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Pesticidi negli USA: mele, pesche noci, sedani e peperoni i più a rischio di contenere residui dei veleni usati in agricoltura, I consumatori si orientano sempre più verso il settore biologico

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Pesticidi negli USA: mele, pesche noci, sedani e peperoni i più a rischio di contenere residui dei veleni usati in agricoltura, I consumatori si orientano sempre più verso il settore biologico
Fonte: Green Style http://www.greenstyle.it
di Claudio Schirru
Mele, sedani e peperoni gli alimenti più ricchi di pesticidi. Secondo la speciale classifica “Shopper’s Guide to Pesticides in Produce” realizzata dalla statunitense Environmental Working Group. Sotto esame 45 prodotti ortofrutticoli, divisi in alcuni casi tra provenienza nazionale e d’importazione, per un totale di 60.700 campioni analizzati dal Dipartimento per l’Agricoltura USA.
Le analisi sul contenuto di pesticidi, sottolineano i ricercatori, sono state condotte su alimenti lavati e qualora necessario sbucciati. Non un rilevamento sul prodotto “all’origine”, ma nelle condizioni in cui verosimilmente verrebbe consumato dai cittadini americani. Risultate positive nel 98% dei casi le mele, che tuttavia non sono al vertice di questa speciale classifica: le pesche noci (d’importazione) hanno registrato la presenza di pesticidi nel 100% dei campioni analizzati.
Ad occupare le prime dieci posizioni della classifica relativa ai livelli più alti di presenza dei pesticidi troviamo mele, sedani e peperoni, seguite poi da pesche, fragole, pesche noci (d’importazione), uva, spinaci, lattuga e cetrioli. Dodicesimo posto per le patate e ventunesima posizione per le carote. Ottimo risultato invece per le cipolle, che in questa poco invidiabile lista ottengono l’ultimo piazzamento.
Classifica che aiuta l’orientamento dei consumatori USA secondo Ken Cook, presidente della EWG, che sottolinea come la crescita dei mercati di produttori biologici dimostri il sempre maggiore interesse dei cittadini per il cibo salutare:
La forte crescita dei mercati riservati a prodotti biologici negli ultimi anni testimonia un fatto che le compagnie produttrici di pesticidi e i coltivatori che ne fanno uso sembrano non capire: alle persone non piace mangiare cibo contaminato dai pesticidi. Fonte: Environmental Work Group

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