al Giappone di fermare immediatamente le sue navi baleniere nelle acque antartiche...Leggi
    16/04/2014 Sentinel-1 è il primo di una famiglia di satelliti realizzati per fornire un flusso di dati all’ambizioso programma di monitoraggio ambientale europeo Copernicus...Leggi
    16/04/2014 Una petizione per chiedere al Ministero dei Beni Culturali di sottoporre un tratto di costa del lago Maggiore al regime del vincolo indiretto, per evitare avventati proge...Leggi
    Created by wp news slider
  • News da Accademia del Monferrato
  • Provincia di Alessandria
    Fondazione CRT
  • Partnership

    • Partner USEMLAB di Torino

      Le vere cause della crisi economica internazionale e del degrado ambientale. Leggete l’esaustiva analisi storica e scientifica esposta da uno ...

    • Patria Montisferrati

      E’ nata da un paio di anni “Patria Montisferrati”, la rubrica storica di Casale News, uno dei siti di informazione ...

    • Partnership con Gevam

      Il Gruppo Gevam Onlus da oltre un anno ha variato denominazione. Il significato dell’acronimo G.E.VA.M. è divenuto “ Gruppo Ecoculturale ...

    • Partnership con la Società Storica Vercellese

      L’Accademia Ambientale del Monferrato (AAM – Gevam Onlus) in partnership con la Società Storica Vercellese (SSV) ha recentemente completato un ...

Fukushima: secondo uno studio dlel’Università di Stanford i morti potrebbero arrivare a 1.300, 2.500 i malati di cancro

News

Fukushima: secondo uno studio dlel’Università di Stanford i morti potrebbero arrivare a 1.300, 2.500 i malati di cancro
Fonte: Green Style http://www.greenstyle.it
di Claudio Schirru
Fukushima il secondo disastro nucleare di sempre per effetti sulla salute. Secondo lo studio condotto da Mark Jacobson e John Ten Hoeve (Università di Stanford), pubblicato su Energy and Environmental Science, l’incidente alla centrale di Daiichi sarebbe inferiore solo a quello avvenuto nel 1986 a Chernobyl, costato 65 vittime iniziali e oltre 4.000 stimate in un arco temporale di 80 anni.
Il pericolo per la salute derivato da Fukushima Daiichi sarebbe quindi reale e preoccupante, con gli studiosi americani che indicano tra i 15 e i 1.300 morti previsti per l’esposizione alle radiazioni. Sarebbero inoltre associabili casi di cancro in un numero compreso tra 24 e 2.500. Lo studio di Jacobson e Hoeve ha preso in considerazione, sfruttando un modello atmosferico 3D su scala globale, anche il possibile spostamento dei materiali radioattivi e la conseguente esposizione anche al di fuori delle isole nipponiche.
Molteplici le vie di esposizione alle radiazioni prese in considerazione. Oltre a quella diretta anche la possibile inalazione per vie aeree di polveri contaminate, ingestione di cibo e acque contenenti residui radioattivi. Contatto con la popolazione che è stato limitato, sostengono gli studiosi, dal fatto che in larga parte le radiazioni sono finite nelle acque dell’Oceano Pacifico. Appena il 19% delle radiazioni ha contaminato l’area circostante la centrale nucleare di Fukushima Daiichi riducendo così il rischio per gli abitanti.
Alle vittime sopra citate andrebbero aggiunte, secondo Jacobson e Ten Hoeve, le oltre 600 persone decedute durante le manovre di evacuazione (soprattutto anziani e malati). Dati chiaramente non in linea con i rassicuranti comunicati con cui il Comitato Scientifico delle Nazioni Unite ha nelle scorse settimane minimizzato le possibili ripercussioni sulla popolazione mondiale.
Un’ultima preoccupazione i due studiosi la rivolgono al nucleare statunitense, nello specifico alla centrale di Diablo Canyon in California. Applicando il loro modello ad un possibile disastro nucleare nell’impianto a stelle e strisce è risultata una proiezione tutt’altro che rassicurante. Tenendo conto anche delle varie stagioni in cui potrebbe verificarsi la catastrofe e della conformazione del territorio, un eventuale incidente potrebbe causare un numero maggiore di vittime rispetto a quanto previsto per la centrale giapponese, questo nonostante la densità abitativa risulti inferiore rispetto a quella di Fukushima. Fonte: RSC

SEO Powered by Platinum SEO from Techblissonline