• 30/07/2014 A volte la megalomania cementificatoria colpisce anche le piccole località e ne deturpano l’ANIMA …...Leggi
    30/07/2014 Eternit, il dramma di Casale Monferrato diventa un film...Leggi
    30/07/2014 Il Monte delle Tane nell’appenino delle 4 province in Alta Val Trebbia è stato deturpato da lavori discutibili...Leggi
    30/07/2014 Il Parco nazionale svizzero nel Canton Grigioni, compie 100 anni. Il primo parco nazionale delle Alpi ......Leggi
    30/07/2014 In Italia sono numerose le brutali pratiche nella gestione del verde pubblico, come evitarle...Leggi
    30/07/2014 La colomba migratrice è un caso eclatante di una specie numerosissima che in pochi decenni si è estinta ......Leggi
    30/07/2014 Non si cementificherà ai piedi del Monte Orfano (BS). Il Comitato locale ha vinto il ricorso al TAR...Leggi
    30/07/2014 Petizione per impedire il Commissariamento dell’Agenzia Conservatoria delle coste della Sardegna .......Leggi
    30/07/2014 Se ami il mare non trasferirti in questi Paesi, sono troppo inquinati...Leggi
    30/07/2014 Senza freni il declino delle riserve ittiche nel Mediterraneo...Leggi
    30/07/2014 Si diffonde l’uso di esche velenose per derattizzare aree urbane, ma il sistema è pericoloso per animali domestici e bambini...Leggi
    30/07/2014 L’isola di plastica individuata nell’Oceano Pacifico è solo l’1% di quella riversata in mare, dov’è finita? ...Leggi
    30/07/2014 175 sostanze chimiche con note caratteristiche di pericolosità vengono utilizzate nelle confezioni per gli alimenti...Leggi
    30/07/2014 Ambiente e salute non possono permettersi il carbone: il caso di Savona...Leggi
    30/07/2014 Continuano i dibatitti sulla discarica di Spinetta Marengo (AL) per le sue criticità ed ambiguità...Leggi
    30/07/2014 I cinghiali ormai sono i principali fruitori dei territori appenninici, il caso dell’Alta Val Trebbia...Leggi
    30/07/2014 In vista dell’EXPO Milano la Cerchia dei Navigli sarà a velocità ridotta, cioé ZONA30...Leggi
    30/07/2014 La missione di Legambiente Goletta Verde rivela le criticità dei laghi laziali dovute ad inquinamento ......Leggi
    30/07/2014 Per le scorie servono siti permanenti. In Italia abbiamo solo depositi temporanei pericolosi: Saluggia ......Leggi
    30/07/2014 Polo chimico di Spinetta Marengo, il Pubblico Ministero chiede la condanna degli otto imputati a .......Leggi
    30/07/2014 Si sospetta che anche per la rarefazione delle rondini la causa sia la stessa che per le api, i pesticidi neonicotinoidi...Leggi
    30/07/2014 Un canale transoceanico finanziato dai cinesi sarà costruito in Nicaragua sfruttando il bacino del lago omonimo...Leggi
    Created by wp news slider
  • News da Accademia del Monferrato
  • Provincia di Alessandria
    Fondazione CRT
  • Partnership

    • Partner USEMLAB di Torino

      Le vere cause della crisi economica internazionale e del degrado ambientale. Leggete l’esaustiva analisi storica e scientifica esposta da uno ...

    • Patria Montisferrati

      E’ nata da un paio di anni “Patria Montisferrati”, la rubrica storica di Casale News, uno dei siti di informazione ...

    • Partnership con Gevam

      Il Gruppo Gevam Onlus da oltre un anno ha variato denominazione. Il significato dell’acronimo G.E.VA.M. è divenuto “ Gruppo Ecoculturale ...

    • Partnership con la Società Storica Vercellese

      L’Accademia Ambientale del Monferrato (AAM – Gevam Onlus) in partnership con la Società Storica Vercellese (SSV) ha recentemente completato un ...

