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  • News ed Eventi dell’Accademia ed in partnership

    L'Accademia Ambientale del Monferrato (AAM - Gevam Onlus) in partnership con la Società Storica Vercellese (SSV) sta attuando un microprogetto culturale che prevede la scansione di alcuni testi storici editi dalla SSV ma ormai da molti anni esauriti e quindi introvabili, inerenti importanti personaggi, istituzioni e luoghi che hanno caratterizzato e/o interagito con la storia del Monferrato. I testi digitalizzati saranno poi inseriti nel sito ufficiale della SSV e messi a disposizione degli studiosi e ricercatori di tutto il mondo. Per maggiori informazioni sulla SSV vedi nel sito la sezione Monferrato. <<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<< Il Gruppo Gevam Onlus ha avviato un progetto propedeutico per cercare di creare un Distretto Turistico Culturale Ambientale Interprovinciale del Monferrato. Per maggiori informazioni leggete l'articolo nella sezione Iniziative-Eventi. Gli sponsor sono gli stessi che hanno già sostenuto l'avviamento dell'Accademia Ambientale del Monferrato, i cui loghi sono riportati in home page <<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<< Il Gruppo Gevam Onlus ha variato denominazione. Il significato dell'acronimo G.E.VA.M. è divenuto “ Gruppo Ecoculturale per la Valorizzazione dell'Ambiente del Monferrato”. Maggiori particolari sono riportati nell'articolo pubblicato nella sezione Iniziative-Eventi <<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<< Nasce 'Patria Montisferrati', la rubrica storica di Casale News, uno dei siti di informazione on line più seguiti nel Monferrato di area casalese e non solo. La conoscenza della storia locale favorisce la tutela ambientale ... questo è il concetto guida che ha favorito la reciproca collaborazione. La rubrica sarà condotta da Claudio Martinotti Doria. Per informazioni leggete l'articolo nella sezione Iniziative ed Eventi del sito <<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<< Le vere cause della crisi economica internazionale e del degrado ambientale. Leggete l'esaustiva analisi storica e scientifica esposta da uno dei massimi esponenti europei della Scuola Economica Austriaca: l'economista spagnolo Jesus Huerta de Soto, nella sezione "Iniziative - Eventi". Un vero e proprio evento culturale per l'Italia, disponibile grazie al nostro partner USEMLAB di Torino.
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Piemonte, 39 lupi morti in 11 anni. Se la stima alcuni anni fa era di 500 unità in tutta Italia e se le proporzioni di mortalità sono le stesse del Piemonte …

News

Fonte: Montagna.it, Il portale della montagna italiana http://www.montagna.org   http://www.montagna.tv
TORINO — Dal 1999 ad oggi sono morti 39 esemplari di lupo sulle montagne piemontesi. Il recupero dell’ultima carcassa risale al 14 gennaio scorso nel Parco naturale Orsiera Rocciavrè, in Valle di Susa. Secondo quanto riferisce la Regione, la maggior parte delle morti sarebbe da ricondurre agli investimenti da treno e auto, e al bracconaggio. Quest’ultima la causa principale dell’aumento della mortalità nell’ultimo anno
Sebbene negli ultimi anni la popolazione dei lupi sulle Alpi piemontesi sia in lento ma graduale aumento, l’inverno 2008-2009 ha portato a una diminuzione del numero totale di esemplari. La maggior parte dei decessi si verificherebbe in Valle di Susa, una delle vallate più abitate dagli uomini. L’alto livello di popolamento umano infatti, sarebbe collegato alle morti degli animali.
Tra le cause di morte dei lupi spiccano gli investimenti da treni e da automobili, oltre che il bracconaggio, quest’ultimo responsabile dell’aumento della mortalità nell’ultimo anno. Quattordici in totale i decessi solo in Val di Susa, su 39 complessivi dal 1999 ad oggi in Piemonte, per lo più cuccioli inferiori all’anno di età.
L’ultima carcassa è stata recuperata lo scorso 14 gennaio 2010 dai guardiaparco del Parco naturale Orsiera Rocciavrè, in collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato e con gli agenti del Servizio Tutela Flora e Fauna della Provincia di Torino. Il lupo, maschio adulto, probabilmente il dominante del branco dell’Orsiera composto da 2-3 esemplari, è stato travolto da un’auto lungo la Strada Statale 24 nel Comune di San Giorio in Valle di Susa.
Ai fini di risolvere il problema, è stato avviato uno studio condotto nell’ambito del Progetto Lupo Piemonte sui sottopassi e sui possibili corridoi. Tale soluzione dovrebbe essere la base per la realizzazione di strutture di mitigazione, che potrebbero diminuire i casi di investimento di fauna selvatica pericolosi anche per gli automobilisti.
Diversa la questione sul fronte del bracconaggio. La caccia illegale avviene principalmente per avvelenamento e può avere effetti importanti anche sulle dinamiche della popolazione alpina e sulla conservazione del lupo. L’avvelenamento danneggia infatti gravemente molte altre specie, tra cui i piccoli carnivori e i rapaci, e può colpire anche i cani di privati.
Il lupo è specie protetta a livello nazionale (Legge 157/92), comunitario (Convenzione di Berna, Direttiva Habitat 92/43 CE) e mondiale (C.I.T.E.S., I.U.C.N Redlist). Il predatore è oggi parte integrante dell’ecosistema alpino, tanto che l’Unione Europea e il Ministero dell’Ambiente Italiano hanno definito una politica comune volta all’instaurazione di un regime di coesistenza tra l’animale e le attività economiche. Valentina d’Angella

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