• 25/10/2014 Al Parco Regionale Capanne di Marcarolo sull’Appennino piemontese si studia il valore della biodiversità...Leggi
    25/10/2014 Dopo 8 anni la Commissione Europea ha preso la decisione di ritirare la proposta di direttiva UE sul suolo...Leggi
    25/10/2014 La perfida pericolosa abitudine di bruciare rifiuti è un fenomeno globale...Leggi
    25/10/2014 La ricetta per “sbloccare l’Italia” è una selvaggia deregulation a favore dei cementificatori...Leggi
    25/10/2014 L’allarme degli esperti: è l’uso dei disseccanti chimici ad uccidere gli ulivi...Leggi
    25/10/2014 Sono 1.476 i siti in Piemonte inseriti nell’anagrafe italiana delle aree contaminate e compromesse dal punto di vista ambientale....Leggi
    25/10/2014 Terna col suo elettrodotto vuole fagocitare 100mila mq del Parco Sud Milano, proteste di agricoltori ed ambientalisti...Leggi
    25/10/2014 Un ottimo ed esaustivo articolo spiega cosa sia l’obsolescenza programmata all’origine del consumismo...Leggi
    25/10/2014 A volte le specie alloctone invasive provocano l’accelerazione evolutiva delle specie autoctone per sopravvivere …...Leggi
    25/10/2014 Alla piena del Trebbia contribuisce anche l’invaso del Brugneto. Intaccata l’ex discarica di Ottone che ha sparso rifiuti ovunque...Leggi
    25/10/2014 Frane nel territorio del Parco dell’Antola hanno isolato diversi borghi appenninici...Leggi
    25/10/2014 I predatori sono importanti per mantenere in salute gli ecosistemi marini, la loro pesca eccessiva causa depauperamento...Leggi
    25/10/2014 I predatori sono importanti per mantenere in salute gli ecosistemi marini, la loro pesca eccessiva causa depauperamento...Leggi
    25/10/2014 Mose a Venezia, ennesima dimostrazione che le grandi opere in Italia sono ricettacolo di corruzione, malaffare e malcostume...Leggi
    25/10/2014 Rotte navali tra i ghiacci nordici. Dal Canada alla Cina lungo la via marittima di nord-ovest circa 8.000 chilometri in meno ......Leggi
    Created by wp news slider
  • News da Accademia del Monferrato
  • Provincia di Alessandria
    Fondazione CRT
  • Partnership

    • Partner USEMLAB di Torino

      Le vere cause della crisi economica internazionale e del degrado ambientale. Leggete l’esaustiva analisi storica e scientifica esposta da uno ...

    • Patria Montisferrati

      E’ nata da un paio di anni “Patria Montisferrati”, la rubrica storica di Casale News, uno dei siti di informazione ...

    • Partnership con Gevam

      Il Gruppo Gevam Onlus da oltre un anno ha variato denominazione. Il significato dell’acronimo G.E.VA.M. è divenuto “ Gruppo Ecoculturale ...

    • Partnership con la Società Storica Vercellese

      L’Accademia Ambientale del Monferrato (AAM – Gevam Onlus) in partnership con la Società Storica Vercellese (SSV) ha recentemente completato un ...

Golfo del Messico: marea nera ed acqua fredda hanno causato un’insolita mortalità nei neonati di tursiopi (Tursiops truncatus)