Il monitoraggio effettuato da Legambiente rivela che il lago più inquinato d’Italia è quello di Como, seguito dal Garda, Iseo e Maggiore. I migliori invece risultano Viverone e Bracciano

News

Il monitoraggio effettuato da Legambiente rivela che il lago più inquinato d’Italia è quello di Como, seguito dal Garda, Iseo e Maggiore. I migliori invece risultano Viverone e Bracciano
Fonte: Green Style http://www.greenstyle.it
Di Claudio Schirru
Ultima tappa per la Goletta dei Laghi di Legambiente. Giunta alla sua settima edizione, la campagna per il monitoraggio della salute delle acque lacustri italiane ha mostrato un panorama tutt’altro che confortante, con il 62,5% dei campioni analizzati risultato fuori norma. Il campionamento dei bacini d’acqua dolce ha coinvolto alcune regioni del Centro e Nord Italia, mentre per la prima volta l’iniziativa per la promozione delle acque dolci ha raggiunto le regioni Toscana, Marche, Sicilia e Calabria. A distanza di anni è di nuovo incluso nell’elenco anche l’Abruzzo.
Un passaggio, quello della Goletta dei Laghi, che ha avuto come finalità principale quella di riportare l’attenzione sugli specchi lacustri italiani. Ad affermarlo Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente, che prosegue:
Queste aree rappresentano una parte importantissima del nostro territorio, un enorme serbatoio di paesaggio, natura e biodiversità. Non solo, rappresentano infatti anche un’importantissima riserva di acqua dolce fondamentale per l’ambiente e per l’uomo, soprattutto durante i periodi di siccità, come quello che stiamo vivendo, che fanno da contraltare alle violente precipitazioni autunnali.
Per questo la tutela non solo qualitativa ma anche quantitativa dell’acqua deve diventare una priorità delle amministrazioni rivierasche e a tutti i livelli istituzionali, a partire dalla regolamentazione degli usi e dal controllo sulle eccessive captazioni.
Tra gli aspetti positivi sottolineati da Legambiente la gestione del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e dal Parco della Sila, così come la preservazione della biodiversità presente nell’area del lago di Accesa (Massa Marittima, GR). È stata al contrario assegnata una bandiera nera alla Riserva di Piani di Spagna, sul lago di Como, sulla quale grava la possibile realizzazione di nuove costruzioni.
Lago più inquinato d’Italia è risultato essere quello di Como (Lombardia), che ha presentato 10 criticità (presenza di batteri fecali) su 13 campionamenti effettuati, di queste ben 8 sono state definite “Fortemente Inquinate”. Subito dietro si posiziona il Garda (Lombardia, Trentino e Veneto), con i suoi 8 punti critici di cui 5 a forte inquinamento.
A poca distanza si posizionano i laghi Iseo (Lombardia) e Maggiore (Lombardia e Piemonte), rispettivamente con 6 e 5 punti critici, quasi tutti risultati al livello più alto di inquinamento batterico da Escherichia Coli. Giudizi negativi anche per quanto riguarda il Lugano e il Varese (Lombardia), con il 100% dei campionamenti giudicati fuori norma (3 e 2 criticità). Sono 3 gli sforamenti anche per il Bolsena (su 5 controlli), mentre 1 ciascuno per Vico, Albano e Fibreno, tutti nel Lazio.
I più virtuosi sono stati Viverone (Piemonte), Bracciano, Salto e Turano (Lazio), con nessuna infrazione registrata. Sotto accusa soprattutto i laghi del Nord, che da soli presentano ben 34 dei 40 sforamenti totali.
Come sottolinea Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente:
Il monitoraggio scientifico svolto da Legambiente mette in luce anche quest’anno le numerose criticità per quanto riguarda l’inquinamento proveniente da scarichi civili non depurati che riguardano i grandi laghi del nord Italia ma anche gli specchi d’acqua minori monitorati nel Lazio.
Una fotografia che rileva oltre il 60% dei prelievi al di sopra dei limiti di legge. Un sistema depurativo carente, che nel nostro Paese riguarda ancora un quarto della popolazione e che rischia, oltre che gravi ripercussioni ambientali, anche di farci pagare pesanti sanzioni derivanti dalle procedure d’infrazione aperte per il mancato rispetto delle direttive europee.
Buone notizie arrivano però dal partner principale della campagna di Legambiente, il Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati (COOU), che afferma di aver raccolto nel 2011 oltre il 95% del potenziale dei lubrificanti esausti, pari a circa 189.268 tonnellate. Da Antonio Mastrostefano, direttore Strategie, Comunicazione e Sistemi del COOU, un invito rivolto a tutti affinché non sottovalutino il possibile inquinamento derivato da un cattivo smaltimento degli oli usati:
Se eliminato in modo scorretto questo rifiuto pericoloso può danneggiare l’ambiente in modo gravissimo: 4 chili di olio usato, il cambio di un’auto, se versati in acqua inquinano una superficie grande come un campo di calcio. Con la nostra attività di comunicazione cerchiamo di modificare i comportamenti scorretti di chi crede che piccole quantità di olio lubrificante disperse nell’ambiente provochino poco inquinamento. Fonte: Legambiente

SEO Powered by Platinum SEO from Techblissonline