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	<title>Accademia Ambientale del Monferrato &#187; diritti dei consumatori</title>
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		<title>Cancro: cause principali</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Apr 2009 10:19:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cancro: le cause principali sono l’esposizione a sostanze chimiche cancerogene presenti nel cibo che mangiamo, nell’acqua che beviamo e nell’aria che respiriamo, le radiazioni ionizzanti, dai raggi X usati per scopi medici alle emissioni radioattive, ecc., ma le istituzioni sanitarie non lo ammetteranno mai, né lo ammetteranno le industrie chimiche, farmaceutiche e nucleari che finanziano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Cancro: le cause principali sono l’esposizione a sostanze chimiche cancerogene presenti nel cibo che mangiamo, nell’acqua che beviamo e nell’aria che respiriamo, le radiazioni ionizzanti, dai raggi X usati per scopi medici alle emissioni radioattive, ecc., ma le istituzioni sanitarie non lo ammetteranno mai, né lo ammetteranno le industrie chimiche, farmaceutiche e nucleari che finanziano quasi tutta la ricerca sul cancro e che sono le maggiori responsabili. </strong><br />
<em>di Edward Goldsmith &#8211; tratto da <a href="http://www.ecologist.it " target="_blank">www.ecologist.it </a></em><br />
La patologia neoplastica colpisce oggi una persona su tre e più o meno tutti ne conoscono, anche grazie alla diffusione di innumerevoli studi sull’argomento, le cause principali: l’esposizione a sostanze chimiche cancerogene presenti nel cibo che mangiamo, nell’acqua che beviamo e nell’aria che respiriamo, le radiazioni ionizzanti dai raggi X usati per scopi medici, alle emissioni radioattive prodotte dagli esperimenti atomici e dagli impianti nucleari.<br />
Tuttavia le istituzioni del cancro, il “Cancer Establishment”, capeggiato negli USA dal National Cancer Institute e nel Regno Unito dall’Imperial Cancer Research Fund, non lo ammetteranno mai. Né lo ammetteranno le industrie chimiche, farmaceutiche e nucleari che finanziano quasi tutta la ricerca sul cancro e si dicono certe che l’attuale “epidemia” sia attribuibile a tutto fuorché all’esposizione a sostanze chimiche o alla radioattività, ciò le porta fino al punto di non pubblicare i risultati degli esperimenti che rivelano la cancerogenicità delle sostanze chimiche prodotte dalle stesse industrie, come ha recentemente rivelato l’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente negli USA. Per non parlare dei vecchi argomenti fasulli, costantemente riesumati. Il primo argomento, esposto da Sir Richard Doll, decano del “Cancer Establishment” degli USA, sostiene che il tasso di tumori non è in crescita, fatta eccezione per il tumore polmonare, il melanoma e il linfoma non-Hodgkin; o, peggio ancora, che il suddetto indice è in realtà calato del 15% dal 1950 in poi. Per quanto possa sembrare sorprendente, questa affermazione è in netto contrasto con i dati ufficiali pubblicati dallo stesso National Cancer Institute, secondo cui l’incidenza generale dei tumori nella popolazione bianca degli Stati Uniti è aumentata tra il 1950 e il 1988 del 43,5% e tra il 1950 e il 1994 del 54%. Ovvero in media di circa l’1% all’anno. Ma c’è di più: l’incidenza di tumori è continuamente in aumento fin dall’inizio dell’era industriale, visto che i casi di cancro registrati precedentemente erano piuttosto rari e, in alcune aree, del tutto inesistenti. Un ricercatore che ha lavorato per me nel 1973 ha evidenziato, sulla base di statistiche dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che tra 1967 e il 1968 il tasso di tumori in paesi differenti – in questo caso le Mauritius, lo Sri Lanka, il Portogallo e gli USA – era, in sostanza, direttamente proporzionale al Prodotto Interno Lordo. Il secondo argomento esposto dal “Cancer Establishment”, per bocca del dottor John Emsleyo dell’Imperial College of Science, Technology and Medicine, consiste nel sostenere che “le sostanze chimiche utilizzate in agricoltura e nella produzione di cibo sono per norma sottoposte a severi controlli che ne garantiscono la sicurezza”. Il che, naturalmente, non potrebbe essere più lontano dalla verità: – tanto per cominciare, solo una parte insignificante dei circa 70.000 agenti chimici già introdotti nel nostro ambiente e delle circa 1000 nuove sostanze emesse ogni anno viene testata. Gli strumenti atti a sperimentare tante sostanze chimiche così diverse semplicemente non esistono, né negli Usa, né nel Regno Unito. Ma c’è di più: quando i test sono realmente eseguiti non potrebbero essere meno “severi”; essi vengono infatti condotti su sostanze chimiche isolate, mentre ognuno di noi è continuamente esposto ad un vero cocktail di agenti diversi, e tutto sembra suggerire che in varie combinazioni le sostanze chimiche possono diventare decine, se non centinaia di volte più cancerogene di quanto lo siano se prese separatamente le une dalle altre. Per esempio una piccola quantità di DDT, equivalente a quella rilevata negli uomini, fa aumentare di molto il danno epatico prodotto da una piccola quantità di carbonio-tetracloride, mentre gli effetti tossici di questo solvente aumentano anche di cento volte se si aggiunge il comune farmaco Phenobarbital; – inoltre le sostanze chimiche si trasformano negli anni: spesso si alterano ed i prodotti di un simile deterioramento sono, in genere, più nocivi della sostanza originaria. È il caso, ad esempio, del pesticida eptacloro che deteriorandosi origina un altro agente chimico, l’epossido di eptacloro, e quindi si trasforma ancora in un altro chiamato epossido di eptacloro-ketone, ognuno dei quali è più cancerogeno della forma precedente; – un altro problema consiste nel fatto che tende ad esserci un lungo periodo di latenza, che può arrivare fino a quaranta anni, tra l’esposizione ad una sostanza cancerogena e lo sviluppo di una neoplasia. Alcuni tipi di cancro possono addirittura manifestarsi soltanto nella generazione successiva: come, ad esempio, nel caso del DES, un ormone un tempo prescritto alle donne in gravidanza, le cui figlie, in alcuni casi, sviluppano una rara forma di tumore vaginale. Naturalmente è “economico” effettuare test per periodi molto più brevi, al massimo di qualche anno, ed anche utilizzando dosi più elevate, è improbabile che i risultati ci dicano quali effetti a lungo termine è possibile che si manifestino. Il terzo argomento sostiene che la gran parte del cibo che consumiamo contiene cancerogeni naturali in misura molto maggiore di quelli artificiali, introdotti dall’uomo (per esempio, nei funghi e nel formaggio con muffe blu). Questo è l’argomento preferito di Bruce Ames, professore di Biochimica e di Biologia Molecolare all’Università della California a Berkeley. Naturalmente, perché questa teoria sia in qualche modo credibile, il ben noto aumento dell’incidenza di tumori non può essere accettato: perché mentre la produzione di sostanze chimiche sintetiche è aumentata di cinquecento volte dal 1950 in avanti, dubito che si possa affermare la stessa cosa del nostro consumo di funghi o di questi tipi di formaggio. Il quarto argomento è che c’è più cancro perché semplicemente viviamo più a lungo. Il cancro è una malattia della vecchiaia, ci spiega Bate. Chiaramente, se aumenta il numero degli anziani aumenterà anche l’incidenza del cancro. Ma questo, che un tempo poteva essere vero, non lo è più. Il cancro infatti è diventato una delle maggiori cause di mortalità anche tra i bambini. Secondo le cifre ufficiali del NCI, i tumori infantili sono aumentati del 21,3% nella popolazione bianca degli