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  • News ed Eventi dell’Accademia ed in partnership

    L'Accademia Ambientale del Monferrato (AAM - Gevam Onlus) in partnership con la Società Storica Vercellese (SSV) sta attuando un microprogetto culturale che prevede la scansione di alcuni testi storici editi dalla SSV ma ormai da molti anni esauriti e quindi introvabili, inerenti importanti personaggi, istituzioni e luoghi che hanno caratterizzato e/o interagito con la storia del Monferrato. I testi digitalizzati saranno poi inseriti nel sito ufficiale della SSV e messi a disposizione degli studiosi e ricercatori di tutto il mondo. Per maggiori informazioni sulla SSV vedi nel sito la sezione Monferrato. <<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<< Il Gruppo Gevam Onlus ha avviato un progetto propedeutico per cercare di creare un Distretto Turistico Culturale Ambientale Interprovinciale del Monferrato. Per maggiori informazioni leggete l'articolo nella sezione Iniziative-Eventi. Gli sponsor sono gli stessi che hanno già sostenuto l'avviamento dell'Accademia Ambientale del Monferrato, i cui loghi sono riportati in home page <<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<< Il Gruppo Gevam Onlus ha variato denominazione. Il significato dell'acronimo G.E.VA.M. è divenuto “ Gruppo Ecoculturale per la Valorizzazione dell'Ambiente del Monferrato”. Maggiori particolari sono riportati nell'articolo pubblicato nella sezione Iniziative-Eventi <<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<< Nasce 'Patria Montisferrati', la rubrica storica di Casale News, uno dei siti di informazione on line più seguiti nel Monferrato di area casalese e non solo. La conoscenza della storia locale favorisce la tutela ambientale ... questo è il concetto guida che ha favorito la reciproca collaborazione. La rubrica sarà condotta da Claudio Martinotti Doria. Per informazioni leggete l'articolo nella sezione Iniziative ed Eventi del sito <<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<< Le vere cause della crisi economica internazionale e del degrado ambientale. Leggete l'esaustiva analisi storica e scientifica esposta da uno dei massimi esponenti europei della Scuola Economica Austriaca: l'economista spagnolo Jesus Huerta de Soto, nella sezione "Iniziative - Eventi". Un vero e proprio evento culturale per l'Italia, disponibile grazie al nostro partner USEMLAB di Torino.
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La denuncia in un rapporto di Greenpeace rivela che in Italia il tonno venduto deriva da tecniche di pesca dannose …

News

Fonte: Galileo, GIORNALE DI SCIENZA E PROBLEMI GLOBALI http://www.galileonet.it
La maggior parte delle aziende italiane non ha precisi criteri per garantire che il tonno venduto in scatola derivi da una pesca sostenibile. La denuncia in un rapporto di Greenpeace
La maggior parte del tonno in scatola italiano non è sostenibile: per pescarlo vengono utilizzate tecniche dannose per l’intero ecosistema marino. Lo rivela il rapporto “Tonno in trappola” sulla sostenibilità del settore del tonno in scatola realizzato da Greenpeace. Nella classifica “Rompiscatole” stilata dall’associazione ambientalista, su 14 aziende ben 11 non hanno precisi criteri per garantire che il proprio tonno non derivi da una pesca che danneggia l’ambiente.
Il tonno è la conserva ittica più venduta in Italia e nel mondo con un volume d’affari intorno ai 19,3 miliardi di euro l’anno, ma sono pochi i consumatori consapevoli di quello che c’è nelle scatolette.
Per pescare questo pesce si usano spesso metodi distruttivi come i palamiti e le reti a circuizione con sistemi di aggregazione per pesci (o FAD), che sono responsabili della cattura accidentale di un’ampia varietà di altre specie, tra cui tartarughe e squali, e di molti esemplari immaturi di tonno . Per ogni mille tonnellate di tonno pinna gialla pescato con FAD in tre anni, circa 111mila esemplari di altre specie animali, tra cui squali, mante, marlin e tartarughe marine, sono catturati dai pescatori. E proprio il pinna gialla, il più consumato in Italia, è sottoposto a un’intensa pesca che ne sta minacciando gli stock. “In Italia si consumano più di 140mila tonnellate di tonno in scatola all’anno”, spiega Giorgia Monti, responsabile della campagna Mare di Greenpeace. “Ma non esiste sul mercato un marchio realmente sostenibile. È ora che distributori e produttori si assumano la responsabilità degli impatti ambientali causati dalla pesca del tonno che vendono e che prendano impegni precisi per evitarli”.
Per questo Greenpeace ha effettuato un’indagine sulla sostenibilità delle 14 aziende che insieme coprono più dell’80 per cento del nostro mercato. La maglia nera va a due dei marchi più venduti in Italia, Tonno MareAperto Star e Consorcio, per la loro assoluta mancanza di trasparenza. Un punteggio di 0,7 a Nostromo che fornisce ben poche informazioni sulla provenienza del tonno utilizzato. Va meglio a Riomare che però, pur presentando informazioni precise sull’origine dei propri prodotti, si trova comunque in basso non avendo adottato precisi criteri di sostenibilità nella scelta del tonno utilizzato. In cima alla classifica, invece, ci sono Coop, ASdoMar e Mare Blu, le uniche ad avere una regolamentazione per l’approvvigionamento sostenibile. ASdoMar, inoltre, è uno dei pochi che, in metà dei propri prodotti, utilizza il tonnetto striato, specie considerata in buono stato e pescata con metodi sostenibili (lenza e amo).
“Le decisioni dei produttori di tonno in scatola e della grande distribuzione organizzata possono davvero trasformare il mercato. La soluzione esiste, e prima che anche gli stock di tonno tropicale vengano totalmente compromessi – come è successo per il tonno rosso del Mediterraneo – bisogna eliminare gli attrezzi pericolosi, ridurre lo sforzo di pesca e tutelare con riserve marine le aree più importanti per queste specie” conclude Giorgia Monti. Cosa possono fare le aziende e i supermercati? Il rapporto di Greenpeace è chiaro: adottare regole chiare per l’approvvigionamento sostenibile del tonno; garantire la completa tracciabilità dei propri prodotti; smettere di comprare tonno catturato con pratiche non sostenibili e tonno di specie in declino e assicurare trasparenza ai consumatori fornendo sull’etichetta precise informazioni riguardo al tonno utilizzato nelle scatolette. (r.p.)
Fonte: GreenPeace Rapporto “Tonno in trappola”

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