News

Golfo del Messico: marea nera ed acqua fredda hanno causato un’insolita mortalità nei neonati di tursiopi (Tursiops truncatus)
Fonte: Greenreport http://www.greenreport.it
Nel 2011 è stata registrata un’insolita mortalità nei neonati di tursiopi (Tursiops truncatus), del Golfo del Messico settentrionale (northern Gulf of Mexico – Ngom). Secondo quanto si legge nello studio Were Multiple Stressors a ‘Perfect Storm’ for Northern Gulf of Mexico Bottlenose Dolphins (Tursiops truncatus) in 2011?” pubblicato su PlosOne da un team di ricercatori statunitensi, la moria di cuccioli è avvenuta dopo due perturbazioni ambientali ben documentate: un’ondata di freddo nel 2010 e la marea nera provocata dall’affondamento e dall’esplosione della piattaforma petrolifera offshore Deepwater Horizon della Bp. Il team di ricercatori di università ed istituti di ricerca marina di Alabama, Mississippi e Florida scrivono che gli spiaggiamenti di delfini sono stati preceduti da «Grandi volumi di acqua dolce fredda che sono penetrati nel Ngom a causa di uno scioglimento della neve insolitamente grande sullo spartiacque adiacente, fornendo un terzo fattore di stress potenziale».
E’ possibile che questo freddo estremo e l’immissione massiccia di acqua dolce abbiano contribuito all’aumento dello spiaggiamento di tursiopi perinatali delfini lungo la costa Usa del Golfo del Messico registrata per 4 mesi a partire dal gennaio 2011. 186 tursiopi, tra i quali il 46% erano cuccioli perinatali, cioè quasi il doppio della percentuale per lo stesso periodo 2003-2010, sono stati trovati a riva in un’area che va dalla Louisiana alla Florida occidentale. Un confronto con la distribuzione della frequenza di spiaggiamenti, le temperatura e la portata dell’acqua prese da una boa di monitoraggio al largo di Mobile Bay, in Alabama (dove c’è il quarto drenaggio acqua dolce più grande negli Usa) e lungo la costa del Ngom «Ha dimostrato che gli spiaggiamenti di delfini ha raggiunto il massimo tra febbraio e marzo, dopo temperature minime registrate per 2-3 settimane. I ricercatori sottolineano che «Se le condizioni dei delfini erano già deboli a causa delle risorse alimentari esaurite, delle infezioni batteriche o di altri fattori, è plausibile che la piena primaverile abbi contribuito alla tempistica ed alla localizzazione di questo evento unico di spiaggiamento all’inizio del 2011». La moria di tursiopi si è verificato in coincidenza con elevata mortalità di altre specie costiere tra cui pesci, tartarughe marine, uccelli costieri e soprattutto i rari lamantini che soffrono molto il freddo: circa il 6% della popolazione di lamantini degli Usa è andata persa. A questi fattori di forti stress naturali si sono aggiunti a meno di un anno dal disastro della Deepwater Horizon provocato dall’uomo, la marea nera che ha colpito senza pietà i cetacei e gli altri animali, indebolendoli.
Come spiega uno degli autori dello studio, Graham Worthy del dipartimento di biologia dell’University of Central Florida, «Purtroppo è stata una “tempesta perfetta” che ha portato alla morte dei delfini. La fuoriuscita di petrolio e il freddo inverno del 2010 aveva già messo notevole stress sulle loro risorse alimentari, con una conseguente scarsa condizione fisica e depresso la risposta immunitaria. A quanto pare i grandi volumi di acqua dolce fredda proveniente dallo scioglimento della neve che hanno immesso nella Mobile Bay e nel Mississippi Sound nel 2011 sono state il colpo finale». Tuttavia, lo studio sostiene che i delfini sarebbe probabilmente sopravvissuta al flusso di acqua dolce derivante dal repentino scioglimento della neve se non fossero già stati in cattive condizioni. Questi dati, pur nella loro tristezza, sono preziosi per osservare e valutare i legami tra stress meteorologici ed ambientali e mortalità in un predatore al culmine della catena alimentare. Rimane ancora senza risposta la domanda che si fa lo studio: «Quanto è stata responsabile a fuoriuscita di petrolio del deterioramento della salute dei tursiopi?», una risposta alla quale bisogna dare una risposta rapida, soprattutto perché ormai di questi delfini in tutto il pianeta ne rimangono solo circa 600.000 esemplari, tanto che sono stati inseriti nella Lista Rossa dell’Iucn con specie “Least Concern”.

SEO Powered by Platinum SEO from Techblissonline