Stati Uniti tra il 1950 e 1988, e il cancro dei testicoli, una patologia nuova che colpisce in prevalenza i giovani dai venti ai trenta anni, è aumentato del 96% nello stesso periodo. Il cancro infantile sta insomma aumentando esattamente allo stesso ritmo del cancro nel suo complesso, al tasso dell’1% all’anno. Il professor Epstein dell’Università dell’Illinois, che combatte coraggiosamente contro il “Cancer Establishment” da quarant’anni, mostra che, a dispetto di chi afferma il contrario e dei miliardi di dollari spesi nella ricerca, si è progredito ben poco sulla strada della cura. In verità molti scienziati concordano oggi nell’affermare che si dovrebbe spostare l’attenzione sulla prevenzione. Molti credono che prevenire significhi solo promuovere cambiamenti nello stile di vita degli individui. Ma prevenzione per il professor Epstein e per altri scienziati seri significa molto di più. Se anche mangiassimo solo verdura e frutta biologica fresca saremmo lo stesso esposti ad agenti chimici cancerogeni di tutti i tipi nell’aria che respiriamo, nelle piogge che cadono sui nostri raccolti e nell’acqua che scorre dai rubinetti. Un grosso e impellente problema delle industrie è come affrontare la gestione dei rifiuti. Visto che le discariche si riempiono e rimangono pochi posti per costruirne di nuove, cresce la tendenza a incenerire i rifiuti, compresi i materiali plastici, con dispersione nell’ambiente di diossine, altamente cancerogene, e di altre sostanze tossiche: – si assiste ad un aumento nell’uso come combustibili dei rifiuti chimici che sono spesso forniti gratuitamente per essere bruciati nei forni di cemento, il che significa anche dispersione di queste sostanze tossiche nel terreno; – i rifiuti radioattivi vengono inceneriti, o, più precisamente, viene incenerito il materiale in cui sono contenute particelle radioattive le! quali non possono venire distrutte dal fuoco e si disperdono ancora una volta sulla campagna e naturalmente sulle città e sui villaggi ad essa circostanti In molti paesi è del tutto legale introdurre rifiuti chimici nei materiali da costruzione, come mattoni e blocchi di calcestruzzo, e, per quanto possa sembrare incredibile, aggiungerli al fango e perfino ai fertilizzanti artificiali che vengono sparsi sui terreni agricoli, visto che alcuni scienziati governativi hanno avuto perfino l’impudenza di assicurarci che questo migliora la fertilità della terra… – forse ancora più incredibile è la nuova direttiva della Commissione Europea che legalizza l’inclusione dei rifiuti radioattivi nei prodotti di consumo, già adesso il British Nuclear Fuels (Carburanti Nucleari Britannici) permette l’uso dei rifiuti radioattivi nella manifattura di vasi e pentole in terracotta. Vivremo dunque sempre di più in un ambiente pieno di sostanze chimiche e radioattive in cui la percentuale dei malati di cancro non può che aumentare fino a interessare alla fine tutta l’umanità. Per queste ed altre ragioni, prevenzione – almeno per coloro con un minimo di senso di responsabilità – può significare soltanto netta inversione e rapida trasformazione di queste tendenze. Semplicemente non si può più concedere agli industriali di avvelenare il nostro ambiente con i loro materiali cancerogeni. Devono smettere di produrli. È necessaria una vasta campagna popolare per obbligarli a questo. Non esiste nessun’altra alternativa socialmente o moralmente accettabile.</p>
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		<title>ACQUE MINERALI.</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Apr 2009 17:32:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ACQUE MINERALI, essendo la nazione che ne consuma di più al mondo e costando 200 volte più cara dell’acqua potabile (paghiamo soprattutto la pubblicità e non l’acqua), è giusto dedicare uno spazio esauriente a questo argomento Fonte: Aduc, Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori http://www.aduc.it Acqua minerale, acqua potabile, acqua da tavola e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>ACQUE MINERALI, essendo la nazione che ne consuma di più al mondo e costando 200 volte più cara dell’acqua potabile (paghiamo soprattutto la pubblicità e non l’acqua), è giusto dedicare uno spazio esauriente a questo argomento</strong><br />
<em>Fonte: Aduc, Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori <a href="http://www.aduc.it/" target="_blank">http://www.aduc.it</a></em></p>
<p>Acqua minerale, acqua potabile, acqua da tavola e acqua di sorgente. Il consumatore ritiene che queste denominazioni siano sinonimi, con l&#8217;eccezione per l&#8217;acqua minerale che puo&#8217; avere particolari sapori e perche&#8217; venduta in bottiglia. In effetti, grande e&#8217; la confusione perche&#8217; il legislatore europeo, e poi quello italiano, su pressione delle lobby delle acque ha legiferato rendendo complessa una questione semplice. Anni fa c&#8217;erano solo due tipologie di acque: la minerale e la potabile. Quest&#8217;ultima classificazione non era particolarmente chiara perche&#8217; qualcuno potrebbe pensare che le minerali non siano potabili e ovviamente non e&#8217; cosi&#8217;. Cerchiamo di chiarire le diverse classificazioni delle acque.<br />
Acqua potabile: e&#8217; quella che esce dal nostro rubinetto e dalle fontanelle pubbliche. E&#8217; definita acqua destinata al consumo umano, per uso potabile, per la preparazione dei cibi o per altri usi domestici. Non deve &#8220;contenere microrganismi e parassiti, ne&#8217; altre sostanze, in quantita&#8217; o concentrazioni tali da rappresentare un potenziale pericolo per la salute umana&#8221;. La normativa fissa dei limiti batteriologici e chimico-fisici. Cio&#8217; significa che l&#8217;acqua potabile puo&#8217; essere trattata. Il consumatore spesso avverte un odore di cloro nell&#8217;acqua che esce dal rubinetto di casa: e&#8217; il trattamento effettuato per &#8220;disinfettare&#8221; l&#8217;acqua ed evitare la proliferazione batterica.<br />
Acqua da tavola: e&#8217; l&#8217;acqua potabile imbottigliata (spesso in boccioni) o servita in caraffe nei ristoranti. In quest&#8217;ultimo caso deve essere indicata come &#8220;acqua potabile trattata o acqua potabile trattata e gassata&#8221;.<br />
Acqua di sorgente: e&#8217; l&#8217;acqua potabile prelevata alla fonte della migliore falda dell&#8217;acquedotto che non puo&#8217; essere clorata ma puo&#8217; avere gli stessi trattamenti delle acque minerali. Per semplificare si puo&#8217; dire che sta a meta&#8217; tra l&#8217;acqua potabile e l&#8217;acqua minerale.<br />
Acqua minerale: &#8220;Sono considerate acque minerali naturali le acque che, avendo origine da una falda o giacimento sotterraneo, provengono da una o piu&#8217; sorgenti naturali o perforate e che hanno caratteristiche igieniche particolari e, eventualmente, proprieta&#8217; favorevoli alla salute.&#8221;<br />
La normativa vigente stabilisce che le acque minerali naturali si distinguono dalle ordinarie acque potabili per la purezza originaria e sua conservazione, per il tenore in minerali, oligoelementi e/o altri costituenti ed, eventualmente, per taluni loro effetti.<br />
Un po&#8217; di dati<br />
252 marche acque minerali, 10,2 miliardi di litri all&#8217;anno bevuti da 38 milioni di italiani, 178 litri a testa pari al 65% della popolazione, 2,84 miliardi di euro di fatturato e il primato mondiale di produzione. Un vero affare per un prodotto che viene dal cielo, passa sulla terra e deve essere semplicemente imbottigliato e &#8230; pubblicizzato. Insomma gli italiani sono dei forti consumatori di minerale con delle differenze consistenti: il 70% dei sardi beve acqua minerale mentre il 91% dei trentini beve acqua potabile (di rubinetto).<br />
