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Trivelle, se 12 miglia dalla costa non bastano: il governo dice no a Confindustria che vorrebbe la fascia di rispetto di soli 5 miglia

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Trivelle, se 12 miglia dalla costa non bastano: il governo dice no a Confindustria che vorrebbe la fascia di rispetto di soli 5 miglia
Fonte: Agenzia di Stampa DIRE (Ambiente) , http://www.dire.it/DIRE-AMBIENTE-/dire_ambiente.php?m=11&l=it
Gli industriali vorrebbero portare il divieto per le trivellazioni in mare a sole 5 miglia dalla costa
ROMA – Il governo dovrebbe “correggere il decreto legislativo 2010″, il cosiddetto ‘correttivo ambientale’ che ha portato la fascia di rispetto che impedisce lo sfruttamento di idrocarburi in mare e relative trivellazioni attorno ad isole e coste da 5 a 12 miglia. Cosi’ facendo si libererebbero investimenti per oltre 3 miliardi per i prossimi 5-10 anni. Lo dice Aurelio Regina, vicepresidente di Confindustria con delega allo Sviluppo economico nel suo intervento all’assemblea dell’Unione petrolifera. Il governo, pero’, con il dl sviluppo ha sostanzialemtne confermato la fascia di rispetto di 12 miglia.
“Si deve correggere il decreto legislativo 2012 con la riduzione della fascia di rispetto di 12 miglia- spiega Regina- si avrebbe un vantaggio per gli investimenti, liberandone nei prossimi 5-10 anni un volume di oltre 3 miliardi”. “C’e’ da fare nel campo della esplorazione e produzione di gas naturale- spiega Aurelio Regina, vicepresidente di Confindustria con delega allo Sviluppo economico- le priorita’ sono indubbiamente quelle di razionalizzare i tempi di ottenimento delle autorizzazioni dei progeti, in modo da essere rimessi velocemente in linea con gli standard internazionali”.
Da questo punto di vista “mi permetto di sottolineare come il tema della sburocratizzazione sia essenziale non solo per quest’industria ma per l’intera industria italiana- sottolinea Regina- che oggi si vede oppressa da meccanismi che ne frenano gli investimenti e la certezza di questi investimenti, soprattutto per quel che riguarda quelli esteri”. Tornando al settore deglla esplorazione e produzione di idrocarburi “abbiamo bisogno di correggere il decreto legislativo 2010 con la riduzione della fascia di divieto delle 12 miglia- conclude Regina- cio’ rappresenterebbe un vantaggio per i progetti di ricerca e libererebbe investimenti stimati nei prossimi 5-10 anni di oltre 3 miliardi”.
MA IL GOVERNO NON DEROGA – “E’ confermata la fascia di rispetto di 12 miglia” entro la quale resta il divieto di operare lo sfruttamento in mare delle risorse di idrocarburi italiane. Lo chiarisce Claudio De Vincenti, sottosegretario allo Sviluppo economico con delega all’Energia. Per quanto riguarda la possibilita’ di poter operare nel limite precedente al correttivo ambientale deciso nel 2010 dopo il disastro del Golfo del Messico, De Vincenti spiega che non ci sara’ una apertura a tutele inferiori. Infatti, spiega “stiamo solo sanando una incertezza normativa relativa a concessioni di masse bloccate essendo state presentate prima del correttivo”. Cio’, pero’, non significa un ‘via libera’ perche’ “c’e’ la valutazione di impatto ambientale” sottolinea il sottosegretario, e “l’attenzione all’aspetto ambientale sara’ fondamentale”.
“Abbiamo confermato la fascia delle 12 miglia” marine entro le quali non si puo’ trivellare, precisa Claudio De Vincenti, sottosegretario allo Sviluppo economico con delega all’Energia. Nel testo, pero’, si fa riferimento alle autorizzazioni richieste prima del ‘correttivo ambientale’ del 2010, il decreto legislativo che porto’ l’area di rispetto nei mari italiani da 5 a 12 miglia sull’onda del disastro petrolifero Bp nel Golfo del Messico. Si e’ interpretata questa come una ‘apertura’ alle trivellazioni a 5 miglia dalle coste, uno spiraglio per rientrare sotto costa. “Nel dl Sviluppo non e’ che si apra uno spiraglio per rientrare, ma stiamo sanando una incertezza normativa per cui queste concessioni sono rimaste bloccate pur essendo precedenti al ‘correttivo ambientale’- spiega De Vincenti- si e’ creata una situazione che andava chiarita e l’abbiamo chiarita”.
Allora, se si verificassero le condizioni, si potrebbe autorizzare qualche perforazione entro le 12 miglia? “Sono concessioni chieste entro le 12 miglia prima del correttivo- spiega il sottosegretario- ma naturalmente c’e’ la valutazione di impatto ambientale e molte altre cose da mettere in mezzo”. Pero’, sottolinea De Vincenti, “come abbiamo spiegato gli aspetti ambientali e di sicurezza saranno fondamentali, tant’e’ che abbiamo costituito sia un fondo alimentato dalle royalties per la tutela ambientale sia un fondo per la massima messa in sicurezza degli impianti”. Questo, “e’ un punto chiave senza il quale non si spiega il resto del provvedimento”, conclude.

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