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Goletta Verde propone di istituire per l’isola di Capri un’area marina protetta e vietare alle navi da crociera di passare sottocosta

News

Goletta Verde propone di istituire per l’isola di Capri un’area marina protetta e vietare alle navi da crociera di passare sottocosta
Fonte: Greenreport http://www.greenreport.it
Le proposte per un futuro sostenibile per una delle isole più famose del mondo
Goletta Verde a Capri: Green economy, area marina protetta e stop alle navi da crociera sottocosta
La tappa nell’isola campana a Capri è stata l’occasione per un incontro con le istituzioni a bordo di Goletta Verde durante il quale sono state approfondite «alcune criticità, buone pratiche già realizzate e prospettive di tutela per questo splendido territorio».
Rossella Muroni, direttrice generale Legambiente, ha detto: «Crediamo fermamente che quest’isola, pregiata dal punto di vista naturalistico e della sua unicità, meriti molto di più. I punti fermi dai quali ripartire sono la concreta istituzione dell’area marina protetta e, in attesa che ciò avvenga, la sicurezza di queste splendide coste dalle rotte delle grandi navi da crociera. Attualmente, infatti, il decreto “anti inchini” emanato in seguito alla tragedia dell’isola del Giglio, non protegge queste coste che sono quotidianamente oltraggiate dal transito e l’ancoraggio di vere e proprie città galleggianti che, oltre alle questioni della sicurezza, stanno di fatto già mettendo a rischio il delicato ecosistema dell’isola, arando la poseidonia con le ancore. Ci sembra assurdo che questo venga ancora permesso e quindi rilanciamo con forza da Capri il nostro appello affinché il decreto rotte possa fissare distanze di navigazione da tutte le isole minori e non solo da quelle protette, e che, infine, non sia soggetto a deroghe».
Il Sindaco di Capri, Ciro Lembo e l’assessore al turismo di Anacapri, Massimo Coppola, hanno dichiarato, a nome dei loro concittadini, «la volontà di fare quanto necessario per portare a termine il progetto dell’Area marina protetta e manifestato la consapevolezza di quanto sia fondamentale tutelare la più grande ricchezza dell’isola, il mare. I due amministratori hanno anche rilanciato la richiesta al ministero dell’ambiente di abbreviare quanto possibile i tempi per il procedimento istitutivo». «Naturalmente – si legge in una nota di Golatta Verde – dovranno essere trovate risorse economiche e competenze adeguate a questo importante passo per salvaguardare il patrimonio naturalistico dell’isola. A questo proposito, sarebbe opportuno utilizzare la tassa di sbarco destinandone i proventi al progetto di tutela ed a iniziative di sicurezza e sorveglianza rispetto a eventuali comportamenti dannosi per l’ambiente».
Il portavoce di Legambiente Isola di Capri, Nabil Pulita, spiega: «Abbiamo scelto di parlare di questi temi perché pensiamo che lo sviluppo sostenibile debba partire dalla tutela di tutta l’isola. Abbiamo deciso di portare Goletta Verde anche a Gradola per raccontare alcune delle buone pratiche di cui quest’isola è già
protagonista e che speriamo possano essere prontamente emulate dalle altre realtà imprenditoriali isolane. A partire dall’esperienza di un piccolo impianto di depurazione del risto-beach “il Riccio”di Gradola, fino ai progetti di educazione ambientale al territorio organizzati in tutta l’isola, vogliamo sottolineare che innovare è possibile e anche conveniente. Siamo qui oggi, proprio per cercare di stimolare un confronto e uno scambio di buone pratiche in grado di migliorare l’economia e il turismo in senso ambientale. Ci auguriamo che quest’occasione possa inaugurare una nuova stagione per l’imprenditorialità e della corretta gestione dell’isola, a partire dai buoni risultati già ottenuti nel territorio di Anacapri, uno dei comuni campani assegnatari delle 4 vele della Guida Blu»
Non a caso dopo il dibattito a bordo, Goletta Verde si è diretta alla volta della Grotta Azzurra, presso il Risto-beach “il Riccio”, dove con il patron Tonino Cacace, copresidente della Fondazione Capri, gli ambientalisti hanno discusso di green economy e della Guida Blu, menzionando esempi positivi di depurazione come quello realizzato al “Riccio”.

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