Ogni famiglia spende di media circa 260 euro all&#8217;anno per acquistare acqua minerale. Il raffronto dei prezzi tra acqua minerale e potabile e&#8217; stupefacente: mediamente un litro di acqua minerale costa 0,26 euro (circa 500 lire) al litro contro 0,0001 euro (circa 2 lire) al litro dell&#8217;acqua potabile (di rubinetto). Tra le minerali le differenze di prezzi hanno dello sbalorditivo: 0,50 euro (968 lire) la S. Pellegrino a fronte di 0,09 euro (174 lire) della Monteverde. Nutriamo dei dubbi che le differenze qualitative influiscano cosi&#8217; pesantemente sul prezzo (+455%). Si paga il nome, ovviamente.<br />
Le caratteristiche<br />
Oltre che essere prive di germi pericolosi per la salute e non aver bisogno, quindi, di essere &#8220;disinfettate&#8221; con la clorazione, le acque minerali presentano caratteristiche diverse in relazione alla loro composizione in sali minerali, oligoelementi ed altre sostanze. Una prima valutazione viene effettuata calcolando la quantita&#8217; di minerali presente in un litro di acqua che viene fatto evaporare a 180 gradi: quello che rimane e&#8217; il residuo fisso. In base a questo parametro le acque minerali si suddividono in:<br />
1. minimamente mineralizzate (residuo fisso fino a 50 mg/l);<br />
2. oligominerali (residuo fisso fino a 500 mg/l);<br />
3. mediominerali (residuo fisso tra 500 e 1.500 mg/l);<br />
4. ricche di sali minerali (residuo fisso oltre 1.500 mg/l).<br />
Minore e&#8217; il contenuto in sali minerali piu&#8217; l&#8217;acqua sara&#8217; &#8220;leggera&#8221;; quelle piu&#8217; ricche sono anche piu&#8217; sapide, tanto che si e&#8217; sviluppata una scuola di assaggiatori di acque minerali che le propongono in abbinamento a determinati alimenti.<br />
Le etichette<br />
Sulle etichette o sui recipienti delle acque minerali naturali devono essere riportate le seguenti indicazioni:<br />
a) la denominazione legale &#8220;acqua minerale naturale&#8221; integrata, se del caso, con le seguenti informazioni:<br />
1) &#8220;totalmente degassata&#8221;, se l&#8217;anidride carbonica libera presente alla sorgente e&#8217; stata totalmente eliminata;<br />
2) &#8220;parzialmente degassata&#8221;, se l&#8217;anidride carbonica libera presente alla sorgente e&#8217; stata parzialmente eliminata;<br />
3) &#8220;rinforzata col gas della sorgente&#8221;, se il tenore di anidride carbonica libera, proveniente dalla stessa falda o giacimento, e&#8217; superiore a quello della sorgente;<br />
4) &#8220;aggiunta di anidride carbonica&#8221;, se all&#8217;acqua minerale naturale e&#8217; stata aggiunta anidride carbonica non prelevata dalla stessa falda o giacimento;<br />
5) &#8220;naturalmente gassata&#8221; o &#8220;effervescente naturale&#8221;, se il tenore di anidride carbonica libera, superiore a 250 mg/l, e&#8217; uguale a quello della sorgente, tenuto conto della eventuale reintegrazione di una quantita&#8217; di anidride carbonica, proveniente dalla stessa falda o giacimento dell&#8217;acqua minerale, pari a quella liberata nel corso delle operazioni che precedono l&#8217;imbottigliamento, nonche&#8217; delle tolleranze tecniche abituali;<br />
b) il nome commerciale dell&#8217;acqua minerale naturale, il nome della sorgente ed il luogo di utilizzazione della stessa;<br />
c) l&#8217;indicazione della composizione analitica, risultante dalle analisi effettuate, con i componenti caratteristici; per il fluoro, allorquando la sua<br />
concentrazione superi il valore di 1,5 mg/l, a seguito dell&#8217;entrata in vigore della Direttiva 2003/40, e&#8217; obbligatorio effettuare la seguente indicazione in etichetta: &#8220;contiene piu&#8217; di 1,5 mg/l di fluoro: non ne e&#8217; opportuno il consumo regolare da parte dei lattanti&#8221;. Tale indicazione deve figurare in prossimita&#8217; immediata della denominazione di vendita dell&#8217;acqua minerale naturale in caratteri nettamente visibili;<br />
d) la data in cui sono state eseguite le analisi di cui al punto precedente e il laboratorio presso il quale dette analisi sono state effettuate;<br />
e) il contenuto nominale;<br />
f) i titolari dei provvedimenti di riconoscimento e di autorizzazione alla utilizzazione;<br />
g) il termine minimo di conservazione;<br />
h) la dicitura di identificazione del lotto, salvo nel caso in cui il termine minimo di conservazione figuri almeno con l&#8217;indicazione del giorno e del mese;<br />
i) informazioni circa gli eventuali trattamenti consentiti. In caso di trattamento delle acque minerali naturali con aria arricchita di ozono, ai sensi<br />
del d.m. 11/09/2003 di attuazione della Direttiva 2003/40, l&#8217;etichetta deve riportare, in prossimita&#8217; dell&#8217;indicazione della composizione analitica, la seguente dicitura: &#8221; acqua sottoposta ad una tecnica di ossidazione all&#8217;aria arricchita di ozono&#8221;.<br />
La composizione<br />
Dalle analisi chimiche e fisico-chimiche deve risultare la determinazione dei seguenti parametri relativi all&#8217;acqua minerale, oltre alla temperatura dell&#8217;aria al momento del prelievo:<br />
1) temperatura alla sorgente;<br />
2) concentrazione degli ioni idrogeno (pH) alla temperatura dell&#8217;acqua alla<br />
sorgente;<br />
3) conduciblita&#8217; elettrica specifica a 20°C;<br />
4) residuo fisso a 180°C;<br />
5) ossidabilita&#8217;;<br />
6) anidride carbonica libera alla sorgente;<br />
7) silice;<br />
8) bicarbonati;<br />
9) cloruri;<br />
10) solfati;<br />
11) sodio;<br />
12) potassio;<br />
13) calcio;<br />
14) magnesio;<br />
15) ferro disciolto;<br />
16) ione ammonio;<br />
17) fosforo totale;<br />
18) grado solfidrimetrico;<br />
19) stronzio;<br />
20) litio;<br />
21) alluminio;<br />
22) bromo;<br />
23) iodio.</p>
<p>Indicazioni aggiuntive<br />
Possono essere riportate (non e&#8217; obbligatorio) anche le seguenti indicazioni:<br />
a) &#8220;oligominerale&#8221; o &#8220;leggermente mineralizzata&#8221;, se il tenore dei sali minerali, calcolato come residuo fisso, non e&#8217; superiore a 500 mg/l;<br />
b) &#8220;minimamente mineralizzata&#8221;, se il tenore di questi, calcolato come residuo fisso, non e&#8217; superiore a 50 mg/l;<br />
c) &#8220;ricca di sali minerali&#8221;, se il tenore di questi, calcolato come residuo fisso, e&#8217; superiore a 1500 mg/l;<br />
d) &#8220;contenente bicarbonato&#8221; se il tenore di bicarbonato e&#8217; superiore a 600 mg/l;<br />
e) &#8220;solfata&#8221; se il tenore dei solfati e&#8217; superiore a 200 mg/l;<br />
f) &#8220;clorulata&#8221;, se il tenore di cloruro e&#8217; superiore a 200 mg/l;<br />
g) &#8220;calcica&#8221;, se il tenore di calcio e&#8217; superiore a 150 mg/l;<br />
h) &#8220;magnesiaca&#8221;, se il tenore di magnesio e&#8217; superiore a 50 mg/l;<br />
i) &#8220;fluorata&#8221; o &#8220;contenente fluoro&#8221;, se il tenore di fluoro e&#8217; superiore a 1 mg/l;<br />
l) &#8220;ferruginosa&#8221; o &#8220;contenente ferro&#8221;, se il tenore di ferro bivalente e&#8217; superiore a 1 mg/l;<br />
m) &#8220;acidula&#8221;, se il tenore di anidride carbonica libera e&#8217; superiore a 250 mg/l;<br />
n) &#8220;sodica&#8221;, se il tenore di sodio e&#8217; superiore a 200 mg/l;<br />
o) &#8220;indicata per le diete povere di sodio&#8221;, se il tenore di sodio e&#8217; inferiore a 20 mg/l;<br />
p) &#8220;microbiologicamente pura&#8221;.<br />
Inoltre sulle etichette o sui recipienti delle acque minerali naturali possono essere riportate una o piu&#8217; delle seguenti indicazioni, se menzionate nel decreto di riconoscimento dell&#8217;acqua minerale:<br />
