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    In un recente convegno, il comune di Isola Villa, seguito dalla città di Canelli e dalla Frazione di San Marzanotto di Asti, hanno informato di aver avviato la procedura di DICHIARAZIONE DI NOTEVOLE INTERESSE PUBBLICO DEL PAESAGGIO. Invitiamo tutti i sodalizi della società civile a sollecitare le amministrazioni locali e seguire questo modello "Astigiano" di conservazione paesaggistica, ai fini non solo ambientali e di fruizione turistica ma per garantire una qualità di vita soddisfacente per le future generazioni. Per informazioni vedi la sezione del sito: Iniziative-Eventi, dove trovere la relazione dei lavori del Convegno di Isola Villa e la Mozione finale. Per approfondimenti rinviamo agli amici dell'Osservatorio del Paesaggio per il Monferrato e l'Astigiano http://www.osservatoriodelpaesaggio.org
    Le vere cause della crisi economica internazionale e del degrado ambientale. Leggete l'esaustiva analisi storica e scientifica esposta da uno dei massimi esponenti europei della Scuola Economica Austriaca: l'economista spagnolo Jesus Huerta de Soto, nella sezione "Iniziative - Eventi". Un vero e proprio evento culturale per l'Italia, disponibile grazie al nostro partner USEMLAB di Torino.
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La ‘ndrangheta ha messo le mani nella gestione dei rifiuti delle centrali nucleari?

News

Fonte: http://www.qualenergia.it/index.php
“Lo Stato ha affidato alla ‘ndrangheta lo smantellamento delle centrali”, denuncia il giornalista d’inchiesta Gianni Lannes che a Caorso avrebbe fotografato i camion di una ditta ’sospetta’ caricare le scorie e poi imbarcarle su navi. Una storia che diversi importanti giornali non avrebbero voluto pubblicare e che, se confermata, mostrerebbe un pericolo in più nella gestione delle scorie.
“Sono stato a Caorso e che cosa ho scoperto? Che lo Stato italiano, il governo Berlusconi, ha affidato lo smantellamento delle centrali nucleari alla ‘ndrangheta, ad una delle più potenti e pericolose “‘ndrine”, tramite una società che si chiama Ecoge e ha sede a Genova. (…) ho fotografato i camion della ‘ndrangheta, della società Ecoge, che caricavano i rifiuti nucleari all’interno dei container, container trasportati a Genova. E li ho seguiti … e poi a La Spezia …in attesa di navi da affondare! E questo adesso! Ora! Non 20 anni fa!”
Fa rabbrividire la denuncia, urlata lo scorso 12 dicembre a Palermo dal palco di “Verso l’alba di una nuova resistenza” (happening dell’attivismo anti-mafia) da Gianni Lannes, giornalista d’inchiesta specializzato in ecomafie (e per questo già vittima di intimidazioni e attentati), già collaboratore de La Stampa e Repubblica e direttore di Italia Terra Nostra. Una denuncia caduta nel silenzio: “il mio giornale, ‘La Stampa’, mi ha impedito di scriverne – accusa Lannes nel suo intervento – e nessun giornale italiano ha preso in considerazione questa situazione: mi hanno sbattuto la porta in faccia tutti, da ‘La Repubblica’ dove ho lavorato per anni al ‘Corriere della Sera’ a ‘L’Epresso’ “.
Nel suo discorso (qui il video) Lannes descrive un sistema di smaltimento illegale basato sulle “navi dei veleni” che va avanti da decenni con connivenze e responsabilità ai massimi piani della politica e dell’industria: “alla fine di gennaio (ndr, 2010) vi dimostreremo – documenti e prove alla mano – che nei mari italiani dal 1974 sono state affondate tantissime navi. Industriali europei hanno questa responsabilità, e anche quelli italiani: la Montedison, l’ENI, l’ENEL, soltanto per restare in Italia. E poi i rifiuti nucleari: hanno utilizzato le mafie, hanno utilizzato le ‘ndrine per affondare le navi, lo Stato ha fatto questo! I governi – vero Andreotti? altro che organico alla mafia – hanno dato le direttive”.
Storie complicate e ancora oscure su cui non è facile fare luce. Ad esempio, Ecoge – la società della famiglia calabrese dei Mamione – che secondo la denuncia sarebbe legata alla’ndrangheta e starebbe smaltendo illegalmente le scorie di Caorso, è da tempo al centro delle attenzioni di investigatori e associazioni per la difesa della legalità (si veda il dossier della Casa della legalità e la cultura e questo articolo da La Repubblica di Genova). Tuttavia, nonostante varie denunce per reati ambientali, ancora mancano sentenze che individuino eventuali responsabilità penali. Al telefono con Qualenergia.it l’azienda non commenta.
Sogin, la società che gestisce il decomissioning dell’impianto di Caorso, interpellata, invece esclude che il giornalista sia entrato nell’impianto come sostiene. Quanto ai rapporti con Ecoge si sarebbero conclusi da febbraio 2009: la società aveva vinto una gara per l’acquisto di rottami metallici (“principalmente da tondini di armatura derivanti dalla demolizione delle torri di raffreddamento”) ma il contratto è stato poi scisso per mancato rispetto delle condizioni da parte della ditta dei Mamione.
Quello che sta veramente succedendo a Caorso lo si saprà con certezza solo quando sarà già accaduto? Se non le sentenze di tribunale si attende con ansia di leggere l’inchiesta di Lannes. Intanto l’unica cosa sicura è che, in un paese come il nostro in cui le mafie hanno dimostrato di gestire una quota rilevante del settore dei rifiuti pericolosi, lo smaltimento delle scorie nucleari e il decommissioning delle centrali, già problematico in sé, potrebbe essere ancora più rischioso. GM



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