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TAV. Un pool europeo di specialisti del settore dei trasporti e professori universitari scrive a Monti: «Occorre fermare la TAV, troppi debiti e conti a rischio».

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TAV. Un pool europeo di specialisti del settore dei trasporti e professori universitari scrive a Monti: «Occorre fermare la TAV, troppi debiti e conti a rischio».
Fonte: http://www.notavterzovalico.info
I cantieri della Tav potrebbero portare l’indebitamento fuori controllo. È stato questo l’allarme lanciato il 22 maggio da un pool europeo formato da specialisti del settore dei trasporti e professori universitari, tra i quali il critico Alberto Asor Rosa e l’ex direttore della Normale di Pisa Salvatore Settis.
ITALIA A RISCHIO SPECULAZIONE. Un «think tank» che ha inviato al presidente del Consiglio Mario Monti ed al commissario alla spending review Enrico Bondi un documento che invita l’Italia a «fermare i progetti ferroviari ‘alta velocita’ a Firenze e in Val di Susa», perché come «grandi opere» producono «un notevole aumento del debito pubblico» e renderebbero ancora di più «l’Italia bersaglio della speculazione internazionale».
Una richiesta giustificata non solo dall’impatto «devastante» che i due progetti avrebbero sul capoluogo toscano e sulla Val di Susa, ma anche dalla «situazione delle finanze dello Stato italiano», che ne «sconsiglia la realizzazione».
FORTE INDEBITAMENTO PUBBLICO. Nonostante questo, hanno sottolineato a Monti gli autori del documento, «in un periodo in cui i mercati finanziari si concentrano sul debito pubblico di Stati come Spagna, Portogallo, Italia, il suo governo sostiene con forza le grandi opere, che, qualora venissero perseguite, produrrebbero un ulteriore e notevole aumento del debito pubblico».
LA TAV MANDEREBBE IN ROSSO I CONTI FS. «Segnaliamo», è stato scritto ancora nella lettera, «che la Troika (commissione Ue, Bce, Fmi), ha incluso espressamente il debito delle società statali, come sono le Ferrovie dello Stato, nel debito complessivo della Grecia. Gli investimenti nei progetti di Av in Italia aumenterebbero di molti miliardi il debito di Fs e di Rfi. Dunque l’Italia potrebbe diventare il bersaglio della speculazione internazionale».
SPAGNA E GRECIA HANNO RINUNCIATO. Il gruppo di esperti europei nella lettera al presidente Mario Monti ha ricordato anche come, «a causa della crisi finanziaria», sia il Portogallo sia la Spagna abbiano deciso di abbandonare quattro grandi progetti, dei quali tre relativi all’altà velocità: «in Portogallo la tratta da Porto per Vigo (Spagna) e la connessione Lisbona Madrid. In Spagna il mantenimento del servizio della tratta Av già costruita Toledo-Cuenca-Albacete».
Il documento è stato sottoscritto, oltre che Asor Rosa e Settis, anche dai professori Hermann Knoflacher del politecnico di Vienna, Heiner Monheim del’università di Treviri, Rolf Monheim dell’università di Bayreuth.
PUNTARE SU TRASPORTI SOSTENIBILI. Il testo è stato presentato il 22 maggio a Firenze, nell’ambito di un incontro organizzato dai locali comitati anti Tav al quale ha preso parte lo stesso Asor Rosa insieme ad alcuni dei docenti stranieri. «La realizzazione della Tav è un’opera perversa, oltre che diseconomica», ha detto il critico, «e la lettera ‘europea’ che presentiamo oggi (il 22 maggio) testimonia che chi vi si oppone non lo fa per interessi squisitamente localistici, ma perché crede in un modo diverso, più umano, democratico e sostenibile di concepire i trasporti e gli interventi infrastrutturali».
PROGETTO DI FIRENZE IRRESPONSABILE. Oltre alla lettera inviata a Monti, durante l’incontro il think tank ha presentato una seconda lettera, inviata in questo caso agli amministratori locali toscani (il presidente della Regione Enrico Rossi, il sindaco di Firenze Matteo Renzi, il presidente della Provincia di Firenze Andrea Barducci).
Nella missiva, il programma di costruzione del tunnel Av sotto il capoluogo toscano è definito «irresponsabile», «eccessivamente costoso» e «portatore di danni all’assetto idrogeologico del territorio», mentre viene consigliata l’adozione del progetto della Tav di superficie realizzato alcuni fa nell’ateneo fiorentino.

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