a) puo&#8217; avere &#8220;effetti diuretici&#8221;;<br />
b) &#8220;puo&#8217; avere effetti lassativi&#8221;;<br />
c) &#8220;indicata per l&#8217;alimentazione dei neonati&#8221;;<br />
d) &#8220;indicata per la preparazione degli alimenti dei neonati&#8221;;<br />
e) &#8220;stimola la digestione&#8221; o menzioni analoghe;<br />
f) &#8220;puo&#8217; favorire le funzioni epatobiliari&#8221; o menzioni analoghe;<br />
g) altre menzioni concernenti le proprieta&#8217; favorevoli alla salute, sempre che dette menzioni non attribuiscano all&#8217;acqua minerale naturale proprieta&#8217; per la prevenzione, la cura e la guarigione di una malattia umana;<br />
h) le eventuali indicazioni per l&#8217;uso;<br />
i) le eventuali controindicazioni.<br />
Valori massimi<br />
I valori massimi ammissibili dei parametri relativi alle acque minerali naturali sono i seguenti:<br />
* Antimonio 0,0050 mg/L<br />
* Arsenico 0,010 m/L calcolato come As totale<br />
* Bario 1,0 mg/L<br />
* Boro 5,0 mg/L<br />
* Cadmio 0,003 mg/L<br />
* Cianuro 0,010 mg/L<br />
* Cromo 0,050 mg/L<br />
* Fluoruri 5,0 mg/L (1,5 mg/L per acque destinate all&#8217;infanzia)<br />
* Manganese 0,50 mg/L<br />
* Mercurio 0,0010 mg/L<br />
* Nichel 0,020 mg/L<br />
* Nitrati 45 mg/L (10 mg/L per acque destinate all&#8217;infanzia)<br />
* Nitriti 0,02 mg/L<br />
* Piombo 0,010 mg/L<br />
* Rame 1,0 mg/L<br />
* Selenio 0,010 mg/L</p>
<p>Trattamenti consentiti<br />
Innanzitutto e&#8217; consentita l&#8217;aggiunta di anidride carbonica. Inoltre il carattere di un&#8217;acqua minerale non si intende modificato ove si<br />
effettuino le seguenti operazioni:<br />
a) captazione, canalizzazione, elevazione meccanica, approvvigionamento in vasche o serbatoi;<br />
b) separazione degli elementi instabili, quali i composti del ferro e dello zolfo, mediante filtrazione o decantazione, eventualmente preceduta da<br />
ossigenazione;<br />
c) separazione dei composti di ferro, manganese e zolfo nonche&#8217; dell&#8217;arsenico da talune acque minerali mediante trattamento con aria arricchita di ozono;<br />
d) separazione di componenti indesiderabili diversi da quelli menzionati alle lettere b) e c);<br />
e) eliminazione totale o parziale dell&#8217;anidride carbonica libera mediante procedimenti esclusivamente fisici, nonche&#8217; incorporazione o reincorporazione di anidride carbonica.<br />
Ovviamente, le operazioni indicate alle lettere b), c) e d) non devono comportare una modifica della composizione dell&#8217;acqua in quei componenti<br />
essenziali che conferiscono all&#8217;acqua stessa le sue proprieta&#8217;.<br />
Le condizioni di utilizzazione dei trattamenti di cui alle lettere c) e d) sono stabilite ed aggiornate con decreto del ministro della Salute, sentito il<br />
Consiglio Superiore di Sanita&#8217;, secondo le disposizioni adottate in sede comunitaria.</p>
<p>Note<br />
A partire dal 1 gennaio 2006, le acque minerali naturali devono, al momento del confezionamento, essere conformi ai limiti di concentrazione massimi stabiliti dalla direttiva comunitaria, dove sono elencate 16 componenti naturalmente presenti nelle acque minerali naturali e i rispettivi limiti massimi il cui superamento puo&#8217; presentare un rischio per la salute; tra queste componenti si citano, ad esempio, il bario, l&#8217;arsenico, il cianuro, il boro ecc. Solo per 2 di queste sostanze, il nickel ed i fluoruri, il termine di adeguamento ai limiti prefissati dalla direttiva si sposta al 1 gennaio 2008.</p>
<p>Consigli<br />
Il primo dato da leggere e&#8217; il residuo fisso, cioe&#8217; la quantita&#8217; di sali minerali disciolti in un litro d&#8217;acqua, che da&#8217; l&#8217;idea della &#8220;pesantezza&#8221;<br />
dell&#8217;acqua stessa: si passa da quelle minimamente mineralizzate a quelle ricche di sali minerali: noi consigliamo di scegliere quelle che presentano un residuo fisso tra 400 e 600 milligrammi al litro (mg/l).<br />
Le acque minerali gassate, naturalmente o artificialmente, sono sconsigliate per chi soffre di acidita&#8217;, gastrite o ulcera.<br />
Le acque solfate (limite 200 mg/l), soprattutto se abbinate al magnesio (limite 50 mg/l) hanno un effetto lassativo e possono interferire con l&#8217;assorbimento del calcio.<br />
Le acque clorurate (limite 200 mg/l), contengono maggior quantita&#8217; di sodio e sono sconsigliate per gli ipertesi.<br />
Quelle calciche (limite 150 mg/l), risultano &#8220;pesanti&#8221; e danno all&#8217;acqua un sapore particolare ma non provocano i calcoli.<br />
Le florurate (limite1 mg/l), possono dar luogo alla screziatura nello smalto dei denti e influiscono sulla mineralizzazione delle ossa: attenzione a farla bere ai bambini.<br />
I nitrati (per i bambini 10 mg/l e anche per gli adulti), sono un indicatore dell&#8217;inquinamento del terreno; purtroppo e&#8217; difficile trovare un&#8217;acqua priva di nitrati. C&#8217;e&#8217; infine il problema di alcuni metalli tossici, quali l&#8217;arsenico, il cadmio, il (tri)cromo, che non devono superare i valori di legge, dei quali ovviamente ne sconsigliamo l&#8217;assunzione.<br />
Una ultima avvertenza: tutte le acque fanno fare la pipi&#8217;. L&#8217;effetto &#8220;pulizia interna&#8221; e&#8217; dovuto alla quantita&#8217; non alla qualita&#8217; dell&#8217;acqua bevuta.</p>
<p>Riferimenti normativi<br />
- Decreto Ministro della salute 29/12/2003: &#8220;Attuazione della direttiva n. 2003/40/CE della Commissione nella parte relativa ai criteri dei valutazione delle caratteristiche delle acque minerali naturali di cui al decreto ministeriale 12 novembre 1992, n. 542, e successive modificazioni, nonche&#8217; alle condizioni di utilizzazione dei trattamenti delle acque minerali naturali e delle acque di sorgente&#8221; (G.U. n. 302 del 31/12/2003).<br />
- Decreto Ministro della salute 11/9/2003: &#8220;Attuazione della Direttiva 2003/40/CE della Commissione nella parte relativa all&#8217;etichettatura delle acque minerali naturali e delle acque di sorgente&#8221; (G.U. n. 229 del 2/10/2003).<br />
- Decreto legislativo 23/6/2003, n. 181: &#8220;Attuazione della direttiva 2000/13/CE concernente l&#8217;etichettatura e la presentazione dei prodotti alimentari, nonche&#8217; la relativa pubblicita&#8217;&#8221; (G.U. n. 167 del 21/7/2003).<br />
- Direttiva 2003/40/CE della Commissione del 16/5/2003 che determina l&#8217;elenco, i limiti di concentrazione e le indicazioni di etichettatura per i componenti delle acque minerali naturali, nonche&#8217; le condizioni d&#8217;utilizzazione dell&#8217;aria arricchita di ozono per il trattamento delle acque minerali naturali e delle acque sorgive (G.U. n. L 126 del 22/5/2003).<br />
- Circolare Ministero dell&#8217;industria, del commercio e dell&#8217;artigianato 23/6/2001, n. 166: &#8220;Istruzioni in materia di etichettatura e presentazione dei<br />
prodotti alimentari&#8221; (G.U. n. 66 del 20/3/2001).<br />
- Decreto Ministro della sanita&#8217; del 31/5/2001: &#8220;Modificazioni al decreto 12/11/1992, concernente il regolamento recante i criteri di valutazione delle caratteristiche delle acque minerali naturali&#8221; (G.U. n. 147 del 27/6/2001).<br />
- Decreto legislativo 4/8/1999, n. 339: &#8220;Disciplina delle acque di sorgente e modificazioni al d.leg.vo 25 gennaio 1992, n. 105, concernente le acque minerali naturali, in attuazione della direttiva 96/70/CE&#8221; (G.U. n. 231 del 1°/10/1999).<br />
- Direttiva 96/70/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 28/10/1996 che modifica la direttiva 80/777/CEE del Consiglio in materia di ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri sull&#8217;utilizzazione e la commercializzazione delle acque minerali naturali (G.U. n. L299 del 23/11/1996).<br />
