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  • News ed Eventi dell’Accademia ed in partnership

    L'Accademia Ambientale del Monferrato (AAM - Gevam Onlus) in partnership con la Società Storica Vercellese (SSV) sta attuando un microprogetto culturale che prevede la scansione di alcuni testi storici editi dalla SSV ma ormai da molti anni esauriti e quindi introvabili, inerenti importanti personaggi, istituzioni e luoghi che hanno caratterizzato e/o interagito con la storia del Monferrato. I testi digitalizzati saranno poi inseriti nel sito ufficiale della SSV e messi a disposizione degli studiosi e ricercatori di tutto il mondo. Per maggiori informazioni sulla SSV vedi nel sito la sezione Monferrato. <<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<< Il Gruppo Gevam Onlus ha avviato un progetto propedeutico per cercare di creare un Distretto Turistico Culturale Ambientale Interprovinciale del Monferrato. Per maggiori informazioni leggete l'articolo nella sezione Iniziative-Eventi. Gli sponsor sono gli stessi che hanno già sostenuto l'avviamento dell'Accademia Ambientale del Monferrato, i cui loghi sono riportati in home page <<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<< Il Gruppo Gevam Onlus ha variato denominazione. Il significato dell'acronimo G.E.VA.M. è divenuto “ Gruppo Ecoculturale per la Valorizzazione dell'Ambiente del Monferrato”. Maggiori particolari sono riportati nell'articolo pubblicato nella sezione Iniziative-Eventi <<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<< Nasce 'Patria Montisferrati', la rubrica storica di Casale News, uno dei siti di informazione on line più seguiti nel Monferrato di area casalese e non solo. La conoscenza della storia locale favorisce la tutela ambientale ... questo è il concetto guida che ha favorito la reciproca collaborazione. La rubrica sarà condotta da Claudio Martinotti Doria. Per informazioni leggete l'articolo nella sezione Iniziative ed Eventi del sito <<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<< Le vere cause della crisi economica internazionale e del degrado ambientale. Leggete l'esaustiva analisi storica e scientifica esposta da uno dei massimi esponenti europei della Scuola Economica Austriaca: l'economista spagnolo Jesus Huerta de Soto, nella sezione "Iniziative - Eventi". Un vero e proprio evento culturale per l'Italia, disponibile grazie al nostro partner USEMLAB di Torino.
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L’Undp avvia un progetto per recuperare 5 milioni di carcasse di bestiame in Mongolia, la moria è stata provocata dal freddo polare e dalle copiose nevicate

News

Fonte: Greenreport http://www.greenreport.it
LIVORNO. L’United nations development programme (Undp) sta cercando di arginare in Mongolia una catastrofe economica e umanitaria che potrebbe trasformarsi in un incubo ecologico e sanitario. Ieri l’agenzia Onu per lo sviluppo ha lanciato un progetto “cash-for-work” (denaro per lavoro) per raccogliere le carcasse di centinaia di migliaia di animali da allevamento morti a causa del gelo polare e dell’eccezionale caduta di neve. Gli animali colpiti comprendono capre, pecore, cavalli, cammelli, mucche e yak.
I mongoli sono abituati alle temperature rigide ed a condizioni difficili per allevare il loro bestiame, ma quest’anno si è presentato un fenomeno climatico estremo che localmente viene chiamato “Dzud”, un inverno glaciale e pieno di neve, con temperature arrivate a meno 50 gradi centigradi. Una vera e propria catastrofe in un Paese dove un terzo della popolazione viveva già al di sotto della sogliadi povertà, un numero che lo Dzud sembra destinato a far crescere molto.
Circa il 60% della Mongolia è sepolta sotto una coltre di neve ghiacciata che va da 20 a 40 centimetri che impediscono al bestiame di spostarsi verso le zone di pascolo per cibarsi. Sarebbero già morti almeno 2,5 milioni di animali e le loro carcasse rappresentano ora un rischio sanitario terribile, secondo l’Unpd «A contatto con la neve, questi cadaveri di animali potrebbero inquinare i suoli e favorire la propagazione di malattie e di infezioni».
Il progetto dell’Onu prevede che 60 mila pastori mongoli ricevano un salario per raccogliere ed interrare le carcasse. L’iniziativa è rivolta in particolare agli allevatori più vulnerabili che disponevano di mandrie con meno di 200 capi.
Il rappresentante dell’Undp in Mongolia, Akbar Usmani, spiega che «Il bestiame costituisce il principale mezzo di sussistenza per numerosi mongoli e molte persone hanno perso tutte le fonti di guadagno e di alimentazione».
La tragedia del bestiame non sembra ancora finita, secondo il governo di Ulan Bator e la National emergency management agency (Nama), che ha già affrontato il devastante Dzud del 2001, entro la fine del lungo inverno mongolo, che dura fino a giugno, moriranno altri 3 milioni di animali. Per raccogliere le carcasse di almeno 5 milioni di animali il governo chiede 4 milioni di dollari, l’Unpd ne ha già stanziati 300.000 e continua a fornire risorse supplementari con l’aiuto di altre agenzie Onu. Secondo Usmani «Mentre i bisogni urgenti di cibo, ripari riscaldati e cure sanitarie devono esser regolamentate questo approccio ha il merito di evitare la diffusione di malattie ed anche di permettere alle famiglie di nutrirsi durante l’inverno».
In Mongolia, a causa dei cambiamenti climatici e dell’espansione dell’estrazione mineraria, le aree a pascolo sono in forte regressione, ma nel contempo aumenta il bestiame privato. La Nama spiega che «Questa combinazione sta esercitando una pressione crescente sulle scarse terre pastorali. Pochi pastori hanno competenze alternative o accesso alla formazione per acquisire nuove competenze. L’ Early recovery plan si baserà su soluzioni a lungo termine per migliorare la gestione dei pascoli, fornire mezzi di sussistenza alternativi agli allevatori e rafforzare la prevenzione delle calamità nel Paese».

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