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Sequestrata dal CFS un’azienda italiana che alleva cani per la vivisezione

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Sequestrata dal CFS un’azienda italiana che alleva cani per la vivisezione
Fonte: Aduc, Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori http://www.aduc.it
Il Corpo forestale dello Stato ha sequestrato di “Green Hill”, la nota azienda situata a Montichiari in provincia di Brescia, che alleva cani beagle per i laboratori di vivisezione.
Alle operazioni di ispezione e sequestro della struttura, disposte dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Brescia, partecipano circa 30 forestali appartenenti ai Comandi provinciali di Brescia, Bergamo e al Nucleo Investigativo per i Reati in danno agli Animali (NIRDA). Presente anche personale della Questura di Brescia.
Tre persone sono indagate in concorso fra loro per il reato di maltrattamento di animali (art.544 ter cp) nell’ambito dell’inchiesta che ha portato al sequestro dei cuccioli di Beagle alla “Green Hill”, nota azienda di Montichiari (Brescia) che alleva questa razza per i laboratori di vivisezione. Lo rende noto il Corpo Forestale dello Stato che precisa che le operazioni di sequestro “sono ancora in corso e andranno avanti per molte ore”. Non si conosce al momento l’entita’ numerica dei cani presenti in quanto la struttura e’ molto vasta. “I cuccioli di beagle – sottolinea ancora il Corpo Forestale – non potranno comunque uscire dall’azienda. I rappresentanti della Green Hill sono stati nominati custodi giudiziari assieme al sindaco della cittadina lombarda e alla locale Asl. Essi avranno l’obbligo di cura e alimentazione degli animali”. Green Hill 2001 e’ uno stabilimento allevatore di cani situato a Montichiari (Brescia) che alleva beagle destinati ai laboratori di tutta Europa.
Il numero di animali presenti all’interno dello stabulario e’ di circa 2.700 tra fattrici e cuccioli. La struttura e’ composta da 5 capannoni nei quali, secondo la Lega Antivivisezione (Lav) “le condizioni di mantenimento degli animali non soddisfano le necessita’ etologiche e fisiche degli animali”. “I beagle” denuncia la Lav, “vengono allevati in massa e cresciuti senza vedere la luce del sole o poter passeggiare all’aria aperta, mantenuti all’interno di gabbie di dimensioni esigue, dalle quali escono solo al momento di essere trasferiti presso la loro destinazione finale: il laboratorio. Da alcuni anni Green Hill e’ di proprieta’ di un’azienda americana, la Marshall Farm Inc, il piu’ grande “produttore” di cani da laboratorio ed e’ l’ultimo stabilimento allevatore di cani da sperimentazione in Italia. Il beagle continua ad essere la razza di cani piu’ utilizzata a fini scientifici. Secondo la Lega antivivisezione la scelta non e’ stata fatta per affinita’ genetica, anatomica e fisiologia, ma per la taglia, la lunghezza del pelo (per iniezioni e prelievi), resistenza cardiaca, temperamento docile e capacita’ di vivere in gruppo, in modo da essere facilmente stabulato e costare meno.
La legge italiana limita fortemente l’utilizzo di cani, ma nonostante il vincolo dell’autorizzazione specifica, sono ancora tantissimi gli stabulari che utilizzano questa specie. In Italia, circa 1.200 cani all’anno (statistiche G.U.53) vengono sottoposti a test tossicologici, prove per farmaci e per la produzione di apparecchiature.
La sperimentazione animale, secondo la Lav, coinvolge circa 150 milioni di animali ogni anno, allevati per fini scientifici in base alla direttiva europea 2010/63UE e al decreto nazionale vigente 116/92. Non esiste limite alle specie che possono essere impiegate nelle procedure: cani, gatti, scimmie, animali in via d’estinzione e selvatici, anche se quelle piu’ rappresentate continuano ad essere topi e ratti visto il loro basso costo, facile manipolazione e alta prolificita’. Le applicazioni su questa specie sono moltissime; studi di tossicita’ per le sostanze industriali, tossicita’ per le sostanze d’abuso, come alcol e stupefacenti; trapianto di organi e tessuti; cancro; test bellici; ricerca di base in qualsiasi settore.

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