- Decreto Ministro della sanita&#8217; del 13/1/1993: &#8220;Metodi di analisi per la valutazione delle caratteristiche microbiologiche e di composizione delle acque minerali naturali e modalita&#8217; per i relativi prelevamenti dei campioni (G.U. n. 14 del 19/1/1993).<br />
- Decreto Ministro della sanita&#8217; del 12/11/1992, n. 542 &#8221; Regolamento recante i criteri di valutazione delle caratteristiche delle acque minerali naturali&#8221; (G.U. n. 8 del 12/1/1993).<br />
- Decreto legislativo 27/1/1992, n. 109: &#8220;Attuazione delle direttive 89/395/CEE e 89/396/CEE concernenti l&#8217;etichettatura, la presentazione e la pubblicita&#8217; dei prodotti alimentari (G.U. n. 39 del 17/2/1992 &#8211; S.O.).<br />
- Decreto legislativo 25/1/1992, n. 105: &#8220;Attuazione della direttiva 80/777/CEE relativa alla utilizzazione e alla commercializzazione delle acque minerali naturali&#8221; (G.U. n. 39 del 17/2/1992 &#8211; S.O. e, per errata corrige, G.U. n. 51 del 2/3/1992).<br />
- Direttiva 80/777/CEE del Consiglio del 15/7/1980 in materia di ravvicinamento della legislazione degli Stati Membri sull&#8217;utilizzazione e la<br />
commercializzazione delle acque minerali naturali (G.U. n. L229 del 30/8/1980).<br />
- Decreto Ministro della sanita&#8217; del 21/3/1973: &#8220;Disciplina igienica degli imballaggi, recipienti, utensili, destinati a venire in contatto con le sostanze alimentari o con sostanze d&#8217;uso personale&#8221; (G.U. n. 104 del 21/3/1973 &#8211; S.O.)<br />
(Primo Mastrantoni)</p>
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		<title>Acqua, tra passato e futuro.</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Apr 2009 17:29:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Acqua, tra passato e futuro. Cosa e’ l’acqua per l’uomo? Secondo il medico olistico autore dell’articolo l’acqua è elemento essenziale ma anche misterioso che solo in parte conosciamo e sappiamo utilizzare Fonte: Aduc, Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori http://www.aduc.it di Giuseppe Parisi I disegni geopolitici ed economici sono alla base delle guerre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Acqua, tra passato e futuro. Cosa e’ l’acqua per l’uomo? Secondo il medico olistico autore dell’articolo l’acqua è elemento essenziale ma anche misterioso che solo in parte conosciamo e sappiamo utilizzare</strong><br />
<em>Fonte: Aduc, Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori <a href="http://www.aduc.it/" target="_blank">http://www.aduc.it</a><br />
di Giuseppe Parisi</em></p>
<p>I disegni geopolitici ed economici sono alla base delle guerre nel Mondo. Il tentativo di egemonia e’ supportato dalla forza economica che permette la tecnologia bellica. I diversi fattori che inducono una guerra sono le risorse economiche degli Stati da conquistare.<br />
Era cosi’ nel passato, e lo e’ ancora oggi. L’unica differenza e’ nella strumentazione usata in guerra. Il petrolio sembrerebbe essere ancora un elemento importante, ma e’ da tempo che ha preso un certo declino. In Medio Oriente, un litro di petrolio vale dieci volte meno di un litro d’acqua; un litro di acqua, vale 10 volte un litro di petrolio.<br />
Ne feci una esperienza diretta gia’ quando nel lontano 1986 facevo pratica medica, nel reparto di Pediatria d’Urgenza , al famoso Cerraphacha di Istambul, il piu grande ospedale della Turchia. Passavo le notti insieme ad un caro collega, divenuto cosi’ grande amico, medico laureatosi anni prima in Italia, nella nostra Bologna. Volle invitarmi a tutti i costi a casa dei suoi famigliari, in un piccolo paese a pochi Km da Teheran. La sua intenzione era di farmi mangiare gli spaghetti alla bolognese, cucinati da lui. Ero più giovane, non mi impressionavo per l’arretratezza delle infrastrutture e le quasi 30 ore di autobus che da Istambul necessitavano per raggiungere la capitale iraniana.<br />
Tale tragitto comportava il passaggio attraverso la frontiera iraqena, e ricordo la severita’ dei reparti di Polizia alla frontiera dell’Iraq.Assorbivo ogni piccolezza in quel mondo cosi’ diverso dal mio, e domandavo e domandavo, e ad una mia richiesta su cosa poteva essere considerato bello in quel territorio (Iraq), il collega iraniano mi rispose: l’acqua. Figlio di una cultura diversa, non percepivo a fondo cosa in effetti volesse<br />
significare. L’avrei scoperto anni dopo, attraverso le cronache di Bagdad e la visione di intere dighe sotterranee, dei fiumi famosi e delle fontane che sprigionavano quel bene prezioso in un territorio cosi’ arido, che mi avevano illuminato anche del motivo dell’esistenza di questa attuale feroce guerra. Il territorio dell’Iraq e’ la terra che presenta la maggior riserva di bacini idrici in Medio Oriente. Una ricchezza incontrastabile, un valore decine di volte superiore allo stesso petrolio. Acqua significa vita, e vita equivale ad acqua. E’ una equazione che risulta incontrovertibile.<br />
L’acqua permette la vita sulla Terra<br />
L’Uomo, ha assunto dalla sua origine un comportamento di grande intesa con essa. Ancor piu’ della fame, la sete ha spinto l’umanita’ a svilupparsi a ridosso di bacini e fonti di acqua. Basti pensare alla culla dell’umanita’, la Babilonia, l’attuale Iraq.<br />
Onorata, interpretata in ogni medicina antica e moderna, l’acqua ha trovato riferimento ed espressione di salute in ogni tempo. Era infatti uno dei cinque elementi fondamentali della materia per la medicina dei nostri avi greci e romani.<br />
Alla medesima maniera nella medicina cinese, dove l’acqua si configurava con il colore nero, come la notte, come il solstizio d’inverno, come il momento massimo di quella decomposizione che si trasforma in germe vitale; che si nasconde nelle viscere della terra per le piante, mentre per gli uomini si nasconde nelle viscere della madre natura. La Terra, generatrice per la Medicina Cinese, genera dalla madre natura l’informazione piu’ profonda, e viene in superficie per l’uomo con l’acqua, attraverso le sorgenti.<br />
Questa visione del mondo appartiene ad una delle piu’ antiche e sagge culture mediche esistenti: quella tradizionale cinese.<br />
Ma non solo essa. La praticavano secoli or sono i nostri avi Romani, i quali conoscevano tutti i segreti ed i benefici che si traevano dall’acqua. Le Terme, non erano solamente luogo di incontro sociale, ma un momento vibrazionale, di cura del corpo e dello spirito.<br />
E’ interessante, per gli amanti della storia dell’arte, lo studio planimetrico delle antiche ville Romane, disseminate in quasi ogni provincia italiana. Le terme erano parte vitale nella planimetria della villa, un sistema sofisticato di raffinata ingegneria idraulica ne componeva le sue parti principali. Malgrado fossero assenti di informazioni scientifiche, le popolazioni di quel tempo comprendevano l’effetto terapeutico dell’acqua. Ne apprezzavano quella di fonte, che era ricercata come vettore di salute. L’uomo moderno ha perduto il rapporto con essa, intimita’ che invece era presente nell’uomo dei tempi passati. I popoli orientali, ancora oggi, diversamente dagli occidentali, mantengono una relazione particolare con l’acqua. In Oriente, terme, saune, salassoterapie, bagni turchi, sono un qualcosa che va oltre la semplicita’ di una cura di bellezza.<br />
Gli Occidentali, oltre ad aver perso quel rapporto presente nel passato, non bevono piu’ l’acqua di fonte, e si crede che quella di tutti i giorni sia la medesima cosa. E c’e’ chi e’ convinto che comprare l’acqua al supermercato, sia migliore che berla dal rubinetto di casa.<br />
