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    In un recente convegno, il comune di Isola Villa, seguito dalla città di Canelli e dalla Frazione di San Marzanotto di Asti, hanno informato di aver avviato la procedura di DICHIARAZIONE DI NOTEVOLE INTERESSE PUBBLICO DEL PAESAGGIO. Invitiamo tutti i sodalizi della società civile a sollecitare le amministrazioni locali e seguire questo modello "Astigiano" di conservazione paesaggistica, ai fini non solo ambientali e di fruizione turistica ma per garantire una qualità di vita soddisfacente per le future generazioni. Per informazioni vedi la sezione del sito: Iniziative-Eventi, dove trovere la relazione dei lavori del Convegno di Isola Villa e la Mozione finale. Per approfondimenti rinviamo agli amici dell'Osservatorio del Paesaggio per il Monferrato e l'Astigiano http://www.osservatoriodelpaesaggio.org
    Le vere cause della crisi economica internazionale e del degrado ambientale. Leggete l'esaustiva analisi storica e scientifica esposta da uno dei massimi esponenti europei della Scuola Economica Austriaca: l'economista spagnolo Jesus Huerta de Soto, nella sezione "Iniziative - Eventi". Un vero e proprio evento culturale per l'Italia, disponibile grazie al nostro partner USEMLAB di Torino.
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Greenpeace France ha tentato di bloccare un convoglio di scorie nucleari che doveva essere esportato in Russia per chiedere una moratoria …

News

Fonte: Greenreport http://www.greenreport.it
LIVORNO. Per tutta la notte del 25 gennaio Greenpeace France ha tentato di bloccare un convoglio di scorie nucleari che doveva essere esportato in Russia. Quattro attivisti si sono incatenati sui binari ferroviari a Cherbourg ed altri hanno poi fermato il treno carico di scorie all’altezza di Valognes alle 5,30 del mattino, alla fine Greenpaece ha piazzato verso le 8,30 un suo camion con su scritto «La Russie n’est pas une poubelle» (la Russia non è un bidone della spazzatura) sulla ferrovia a Cherbourg.
Quindi, almeno fino a ieri la Kapitan Kuroptev, la nave russa che dovrebbe trasportare le scorie in patria, non era riuscita a mettere a bordo il suo carico.
«Areva e Edf continuano ad affermare il contrario – dicono a Greenpace France – queste esportazioni sono del tutto illegali. L’argomento del così detto riciclaggio degli industriali sarebbe valido se il 100% dei fusti esportati ritornasse in Francia, sotto una forma differente ed utilizzabile. Non è questo il caso, secondo un rapporto dell’Haut Comité pour la Transparence et l’Information sur la Sécurité Nucléaire (Htisn) la maggior parte di questi materiali sono abbandonati in Russia».
Yannick Rousselet, responsabile della campagna nucleare di Greenpeace, sottolinea che «Abbiamo annunciato che faremo di tutto per imporre una moratoria sull’esportazione delle scorie nucleari verso la Russia. Bisogna che i poteri pubblici reagiscano e vietino queste esportazioni. Su questo saremo intransigenti!».
Greenpeace ha invitato i cittadini francesi a sottioscrivere on-line una lettera al ministro dell’ecologia Jean-Louis Boorlo per chiedere una moratoria. Ecco il testo:
»Signor Ministro, Lei sa senz’altro che Areva prosegue nelle sue esportazioni di materiali nucleari dal porto di Le Havre con destinazione Russia. Non solo la natura dei materiali che Areva si appresta ad inviare in Russia resta molto confusa, ma la questione del futuro di questi materiali all’attenzione della conaca da più di una decina di giorni non è stata ancora delucidata. Cosciente di questa grave mancanza di trasparenza, Lei stesso ha riunito l’Haut comité pour la transparence et l’information sur la sûreté nucléaire il 19 octobre ed ha chiesto agli industriali del nucleare l’inventario globale delle materie e dei rifiuti prodotti nel ciclo del combustibile e organizzerà delle audizioni ed un’inchiesta.
Ecco perché io le chiedo oggi di applicare il principio di precauzione e di decretare una moratoria immediata e totale sulle esportazioni dei materiali nucleari per il tempo necessario per far luce completa e per le inchieste eventualmente in corso. Questo traffico di materiali nucleari dura da più di trent’anni, queste scorie vanno e vengono nella più totale opacità. L’Haut comité sur la transparence ha ragione ad esigere la pubblicazione da parte dei gestori degli inventari e dei flussi dei materiali e scorie nucleari. In quanto responsabile politico Lei ha il diritto ed anche l’obbligo di un inventario nei confronti degli industriali che hanno così a lungo agito in assenza di controllo democratico».



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