Imperia. Ritrovato un centro abitato di età romana chiamato Costa Balenae, porto dell’importante “ oppidum”* di Tabia, l’odierna Taggia. Tutte le scoperte ruotano attorno al ritrovamento delle fondamenta di un antica pieve paleocristiana, forse uno dei primi insediamenti cristiani dell’epoca romana …
Fonte: Agenfax http://www.agenfax.it
IMPERIA: “COSTA BALENAE” IL CENTRO ABITATO DI ETÀ ROMANA
(se. bag. 12/5) – Sul cosiddetto Capo Don, cioè la punta che, in provincia di Imperia, separa la pianura del torrente Argentina dal litorale di Riva Ligure già da svariati decenni si sapeva esistesse un’importante centro abitato di età romana chiamato Costa Balenae la cui economia molto probabilmente si reggeva sul commercio, essendo questo centro urbano il porto dell’importante “ oppidum” di Tabia, l’odierna Taggia.
Nel corso dei decenni le sporadiche campagne di scavi archeologici qui realizzate, che purtroppo hanno proceduto a singhiozzo causa la cronica mancanza di fondi, hanno riportato alla luce interi isolati di età imperiale, una necropoli ed ora addirittura una villa patrizia, attorno alla quale probabilmente si sviluppò l’abitato, con annessa la tomba di un quadrupede o, più verosimilmente, di un adolescente assai ricco.
Tutte le scoperte, anche le più recenti come la villa patrizia, però ruotano attorno al ritrovamento delle fondamenta di un antica pieve paleocristiana, probabilmente risalente al III°- IV° secolo dopo Cristo, e del suo fonte battesimale ad immersione, probabilmente più antico anche di quello che si trova presso il battistero di Albenga, dalla forma ottagonale ed ancora perfettamente conservato.
L’esistenza infatti di una pieve cristiana, unico luogo di culto in cui si poteva battezzare ( allora il battesimo veniva generalmente impartito in età adulta), testimonia infatti l’importanza del luogo che, pur non essendo un “ municipium”, tuttavia racchiudeva entro il suo perimetro un edificio che non tutti i centri abitati all’epoca possedevano.
Ciò dimostra, come sottolinea l’archeologo Luigi Gambaro della Sovrintendenza ai beni archeologici per la Liguria, che a “ Costa Balenae” la nuova religione cristiana, fiorita in Medio Oriente e portata a Roma dai Santissimi Pietro e Paolo, giunse molto prima che altrove, forse proprio a causa della presenza di un porto frequentato meta di scambi commerciali con l’Oriente. Se si ravvisò in questo luogo, in secoli in cui il Cristianesimo non si era ancora massicciamente introdotto nelle terre della periferia occidentale della penisola italica, la necessità di costruire un importante luogo di culto con fonte battesimale, è il ragionamento degli archeologi, voleva pur dire che parecchi erano qui i seguaci di Cristo.
Altro le testimonianze storiche ed archeologiche finora riportate alla luce non ci dicono ma sicuramente l’auspicio di tutti è che attorno alla villa, che forse custodisce ancora preziosi mosaici, ed alla pieve paleocristiana continuino gli scavi e che gli enti preposti finanzino il recupero dell’antica Costa Balenae. Già nell’ottocento i lavori della nuova via Aurelia, l’Aurelia Scauri romana forse correva poco a monte, distrussero preziose testimonianze della cittadina imperiale, ora pare giunto il momento di restituire alla fruibilità generale questo importante sito archeologico affinché divenga pure una della principali attrattive turistiche di una terra ove il binomio sole e mare non basta più a creare posti di lavoro e benessere economico.
* “L’Oppidum” era un centro abitato fortificato, superiore per dimensioni ed importanza al vicus (villaggio) ma inferiori alla civitas (città)
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