Pura acqua, o pura illusione? Le normative in vigore sulle percentuali di veleni disciolti, figli dei diserbanti, dei pesticidi e di ogni inquinamento esistente, sono piu’ severe per l’acqua del rubinetto che in quella delle bottiglie del supermercato. In queste ultime, le percentuali di veleni disciolti rimangono maggiori, dovute alla vecchia normativa legislativa. Nuove direttive della Comunita’ Europea hanno ridimensionato la quantita’ di veleni delle acque commercializzabili. Il ministero della Salute aveva segnalato ai produttori ed imbottigliatori di acque, tempo massimo lo scorso dicembre, che lo informassero sulle percentuali di alcune sostanze presenti nelle acque gia’ in commercio. Il risultato e’ stato<br />
eclatante: ben 115 aziende diverse hanno omesso tale comunicazione. Pertanto, il ministro Sirchia ha in maniera clamorosa bloccato la loro commercializzazione.<br />
Anni fa, ascoltai in una delle solite ed inutili trasmissioni di informazione televisiva, un famoso farmacologo dell’Istituto di ricerca Mario Negri di<br />
Milano. Asseriva che l’acqua fosse tutta uguale nel mondo, e che non avesse nessuna attivita’ terapeutica, bastava berla per far pipi’. Restai sbalordito ma amareggiato per quella visione miope e rozza. Per quanto possa sembrare strano, al contrario di quanto la gente comune crede,<br />
non esiste una sola acqua, uguale in tutto il mondo, verrebbe meno il principio di Madre Natura: la Biodiversita’.<br />
Esistono difatti migliaia di acque diverse, tutte ovviamente costituite dalla medesima molecola di base (H2O) ma con differenti caratteristiche<br />
chimico-fisiche e differente presenza di elementi in essa disciolti. Per l’appunto la biodiversita’, che e’ esercitata dall’ambiente in relazione ed<br />
attraverso la sorgente. L’acqua e’ costituita da un dipolo elettrico che, per sua caratteristica, oscilla e cosi’ emette energia come ogni materia esistente. Energia che si esprime sotto varie forme di radiazioni (luce, calore, onde di varia frequenza).<br />
Cosa e’ cambiato nel rapporto con l’acqua?<br />
Per le scelte quotidiane l’uomo moderno non e’ piu’ capace di farsi guidare dall’istinto che governava gli esseri umani di un tempo, e che faceva trovare le soluzioni ottimali per la propria salute, istinti ancora presenti negli animali, soprattutto quelli allo stato brado.<br />
Oggi, la modernita’ ha relegato l’uomo a servirsi di un liquido simile all’acqua, che gli arriva comodamente a casa uscendo dai rubinetti, oppure<br />
costretto a bere un prodotto (diremo acqua stagnante) imbottigliato.<br />
Si ritrova pertanto a servirsi di un’acqua che non puo’ scorrere e purificarsi in modo naturale, che e’ compressa in tubazioni per lunghi percorsi, che e’ stata trattata chimicamente per contrastare le flore batteriche patogene sviluppatesi al suo interno, che ha subito sbalzi termici repentini, che e’ stata sottoposta a radiazioni di ogni genere, o che, malgrado proveniente da una buona fonte, e’ stata confinata in uno spazio chiuso di 1,5 litri per lungo tempo, anche mesi e mesi, in vari magazzini ed ha viaggiato, al caldo ed al sole, nei cassoni degli autotreni.<br />
Manca l’energia, espressione vitale della biodiversita’, manca l’informazione che si effettua e che si esercita sugli organismi viventi, siano essi uomo che flora e animali. Manca, a questa acqua, l’equilibrio chimico fisico dei sali e degli elementi in essa originariamente disciolti, la dinamicita’ del suo fluire naturale, la vitalita’ che acquista dalle forze del sottosuolo, le energie e le informazioni che attraverso di essa la Terra ci trasmette. Poco importa se e’ trattata o e’ priva di cariche batteriche. L’acqua, semplice nella sua molecola chimico–fisica, si ritrova priva di<br />
quell’elemento energetico primordiale, figlio di quella informazione che trae attraverso l’ambiente, e che viene veicolato dalla sorgente.<br />
Ci sono possibilita’ di riappropriarci di un bene cosi prezioso?<br />
Molti studiosi sono al lavoro, e riconoscono che il vero segreto di un’acqua realmente curativa, e’ nell’eliminare tutte le frequenze nocive acquisite. Questo si potrebbe attuare attraverso una corretta polarizzazione, e nella trasmissione di specifiche memorie energo-vibrazionali. Sono allo studio sistemi che conducono a questo tipo di miglioramento della qualita’ dell’acqua e, notizia non da poco, non sono nemmeno costosi. Molti studiosi hanno messo in moto diverse strategie che certamente sono il futuro, ma queste rimangono ipocritamente osteggiate da un certo mondo accademico ortodosso.<br />
Fino a quando?<br />
L’acqua e’ molto meno innocua di quanto si pensi<br />
Induce reazioni nell’organismo, attraverso le informazioni specifiche, non solo in base alle sostanze disciolte, ma anche per sue qualita’, figlie della espressione della biodiversita’, qualita’ intrinseche alla sorgente.<br />
Pochi riferiscono, che un premio Nobel per la medicina, il Prof. Alexis Carrell, ebbe ad accompagnare una sua paziente terminale a Lourdes, per esaudire il suo ultimo desiderio. Qui visse un&#8217;esperienza che gli cambio’ l&#8217;intera vita. La paziente “guari’ miracolosamente” proprio sotto i suoi occhi (e non a caso diremmo noi). Tutto cio’ spinse Carrell a scrivere il libro, &#8220;Voyage a Lourdes&#8221;, nel quale racconta cio’ che ha visto e vissuto e l&#8217;impatto che questa esperienza ebbe sulla sua esistenza e sulla pratica della medicina. La sua conclusione fu semplice e breve: “esistono fattori, leggi fisiche, chimiche ed energetiche che ancora ci sfuggono e non conosciamo, e che possono produrre fenomeni che<br />
chiamiamo inspiegabili”. Egli scrisse che la ”preghiera” e la “fede” (pensiero positivo, fede, energia mentale, meditazione) davano accesso alla piu’ “grande, misteriosa e potente energia che esiste”, e che un giorno gli scienziati l&#8217;avrebbero studiata, compresa ed adoperata in modo sistematico e razionale nella cura delle malattie umane.<br />
Molti credenti conoscono ed utilizzano l’”acqua di Lourdes”, cosi’ come le cosiddette &#8220;Acque di guarigione&#8221; di altre sorgenti connesse a Santuari, luoghi con energie magnetiche e cosmo-telluriche particolari. Qui ci sono stati avvenimenti spirituali particolari, e sempre in relazione alla fonte d’acqua. Oltre a Lourdes, per esempio, Montichiari, S. Damiano, Fatima, S.te Anne de Beaupre’s, la Mecca, Chartres, dove particolari corsi d’acqua scorrono sotto e nei pressi. In questi luoghi avvengono quotidianamente piccole e grandi guarigioni. Quelle<br />
eclatanti occupano le prime pagine di riviste e rotocalchi ed anche riviste specializzate in scienze mediche; di quelle piccole se ne contano migliaia, ma vi sono anche le guarigioni “invisibili”, e sono la totalita’. Sarebbe sufficiente testare con un aurometro (certamente si continuerebbero ad usare … esami del sangue e schermografie …) le persone che tornano a casa da questi luoghi per percepirne cambiamenti organici significativi. L’accademia conservatrice ed ortodossa, da sempre si chiede –smarrita- cosa si cela dietro queste guarigioni. Spesso, nell’incapacita’ di orientarsi, si rivolgono interpretando la “logica del miracolo”. Nessuno di loro ne e’ mai venuto a capo, anche perche’ in loro spesso si cela la malafede e la supponenza, oltre una dose patologica di materialismo e casualismo.<br />
L’acqua non e’, solo e semplicemente, l’elemento chimico primo costitutivo di ogni materia vivente. Essa e’ presente nella nostra esistenza ancor prima della nostra nascita. Basti pensare quando nel grembo materno, racchiusi nel sacco placentare, siamo completamente immersi nel liquido &#8220;amniotico&#8221;, costituito per la maggior parte d&#8217;acqua. E riflettiamo sulla tecnica del parto sott’acqua, fattore vibrazionale che influenzera’ positivamente tutta la vita futura del neonato e di quel futuro uomo. Appena nati, il primo alimento e’ il latte materno, composto anch&#8217;esso per la<br />
gran parte d&#8217;acqua. Percio’ gia’ dai primi momenti e durante tutta la nostra vita, tale liquido e’ in continua relazione con il nostro organismo, costantemente presente nella nostra alimentazione, da solo o inglobato in cibi o bevande. Per meglio significare l&#8217;enorme importanza di questa sostanza, basta considerare che la massa del nostro corpo e’ composta, secondo l’eta’ dell’uomo, fino all’85% di acqua e lo stesso sangue, simbolo della vita, ne contiene oltre il 50%.<br />
L’acqua si condensa nella materia, nella terra, nell’aria, nell’etere<br />
E’ l’unica sostanza esistente sulla Terra che e’ presente contemporaneamente in tutti e tre gli stati fisici: solido, liquido e gassoso. E’ l’unico elemento che, piu’ facilmente e velocemente, cambia di stato: da ghiaccio diventa liquido, da liquido (con diverse densita’) diventa aeriforme e gassoso. Il Sole, la Luna ed il Cosmo stesso hanno anche la capacita’ di cambiare questi stati o di mutare la struttura spaziale e fisico-chimica dell’acqua. Questo permette all’elemento acqua di agire a vari livelli energetici, caricandosi e trasportando memoria ed informazioni specifiche.<br />
Per nostra fortuna, Madre Natura pensa a purificare l’acqua. Per fare un esempio, le acque di fiumi, mari, laghi, riscaldate dal sole<br />
vaporizzano e, quindi, si depurano di tutte le sostanze tossiche e “pesanti” di qualsiasi tipo, disciolte o che hanno creato particolari “clusters” nocivi, in esse. Proprio come se si realizzasse, quando il tempo e la natura lo permettono, una sorta di “distillazione alchemica” che, in un singolare continuum, separa l’acqua dei mari, dei laghi e dei fiumi rigenerandola e ricaricandola, con informazioni “solari”, dalle impurita’ e dalle sostanze estranee presenti in essa.<br />
Cosa accade quando beviamo?<br />
E’ proprio l’effetto vibrazionale dell’informazione dell’acqua, che entra in risonanza con il nostro organismo, ad indurre l’effetto curativo. Questo<br />
effetto, vibrazionale e terapeutico, e’ simile a quello dell’informazione energetica dell’Omeopatia, e dell’estratto di una pianta, o dell’Agopuntura, che inducono e generano “informazione” specifica, terapeutica e sanatrice.<br />
Utilizzare un acqua biologicamente ed energeticamente sana, nella vita e nell’alimentazione, e’ infatti fondamentale per la nostra sopravvivenza.<br />
L’acqua dovra’ essere veramente “la nostra medicina”<br />
Come elemento di Madre Natura integra le sue Leggi, in primis la Biodiversita’.<br />
Cosi’ come la biodiversita’ della flora, alla medesima maniera l’acqua sgorga dalla cima della montagna, ricevendo le “informazioni e le energie” di quel frammento di cielo, di quella terra e di quel momento astrale. Sono vibrazioni, luci, memorie energetiche, che riflettono come fotoni, nuvole elettroniche, suoni e colori che, saltellando di sasso in sasso e scorrendo su un terreno o su un altro, si arricchiscono di nuove informazioni, di energie della natura, di altri suoni, di nuovi colori, formando una “rinnovata” acqua ricca di “strutture informative” energetiche, specifiche di quelle caratteristiche territoriali e di quel macrocosmo. L’acqua e’, infatti, nello stesso tempo un ricevitore ed un emettitore di segnali elettromagnetici e, come ha dimostrato il premio Nobel J. Benveniste, quando viene agitata si impregna in modo singolare di sostanze in essa disciolte, utilizzando la logica del dipolo elettrico e dei “clusters” magnetici per immagazzinare informazioni biofisiche, esattamente come abbiamo visto accadere nello scorrere di un corso d’acqua di alta montagna, dove l’acqua riceve una serie infinita di informazioni naturali, specificamente informazioni di quell’ambiente.<br />
Ecco perche’, inquinando i corsi d’acqua che scendono giu’ dalla montagna, le sostanze che sono negative per l’uomo rimangono imprigionate sia a livello chimico che a livello di cluster energetici, ripercuotendosi sul nostro organismo.<br />
Da dove veniamo noi se siamo composti quasi totalmente d’acqua?<br />
Un noto esperimento, effettuato negli Usa, ha dimostrato come in un vaso chiuso, contenente acqua e gas atmosferici, attraverso il quale vengono fatti passare con opportune modalita’ campi elettromagnetici di varia intensita’ e frequenza (energia cosmica), e’ stata rilevata la comparsa di sostanze organiche. Si ipotizza quindi che la vita sia stata veramente prodotta, come le Sacre Scritture ci hanno tramandato nella loro semplicita’ divulgativa, proprio attraverso la luce e l’acqua, su cui lo Spirito di Dio (Energia Cosmica) aleggiava.<br />
Sta a noi meditare qualche istante sulla comprensione profonda di queste parole.<br />
Che acqua dobbiamo bere, quindi?<br />
Ci possiamo fidare di acquedotti obsoleti, che si vantano di essere tra i piu’ moderni d’Europa, che forniscono acqua di ottima qualita’, facendola ovviamente passare tra tubature incrostate da chissa’ quale miscuglio di sali, oppure opportunamente mescolata ad acqua di falda di qualita’ ben peggiore e di prezzo piu’ economico?<br />
Ancora. Che dire delle acque minerali dei supermercati o dei discount alimentari?<br />
Sicuramente ogni acquedotto ed ogni casa produttrice di acque minerali ha i suoi laboratori che verificano continuamente la potabilita’, ma cosa puo’ avvenire in un acquedotto dopo che le acque sono state analizzate da un laboratorio centrale, e vengono immesse in una rete urbana, ormai vecchia, con perdite, passaggi a rischio vicino a tubature fognarie? Parecchi rischi di contaminazione. La clorazione quindi si rende oltremodo necessaria anche con i rischi che presenta, ed e’ condizione necessaria di potabilita’, al punto tale che un’acqua di un acquedotto e’ potabile se ha disciolta una certa quantita’ di cloro attivo. Personalmente, ed in riferimento alle mie esperienze di medico olistico, essendo<br />
consumatore come tutti, e sulla base di conoscenze antiche e recenti sull’acqua, mi avvalgo di un metodo semplicissimo ed alla portata di ognuno di noi: la Radioestesia. Un mio collega medico, il dr Muratori, ha addirittura studiato a fondo una quantita’ enorme di acque, molto conosciute e poco conosciute, molto pubblicizzate e non pubblicizzate, compresa l’acqua di rubinetto. Questi studi hanno dato risposte utili per tutti, ed a costi zero: l’economia del metodo radiestesico, metodo poco noto in Italia ma molto praticato all’estero specie in Francia dove, nella forma moderna, e’ nato. Il metodo e’ in grado di valutare la tossicita’ assoluta del campione di acqua, dovuta a processi di lavorazione e<br />
conservazione, e la vitalita’ (i cinesi la chiamano Jing, gli indiani Prana), cioe’ l’informazione energetica che l’acqua induce nell’organismo. Il metodo Radioestesico non ha mai fallito, anche bendati, per non offrire influenze, la tecnica di risonanza. Ha sempre dimostrato la massima energia vibrazionale con le acque fresche di fonte, e la vibrazione era molto differente da marca in marca con quelle imbottigliate. In una buona percentuale di esse, si dimostrava che, era meglio quella di rubinetto. La massima espressione energetica-vibrazionale si e’ avuta con l’acqua della fonte di Lourdes.<br />
L’acqua e’ vita, e noi siamo l’acqua, nutriamo la sete del nostro corpo in maniera solidale con le sue esigenze, perche’ e’ fonte di salute.<br />
Per chi desiderasse approfondire la tematica, imparando a riconoscere le acque buone dalle cattive, o come purificarsi l’acqua che si beve, consiglio il libro di un mio personale e caro amico, un ricercatore, biologo e naturopata, che da anni e’ impegnato a livello internazionale, in qualita’ di esperto e consulente, negli studi sull’acqua e le sue risorse, il dr Claudio Viacava, gia’ famoso alle cronache per i suoi studi, e per essere stato docente in scuole di Medicina Naturale in Italia e soprattutto all’estero, dove ha formato molti discenti sui segreti della Medicina Naturale: il libro e&#8217; &#8220;L&#8217;Acqua&#8221;, scritto con la collaborazione di una sua assistente, Gabriella Artioli, ed e&#8217; edito da Macroedizioni.</p>
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		<title>Acqua Forum 2009.</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Apr 2009 17:27:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L´acqua come diritto universale resta un sogno: il forum mondiale di Istanbul si ferma ambiguamente ed ipocritamente al concetto di acqua come bisogno Fonte: Greenreport http://www.greenreport.it di Federico Gasperini FIRENZE. L´analisi della crisi idrica globale avrebbe dovuto mettere tutti d’accordo (governi e movimenti per l’acqua), sulle cose da fare al termine del V forum mondiale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L´acqua come diritto universale resta un sogno: il forum mondiale di Istanbul si ferma ambiguamente ed ipocritamente al concetto di acqua come bisogno</strong><br />
<em>Fonte: Greenreport  <a href="http://www.greenreport.it/" target="_blank">http://www.greenreport.it</a><br />
di Federico Gasperini</em></p>
<p>FIRENZE. L´analisi della crisi idrica globale avrebbe dovuto mettere tutti d’accordo (governi e movimenti per l’acqua), sulle cose da fare al termine del V forum mondiale dell’acqua che si è tenuto ad Istanbul. Così non è stato, visto che ancora una volta l´accordo non è stato trovato se non sulla definizione di acqua come bisogno, assai meno impegnativa del riconoscimento dell´acqua come diritto fondamentale e inalienabile, individuale e collettivo.<br />
Eppure la situazione come è noto è preoccupante: 8 milioni di decessi l´anno sono attribuiti alla carenza idrica e a servizi igienico-sanitari inadeguati; 1,1 miliardi di persone non hanno accesso alle risorse idriche; 2,6 miliardi di persone hanno problemi igienico-sanitari; 3.900 bambini muoiono ogni giorno a causa della mancanza d’acqua; l´inquinamento dei corsi d´acqua e delle falde pare inarrestabile.<br />
In questo quadro il mutamento climatico in atto è un’aggravante: aumento delle temperature, inaridimento delle aree più calde e l’avanzare della desertificazione, sono tra le cause del numero sempre crescente di profughi ambientali, che scappano da guerre, fame e siccità.<br />
Infine le criticità derivanti dai settori di utilizzo: l’agricoltura è la maggior fonte di consumo e di spreco di acqua nel mondo e un importante fattore di ingiustizia sociale. In Sudafrica 600.000 agricoltori bianchi consumano il 70% delle risorse idriche del Paese mentre 14 milioni di persone sono senza accesso all’acqua potabile, informano da Legambiente (l’associazione ambientalista ha partecipato al Forum alternativo per l’acqua).<br />
Secondo il rapporto delle Nazioni Unite, considerata anche la crescita demografica, il rischio per il pianeta è che al 2030 metà della popolazione mondiale resti senza livelli adeguati di risorsa idrica. Fin qui i dati.<br />
La dichiarazione conclusiva del Forum ufficiale (a cui hanno partecipato nella scorsa settimana 25mila persone, capi di Stato e delegati provenienti da 155 Paesi), annunciata da 95 tra ministri e vice-ministri, sottolinea l’urgenza di migliorare l’accesso all’acqua e la necessità di «un miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie», per compiere un importante «passo verso la diminuzione in tutto il mondo dei decessi legati alla scarsità d´acqua».<br />
Per raggiungere questi obiettivi si pensa di integrare tre livelli di potere politico: i governi nazionali, le autorità locali e i parlamenti.<br />
Completamente soddisfatti gli organizzatori del V Forum anche in merito al documento finale: «una piattaforma per affrontare i problemi del mondo legati all´acqua, che non possiamo ignorare» commenta il segretario generale del Forum Oktay Tabasaran.<br />
Ma anche ad Instanbul l’acqua come “diritto” umano non compare nel testo conclusivo e ci si ferma al “bisogno” che come si sa cambia da situazione a situazione, e nelle diverse aree del mondo. Queste conclusioni non sono piaciute al Movimento globale per l’acqua pubblica come diritto umano, riunito nelle sue componenti nel Forum Alternativo.<br />
Ormai i due mondi non si riconoscono e non si parlano «Abbiamo detto chiaramente in faccia a questi signori che il Forum è illegittimo, antidemocratico, scorretto. Sono imbarazzati, disorganizzati, confusi» ha dichiarato Maude Barlow la rappresentante dell’Onu e attivista per la difesa dell’acqua, che ha tenuto un incontro con i movimenti provenienti da ogni parte del mondo- Il Forum è gestito dalle stesse persone che hanno creato la bancarotta mondiale. E’ un Forum per loro stessi, per cercare una soluzione economica al problema idrico» ha concluso Barlow. Accenti diversi ma stessa linea anche per Maurizio Gubbiotti, coordinatore della segreteria nazionale di Legambiente e relatore al Forum delle associazioni «Da una settimana qui a Istanbul si parla di acqua e dei problemi legati alla diffusione e al consumo dell’oro blu nel mondo. E’ un momento cruciale per ricordare che l’accesso all’acqua è una questione di sopravvivenza e quindi innanzitutto di diritti, per chiederne alle Nazioni Unite il riconoscimento, subito, come un diritto fondamentale e inalienabile, individuale e collettivo». Il Movimento per l’acqua, comunque nel suo complesso, può sicuramente affermare di aver registrato un grande risultato: molte le figure (istituzionali e non) che per tutta la settimana hanno partecipato ai lavori del vertice mondiale dissentendo fortemente dai contenuti e dall’impostazione, sono state contemporaneamente presenti e in maniera costruttiva alle iniziative del Forum alternativo.<br />
I movimenti hanno annunciato che continueranno a portare avanti la loro lotta stringendo alleanze locali anche con i governi come è avvenuto in Sud America «Buoni segnali arrivano dall’America Latina – riprende Gubbiotti- dove Bolivia e Paraguay hanno già inserito nella loro Costituzione un articolo che vieta la privatizzazione dell’acqua. Mentre in Colombia, la rete di associazioni ambientaliste Ecofondo ha raccolto 1.600.000 firme in favore di una proposta di referendum popolare, attualmente in discussione presso il Senato, per inserire lo stesso articolo nella Costituzione. Molte mobilitazioni, insomma, hanno portato i loro frutti. Questi movimenti vanno sostenuti ed è necessario dare voce in modo sempre più forte alle grandi vertenze sull’acqua nel mondo» conclude l’esponente di Legambiente.<br />
Fino a che non verranno superate le ambiguità del Consiglio Mondiale dell’Acqua, organismo privato, strettamente connesso alla Banca Mondiale e alle multinazionali, organizzatore del Forum ufficiale, sarà difficile poter riaprire il dialogo e nello stesso tempo si allontana la soluzione per il problema idrico globale che, vista la complessità, avrebbe necessità di unità di intenti. Ma l’Onu, che dovrebbe governare il processo in piena autonomia e nell’interesse generale, ha pochi poteri e i Paesi partecipanti al Forum ufficiale si sono guardati bene dal prendere impegni precisi, quelli che in base all’auspicio di molti, dovevano essere inseriti in una specie di protocollo di Kyoto per l’acqua.</p>
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